01/02/2004 – T. ORDINARIO – ANNO C – 04 DOMENICA – 2004
4ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO
1 Febbraio 2004
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE
MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce del versetto al vangelo:
Benedetto sei tu, Padre, Signore del cielo e della terra, perché ai piccoli hai rivelato i misteri del regno dei cieli.
Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa io grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); così nel dialogo, alla comunione, mi dici chi sei e cosa fai oggi in noi (Antifona alla Comunione): Oggi si è adempiuta la Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi.
Oggi si è adempiuta la Scrittura: benedetto sei tu, Padre, che hai rivelato il regno ai piccoli.
Gesù prese a dire nella sinagoga. “Oggi si è adempiuta questa scrittura”: affermazione chiave per la retta esegesi di tutto il Vangelo. Quello che vedete in me, quello che avviene ora e sentite da me, dice implicitamente Gesù, non è altro che la realizzazione delle promesse antiche. (Lo stesso verbo, qui usato al perfetto per indicare il compimento di un evento passato i cui effetti durano nel presente, viene ripetuto da Luca nei punti nevralgici della sua opera. 9,51: viaggio a Gerusalemme; At.2,1: Pentecoste; 19,21: inizio della nuova attività di Paolo). Isaia offre il nocciolo del Vangelo di Gesù che Luca svilupperà: libertà e grazia. Destinatari sono i poveri, contriti di cuore, preferiti da Javè, e sono anche i prediletti di Gesù.
“Che voi avete udita” = “per voi che mi ascoltate”. “Questa Scrittura” è sintetizzata “in anno di grazia”: = tempo di perdono che Dio accorda a quanti gli si accostano con sentimenti di umiltà e povertà, tempo di pace shalom: di Dio = suo dono amoroso; da Dio: bene atteso dall’alto; con Dio: riconciliazione con il suo amore. – Liberami, difendimi per la tua giustizia, Signore.
Meravigliati, tutti gli rendevano testimonianza. Tutti mostravano di avere ben capito che Gesù era la realizzazione delle promesse antiche; promesse riassunte nell'”anno di grazia”, espresso con “parole di grazia uscite dalla bocca” di Gesù. L’attenzione passa dalla parola di Dio nel profeta Isaia letto da Gesù nella sinagoga alla stessa persona di Gesù, oggetto di attenzione dei nazaretani che ne furono meravigliati.
Suscitava meraviglia il fatto che Gesù fosse figlio di Giuseppe, che è uno dei loro, eppure si realizzassero in lui le promesse di Dio. E ne avevano la prova da “tutto ciò che avevano udito che accadde a Cafarnao, prima di “udire le parole di grazia (cioè charis-matiche, ispirate, profetiche) che uscivano dalla sua bocca” nella sinagoga di Nazaret.
Gesù come Elia è mandato non per i soli giudei. Ora Gesù rivela il cuore dei suoi connazionali e l’atteggiamento di Dio; rivela la mancanza di fede dei connazionali e dice con un proverbio: Voi vorreste che io operi qui a Nazaret ciò che ho operato altrove, per esempio a Cafarnao. Ma sono impedito a farlo perché non accogliete il profeta che Dio ha suscitato in mezzo a voi. E porta l’esempio di Elia ed Eliseo, non accolti dai connazionali per mancanza di fede; ma da due persone straniere; rivela l’atteggiamento di Dio che “non fa differenze di persone, ma in ogni nazione colui che lo teme e pratica la giustizia è a lui accetto”. Con l’esempio degli stessi due profeti accolti da stranieri come la vedova di Zarepta e Naaman il Siro, Gesù intende dire: Opererei anche a Nazaret, se fossi accolto come a Cafarnao (Non si conosce altra visita di Gesù a Nazaret, suo paese natio).
Tutti, pieni di sdegno, lo cacciarono; ma Egli se ne andò. La parola di Gesù non porta a resipiscenza quelli che sono in preghiera nella sinagoga; ma evidenzia l’intenzione del loro cuore omicida (vedi Gesù a Giuda: “Quello che devi fare fallo subito”… Così, preso il boccone, Giuda uscì subito. Era notte.Gv.15,27-30)
La comunità di Nazaret chiude i cuori nell’invidia, anziché aprirli all’emulazione, come Gesù desidererebbe. Il cuore accecato dalla gelosia non vede la propria colpa, ma la fa cadere su altri che sarebbero la causa di ogni male: e cercano di eliminare Gesù, presagio della futura passione. Ed è tale la cecità di chi è chiuso così in se stesso, che guarda senza vedere: “Gesù, passando in mezzo a loro, se ne andò”. Gesù passa, vive in mezzo a noi e noi non ce ne accorgiamo.
Nessuno poteva fargli del male, perché non era ancora giunto il tempo della sua ora (cfr Lc.9,51); ma questo è l’inizio del movimento verso Gerusalemme, dove Egli porterà a termine la sua missione (cfr il verbo greco: eporéueto).
La dinamica di questi fatti avvenuti con la visita di Gesù a Nazaret è il modello dei fatti che porteranno Gesù e i suoi seguaci alla morte.
La mia bocca annunzierà la tua giustizia.
Oggi si è adempiuta la Scrittura: benedetto sei tu, Padre, che hai rivelato il regno ai piccoli.
Mi fu rivolta la parola del Signore. Ogni profeta parla in nome del Signore. Gli eventi di cui parla fanno parte del piano salvifico di Dio. Dio dà garanzia del suo intervento sul profeta, e deve garantire anche la realizzazione dei fatti annunziati dallo stesso profeta. Vedi vangelo: Gesù è la Parola del Padre; è la realizzazione delle parole di tutti i profeti; è segno che Dio ha mantenuto la parola detta tramite i suoi profeti; dalla sua bocca escono parole di grazia; ed Egli compie fatti di grazia: quanto abbiamo udito che accadde a Cafarnao.
Ti ho stabilito profeta delle nazioni. Elezione dal seno materno. I verbi pongono l’uomo, vita e attività entro il cerchio della dipendenza e onniscienza divina. Santificare = riservare per un incarico divino, Irreversibile. Profeta = interlocutore fra mandante e destinatario. Il testo salta dei versetti: salta tutta la reazione di Geremia alla chiamata, e arriva subito alle disposizioni che Dio comunica al suo popolo tramite il profeta. Anche Gesù è uscito dal seno del Padre (Gv 1,18): partecipa del disegno del Padre sull’uomo. Lo Spirito lo ha consacrato e mandato come compimento = l’Oggi, il Dio presente.
Alzati e dì loro tutto ciò che ti ordinerò. Preparati all’azione carica della forza di Javè. Non spaventarti…altrimenti…: esortazione e minaccia, perché deve essere fedele alla sua missione con l’aiuto di Dio, da una parte; dall’altra ha l’ostilità dei suoi compatrioti. A tutti gli avversari Geremia resiste in forza di Javè; ma se non aderisce a Javè, si trova due volte nel timore. Non temere altrimenti io ti faccio temere: temi gli uomini, e molto più temerai me, perché sei solo davanti agli uomini e solo davanti a Dio. Cioè la stessa parola di Dio condannerebbe Geremia. Quale che sia la reazione dei nazaretani, Gesù ha l’animo di chi non si spaventa.
Oggi io faccio di te una fortezza contro tutto il paese. «Fortezza = città fortificata»; «colonna di ferro»; «muro di bronzo»: tre immagini per dire che in Dio come Geremia sei inespugnabile: non potranno fare tacere la sua voce. Sforzi vani quelli di tutto Israele: re, principi, sacerdoti, tutto il popolo del paese.”Le porte degli inferi non prevarranno» (Mt.16,18). E Gesù passò in mezzo a loro”.
Non ti vinceranno: io sono con te. La vittoria assicurata non esime il profeta dalla battaglia. Finchè c’è lotta da parte di avversari, è assicurata la superiore assistenza divina. Si tratta di un piano non umano che Dio stesso garantisce. E’ un patto tra Javè e i chiamati a realizzare il suo piano, umanamente arduo, perché è un progetto divino. Gesù è venuto in un mondo fatto da Lui, ma divenutoGli nemico; Nazaret, paese natio, è suo avversato; ma il Padre è con Lui: “Io sono con te” Salvatore, di tutti.
La mia bocca annunzierà la tua giustizia.
Oggi si è adempiuta la Scrittura: benedetto sei tu, Padre, che hai rivelato il regno ai piccoli.
Vi mostrerò la via migliore. Gesù è la Via. Sopra di Lui e in Lui c’è lo Spirito di Carità del Padre. Nello stesso Spirito noi tutti siamo battezzati = immersi: abbeverati da Dio stesso (vedi passivo) in un solo Spirito, lo stesso Spirito che è sopra Gesù. La seconda lettura descrive per noi l’atteggiamento di Gesù di fronte ai nazaretani, come di fronte a noi: mentre viene in noi, ci trasforma, ci alimenta dello stesso suo Spirito, e continua a passare in mezzo a noi: ad andare verso la Gerusalemme del dono di se stesso per noi. «Vi mostrerò», dice Paolo, come lo Spirito con la sua Forza vi spinge a camminare nella sua Carità.
Non avessi la carità: sono un bronzo che risuona. L’Amore divino è presente nell’uomo in forza dello Spirito Santo; è un Amore per se stesso aperto all’altro, al fratello («Và dai miei fratelli»). L’Amore che viene da Dio ha queste caratteristiche: fa uscire l’uomo da se stesso; lo dirige verso il suo fratello; supera tutte le barriere restrittive dell’egoismo; orienta spontaneamente il fratello verso Dio. Questo Amore che viene da Dio, amore soprannaturale, suppone le capacità naturali di amore; le rinnova in chi lo accoglie (prega); si esprime mediante le stesse capacità naturale (Vita divina / umana come in Gesù). È una novità che Paolo esprime con un termine inusitato (agape), quindi più facile ad essere riempito di questo nuovo significato. Paolo parla dell’agape con lo stile del Cantico dei Cantici. Tre strofe ascendenti: confronto agape – carismi: per dire che senza l’agape non c’è vita; caratteristiche essenziali della carità o agape; confronto e trascendenza della carità su ogni altro dono o carisma, perché non ha fine. Primo aspetto dell’amore è la sua superiorità sulle lingue, che senza amore non servono a nulla: non comunicano. Gesù, mosso dallo Spirito, esce dal Padre; si dirige ai fratelli raffigurati nei nazaretani, comunica proprio con loro nell’amore, e può essere testimoniato da loro; supera tutte le difficoltà in se stesso, in quanto il suo corpo gli obbedisce perfettamente nel comunicare, e supera le difficoltà che gli vengono dagli altri, cioè ora dai nazaretani; è intento a dirigerli verso il Padre. Così le capacità naturali in Cristo e nei cristiani sono rinnovate, e l’Amore di Dio può esprimersi tramite loro: la parola umana diventa parola di Dio; la lingua umana con la carità serve a comunicare (senso teandrico = divino e umano della vita)..
Non avessi la carità: non sono nulla, niente mi giova. L’essere cristiano non è opera umana; ma dello Spirito Santo che fa intravedere ed esprimere il senso misterico della storia, con la profonda adesione interiore della fede, senza la quale ogni dono di cose o di se stessi non giova a nulla. Gesù, pieno dello Spirito del Padre, è il senso della storia, è la Parola viva ed efficace, che penetra fino alla divisione delle midolla, conosce il cuore dell’uomo. Gesù rivela ai nazaretani il loro cuore e rende presente l’atteggiamento di Dio paziente verso tutti. Tutto è al Suo servizio in vista della salvezza dell’uomo. I fedeli possono seguire Gesù: crescere verso la maturità del suo Spirito.
La carità si compiace della verità. La carità o Amore / Spirito di Dio ha gli attributi di Dio paziente, misericordioso, giusto: desideroso solo del bene, in tutti i sensi, e ha la forza di compierlo contro ogni apparente realtà contraria. L’uomo che ama, ha la forza di Dio stesso. Il fallimento di Gesù a Nazaret è solo momentaneo: è superato dalla carità di Cristo, che oltraggiato non risponde con oltraggi: tutto spera, tutto sopporta… Così Cristo si manifesta nella Chiesa, in noi.
La carità non avrà mai fine. E’ la vita di Dio estesa all’uomo che è nel tempo. Quindi l’essere cristiano ha due conoscenze, o dimensioni vitali che sono fra loro in rapporto di crescita: la rivelazione cresce a vari livelli (cinque, secondo LG, 2: vedi contemplazione): dall’imperfetto al perfetto. Gesù ritorna a Nazaret “cresciuto” in Sapienza = Amore Spirito Santo che ha rinnovato la sua umanità eloquente, e rinnova i nazaretani..
Vedremo a faccia a faccia: conoscerò come sono conosciuto. Dall’essere bambino il cristiano cresce fino all’età matura del Cristo che siede alla destra del Padre: dall’immagine al «faccia a faccia», dal parziale al completo. Gesù comincia a dire nella sinagoga; continuerà a dire fino alla piena rivelazione.
Rimangono la fede, la speranza, la carità; ma di tutte più grande è la carità. Appartengono alla vita presente del cristiano la fede che non è conoscenza per visione (2Cor.5,7), la speranza che non possiede ancora ciò a cui aspira (Rom.8,25). Solo la Carità è eterna perché è Dio stesso (1Gv.5,8). Gesù è il regno eterno di Dio in mezzo a noi: abbiamo già ciò che vedremo.
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Vers. Resp.: Le tue parole, Signore, sono spirito e vita,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
Compimento di tutte le Scritture;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
Cristo in mezzo a noi è l’Oggi delle tue Promesse;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
la tua carità operante e vivificante;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
chiamati dal seno materno a essere «simili a te» a immagine di Gesù;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria:
dai tuoi figli che nutri alla mensa del tuo unico Figlio.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., Il Compimento:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: compimento, d’ogni patto umano sottoscritto;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza compimento, della chiamata di Geremia dal seno materno;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: compimento, della Scrittura nella persona di Gesù;
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manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: compimento di Gesù / Carità in ogni persona umana;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. compimento, del disegno di vita del Padre su tutta l’umanità.
Preghiamo:
O Padre, Signore del cielo e della terra, tu sei Benedetto dal Figlio tuo nostro Fratello, perché ai piccoli riveli riveli i misteri del regno dei cieli; fa’ che la nostra bocca annunci la tua giustizia. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).