2016/07/03

14ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO C 2016.

RACCOGLIMENTO.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Ascolta, Israele, … Ascolta, N. … Ascolta chiesa che sei in … Eccomi, Signore … Aiuta tutti come aiuti noi …
 
LETTURA del formulario liturgico della messa dall’ingresso a dopo comunione.
Qualche chiarimento. La parola «pace – shalòm» = compimento: in Gesù Risorto è «pieno compimento» del Progetto eterno del Padre: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio Unigenito; ha riconciliato a sé il mondo in Cristo, affidando a noi la parola della riconciliazione; come il Padre ha mandato me io mando voi”. – Cristo-Shalom oggi è al centro della Messa. L’unico Mistero di Cristo si rivela oggi nell’aspetto specifico di Shalòm nel senso suddetto, nei testi biblici e nei testi eucologici.

 

 MEDITAZIONE o RILETTURA.
Nei testi biblici:

VANGELO, Lc 10,1-12.17-20. “La vostra «pace» scenderà su di lui”, – ciascun destinatario della missione universale. –

Il Signore designò altri 72 e li inviò a due a due …
– Gesù ha inviato i 12 e ora invia 72 discepoli. In persona del Padre, Gesù affida ai discepoli se stesso, Parola della piena riconciliazione con Dio. La Missione dei 12 Apostoli, del capitolo 9° di Luca, è chiusa all’interno d’Israele. Ora diventa missione aperta a tutte le genti, designate col numero 72, nazioni di allora. Questo avviene con l’essere fatti noi tutti un tutt’uno in Cristo.-

«Diceva loro: “La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque …

– Cioè, vi comunico gli stessi miei sentimenti, creo in voi lo stesso rapporto che io, vostro Maestro, ho con il Padre mio: fatti a immagine mia, vi rendo «simili» a me, perché mi testimoniate a tutti i popoli. Tutto Dio e tutta l’umanità in due discepoli in pieno accordo. –

Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, sacca, sandali, né salutate1. … In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”.
– Gesù Risorto piema realizzaione della riconciliazione dell’umanità con Dio in Cristo viene a questa casa!” –
La vostra pace scenderà …; altrimenti ritornerà …
– Nessuno viene a me se il Padre mio non lo attira. Se lo attira, ecco, ciascuno accoglierà me in voi -.
Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, … Non passate da una casa all’altra. 
– Nessuna differenza di cibi, persone, luoghi per chi vive in Dio unico Bene per tutti. –

Quando entrerete … e vi accoglieranno, mangiate, guarite …, dite: “È vicino a voi il Regno di Dio”. 

– Il Regno, pieno compimento del progetto divino su tutta l’umanità, sta al centro del testo: sta, nel cuore di Dio. Spetta a lui preparare ciascuno ad accoglierlo. Dio ci parla e ci prepara con la storia che ci procura; e suscita in noi una risposta da dare: –

Quando entrerete … e non vi accoglieranno, uscite … e dite: “Anche la polvere … scuotiamo in testimonianza che il regno di Dio è vicino”.

– In noi vi ha fatto visita il Signore. Si manifesta con pace: Mi sarete testimoni con la ‘pace’ di fronte ad ogni situazione. –

I 72 tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome».  Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Ma, Rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli = nella palma della mano di Dio».

– cfr prima lettura, dove Dio si dichiara tre volte ‘Marito Mio’ in bocca alla sua Sposa. Ciò che Gesù ha detto nel vangelo con Preghiera, Pace e Regno sfocia alla fine nella Gioia per la Pace, segno sensibile in te di piena realizzazione della riconciliazione di te uomo  con Dio in Cristo; e ritorna nel

Versetto al vangelo: La pace di Cristo regni nei vostri cuori; la Parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza.
prima lettura: io farò scorrere verso di essa – città con tutti i suoi abitanti -, come un fiume, la pace.
seconda lettura: Porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.
– ‘Stimmate’ sono il dono delle sofferenze affrontate con l’amore del Crocifisso Risorto in Paolo tipo d’ogni discepolo
opera dello Spirito Santo; sono ‘pace’, piena realizzazione di Cristo il Risorto in lui; sono un ‘vanto’. Stimmate pace vanto lo fanno acclamare in Cristo con tutta l’assemblea celebrante, tutti noi che ci prepariamo alla concelebrazione –
Versetto e Salmo Resp.: Acclamate Dio, voi tutti della terra.
 
– La vera pace del Risorto, come segno di «realizzazione della riconciliazione» di ciascuno con Dio in Cristo, ritorna
nei testi eucologici: = testi biblici usati dalla chiesa con varie sfumature per pregare in diversi momenti della messa-
Ingresso: Ricordiamo, o Dio, la tua «misericordia» – Shalòm, realizzazione di tutti i popoli uniti con Dio in Cristo, è detto fin dall’inizio: «misericordia» – in mezzo al tuo tempio = la tua Comunità -;
Un altro Ingresso specifica: Come il tuo nome o Dio, così la tua lode si estende ai confini della terra; di giustizia è piena la tua destra. – il tuo ‘nome’, la tua ‘lode’, fino ai ‘confini’, ‘giustizia’, impegnano tutta la tua ‘potenza’ = la tua ‘destra’ –
Colletta: O Dio che nella vocazione battesimale ci chiami ad ‘essere pienamente  disponibili’ – pace – all’annuncio del tuo regno, donaci il coraggio apostolico e la libertà evangelica – segni di pace interiore – perché rendiamo presenti in ogni ambiente di vita la tua parola di vita e di pace. Per C. n. Sgn.
Versetto e Salmo Resp.: Acclamate Dio, voi tutti della terra.
– Eucologia minore che sfocia nella eucologia maggiore = la Preghiera Eucaristica che segue. –
Sulle offerte: Questa offerta ci conduca di giorno in giorno a esprimere in noi la vita nuova di Cristo.
– La pace come realizzazione quotidiana. –
Antifona alla comunione: Gustate e vedete come è buono il Signore; Beato l’uomo che in lui si rifugia.
– Alla comunione si ‘gusta’ la pace, la sua realizzazione nell’esistenza quotidiana. Tutte le parole nella liturgia fanno ciò che dicono; ma queste dell’Antifona alla Comunione realizzano al massimo ciò che dicono, cfr Principi e Norme per l’uso del Messale Romano, n. 56 i. –
Antifona alla comunione: il Signore designò altri 72 discepoli e li inviò a predicare il regno.
– Una seconda ant. alla com. per dire: quanto detto nella prima antifona alla comunione vale per tutti. 72 sono le nazioni d’allora. l’Invìo è di tutti a tutti a loro volta inviatis. Il Padre invia il Figlio nel mondo che tanto ama. Il Figlio invia i discepoli e successori con lo stesso suo amore. –
Dopo Comunione: … Fa’ che godiamo i benefici della salvezza e viviamo sempre in rendimento di grazie.
– Pace come profonda, costante gratitudine detta Eucaristia-
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Vers. Resp.:
GRANDI SONO LE OPERE DEL SIGNORE,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per Gesù tuo Figlio:
in lui hai realizzato la piena riconciliazione con l’umanità;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito: sia fra noi Gesù Risorto che realizza pienamente in sé la tua riconciliazione con tutti noi;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
piena riconciliazione con te in tutto ciò che siamo e facciamo nel suo nome;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
inviati da lui davanti a sé, hanno partecipato della sua gloria e del suo rapporto con te fin da questo mondo;
lode finale: esplosione di tutti i sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria:
per Cristo nello Spirito Santo ti possiamo chiamare “Padre nostro” e partecipare ancbe noi din d’ora della sua gloria.
 
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., VOCAZIONE ALL’INTIMITÀ:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione:
vocazione all’intimità, come esigenza primaria in ogni uomo;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza:
vocazione all’intimità, d’Israele con Dio mediante alleanze;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi:
vocazione all’intimità, in Gesù con il Padre da cui è uscito;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso:
vocazione all’intimità, nella Chiesa in Cristo con il Padre;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità:
vocazione all’intimità, di tutta l’umanità col Padre e il Figlio in Cristo.
 
Preghiamo: O Padre, che ci hai mandato il Figlio perché regni la pace di Cristo nei cuori di tutti gli uomini; fa’ che la parola del tuo Figlio abiti nei nostri cuori nella sua ricchezza, e ognuno sulla terra acclami le tue grandi opere in comunione con i santi del cielo. Per C. ns Signore. Amen.
 
1 Preghiera: cordiale esperienza d’interiore sintonia  con i sentimenti di Gesù.
Pace: realizzazione dell’amore del Padre che ama il mondo da dare il Figlio.
Regno di Dio: proposta non imposta né distratta d’infinito amore condiviso.
Gioia: di agnelli vincitori sui lupi. – Già Iavè disperse ‘Israele’ = l’Agnello fra  le ‘genti’ = i Lupi. Destinatari di Pace, tutti: ‘agnelli’ e ‘lupi divenuti agnelli’, inviati a testimoniarne l’esperienza a tutti. Ascolta: oc14cd¹°16

 

 

 

 

Pubblicato in 2016

FESTA ELLA PAROLA

DIstrazione

2015/10/11

laparola di Dio si diffondeva – per francy

* FESTA DELLA PAROLA
28ª DOMENICA ANNO B – 11 ottobre 2015

giusti cinquant’anni dal Concilio Vaticano secondo.

Nell’11 ottobre 1962, sotto il manto di Maria SS. Madre di Dio,

trasferita poi al 1° gennaio nell’ottava di Natale,

PAPA GIOVANNI XXIII CONVOCA IL CONCILIO VATICANO II:LA PERSONA DI GESÙ PASTORE SIA NOTA AL MONDO”.
Il gregge deve imparare il linguaggio del Pastore: c’è fretta. Dopo soli tre mesi dall’inizio del suo Pontificato il sommo Pontefice indìce il Concilio Vaticano II. Duemilacinquecento fra Cardinali, Arcivescovi e Vescovi nel 1962 sono intorno al Sommo Pontefice nella basilica di San Pietro. Non per dichiarare dogmi, non per condannare eresie, ma per rivelare al mondo la Fonte della Vita nella sua novità assoluta, per la gioia di tutta l’umanità. Brilla, infatti, luminosa la prima volta nella sua autorevolezza la Persona del Verbo fatto uomo, il Signore Gesù Risorto, nostro Capo operante in noi sue membra ancora visibili. Il Verbo si apre verso tutti. La Parola efficace di Gesù si estende nei cuori e nel vivere quotidiano, a partire dalla Liturgia. Il documento liturgico inizia col programma: “Far crescere ogni giorno più la vita cristiana tra i fedeli”. La Liturgia si presenta come introduzione a tutto il Concilio nelle sue quattro sessioni. Dal 1962 al 1965, sotto i pontificati di Giovanni XXIII e Paolo VI, sono promulgati quattro Costituzioni, tre Dichiarazioni, nove Decreti nella cornice della Parola di Dio celebrata.

PAOLO VI PROMULGA LA COSTITUZIONE LITURGICA, «SACROSANCTUM CONCILIUM» il 4 Dicembre 1963, esattamente quattrocento anni dopo il Concilio di Trento (1563). Il Sommo Pontefice acclama: “Vi ravvisiamo di avere rispettato la gerarchia dei valori. A Dio il primo posto. La Preghiera, nostra principale occupazione. È arrivato il tempo in cui il Popolo Cristiano con noi pregante e orante sciolga la muta sua lingua e canti le Lodi di Dio e le Speranze degli uomini. Sulle labbra di tutti i Fedeli, oltre «la Lode dell’Opera di Dio con il Breviario», ora risuona anche «la Parola del Sacrificio Eucaristico, sommamente efficace!». Si capisca che «la Chiesa è comunità orante, popolo di Dio, nutrita di cibo adeguato, alimentata del suo Signore»”.
Il Signore, Bontà e Misericordia, ispira Paolo VI a convocare il Consilium ad exequendam Constitutionem «De Sacra Liturgia» e cogliere frasi e preghiere dai testi della messa, e formare un KIT**: frasi necessarie e sufficienti per cogliere il senso appropriato della celebrazione che culmina nell’Eucaristia, in cinque parti: 1.Grazie, Padre, per il tuo Figlio Gesù. 2.Ora, Padre, manda lo Spirito e Gesù sia fra noi. 3.In noi, Padre, si offre a te Gesù. 4.Tutti, Padre, accogli in Cristo. 5.A te, Padre, ogni onore e gloria per Cristo in Spirito Santo.

** kit = pezzi necessari e sufficienti per cogliere il senso del formulario liturgico.

Lettura e Meditazione ti guidano a completare Preghiera Eucaristica e Contemplazione.

Con la costanza «cammini» non solo fisicamente insieme a Gesù, ma in sintonia interiore con Lui.

 

GIOVANNI PAOLO II APPREZZA L’ESPERIENZA LITURGICA CON QUESTE PAROLE:
“Invito tutti a trarre ogni vantaggio dalla Liturgia Eucaristica delle Messe, sia festive che feriali. Il Lezionario e il Messale, infatti, sono lo strumento costante, vivo e a molti familiare per conoscere e alimentare la fede. Rispondono a interrogativi di coscienza. I presbiteri valutino appieno la preziosità di tale mezzo che forma forti personalità cristiane”.
«Per quest’opera Cristo è sempre presente nella sua Chiesa. È Lui che parla quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura» (SC 7): Luce di verità, Potenza di grazia, Viatico, che sostiene a servizio del bene». Il Messale, quindi, con il suo ampio Lezionario, è quotidiana «mensa» della Parola di Dio. Può ben essere considerato il manuale universale della catechesi per tutto il popolo: in parrocchia, in ogni chiesa o comunità»” (Giovanni Paolo II all’Episcopato del Triveneto, 26 Gennaio 1991).
Ciò che la Parola, il Verbo dal Padre, che conosce il Padre, ci rivela, diventa Risposta del Verbo, fatto uomo, al Padre, posta sulle labbra di noi tutti, membra dell’assemblea liturgica. Questo dialogo trinitario, fra Padre e Figlio nello Spirito Santo, costitutivo della 1ª e 2ª parte della Messa, diventa in noi apprendistato alla Liturgia dell’Assemblea celeste. Uniti a tale Coro acclamiamo: Santo, Santo, Santo…

* Estratto dallo scritto a papa Francesco, suggerito da S.Ec. Giampaolo Crepaldi, consegnato a S.Em. Angelo Comastri, Arciprete del Vaticano, 12 Marzo 2014.  Cf la parola di Dio si diffondeva …».laparola di Dio si diffondeva – per francy

PAPA FRANCESCO PRECISA: “QUESTO DIALOGO CELESTE CE LO INSEGNA LA MADRE MARIA, TIPO E MODELLO DELLA MADRE CHIESA.
Non si diventa cristiani da sé, cioè con le proprie forze, in modo autonomo; neppure si diventa cristiani in laboratorio; ma si viene generati e fatti crescere nella fede all’interno di quel grande corpo che è la Chiesa. Una madre che ci dà vita in Cristo e che ci fa vivere con tutti gli altri fratelli nella comunione dello Spirito Santo. In questo la Chiesa ha come modello la Vergine Maria: il modello più bello e più alto che ci possa essere. È quanto già Le Prime Comunità Cristiane hanno messo in luce e il Concilio Vaticano II ha espresso in modo mirabile (cfr Cost. Lumen gentium, 63-64). La maternità di Maria è certamente unica, singolare, e si è compiuta nella pienezza dei tempi, quando la Vergine diede alla luce il Figlio di Dio, concepito per opera dello Spirito Santo. E tuttavia, la maternità della Chiesa si pone proprio in continuità con quella di Maria, come un suo prolungamento nella storia. Guardando Maria, scopriamo il volto più bello e più tenero della Chiesa; guardando alla Chiesa riconosciamo i lineamenti sublimi di Maria. Non siamo orfani. La Chiesa è madre, Maria è madre.
La Chiesa ha ricevuto da Gesù il tesoro prezioso del Vangelo, non per tenerlo per sé, ma per donarlo generosamente agli altri, come fa una mamma. In questo servizio di evangelizzazione si manifesta in modo peculiare la maternità della Chiesa, impegnata, come una madre, ad offrire ai suoi figli il nutrimento spirituale che alimenta e fa fruttificare la vita cristiana. Tutti, pertanto, siamo chiamati ad accogliere con mente e cuore aperti la Parola di Dio che la Chiesa ogni giorno dispensa, perché questa Parola ha la capacità di cambiarci dal di dentro. Solo la Parola di Dio ha questa capacità di cambiarci ben dal di dentro, dalle nostre radici più profonde. Ha questo potere la Parola di Dio! E chi ci dà la Parola di Dio? La Madre Chiesa. Lei ci allatta da bambini con questa parola, ci alleva durante tutta la vita con questa parola, e questo è grande! E’ proprio la Madre Chiesa che con la Parola di Dio ci cambia da dentro. La Parola di Dio che ci da la Madre Chiesa ci trasforma, rende la nostra umanità non palpitante secondo la mondanità della carne, ma secondo lo Spirito.

– Papa Francesco nell’udienza generale del 3 Settembre 2014. «www.lapreghiera.org/audio/udienza3.9.15» continua…

la Parola di Dio si diffondeva-perPapaFrancesco