01/03/1998 – MESSA:MisteroSacramento-s.Leonardo-giugno07-1/5
LA MESSA, MISTERO e SACRAMENTO.
Parrocchia di San LEONARDO. Giugno 2007
Ci prepariamo alla messa, mistero e sacramento, prendendo in considerazione questi suoi cinque aspetti:
1/5. Raccoglimento – Riti d’Introduzione,
2/5. Lettura – Liturgia della Parola,
3/5. Meditazione – Rilettura omiletica,
4/5. Preghiera – Eucaristica,
5/5. Comunione – Contemplazione del Piano di Dio.
Li applicheremo poi ai due formulari liturgici della messa, Vigilia e Giorno, di San Giovanni Battista, 23-24 giugno 2007.
RACCOGLIMENTO – Riti d’Introduzione. Aspetto 1/5.
Cominciamo a raccoglierci con il segno della croce.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Alla messa ci sono Riti d’Introduzione, dall’ingresso alla preghiera di Colletta, per raccoglierci, per prendere coscienza che siamo riuniti dal Signore, e preparati dallo Spirito ad ascoltare la Parola che segue, e a fare ciò che Gesù ci comanda, dicendo: “Fate questo in memoria di me”.
In famiglia o in privato, fuori della liturgia come ora, possiamo raccoglierci prendendo anche un’altra formula, come la preghiera della bibbia:
“Ascolta, Israele, Io sono il Signore Dio tuo…! (Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso”). Invito che Dio fa a Israele perché lo ascolti, con tutto se stesso, come unico Signore. Invito che Dio rivolge a tutti e a ciascuno individualmente. Noi possiamo ripeterlo sostituendo “Israele” con il proprio nome, e dire, per esempio:
“Ascolta, N. [es. Luca], in segreto, se vuoi; e dopo, anche il nome di altri, individui o comunità, per esempio: “Ascolta, Chiesa che sei in N. [es. Padova]”; uno può dire il nome d’una persona o comunità, e tutti, fatti voce del Signore verso quella persona o comunità, ripetono il nome suggerito: “Ascolta, N. [Io sono il Signore Dio tuo…]”; rispondendo a nome proprio o della stessa persona o comounità suggerite:
Eccomi, Signore: aiuta N. ad ascoltarti, come ora aiuti noi (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 2,1s).
Alcune puntualizzazioni sul Raccoglimento, così sintetizzato, come faremo sugli altri aspetti.
Dio ci chiama all’esistenza, e alla conversione cioè a «guardare oltre» l’esistenza terrena, a guardare in Cristo, nostro capo.
Siamo famiglia-piccola Chiesa. Il Signore ci fa partecipi del suo Amore salvifico per tutti: ci fa “sacramento o segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano”(LG 1).
Tutti, come individui e comunità, siamo fatti voce di Dio all’umanità e voce dell’umanità a Dio. Echeggia in noi il rapporto di Gesù con il Padre. In noi il Signore Gesù continua a portare tutti davanti a Dio. Il Figlio prediletto prega in noi, prega per noi, lui pregato da noi (S.Agost.). Con l’intenzione interiore di aderire a Cristo ed essere uniti al suo sacrificio, continuamente immolato sugli altari del mondo, e di accogliere volentieri da Dio la propria esistenza -quale che essa sia- in favore della persona o della comunità ecclesiale nominate, ciascuno/a ripeta in segreto il nome dei propri familiari e altri, delle varie comunità, ecc….: “Ascolta,…!”; “Ascolta,…!”,…; e risponda per ciascun familiare, comunità, ecc…: “Eccomi, Signore! Aiutalo/a come ora aiuti me ad ascoltarti,…!”.
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Segue LETTURA dei testi.
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In questa lettura ascoltata, come nelle altre, distinguiamo METODO e CONTENUTO, sempre presenti in tutte le letture.
Metodo
Proposto dalla Chiesa per tutti i fedeli: “I fedeli partecipino con frequenza alle messe feriali (tanto più a quelle domenicali e festive) e, quando ciò non è possibile, siano invitati a leggere almeno i testi delle letture corrispondenti in famiglia o in privato” (Partecipazione e Celebrazione delle Feste Pasquali, Congreg. per il Culto, n.13; del 16.01. 1988);
Metodo richiamato dal Papa Giovanni Paolo II più volte (cfr per esempio discorso ai Vescovi del Triveneto 26.01.91): “Tale mezzo prezioso qual è il Messale con il suo ampio Lezionario, quotidiana mensa della Parola di Dio, manuale universale della catechesi per tutto il popolo, in parrocchia, in ogni chiesa o comunità, è luce di verità, potenza di grazia che suscita nell’animo quanto esprime, viatico che sostiene nella ricerca e nell’impegno a servizio del bene”;
Metodo permanente nella vita della Chiesa secondo possibilità e modi diversi. Oggi è facilitato dalla stampa: la Chiesa ha sempre conosciuto e vissuto la Parola di Dio nella liturgia, nella celebrazione; nella messa, culmine e fonte della vita; è partecipazione attiva, è rapporto personale secondo la legge dell’amore: ciascuno in rapporto con l’Eucaristia della propria comunità parrocchiale… È sempre in atto un gruppo di preghiera sicura, efficace, garantita dallo Spirito Santo Amore, mai venuta meno. Siamo invitati a trarne profitto;
Metodo per tutti: lo Spirito Santo dice e assicura che tutti possono conoscere la sua Parola di affetto e di salvezza totale, leggendo e rileggendo la Parola, proprio come chi ama, custodisce e confronta le parole di una persona amata;
Metodo fatto di un rapporto personale coinvolgente, si chiama Preghiera, nel senso che Dio parla e suscita in noi la risposta (preghiera): lo Spirito prega in noi con gemiti inesprimibili, e ci coinvolge nella sua preghiera al Padre. L’iniziativa è del Signore che dice: Se anche qualche creatura… ti può tradire, Io non ti tradirò mai! Ti aspetterò sempre! Perché ti ho legata/o a me per sempre. E’ un invito ad aderire e fare liberamente ciò che devi fare: l’Amore, infatti, è un rapporto che suppone libertà (Di qui tutti i Princìpi e Norme per l’uso del Lezionario e del Messale: Cfr prime pagine del Lezionario e del Messale che stanno sull’altare);
Metodo di Amore; è in noi come un germe divino, un alito di vita, un desiderio di bene, di vita, di gioia, di pace, di felicità infiniti(Cfr Gaudium et Spes, nn. 3, 10, 11); è lo stesso Signore Gesù che cresce in noi come un seme, con le leggi di un seme che conosce arresti, e crescita veloce… secondo tempi e momenti, propri di ciascuna persona: se ne può cibare il più piccolo… come il più grande, nessuno vi si accosta senza essere sufficientemente nutrito da Dio, che fa crescere e disseta tutti, come una fontana che non si prosciuga mai;
Metodo che a noi chiede solo disponibilità ad accogliere; come a un neonato è sufficiente la capacità di succhiare…
Contenuto
Tutto è già preparato, come il latte, il cibo per un neonato: sarà proprio quel cibo preso dal neonato con l’amore e l’affetto da parte dei genitori a far crescere il bambino fino a rendersi anche conto del cibo che l’ha alimentato. Nei primi secoli erano necessarie almeno tre quaresime per introdurre un catecumeno alla vita cristiana.
Tutta l’esperienza della Chiesa è stata raccolta intorno alla domenica di Pasqua, tipo di ogni Domenica: la sposa è in festa per quaranta (quaresima) giorni di preparazione allo sposo che viene, e continua a festeggiare per cinquanta giorni (da pasqua di risurrezione a pentecoste) la sua presenza. Si ha così il ciclo pasquale: «un periodo di tempo» perché prendiamo coscienza di «tutto il tempo». Questo è lo spirito della lettura quotidiana: ogni messa, ogni giornata racchiude quello che troviamo esteso in tutto il ciclo pasquale.
Con la prima Domenica di Quaresima inizia la festa. Facciamo la comunione nello Spirito. Diciamo: “Vieni, Signore Gesù!”. E Lui c’invita a ripetere (vedi Antifone alla Comunione, per esempio di oggi): “Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai: l’uomo vive di ogni parola che esce dalla sua bocca”;
All’inizio della Quaresima, la prima cosa che la Chiesa dice al catecumeno, cioè a colui che vuole essere cristiano, e a tutti i fedeli, è proprio questa: la lettura quotidiana della parola che esce dalla bocca di Dio, la lettura dei testi corrispondenti alla messa del giorno (Cfr sopra: “I fedeli siano invitati …”) sia sulla tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica;
Dio parla a noi in Cristo, noi in Cristo rispondiamo al Padre: continua in noi il colloquio di Gesù con il Padre suo. Il diavolo ha cercato di romperlo; Gesù lo ha mantenuto: la voce dal cielo dice: “Tu sei mio Figlio, in te tutto il mio piacere”. Il diavolo dice: “Se tu sei figlio di Dio, trasforma pietre in pane…, bùttati giù…, tutto è tuo…,” no?!. Gesù risponde al diavolo: «Il Padre mi dice: “Tu sei mio Figlio!” e io vivo in ascolto di questa sua voce, «della parola che esce dalla sua bocca»;
Solo così anche il mio fedele supera con me ogni difficoltà. Per questo lo Spirito del mio Amore mi ha spinto nel deserto, in questo mondo, con te: per vincere e farti vincere il male. Non temere!
Così, nel RACCOGLIMENTO, continua sulla terra il colloquio eterno tra il Padre e il Figlio. La prima domenica di Quaresima ci dice anzitutto che questa vita di Cristo, vittorioso su satana, si compie in noi. La prossima (seconda) domenica ci fa già intravedere la meta: ci mostrerà che il Padre si compiace del Figlio, e Gesù s’illumina per questa compiacenza del Padre, si trasfigura. Così anche noi siamo trasfigurati, pur nella prova.
Per rimanere anche noi sempre in colloquio con il Padre in Gesù, abbiamo iniziato la lettura con il RACCOGLIMENTO (cfr sopra) che ci fa assaporare tutta la celebrazione Eucaristica. I riti d’introduzione alla messa hanno questo scopo: aiutarci a prendere coscienza che siamo popolo riunito da Dio, per ascoltare la sua Parola, e rispondergli ciò che ci suscita, ciò che gli piace sentirsi dire da noi.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).