02-02-2010-Messalino-in-famiglia

02/02/2010 – MESSALINO D’OGNI GIORNO IN FAMIGLIA – 2010

“MESSALINO D’OGNI GIORNO IN FAMIGLIA”
«Profonda esperienza di vita»

METODO PRATICO – SCHEMA.
Raccoglimento. Ascolta, Israele. Ascolta, N. (tuo nome), la Parola dal Padre, per Cristo, nello Spirito, viene a te.
1° Parola seminata. Lettura dei testi della messa, prendendo una parola, da ripetere ogni volta che Gesù viene da te.
2° Parola meditata. Vers.al vang., frasi ufficiali (cfr inizio letture) del vang, I let., ant.Com., II let., vers.resp., colletta.
Rileggere vang. (Cristo, compimento della profezia nella) I lett.; (Cristo, fondamento della chiesa) II lett.; salmo resp.
Così la parola che hai preso e che ripeti, assume nel nuovo contesto liturgico il suo vero senso efficace (cfr la guida).

3° Parola pregata. Da te per Cristo -Ringraziamento, Pane, Offerta, Intercessione, Lode-; nello Spirito Santo; al Padre.
4° Parola contemplata. 1 Prefigurata sin dal principio del mondo -il Creato-;
2 mirabilmente preparata -figurata- nella storia del popolo d’Israele, Antica Alleanza-;
3 stabilita negli ultimi tempi -compimento in Cristo-;
4 manifesta nell’effusione dello Spirito -vita della Chiesa-;
5 glorioso completamento in atto -pienezza di vita nella trinità- visibile alla fine (LG 2).

Esempio, sabato terza settimana tempo ordinario, anno pari.

Raccoglimento.
Ascolta, Silvano. Io sono il Signore Dio tuo, fuori di me non c’è altri. Ascolta con tutti il cuore… Eccomi, Signore. Aiuta tutti… come ora aiuti mi ad ascoltarti.

Parola Seminata.
Leggo il formulario liturgico della messa dall’ingresso a dopocomunione.
Prendo una parola, da ripetere: «Gesù insegnava loro molte cose». «Insegnava», Silvano.

Parola Meditata.
Vers.vang.: “Le mie pecore ascoltano la mia voce, e io le conosco ed esse mi seguono.”
Frase uff. del vangelo: Erano come pecore che non hanno pastore.
Frase uff. I lett.: Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo.
Ant. Com: Voi avete perseverato con me nelle mie prove, e io preparo per voi un regno”, dice il Signore, “perchè possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio regno”.
Vers. Resp.: “Insegnami, Signore, i tuoi decreti”.
Colletta dei santi Paolo Miki e Compagni: “O Dio, forza dei martiri, che hai chiamato alla gloria eterna san Paolo Miki e i suoi compagni attraverso il martirio della croce, concedi anche a noi per loro intercessione di testimoniare in vita e in morte la fede del nostro Battesimo. Per il nostro Sig..”

NB: L’accostamento di questi testi (prima parte di «Parola Meditata») è sufficiente a dare il giusto senso alle frasi scelte, e a cogliere l’aspetto del mistero di Cristo celebrato. Dopo una buona pratica di questi due primi momenti (Parola Seminata e prima parte di Parola meditata) con una guida, si può andare oltre; altrimenti, si rischia di passare dal «colloquio» di Dio con noi alle «idee e concetti» su Dio; e si andrebbe fuori seminato (magni lassus extra viam). In ogni caso, non saremo mai bravi nelle idee su Dio come il demonio, che frequenta tranquillo la sinagoga, finché non viene Gesù: «Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: “Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio”. E Gesù lo sgridò: “Taci! Esci da quell’uomo” (Mc 1,23-25).
Noi non vogliamo essere «sgridati» ma «istruiti» da Gesù.

Rileggendo i testi dal vangelo alla prima lettura…, vedo Gesù che compie ciò che fa Dio nei riguardi di Salomone, dicendogli: “Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda”.
Dio «insegna» a Salomone cosa deve chiedere a Dio; Salomone dice a Dio ciò che Dio gli insegna.
Ora posso fare alcune considerazioni: Precede l’istruzione del Signore che ha l’iniziativa. Il bene, i buoni desideri, non vengono da noi, ma da Dio, fonte d’ogni bene. Io sono un nulla. Ignorarlo, «non accorgersene» è sostituire Dio, attribuendo a se stessi ciò che è di Dio. La preghiera viene sempre dopo l’ascolto della Parola. Dico al Signore ciò che lui mi suggerisce, perché me lo vuole concedere. Gesù è Dio sempre vicino, mi accompagna e insegna la volontà del Padre; mi chiede che lo lasci farla lui in me. Ecco dove risiede l’efficacia infallibile della preghiera: Per Cristo nostro Signore, causa e perfezionatore della fede, condizione per la preghiera efficace: fatta con fede. È Cristo che prega in me, prega per me, lui pregato da me. Ora me lo mostra lo Spirito Santo. Eccetera.
Così Dio è “forza dei Martiri”; così ci dice che questo vale “anche per noi”; così testimoniamo anche noi come loro “in vita e in morte la fede del nostro battesimo. Per Cristo nostro Signore” (C).
Così le pecore che non hanno niente in proprio “ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono, dice il Signore” (Vers.Vang.).
Così l’assemblea celebrante, ogni suo membro, è istruita a dire: “Insegnami, Signore, i tuo decreti”.
Così alla comunione Gesù dice: “Io preparo un regno per voi”.
Così Dio ci dice cosa sta facendo di noi e con noi. A noi il Signore chiede solo: “Rimanete in me”, come un tralcio attaccato alla vite. Ci pensa poi la vite a reggere il tralcio…; e il Padre vignaiolo…
Insegnaci, infondi anche in noi, Signore, la sapienza della croce, che ha illuminato i tuoi martiri, perché, fortificati da questo sacrificio, aderiamo pienamente e collaboriamo nella Chiesa alla redenzione del mondo. Per Cristo … (Dopocom.).

Parola Pregata.
Preghiamo aderendo all’agire dello Spirito, per mezzo di Cristo che è: «1. Ringraziamento; 2. Pane; 3. Offerta; 4. Intercessione; 5. Lode»:
1. «Ringraziamo», raccontando l’Amore del Padre in Cristo verso di noi (prefazio). Grazie, Padre, per il tuo Figlio: che ci hai mandato a compiere il tuo «insegnamento» e rivelarci la tua amorosa presenza; egli fa e chiede per noi sempre ciò che tu dici; e continua a compierlo in noi, sue membra (Vang.).
2. «Siamo nutriti» di Cristo, che, preso il «pane» e rese grazie, si dona vero cibo e bevanda di salvezza (consacrazine, transustanziazione). Ora, Padre, manda lo Spirito, che perfeziona l’opera di Gesù nel mondo, compiendo ogni santificazione. Nei tuoi martiri Paolo Miki e Compagni Gesù continua il mistero pasquale di salvezza (colletta).
3. «Diveniamo» luogo riservato a Gesù, che in noi continua a «donare» se stesso (offerta). In noi, Padre, si offre a te Gesù: perché tu “concedi anche a noi per intercessione di Paolo Miki e Compagni di testimoniare in vita e in morte la fede del nostro battesimo (Colletta).
4. «Intercediamo» per tutti in Cristo, che «intercede» per noi, e ci fa intercessori con lui per gli altri (intercessione). Tutti, Padre, accogli in Cristo: vivi, defunti, celebranti, come provvedi che Salomone preghi per il tuo popolo in Gabaon. Egli è figura del Cristo tuo Figlio diletto e dei santi martiri odierni che vivono con te, intercedendo per noi (I lett. e Colletta).
5. «Glorifichiamo» pienamente il Padre, per Cristo, con Cristo, in Cristo, nello Spirito Santo che ci fa santi come egli è santo (lode finale). A te, Padre, ogni onore e gloria: dall’umanità che tu istruisci, riversando il tuo Spirito nel cuore di ogni persona perché tutti ti conosciamo come Salomone, e molto più come il tuo Figlio Gesù, nostro fratello.

O Padre, che conosci le tue pecore, e provvedi che ti ascoltino, perché imparino a lodarti e a benedirti; insegnami i tuoi decreti perché io impari a seguirti. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Parola Contemplata. contempliamo la storia del piano salvifico di Dio.
Nella chiesa infatti il Padre convoca i credenti in Cristo in cinque tappe (Lumen Gentium, 2). Contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, L’Insegnamento:
prefigurata, la chiesa, sin dall’inizio, nella Creazione: l’insegnamento, della giustizia seminato in ogni cuore umano;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: l’insegnamento, della giustizia suggerito da Dio a Salomone perché la chieda a Dio;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: l’insegnamento, d’ogni giustizia compiuta in Cristo Gesù, e insegnata nella sua compassione con parole e opere;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: l’insegnamento, d’ogni giustizia «è la gioia del fedele più di tutte le ricchezze»;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. l’insegnamento, d’ogni giustizia, quando ogni persona umana racconta con le proprie labbra tutti i giudizi della bocca di Dio.

SPIEGAZIONE dello Schema.
Ogni preghiera è buona ed efficace. Pregare è da un lato un’esperienza spontanea, istintiva; anche il non credente, in certi momenti, si aggrappa, quasi tentando di uscire da solo dalle sabbie mobili alzando le mani; da solo non riesce a sollevarsi, allora alza le mani in preghiera, in qualche modo, per afferrarsi a un altro che sta su una roccia sicura: che ti dà dignità e sicurezza, che ti offre la salvezza. La preghiera è una realtà spontanea.
Ma la preghiera è anche qualcosa che è simile a un arte: non si prega così soltanto con queste preghierine che ogni tanto affiorano sulle labbra, quando si ha bisogno. La vera preghiera è anche un grande esercizio interiore. Ci sono due espressioni, che parlano proprio di queste due dimensioni: spontaneità, e anche difficoltà del pregare. Un filosofo Jaque Maritain, francese, credente, cattolico, nella sua opera, Umanesimo integrale, scriveva: “Un credente prega così bene, che ignora di pregare. Ecco la spontaneità. La vera preghiera è qualcosa di istintivo profondamente autentico, al punto tale da non aver bisogno di pensare ad essa. Kirkegard, danese, diceva, a questo proposito: “Perché si respira? Perché, se non respirassi, morirei. Ebbene – egli continuava dicendo – nella stessa maniera si deve dire: Perché prego? Perché la preghiera è il respiro dell’anima”.
La preghiera è anche un’arte. A questo proposito, Bernanos, scrittore francese, nel Diario di Un Curato di Campagna, dice: “Il desiderio di pregare è da solo già una preghiera”. Ci vuole un desiderio, una preparazione, uno sforzo come ogni cosa valida. Uno può immaginare che questo sforzo non sia preghiera. Bernanos dice: no, esso è preghiera; ma il vangelo di Luca, e tutta la bibbia ci ricordano che è necessario avere una preghiera degna, nobile: es. i Salmi, con la loro bellezza e splendore. Una santa, forte, santa Teresa d’Avila, senza imbarazzo diceva nella preghiera queste parole: “O signore liberami dalle sciocche devozioni dei santi dalla faccia triste”. La vera preghiera non può causare tristezza.

La chiesa propone la preghiera in Cristo: “Per Cristo nostro Signore”. È arte, è lavoro interiore, impegnativo e fruttuoso.
La chiesa vuole la continua rinascita spirituale dei fedeli, e dichiara che in ogni uomo, fatto a immagine e somiglianza di Dio (Gn 1,26), c’è “un germe divino” (GS 3) “un alito di vita” (Gn 2,7), “il desiderio di Dio”: desiderio di bene, di vita, di gioia, di pace, di felicità (cfr GS 3.10.19). Come «una madre, la Chiesa vuole che tutti “cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di Lui, che è il capo, Cristo”» (Ef.4,16).
“Tutto, infatti, è stato fatto per mezzo di Lui e in vista di Lui” (Col.1.16). Per questa rinascita e crescita spirituale la Chiesa rimanda i fedeli alla lettura della Parola di Dio e offre a tutti la Parola divina in contesto liturgico, particolarmente nella S. Messa, che è la fonte e il culmine di tutto il culto della Chiesa e di tutta la vita cristiana. La Parola di Dio, che troviamo nel rinnovato lezionario della Messa quotidiana, è il linguaggio privilegiato da usare con Dio (nota 1).
La Chiesa invita tutti alla partecipazione della Messa domenicale e festiva e, possibilmente, anche feriale. In ogni caso, la Chiesa “invita a leggere almeno i testi delle letture corrispondenti in famiglia o in privato” (1) e considera questa lettura dei testi biblico – liturgici “quotidiana mensa della Parola di Dio”, “manuale universale della catechesi per tutto il popolo in parrocchia e in ogni chiesa o comunità”(2), “mezzo per conoscere e vivere il mistero di Cristo”, “azione santificatrice dell’uomo e gloria di Dio”,”fonte di discernimento e di rinnovata vita cristiana”.
Maria Assunta, “opera completa” della Redenzione, “tipo” della Chiesa, “alleata di Dio nell’opera di salvezza di Cristo”, dice a noi, come ai servi: “Fate quello che vi dirà” (Gv 2,5).
“Occorre che i Presbiteri valutino appieno la preziosità di tale mezzo. ..” (nota 2).
Lo stesso Gesù, che ci parla nelle letture, si dona a noi nell’Eucaristia. Un versetto delle letture – del Vangelo – diventa “Antifona alla Comunione”: diventa inizio di “colloquio tra Dio e l’uomo”, inizio di “conversazione con il Signore Gesù”, che viene in noi alla Comunione sotto le “specie della Parola, del pane e del vino”, per dimorare finalmente, in modo particolare, sotto le “specie umane” di chi lo riceve: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”(GaI 2,20).
Per opera dello Spirito Santo questo colloquio si protrae nella giornata. Con questo dialogo interiore si estende ad ogni ora della vita umana (e si esprime in particolare con la liturgia delle Ore) la straordinaria ricchezza del Sacrificio Eucaristico che costituisce la sintesi di tutto il culto divino: è tutta la Messa nella vita.
Infatti la Parola-Gesù, ricevuto alla Comunione, richiama tutte le letture. La stessa parola – Gesù suscita in chi lo riceve la risposta, che possiamo esprimere con il ritornello del Salmo Responsoriale, e che si sviluppa fino alla Preghiera Eucaristica (eucologia maggiore).
L’esistenza umana del fedele diventa un colloquio improntato sul dialogo eucaristico. Il vivere quotidiano alla presenza del Signore è sacrificio gradito a Dio in unione con il Sacrificio di Cristo, e culmina nell’Eucaristia:

è tutta la vita nella Messa.
Il Padre parla a noi in Cristo, e noi in Cristo rispondiamo al Padre nello Spirito Santo.
Tutta la vita diventa cosi una semplice e grande Preghiera Quotidiana per tutti, da imparare e insegnare in famiglia, in privato e nei gruppi. S’impara ad accogliere il dono della “Vita nascosta con Cristo in Dio”. Si formano “forti personalità” capaci di “adeguate decisioni di fede nel contesto delle varie situazioni storiche”. Si realizza progressivamente la rinascita spirituale e umana della Chiesa e del mondo.
Ogni comunità, in particolare quella parrocchiale, si propone di favorire questa “forte e insistente esortazione della Chiesa, rivolta a tutti i fedeli”, con:
– «Lettura quotidiana dei testi corrispondenti alla Messa del giorno, in famiglia o in privato».
– «Lettura dei testi corrispondenti alla domenica o alla festa, nel gruppo liturgico».
– Lettura fatta sotto la guida dei pastori, che provvedono al retto uso del testo liturgico.
– Formazione di guide, per il gruppo liturgico.
– Proposta di mezzi adeguati alla formazione.

Il metodo si sviluppa in quattro fasi, come nella crescita d’un seme, che 1° viene seminato, ed è Parola celebrata; 2° produce spontaneamente lo stelo, è la Parola meditata; 3° poi forma la spiga, è la Parola pregata; 4° infine, il chicco pieno nella spiga (cfr Mc 4,28), è la Parola contemplata.

1° La Parola seminata.
Dopo un breve «raccoglimento», segue la «lettura celebrata».

RACCOGLIMENTO.
– Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
– Fatti voce di Dio per noi e per tutti diciamo: “Ascolta, Israele; ascolta, N.; Ascolta, Chiesa che sei in…”. – Fatti voce di Gesù rispondiamo al Padre: Eccomi, Signore: aiuta tutti come ora aiuti noi.Ci Raccogliamo davanti al Signore Gesù, che si dona, muore, risorge, trasmette lo Spirito: ci fa suoi «tralci» (Gv 15,5) con il Battesimo, la Cresima, l’Eucaristia. Rinnoviamo il segno dell’adesione a lui, in risposta alla sua richiesta: “Rimanete in me!” (Gv 15,4.7.9), e diciamo insieme: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen. Dio dice: “Ascolta, Israele: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore; e il prossimo come te stesso” (Dt 6,4; Lev 19,18). Israele lo ripete: “celebra la parola di Dio”. Dio parla a noi tramite noi stessi come nel celebrare la messa; dico, quindi: “Ascolta, N.” [N = nome proprio o di altre persone].
Ciascuna/o può aggiungere per esempio: “Ascolta, Chiesa che sei in Padova”,
“…in famiglia N.”, “…in parrocchia N.”, “… in comunità N.”; e tutti in preghiera lo ripetiamo: “Ascolta chiesa che sei in…”.
«In persona dei citati» ci presentiamo al Padre con Gesù, per Gesù, in Gesù che «sta davanti a Dio» in atto di presentargli ogni persona, e intercede per noi» (Rom 8,34), lui che di tutti prende tutto su di sé.
Così in Cristo accogliamo per grazia, con disponibilità, la nostra esistenza quotidiana, ripetendo insieme, per le persone della comunità citata:

“Eccomi, Signore! Aiuta tutti, come ora aiuti noi ad ascoltarti”.
Così ci predisponiamo ad offrire il nostro corpo: come sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; come nostro culto nello Spirito (cfr Rom 12,1); come prolungamento della messa nella vita; e con Paolo possiamo dire: “Sono lieto di dare compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo, che è la Chiesa” (Col 1,24).
Dio ci chiama all’esistenza e alla conversione. Siamo «famiglia – piccola chiesa». Il Signore ci fa partecipi del suo Amore Salvifico per tutti: ci fa “sacramento o segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano”. (cfr LG l). Siamo fatti voce di Dio all’umanità, e voce dell’umanità a Dio. Echeggia in noi il rapporto di Gesù con il Padre. In noi il Signore Gesù continua a portare tutti davanti a Dio. “Il Figlio prediletto prega in noi, prega per noi, lui, pregato da noi” (Agostino).
Con l’intenzione interiore di essere uniti al sacrificio di Cristo, e di accogliere volentieri da Dio la propria esistenza -quale che essa sia- in favore della persona o della comunità ecclesiale nominate, ciascuno/a ripeta in segreto il nome dei propri familiari: “Ascolta/…!”; “Ascolta, …!”…; e in segreto risponde per ciascun familiare: “Eccomi, Signore! Aiutalo/a come ora aiuti me!” (Breve pausa).

LETTURA. Leggiamo il formulario liturgico della messa del giorno, da l’Ingresso a Dopocomunione, secondo le disposizioni della chiesa. Cogliamo una parola da contestualizzare poi «Rileggendo» i testi, come vedremo, e da ripetere: “ N., … ”, appena il Signore si annunzia (= ci viene in mente o «ci accorgiamo» di lui, come dice Gesù in Mt 24,39), durante la giornata.
Leggeremo i testi della Messa del giorno con la disponibilità di un bambino che cerca la presenza della mamma e gode di stare con lei prima ancora di avere capito tante cose. Un bambino ripete le parole e i gesti della mamma; e lei è contenta perché proprio così si svilupperanno le potenzialità del suo bambino. Siamo persone umane, e abbiamo i genitori che ci aiutano a svilupparci. In Cristo siamo figli di Dio, e abbiamo un Padre che ci parla, e «suscita in noi i sentimenti che sono nel Signore Gesù» (lPt 2,21-24; Fil 4,89; Mt 7,12).
Dio rivolge a ciascuno una Parola: “Dico a voi figlioli…, dico a voi padri…, dico a voi giovani…” (lGv 2,12-13); e ciascuno coglierà la parola che il Signore gli rivolge. I discepoli stanno con Gesù, perché sono affascinati dalla sua presenza prima che dalla comprensione del suo messaggio.
Ripeto (repetita iuvant): segue lettura dei testi. La PAROLA letta ci colpisce come l’acqua bagna e la spada ferisce. Cerchiamo di diventare consapevoli e di portare nel cuore la Parola, che è Gesù, come l’ha portata Maria. Nel silenzio cerchiamo la Parola che ci ha colpito. Ciascuno la legge e l’aggiunge al proprio nome come Antifona alla Comunione: è un colloquio personale tra Dio e l’uomo; tra Dio e tutta l’assemblea ecclesiale. Es. oggi sabato della 4ª sett. Tempo ordinario. Dopo una pausa per ricercare nel testo la parola, ciascuno legge una frase che lo/a ha colpito, l’abbrevia, ne porta via una parola. Per es.:

“e si mise a insegnare loro molte cose” (alla fine del vangelo, ma può essere qualunque frase. E la si ripete riducendola): Si mise a insegnare” (fino a una sola parola) Insegnare, Silvano. Tutti ripetono insieme il versetto R/: “Insegnami, Signore, i tuoi decreti”.
Si fa così, come s’impara a leggere e a scrivere. Si fa alla sera, inizio della giornata liturgica. Con pazienza, e con l’intenzione precisa di ripetere la parola con il proprio nome, quando il Signore si rende presente in qualche modo durante la notte e tutta la giornata. Sa d’infantilismo? Ma così ciascuno/a sperimenterà come il Signore ci educa a vivere sempre alla sua presenza, in colloquio con lui, che ci parla per primo, e ci fa percepire l’efficacia della preghiera. Non gli diciamo infatti nostri sentimenti, ma ciò che lui stesso ci dice, parlandoci per primo, con la sua parola, senza mutarla. In circostanze diverse ha sensi nuovi. È come fare le elementari. Potremo frequentare le superiori, l’università: su questo colloquio, infatti, di Dio con l’uomo, in Cristo Gesù, per opera dello Spirito Santo, si costruisce il regno.

2° La Parola Meditata (Riletta come dovevano comprenderla i contemporanei).
Rileggiamo i testi, cominciando dal vangelo, dove Gesù si rivela Buona Notizia, parlando della sua e nostra pasqua che celebriamo; nel vangelo Gesù si rivela “ Compimento ” delle promesse della prima lettura; nel vangelo Gesù si rivela anche “ Fondamento ” della sua comunità, la chiesa, che troviamo descritto nella seconda lettura.
Ripeto: rileggiamo vangelo, e I-II lettura in rapporto al vangelo, ascoltando in adorazione, pregando, contemplando Gesù Risorto, presente in noi. Sì, il colloquio con il Padre in Cristo si intensifica rileggendo il Vangelo in cui Gesù, venuto in noi, parla di se stesso in rapporto con il Padre nello Spirito Santo. Nel Vangelo Egli presenta Se stesso come il centro della Storia, il compimento della profezia, la realtà di ogni immagine che troviamo nel brano dell’Antico Testam. riportato nella prima lettura. Nella II lettura poi Egli manifesta se stesso nella Chiesa di allora come nell’attuale, che celebra il Mistero di Cristo, protesa verso la sua Pienezza (cfr LG 2).
Cominciamo allora la rilettura dei testi dal Vangelo alla I lettura (e alla II nei giorni festivi). Ogni capoverso – o sezione – è preceduto dalla Parola – Antifona alla Comunione, ed è seguito dal ritornello del Salmo responsoriale, come risposta.
Impariamo a non lasciare cadere nessuna Parola di Dio, come Samuele, e come sant’Antonio abate, diocesano di Alessandria, descritto dal suo Vescovo sant’Atanasio, come “fedele di Cristo, uomo di Dio, amico dei fratelli”. Impariamo a comprendere la Scrittura con la Scrittura. L’unico autore principale di tutta la Scrittura, infatti, è lo SPIRITO SANTO che non si contraddice. Per l’azione dello stesso Spirito siamo introdotti nei segreti del Cuore di Cristo. Un breve e appropriato commento liturgico può aiutare la rilettura dei testi, che sono opera anche di autore umano con la sua cultura, la sua formazione umana; e favorisce il Colloquio di Dio con l’uomo specialmente nella celebrazione liturgica.
Ci si può trovare con poco tempo. Allora e anche prima di rileggere i testi come sopradetto, si scorrono alcune frase in ordine sopraindicato, cioè: versetto al vangelo, frase ufficiale del vangelo (si trova all’inizio del vangelo e delle letture), frase ufficiale della prima lettura, antifona propria alla comunione, frase ufficiale della seconda lettura (testi eucologici, come colletta, sulle offerte, ingresso e dopocomunione mostrano come la chiesa incarna i testi biblici nella vita della chiesa); il versetto «responsoriale» prepara il prefazio e tutta la cosiddetta eucologia (= preghiera) maggiore che è la Preghiera Eucaristica.

3° La Parola Pregata.
Lo Spirito che ci fa ascoltare la Parola, rende possibile la celebrazione. La Storia rivelata e attuata in Cristo, diviene la nostra storia attuale, continuazione di una medesima storia di salvezza. La Parola – Gesù è “sostanzialmente” presente nella Messa che si celebra nella nostra comunità o che si sta celebrando altrove. Nella Messa è presente la Parola-Gesù che suscita in noi quanto esprime. Ogni Messa è azione di Cristo e del popolo di Dio. In Cristo partecipiamo ad ogni celebrazione. “Nel corso di questa stessa memoria, la Chiesa, in modo particolare quella radunata in quel momento e in quel luogo, Offre al Padre nello Spirito Santo la Vittima Immacolata”.Coscienti di questa offerta attuale di Cristo e del popolo di Dio, facciamo la Comunione nello Spirito che ci spinge alla partecipazione anche sacramentale, consapevole, pia e attiva dell’Eucaristia.
Lo Spirito stesso viene in aiuto alla nostra debolezza, e intercede con insistenza per noi davanti al Padre con gemiti inesprimibili (cfr Rm 8,26-27). Lo Spirito e la Sposa (la chiesa, noi) dicono: “Vieni”. E chi ascolta, ripeta: “Vieni, Signore Gesù”. Gesù risponde: “Ecco, lo vengo…” (cfr Apc. 22,17-21; Ebr 10,5-l0), e ci mette sulle labbra la Parola di oggi, di ogni giorno: ” N., …”, come una nuova Antifona alla Comunione, che suscita in noi una risposta, espressa con il Ritornello del Salmo Responsoriale: questo colloquio, fatto di PAROLA E RISPOSTA, cresce con l’orante. La PAROLA si sviluppa gradualmente nel contesto liturgico e sacramentale; si estende nello studio catechistico, biblico, patristico, ecclesiale. La RISPOSTA si sviluppa nell’eucologia minore (tutte le formule oltre i testi biblici, e basate su essi) fino alla Preghiera Eucaristica (eucologia maggiore) fatta di AZIONE DI GRAZIE (Prefazio), ATTUALIZZAZIONE (2 Epiclesi-Consacrazione), OFFERTA (Anamnesi), INTERCESSIONE (per i vivi, i defunti, i partecipanti; per tutta la Chiesa terrestre e celeste; essendo Gesù il 1° protagonista, tutto esiste in lui), LODE FINALE.
Il colloquio si protrae nella giornata, e incrementa la Comunione con Dio Padre, in Cristo Gesù, per lo Spirito Santo.

Preghiamo la parola di domenica quinta del tempo ordinario anno C. Aderendo all’agire dello Spirito, per mezzo di Cristo che è: «1. Ringraziamento; 2. Pane; 3. Offerta; 4. Intercessione; 5. Lode»:
1. «Ringraziamo», raccontando l’Amore del Padre in Cristo verso di noi (prefazio). Grazie, Padre, per il tuo Figlio: Ora manda lo Spirito a perfezionare l’opera di Gesù nel mondo e compiere ogni santificazione: egli è L’“Angelo dell’Alleanza” che purifica, salva tutti come Isaia.
2. «Siamo nutriti» di Cristo, che, preso il «pane» e rese grazie, si dona vero cibo e bevanda di salvezza (consacrazine, transustanziazione). Ora, Padre, manda lo Spirito, che perfeziona l’opera di Gesù nel mondo, compiendo ogni santificazione. Siamo trasformati in Cristo, che, preso il «pane» e rese grazie, si dona vero cibo e bevanda di salvezza.
3. «Diveniamo» luogo riservato a Gesù, che in noi continua a «donare» se stesso (offerta). In noi, Padre, si offre a te Gesù: Diveniamo luogo riservato a Gesù che in noi continua a «donare» se stesso. In noi, Padre, si offre a te Gesù, accolti e trasformati da lui, che vive in noi come in Paolo e ci fa a te graditi.
4. «Intercediamo» per tutti in Cristo, che «intercede» per noi, e ci fa intercessori con lui per gli altri (intercessione). Tutti, Padre, accogli in Cristo: vivi, defunti, celebranti. Dopo avere chiamato le folle, egli si dona fino alla morte, e risorge per donare a tutti se stesso in novità di vita.
«Glorifichiamo» perfettamente il Padre per Cristo, con Cristo, in Cristo nello Spirito Santo che ci fa santi.

5. «Glorifichiamo» pienamente il Padre, per Cristo, con Cristo, in Cristo nello Spirito Santo che ci fa santi (lode finale). A te, Padre, ogni onore e gloria: dall’umanità, per la salvezza che fruttifica in ogni persona.

4° La Parola Contemplata. Contempliamo il mistero salvifico di Dio. Lo Spirito ci fa contemplare il Padre che convoca nella Santa Chiesa i credenti in Cristo: ci fa contemplare la Chiesa nei suoi cinque momenti di crescita:
l) già prefigurata sino dal principio del mondo -il Creato-;
2) mirabilmente preparata -figurata- nella storia del popolo d’Israele e nell’Antica Alleanza;
3) stabilita negli ultimi tempi -compimento in Cristo-;
4) manifestata dall’effusione dello Spirito – Tempo della Chiesa;
5) avrà glorioso compimento -pienezza di vita- alla fine nella Trinità (LG 2).

Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., La Chiamata:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: la chiamata, di Simone che fa cenno ai compagni;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza; la chiamata, di Dio che chiama Isaia e con lui tutto Israele;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: la chiamata, dell’umanità assunta dal Verbo;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: la chiamata, di Simone, discepoli, folla attirati da Gesù;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. la chiamata, dell’umanità dal Padre a essere in Cristo.

Preghiamo:
O Padre, che in Cristo ci hai scelti in mezzo al mondo, perché andiamo e portiamo un frutto duraturo; concedi al tuo popolo di cantare a te davanti ai tuoi angeli. Per Cristo nostro Signore. Amen.

(nota 1) – Dai praenotanda ai singoli nuovi libri liturgici, in particolare:
PNMR = Principi e Norme uso del Messale Romano 1984;
PNLM = Principi e Norme uso del Lez.della Messa 1983;
PNLO = Principi e Norme Liturgia delle Ore 1983;
PCFP = Preparaz. Celebrazione Feste Pasquali 1988.
(nota 2) – Papa Giovanni Paolo II ai Vescovi del Triveneto in Visita “ad limina”, 26 01 1991.