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01/08/2004 – T. ORDINARIO – ANNO C – 18 DOMENICA – 2004

18ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO.
Anno C – 1 Agosto 2004

MILIARDARI DI FELICITÀ: RISORTI CON CRISTO!

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiuta tutti come ora aiuti noi: ad ascoltarti.

LETTURA
Leggendo i testi, che ascolteremo nella prossima assemblea in festa, diveniamo coscienti di ciò che il Signore Gesù ha compiuto in sé e ora attua in noi (Vedi LETTURE). A ciascuno Egli dice una parola efficace, per esempio oggi (Ant. Com.):
Fatevi un tesoro inesauribile nei cieli, dice il Signore.
Gesù suscita in noi anche la risposta. La formuliamo con il Versetto Responsoriale:
Fa’ che ascoltiamo, Signore, la tua voce.
Questo colloquio di Dio con l’uomo, fatto di Parola e di Risposta, cresce con l’orante che ti cerca, Signore.

MEDITAZIONE o RILETTURA
Ci lasciamo preparare alla celebrazione con la comunione nello Spirito Santo, rileggendo vangelo, I e II lettura alla luce dell’antifona alla comunione: così comprendiamo meglio e favoriamo ciò che Gesù sta attuando in noi. Con lo Spirito e la Sposa (tutta l’umanità che ne diventa consapevole) aderiamo a Gesù che viene per noi e per tutti; diciamo: “Vieni, Signore Gesù”. E Gesù, che sta venendo, dice: “Sì, ecco io vengo, Chiesa che sei in…”, N, (tuo nome), e attuo in voi ciò che ho compiuto in me stesso (Versetto al vangelo):
Il regno dei cieli è vicino: convertitevi e credete al vangelo.
Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

Ecco il tesoro: essere nascosti in Cristo risorto, nostra eredità inesauribile. «Uno della folla disse a Gesù: “Maestro, dì a mio fratello che divida con me l’eredità”. – “Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende dai suoi beni”». In questa celebrazione mi rendo presente in atto di rinnovarti, per una piena conoscenza, a immagine del tuo Creatore, nel simbolo dell’«Intervento»: sono Intercessore non lasciandoti come sei; ti libero, ti rinnovo; non intervengo per risolvere problemi sociali o per insegnarti a vivere nel miglior modo possibile su questa terra, come possono fare anche dei «rabbì»; ma intervengo per mostrarti come uso saggiamente in te, come in me, i beni terreni nella continua ricerca dei beni eterni; intervengo, mi rendo presente, come unica realtà autentica, come regno dei cieli che ti cambia, ti converte e suscita in te e nel vicino adesione al vangelo: la vostra vita dipende da me, accolto da voi; essa non dipende dai tuoi beni: io creo il rapporto di comunione e buona intesa tra le persone. Due persone che cercano di stare in me, si trovano nella condizione di risolvere anche ogni altro problema, parlandosi e riconoscendo ciò che è giusto, riguardo anche ai beni come mezzi dati da Dio per il bene comune. – Ascoltate oggi la sua voce: «Non indurite il vostro cuore.
Ecco il tesoro: essere nascosti in Cristo risorto. Con i nostri beni egli si dona tesoro inesauribile gli altri. «Gesù disse una parabola: La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. Egli ragionava tra sé: Che farò? Dove riporrò i miei raccolti? Farò così: Costruirò magazzini per i miei beni; poi dirò a me stesso: Anima mia, hai beni per molti anni; riposati, mangia, bevi, datti alla gioia». Noi siamo chiamati a vivere su questa terra, nel bisogno di molti beni, non solo di natura materiale, ma anche spirituale, psicologica, morale, eppure siamo invitati a cercare le cose di lassù. Venendo in te ti faccio pensare, lavorare, vivere e possedere anche i beni materiali non come fine a se stessi, come tu non sei fine a te stesso; ma tutto è per te e tu per me e io per il Padre; sei per me un bene creato speciale, fatto da me e in vista di me, a mia immagine, degno del mio dono totale per te, capace di stare con me in rapporto personale con il Padre. Venendo in te garantisco che tu non agisca da stolto, che tu non scema o diminuisca il senso per cui ho fatto ogni cosa; vengo in te e ti faccio vedere me oltre le apparenze del pane e del vino e delle persone in ogni situazione; voglio che tu non goda in parte ma in pieno la mia vita, non ponga la tua fiducia in ciò che hai saputo accumulare, non ti abbassi a livello di cose che finiscono, che non ti danno la vita per cui sei fatto; ma tramite i beni materiali ti arricchisci di me, tesoro inesauribile, davanti a Dio nella carità. – Venite, applaudiamo al Signore, acclamiamo alla roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia: ci ha donato tutto per continuare a donarsi mediante noi agli altri.
Ecco il tesoro: essere nascosti in Cristo risorto. I nostri beni materiali diventano «servi di misericordia». «Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la vita. E quello che hai preparato di chi sarà”?». Facilmente comprensibile tutto questo, in realtà ti è impossibile nella pratica. Per questo, in questa celebrazione voglio agire con te in modo che quando io, Padrone della vita, dispongo l’ora della tua morte, fine del tempo utile per l’amministrazione dei beni che ti ho affidati, tu veda come la ricchezza, per se stessa inutile, ti abbia arricchita/o davanti a Dio nella carità; allora tu ammiri la tua umanità fatta mia umanità a servizio del mio costante amore per te, per tutti, fino alla morte; allora vedi come tutti sono arricchiti della vita di comunione con Dio: i beni materiali infatti sono i servi della misericordia del Padre; considerandoli e usandoli come tali a pro degli altri, diventi ministro della mia grazia, come ora io mi servo del pane, del vino e anche di te stesso per venire in te; così non sei stolto, ma sai cosa fare dei tuoi beni, dove porre i tuoi raccolti: non li tieni per te nei tuoi granai, ma li offri «a me nei miei fratelli più piccoli e bisognosi»; e i tuoi beni diventano per te, per tutti, «cibo di vita eterna, bevanda di salvezza»; così sai di chi sarà tutto ciò che hai preparato; così tu hai vantaggio per te e per tutti nella vita presente, che dura per sempre nel presente di Dio; così nel momento in cui il tuo Padrone ti richiede il bene prezioso dell’anima che ti ha affidato, tu ti presenti con i tesori inesauribili dei beni materiali maggiorati in beni spirituali: nel Risorto. – Venite, applaudiamo al Signore, acclamiamo alla roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia: ci ha donato tutto per continuare a donarsi mediante noi agli altri. Grazie per questa vita di nascosti in Cristo risorto!
Fa’ che ascoltiamo, Signore, la tua voce.

Ecco il tesoro: essere nascosti in Cristo risorto, significato di tutte le cose. «Vanità delle vanità, tutto è vanità». Tutto quanto è stato fatto è buono, come il respiro, l’alito (vanità: hebel = respiro, alito); ed è per l’uomo; è frutto della parola, dello spirito di Dio; ma è finito, limitato, fragile appunto come lo stesso respiro, come un soffio di vapore transitorio: non può soddisfare la tua esigenza di vivere sempre; fatto per me, presenza del Dio che regna, centro della storia, realtà d’ogni immagine, compimento delle profezie, tu ricevi vita solo da me; ogni realtà creata, pur bella, riflesso della bellezza divina, senza di me è vanità, vuota e assurda per chi vi si attacca; l’abbondanza dei «beni» non ti fa vivere. Ma c’è un soffio che ti fa vivere: la Parola che esce dalla mia bocca. – Fa’ che ascoltiamo, signore, la tua voce.
Ecco il tesoro: essere nascosti in Cristo risorto, Eredità gratuita che possiamo trasmettere con frutto. «Chi ha lavorato con sapienza, con scienza e con successo, dovrà lasciare i suoi beni a un altro che non vi ha per nulla affaticato. Che grande sventura!». L’assurdo non è tanto beneficare chi non lo merita; ma che tu e l’altro presto o tardi dobbiate morire con i vostri bene. Essi sono dati per la vita di tutti, non per un possesso individuale. La consapevolezza di possedere beni per se stessi fa sì che la stessa abbondanza dei beni procurata con fatica non solo non ti faccia vivere, ma che tu non goda neppure dei tuoi ben, perché tu erediti me e godi di me, trasmettendo me. – Fa’ che io ascolti oggi, Signore, la tua voce.
Ecco il tesoro: essere nascosti in Cristo risorto, ricompensa della nostra adesione a lui in tutte le cose. «Che profitto c’è per l’uomo in tutta la sua fatica? Affanno, dolori, preoccupazioni? E’ vanità!». Ogni tua attività, rappresentata dal lavoro, cova uno squilibrio fra «preoccupazione» che uccide la gioia, e «risultati» sempre inadeguati: non c’è felicità senza lavoro, che però da solo non ti rende felice; è mio dono da gestire con criterio, cioè stando «nascosto nel tuo Signore risorto». – O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto. Sei tu il mio soccorso, la mia salvezza. In te ho sempre sperato.
Fa’ che ascoltiamo, Signore, la tua voce.

Ecco il tesoro: essere nascosti in Cristo risorto, e con lui nascosti nel Padre. «Cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo: la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio». Noi siamo chiamati a vivere su questa terra nel bisogno di molti beni, non solo di natura materiale, ma anche spirituale, psicologica, morale; eppure siamo invitati a cercare le cose di lassù. Questo non vuol dire che si deve andare lassù a cercarlo; né vuol dire che dobbiamo guardare lassù per trovarle. Il regno dei cieli, infatti, è vicino, ci sovrasta, come a dire: ogni cosa, evento, circostanza, può essere aperta al regno di Dio. Tutto significa che nessun bene, persona, evento, circostanza, nella sua ‘materialità’, nel suo ‘quaggiù’, di per sé, riempie il cuore, è capace cioè di portare salvezza. Tu ora sei informato e prendi coscienza che sei immerso (battezzato) in me Risorto; sei informato e prendi coscienza che la tua vita è predisposta per sperimentare la mia vita di Risorto. Finora lo sperimenti accogliendo la Vita, il Risorto, mentre noti i limiti di ogni bene, incapace di soddisfare le tue ispirazioni di infinito. Alla fine puoi anche vedermi, passando dal divino nascosto nell’umano sulla terra, all’umano svelato nello splendore del cielo. – Tu se il nostro Dio, e noi il tuo popolo: tu solo sai condurci alla meta.
Ecco il tesoro: essere nascosti in Cristo risorto, e in lui possedere il dominio di noi stessi. «Cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo: la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio». Noi siamo chiamati a vivere su questa terra nel bisogno di molti beni, non solo di natura materiale, ma anche spirituale, psicologica, morale; eppure siamo invitati a cercare le cose di lassù. Questo non vuol dire che si deve andare lassù a cercarle; né vuol dire che dobbiamo guardare lassù per trovarle. Il regno dei cieli, infatti, è vicino, ci sovrasta, come a dire: ogni cosa, evento, circostanza, può essere aperta al regno di Dio. Questo significa che nessun bene, persona, evento, circostanza, nella sua ‘materialità’, nel suo «quaggiù», di per sé, riempie il cuore, è capace cioè di portare salvezza.
Tu ora sei informato e prendi coscienza che sei immerso (battezzato) in me Risorto; sei informato e prendi coscienza che la tua vita è predisposta per sperimentare la mia vita di Risorto. Finora lo sperimenti accogliendo la Vita, il Risorto, mentre noti i limiti di ogni bene, incapace di soddisfare le tue ispirazioni di infinito. Alla fine puoi anche vedermi, passando dal divino nascosto nell’umano sulla terra, all’umano svelato nello splendore del cielo. – Tu se il nostro Dio, e noi il tuo popolo: tu solo sai condurci alla meta.

Ecco il tesoro: essere nascosti in Cristo risorto. Vestiti di cose all’esterno, dentro siamo rivestiti di Dio. «Avete rivestito l’uomo nuovo che si rinnova per una piena conoscenza di Cristo tutto in tutti». Vivete da cittadini del mondo e vi riconoscete in me; ciascuno, per la sua rassomiglianza con me, è parte del popolo cristiano, senza differenze di religione, stirpe, sesso, condizione sociale: io vivo in ognuno, e alla fine sono tutto in ciascuno.
Fa’ che ascoltiamo, Signore, la tua voce.

PREGHIERA EUCARISTICA

La risposta di lode e di supplica riassunta nel Vers. Resp.:
Il povero invoca e Dio lo ascolta,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
Gesù, la Parola preziosa che ci hai donato;

attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
Gesù, tuo Figlio, il tuo Tesoro, sia in mezzo a noi: ascoltato e accolto;

offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
tuo Amato Figlio; egli ci rinnova in offerta a te gradita;

intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
dona a tutti, vivi e defunti, di essere in lui tesori splendenti con te nella gloria;

lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
dall’umanità redenta per l’intercessione del tuo Figlio, fatta partecipe del tuo regno senza fine.

CONTEMPLAZIONE

Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., La ricchezza:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: ricchezza, è la conoscenza dei giusti valori;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: ricchezza, è l’ascolto della voce di Dio;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: ricchezza, è Gesù, Tesoro inesauribile in terra e in cielo;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: ricchezza, dei fedeli in Cristo è arricchire davanti a Dio;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: ricchezza, dell’umanità è Cristo tutto in tutti.

Preghiamo: O Padre, che dichiari beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli; fa’ che ascoltiamo la tua voce. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera nella struttura della preghiera efficace della chiesa.

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DOMENICA 18

Vedi il testo nel messalino:
tempo ordinario, 18ª domenica – anno C – 1 agosto 2004.

LA PAROLA A PAROLE MIE

Frase chiave delle letture:

RISORTI CON CRISTO: MILIARDARI DI FELICITÀ!

(VANGELO (Luca 12,13-21)
Mentre Gesù parlava, un uomo cominciò a litigare col fratello dicendo: “Maestro, lui vuol prendersi una parte della mia eredità. Vuol diventare MILIARDARIO alle mie spalle. Fai qualcosa!”. Ma Gesù rispose: “Non sono io che devo fare il giudice dei vostri affari. Mettetevi d’accordo tra voi, con civiltà!”. Ma quelli continuavano, accusandosi a vicenda sempre più pesantemente. Allora Gesù concluse: “Vedete, la maggior parte delle liti avvengono per questioni di soldi. Quando gli uomini pensano sia più importante la ricchezza, della FELICITA’!”.

Così raccontò questa parabola: “C’era una volta un MILIARDARIO, proprietario di una grandissima azienda agricola. Nella sua vita aveva pensato solo ad una cosa: fare soldi. E ne voleva sempre di più, per questo era sempre stressato ed INFELICE. Non aveva più magazzini dove mettere i suoi raccolti, ma lui ne costruiva sempre di nuovi. E pensava: “Così un giorno smetterò di lavorare e finalmente mi godrò la vita!”. Ma i suoi progetti non andarono in porto. Dilaniato dallo stress, un bel giorno morì: triste ed INFELICE”.

Concluse allora Gesù: “Questa è la sorte di chi pensa troppo ad accumulare danaro. A che serve avere il portafoglio pieno, se hai il cuore vuoto? Se per avere il superfluo, sei sempre stressato, triste ed INFELICE? I soldi sono per l’uomo, non l’uomo per i soldi. E la FELICITA’ non dipende dal conto in banca, ma da quanto sai amare. Più che ad accumulare danaro allora, pensate ad essere ricchi dentro. E diventerete MILIARDARI DI FELICITA’!”.

(PRIMA LETTURA (dal libro del Qoèlet 1,2;2,21-23)
Non contate troppo sui soldi, perché non possono darvi la vera FELICITA’. Chi è MILIARDARIO ad esempio, è davvero FELICE? Trascorre tutta la vita nello stress, perchè vuole possedere sempre di più. E poi muore, senza nemmeno godersi tutto quello che ha guadagnato. La FELICITA’ allora non dipende da quanto si ha, ma da come si vive. Imparate ad accontentarvi di quello che avete, ad amare la vita così come viene. E diventerete ricchi dentro: MILIARDARI DI FELICITA!

(SECONDA LETTURA (dalla lettera di Paolo ai Colossèsi 3,1-5.9-11)
Cari amici, non desiderate le ricchezze della terra, ma quelle del cielo. Non pensate solo ai soldi, ma cercate di diventare ricchi dentro. Come? Accogliendo Gesù, vera ricchezza, che si rende presente e vi chiede di lasciarlo operare in voi a pro degli altri come verso di voi: con tutti i beni che vi ha dato. Il segno concreto sarà la vostra affabilità e amabilità con tutti. Questo il fondamento della vostra esistenza felice. Su questa direzione cammina comunque la vostra storia proposta di Dio. Così muore in voi ogni desiderio cattivo: la litigiosità, l’egoismo, la voglia sfrenata di possedere. E diventate MILIARDARI DI FELICITÀ !

(SALMO RESPONSORIALE (Salmo 94,1-2.6-9)
Ringraziate sempre il Signore, per quel che vi dona. Noi siamo i suoi agnellini: ci ama, ci raduna, ci sazia. Non fate come gli ebrei nel deserto, che si lamentavano sempre di Lui. Accontentatevi, invece, di quel che Dio vi manda. Siategli sempre riconoscenti: e sarete FELICI!

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