01/12/2002 – AVVENTO – ANNO B – 1 DOMENICA – 2002
I DOMENICA DI AVVENTO
Anno B – 1 dicembre 2002
MEDITAZIONE o RILETTURA
Versetto al vangelo:
Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza.
Antifona alla Comunione:
State attenti, vegliate, perché non sapete il momento e l’ora, dice il
Signore.
Vegliate, è l’ora della misericordia.
Con i tuoi doni, Signore, riveli la tua grandezza. Fatti a immagine del Figlio, posti nel tempo perché cresciamo fino all’età matura dell’uomo nuovo, Gesù risorto da morte, viviamo nel travaglio della crescita, fatta di continue rinascite, fino alla nostra risurrezione con lui. Tre venute di Gesù: nella storia di duemila anni fa; alla fine del tempo nella gloria; ora, ogni volta che mediante noi egli fa il bene al più piccolo. Il tempo è il primo dono che il Signore ci fa per crescere secondo il suo progetto che si rivela sempre più meraviglioso: come un viaggio di ritorno alla casa del Padre. Inizia il nuovo anno di grazia che il nostro fratello Gesù chiede al Padre per noi, dicendo: “Padre, lascialo (l’albero: il mio fratello) ancora quest’anno finché io gli zappi attorno e vi metta il concime” e porti frutto sempre più maturo (Lc 13,4). In questo tempo il Signore ci affida la sua casa, ci dà il suo potere: i suoi doni ci stimolano ad essere “vigilanti”, “attenti” ai suoi interventi giorno per giorno, fino all’opera finita (vangelo). L’esperienza dei numerosi interventi benefici di Dio fa rinascere in noi la fiducia nella sua continua ed unica presenza (prima lettura). I doni del Figlio e dello Spirito, che il Padre fa alla sua comunità, infondono la certezza che egli la sostiene fino alla manifestazione definitiva del suo Signore: la fanno vivere in rendimento di grazie (seconda lettura). Venendo in noi oggi il Signore Gesù ci dice: All’inizio dell’anno nuovo, io mi rendo presente in atto di suscitare in voi la volontà di ascoltare ogni giorno la mia parola; così io faccio insieme a voi il mio cammino di ritorno al Padre; nel simbolo di ritorno da un viaggio. – Risveglia, Signore, la tua potenza e vieni in nostro aiuto.
Con i tuoi doni, Signore, ci fai ottimisti. Gesù dice: Distribuisco ogni momento i miei doni a ciascuno e alla comunità. Ricevo dal Padre ogni potere e lo distribuisco a voi miei servi; a ciascuno il suo compito. Questo il mio primo servizio in ogni momento per ciascuno di voi: nessuno escluso. Vengo come Dio. Sono vicino alle mie creature, fatte a mia immagine. M’interesso di ciascuna persona con amore caldo, imprevedibile, concreto. Faccio parte della tua storia: io stesso in te, che mi accogli, faccio il bene a me stesso in uno solo di questi miei fratelli più piccoli (ultima domenica anno A). L’avvenire di ognuno di voi si realizza con l’attuazione dei progetti del Padre nei suoi riguardi. Attendo con impaziente amore la sorpresa dell’incontro con te per camminare insieme. Ti dono me stesso e con me tutti i beni. – I tuoi doni, Signore, mi fanno vivere con gioia.
Fa’ splendere il tuo volto e salvaci, Signore.
Vegliate, è l’ora della misericordia.
Con i tuoi doni, Signore, infondi fiducia. E’ bello camminare con Dio: al ricordo dei suoi prodigi. Il Padre stesso suscita in noi, suo popolo, la preghiera che egli vuole esaudire lungo il nostro cammino. Noi allora preghiamo: Vieni, Signore, per il tuo amore verso i tuoi servi, per amore della tua eredità. Tu sei nostro Padre, noi siamo argilla; tu colui che ci dà forma, noi opera delle tue mani. Signore, tu hai squarciato i cieli e sei sceso: continua a intervenire ogni momento in nostro soccorso. Noi pecchiamo e tu susciti in noi la volontà di migliorare (colletta), cioè di peccare sempre meno imparando ad amare il tuo amore. Questo è certo, perché ricordiamo quanto hai fatto per tutta l’umanità, e per ciascuno in particolare. Mostri nei fatti la tua attenzione verso di noi. Con i tuoi profeti impariamo a vedere il presente alla luce del nostro passato con te; e confidiamo pienamente in te, Signore, perché tu solo guidi la storia, e la nostra vita quotidiana. Il ricordo dei tuoi giudizi, o interventi a nostro favore, ci dà fiducia. Per questo ci accostiamo al trono della tua grazia celebrando la tua incarnazione (Natale), perché di fatto tu sei venuto nella nostra vita terrena e ci comandi ogni giorno: “Fate questo in memoria di me” (pasqua). Il dono di te stesso a pasqua ci rivela che sei venuto fra noi a Natale per “servirci”: qui sta tutta la nostra fiducia in te. Oggi ci fai “vegliare per servire” con te i fratelli, per distribuire a tutti il dono della fiducia in te (prima domenica di avvento). Ci riveli che siamo “benedetti dal principio” come Maria, la “Serva” che “conservava nel suo cuore tutte queste cose” (Immacolata). Diventiamo con lei “tuoi testimoni” (terza domenica). “All’ombra dello stesso Spirito Santo” (quarta domenica), testimoniamo “l’Eterno nel tempo” (natale), con “l’obbedienza e l’attesa” (santa famiglia), con “il Silenzio e la Parola” (Maria santissima Madre di Dio): “con la ‘Parola’ che si è fatta carne” (seconda domenica dopo natale), “Cristo, luce e gloria di Dio” (epifania), “in fila con i peccatori al Giordano” (Battesimo del Signore). Tutto questo tuo operato, presente nella nostra celebrazione e nella nostra vita, c’infonde grande fiducia in te. – “Orecchio non ha sentito, occhio non ha visto che un Dio, fuori di te, abbia fatto tanto per chi confida in lui”: ci hai stretti a te per sempre. – “Da te più non ci allontaneremo, ci farai vivere e invocheremo il tuo nome”.
Fa’ splendere il tuo volto e salvaci, Signore.
Vegliate, è l’ora della misericordia..
Con i tuoi doni, Signore, ci fai vivere in rendimento di grazie. Con Paolo anche noi diciamo ai fratelli: In Cristo Gesù siamo stati arricchiti di tutti i beni, quelli della parola e quelli della scienza. Nessun dono di grazia più ci manca, mentre aspettiamo la manifestazione del Signore Gesù, al termine della vita individuale e di tutti. Per questo ringraziamo continuamente il nostro Dio. Nelle difficoltà di crescita, che tutti gli uomini incontrano nella propria esistenza, viviamo celebrando la presenza del Signore Gesù nell’eucaristia o ringraziamento. Mediante noi egli testimonia la sua presenza nel nostro vivere quotidiano: sentiamo che nessun dono di grazia più ci manca. Il Padre che ci ha chiamati ad essere immagine del suo Figlio Primogenito fra molti fratelli, ci chiama anche alla comunione con lui: il nostro Dio è fedele, ci conferma sino alla fine santi e immacolati al suo cospetto nella Carità in Cristo Gesù. – Dio onnipotente, proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato, il germoglio che ti sei coltivato, la comunità che ti sei stretta intorno a te.
Fa’ splendere il tuo volto e salvaci, Signore.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Vers. Resp.: Fa’ splendere il tuo volto e salvaci, Signore,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
Gesù cammina con noi, ci prepara per il suo ritorno;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
con la presenza di Gesù tu ci prepari per il suo ritorno;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
egli è la tua grazia che ci fa attenti, vigili, irreprensibili;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
opera delle tue mani, noi confidiamo nella tua fedeltà;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria:
dall’umanità salvata per la tua misericordia in Cristo Gesù.
Preghiamo:
O Padre, che ci mostri la tua misericordia e ci doni la tua salvezza; fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).