02/04/2006 – QUARESIMA – ANNO B – 5 DOMENICA – 2006
Preparazione alla celebrazione della messa.
5ª DOMENICA DI Quaresima
Anno B – 2 Aprile 2006
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…!
Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti
(Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).
TESTI e MEDITAZIONE
TESTI
Antifona d’Ingresso Sal 42,1- 2
Fammi giustizia, o Dio, e difendi la mia causa
contro gente senza pietà;
salvami dall’uomo ingiusto e malvagio,
perché tu sei il mio Dio e la mia difesa.
Colletta
Vieni in nostro aiuto, Padre misericordioso, perché possiamo vivere e agire sempre in quella carità, che spinse il tuo Figlio a dare la vita per noi. Egli è Dio e vive…
Anno B:
Ascolta, o Padre, il grido del tuo Figlio che, per stabilire la nuova ed eterna alleanza, si è fatto obbediente fino alla morte di croce; fa’ che nelle prove della vita partecipiamo intimamente alla sua passione redentrice, per avere la fecondità del seme che muore ed essere accolti come tua messe nel regno dei cieli. Per il nostro Signore Gesù Cristo.. .
Prima Lettura Ger 21, 31-34
Concluderò un’alleanza nuova, non mi ricorderò più del peccato.
DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA
«Ecco verranno giorni – dice il Signore – nei quali con la casa di Israele e con la casa di Giuda io concluderò una alleanza nuova. Non come l’alleanza che ho conclusa con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dal paese d’Egitto, una alleanza che essi hanno violato, benché io fossi loro Signore.
Questa sarà l’alleanza che io concluderò con la casa di Israele dopo quei giorni, dice il Signore: Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo. Non dovranno più istruirsi gli uni gli altri, dicendo: Riconoscete il Signore, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il Signore; poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato».
Salmo Responsoriale Dal Salmo 50
CREA IN ME, O DIO, UN CUORE PURO.
Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia;
nella tua grande bontà cancella il mio peccato.
Lavami da tutte le mie colpe,
mondami dal mio peccato.
Rinnova in me, o Dio, uno spirito saldo.
Non respingermi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
Rendimi la gioia di essere salvato,
sostieni in me un animo generoso.
Insegnerò agli erranti le tue vie
e i peccatori a te ritorneranno.
Seconda Lettura Eb 5,7-9
Imparò l’obbedienza e divenne causa di salvezza eterna.
DALLA LETTERA AGLI EBREI
Cristo, nei giorni della sua vita terrena offri preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo,da morte e fu esaudito per la sua pietà; pur essendo Figlio, imparò tuttavia l’obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.
Canto al Vangelo Gv 12,26
GLORIA E LODE A TE, O CRISTO!
Se uno mi vuol servire, mi segua, dice il Signore,
e dove sono io, là sarà pure il mio servo.
GLORIA E LODE A TE, O CRISTO!
Vangelo Gv 12,20-33
Se il chicco di grano caduto in terra muore, produce molto frutto.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa, c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsaida di Galilea, e gli chiesero: «Signore, vogliamo vedere Gesù».
Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose: «È giunta l’ora che sia glorificato il Figlio dell’uomo. In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo.
Se uno mi serve, il Padre lo onorerà. Ora l’anima mia è turbata; e che devo dire? Padre, salvami da quest’ora? Ma per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome».
Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e di nuovo lo glorificherò!».
La folla che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Rispose Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. Io quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me».
Questo diceva per indicare di qual morte doveva morire.
Sulle Offerte
Esaudisci, Signore, le nostre preghiere: tu che ci hai illuminati con gli insegnamenti della fede, trasformaci con la potenza di questo sacrificio. Per Cristo nostro Signore.
Prefazio
La penitenza dello spirito
È veramente giusto renderti grazie,
è bello cantare la tua gloria, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno:
Tu hai stabilito per i tuoi figli
un tempo di rinnovamento spirituale,
perché si convertano a te con tutto il cuore,
e liberi dai fermenti del peccato
vivano le vicende di questo mondo,
sempre orientati verso i beni eterni.
Per questo dono della tua benevolenza,
uniti agli angeli e ai santi,
con voce unanime cantiamo l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo il Signore.. .
Antifona alla Comunione Gv 12,24-25
«Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo;
se invece muore, produce molto frutto».
Dopo la Comunione
Dio onnipotente, concedi a noi tuoi fedeli di essere sempre inseriti come membra vive nel Cristo, poiché abbiamo comunicato al suo corpo e al suo sangue. Per Cristo nostro Signore.
=======================================================================
MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant. Com.), con il dono di se stesso, attua in noi il messaggio dei testi biblici (cf. Tempo di Quaresima – Anno B – 5ª Domenica – 06/04/2006); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (Cf. Criteri di Meditazione – 15/08/2005).
Messaggio della Parola:
DOVE SONO IO, LÀ SARÀ PURE IL MIO SERVO.
Messaggio che ispira e attua Celebrazione e Vita.
1°. RITI D’INTRODUZIONE.
Dalla vita alla festa della vita: formiamo una comunità, prendiamo coscienza di essere riuniti e preparati da Gesù ad ascoltare la Parola e a celebrare l’Eucaristia.
“Io quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me”. Volendo servire il Signore Gesù che ci attira, lo seguiamo e ci troviamo già a fare l’esperienza di essere riuniti là dove è Gesù. Celebrando la sua passione e morte in croce, abbiamo Gesù Giudice e Avvocato che ci fa una giustizia di redenzione. Ci possiamo indirizzare a lui quindi per chiedergli: “Fammi giustizia, o Dio, e difendi la mia causa
contro gente senza pietà; salvami dall’uomo ingiusto e malvagio, perché tu sei il mio Dio e la mia difesa”. E ancora: “Vieni in nostro aiuto, Padre misericordioso, perché possiamo vivere e agire sempre in quella agape”, cioè in quella logica di amore, “che spinse il tuo Figlio a dare la vita per noi”. Vieni in nostro aiuto, perché noi non potremmo farlo, e anche dopo che tu l’hai fatto, noi non potremmo renderlo effettivo sensa il tuo aiuto. E riassumento preghiamo: “Ascolta, o Padre, il grido del tuo Figlio che, per stabilire la nuova ed eterna alleanza”, secondo la tua promessa fatta per bocca di Geremia, “si è fatto obbediente fino alla morte di croce”, unico nostro Redentore (Ebr); “fa’ che nelle prove della vita partecipiamo intimamente alla sua passione redentrice”, odiamo la nostra vita in questo mondo secondo la logica del suo amore, e la conserviamo per la vita eterna di Cristo, “per avere la fecondità del seme che muore”, Cristo del vangelo, “ed essere accolti come tua messe nel regno dei cieli”, come Gesù ha promesso: “Se uno mi serve, il Padre lo onorerà”. Per Cristo nostro Signore. Amen.
2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Dio parla a noi in Cristo. Lo Spirito ci dispone ad ascoltare la sua Parola. Gesù parla e conclude: Oggi si attua la Parola che avete udito. – Richiamiamo la Parola, aderiamo all’azione dello Spirito.
Richiamiamo la Parola, cioè persona, messaggio e attività di Gesù.
DOVE SONO IO, LÀ SONO ANCHE TUTTI I MIEI SERVI, PERCHÉ ATTIRO TUTTI A MÉ.
Se il chicco muore, produce molto frutto (Giovanni 12,20-33). «Alcuni Greci chiesero: “Signore, vogliamo vedere Gesù”. Gesù rispose: “È giunta l’ora che sia glorificato il Figlio dell’uomo». Per l’evangelista Giovanni questo è il Getsemani di Gesù nel contesto della richiesta dei pagani di volerlo vedere, cioè di essere in rapporto con Gesù. Ma ai greci che cercano la «sapienza» (1Cor 2s) Gesù risponde con la sua «gloria», che per Dio non è onore, ma l’azione compiuta dal Padre per innalzare suo Figlio: «“Se il chicco di grano caduto in terra muore, produce molto frutto. Chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà. Ora l’anima mia è turbata. Ma per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome”. Venne allora una voce dal cielo: “L’ho glorificato e di nuovo lo glorificherò!”». Gesù propone ai greci, rappresentanti il mondo non ebraico, la gloria, cioè quella parte di Dio infinito che ogni persona umana, benché limitata, può sperimentare. Dicendo quindi: “L’ho glorificato”, la voce dal cielo dice: Ho messo in questo uomo, Gesù Cristo, che è anche Dio, quella parte di Dio che ogni uomo può sperimentare. In ciò che Gesù ha fatto e detto ogni uomo può vedere Dio. Poi con le parole: “E di nuovo lo glorificherò!”, la stessa voce aggiunge: E con la passione e la morte di Gesù ogni persona può riconoscere pienamente Dio in Gesù. «Gloria» non è onore per Dio, ma l’azione che egli compie per innalzare suo Figlio. E l’azione di Dio che rende Gesù più uomo, più ebreo, più figlio di ogni altro è precisamente la “Sapienza” riconosciuta a Gesù dai suoi connazionali: “Donde viene a lui tutta questa sapienza?”, e dalla samaritana: “Ora vedo che sei un profeta, il Messia”. In Gesù quindi c’è la Sapienza di Dio, e quando è innalzato da terra attira tutti a sé, anche i greci, che stanno bene quindi in questo contesto, con al centro la Sapienza di Dio.
“È giunta l’ora che sia glorificato il Figlio dell’uomo”: cioè che il Figlio dell’uomo inizi il suo cammino di ritorno verso il Padre, e in lui voi possiate fare esperienza di Dio, mentre il Padre colloca sopra tutti il Figlio dell’uomo, Gesù di Nazaret: infatti “non c’è amore più grande di colui che dà la vita per i propri amici” (1Gv). Allora, nel momento in cui viene glorificato, il Figlio dell’uomo è Messia Giudice: giudica tutti gli uomini dal trono della sua croce. Da quel tribunale Gesù non emette un giudizio giusto come quello degli uomini, ma redentivo, cioè il nostro Giudice è il nostro Redentore, il nostro Giudice è il nostro Avvocato: è giunta l’ora del nostro Giudice Avvocato che muore e ci porta nella sua compagnia. Il Padre ci onora, cioè c’innalza insieme a Gesù. Siamo peccatori, e il Giudice che muore per noi lo conferma. Noi lo riconosciamo, ma non pensando a noi stessi, al nostro peccato, bensì alla grandezza del suo amore redentivo per noi. Amore che ci rigenera dall’interno davanti a Dio a somiglianza del Cristo suo Figlio, che riempie i vuoti lasciati dalla nostra insufficienza. Da noi sarà chiesto il raddoppio di quanto ricevuto: solo due più due talenti, secondo le possibilità a noi concesse. Dio supplisce il resto. Dio ci chiede la santità, l’essere rivolti verso di lui; non la perfezione: ce la mette lui.
“Venne una voce” e c’è “la folla”: rappresentata dai greci di prima. Non c’è distinzione di razze, di lingue, di nazioni perché in Cristo siamo una cosa sola. Gesù lo esprime con le parole: “Io quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me”. «Questo diceva per indicare di qual morte doveva morire»: tutti ugualmente redenti, liberati dalla schiavitù della morte, del peccato, del diavolo per il sangue di Gesù Cristo, cioè per la sua decisione di pagare il nostro riscatto con la morte. Cristo muore perché noi siamo giudicati «redenti», e siamo una cosa sola con lui. Ora lo siamo imparando a gestire la nostra vita secondo il ragionamento di Gesù e non secondo gli uomini. E più fede uno ha, più pensa, valuta, giudica, vive secondo Dio. Ci sono tanti valori, tante morali secondo la fede in Cristo Gesù.
Richiamiamo la Profezia, portata a compimento in Gesù.
VI ATTIRO TUTTI A ME E ACCRESCO IN VOI LA FEDE.
“Concluderò un’alleanza nuova, non mi ricorderò più del peccato” (Geremia 31,31-34: la nuova alleanza, condensa i messaggi di speranza contenuti in Ger 31-33).
Una fede in Dio più o meno profonda nel popolo lo spinge ad adempiere in modo diverso i valori di Dio. L’aumento di fede accresce la capacità di riconoscere il pensiero di Gesù e attuarlo. Ma solo Dio può aumentare nel suo popolo tale fede. Allora Dio gli procura una storia, e dispone che il popolo la ricordi. Ecco la storia che Dio procura e Israele medita per 50 anni dal 586 al 536 a. C., sulla scia del profeta Geremia: Al Sinai dopo la liberazione dall’Egitto Dio ha detto: Io vi do una terra, sarò il vostro Dio e voi non perirete mai. Da parte vostra, voi sarete il mio popolo e farete quanto vi dico. – È l’Alleanza antica. Israele riflette e conclude: ma noi non abbiamo preso sul serio il patto del Signore, abbiamo mancato, e Dio ha preso atto che noi crediamo più in noi stessi che in lui, e ci lascia fare da soli. Eccoci qui in esilio, vinti dai babilonesi. Abbiamo sbagliato tutto ancora una volta. La nostra è una storia di peccato, non stando alle parole di Dio, di punizione in vari modi, e di liberazione. Poi di nuovo: peccato, punizione, liberazione: senza fine. Non siamo in grado di uscire da questo giro. Chi ci libera?
Dio risponde proponendo un nuovo modo di credere: non nuove leggi esterne, ma interiori: “Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore”, dice il Signore. La nuova alleanza scritta nel cuore, diversa da quella del Sinai, non ha più contrasti tra i pensieri dell’uomo e quelli di Dio; è una sintonia che rende inutile ogni opera di istruzione: tutti “conosceranno” il Signore grazie alla “circoncisione del cuore” (Dt 30,6); condizione dell’alleanza nuova è il perdono: dinamica d’amore.
E poi vi faccio fare un’esperienza che può alimentare in voi la fede. “Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo. Tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il Signore; poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato”. Dio toglie il castigo, passando dal peccato al perdono, senza punizioni perché un Servo di Javè, suscitato da Dio, prende su di sé tutti i peccati passati, presenti, futuri e dice: questi sono miei, per essi pago io davanti al Sgnore. – Ecco l’esperienza di bontà che Dio fa fare a tutti: il perdono dopo il peccato, senza castighi. La fede può crescere per un nuovo rapporto con Dio tramite il Redentore, e un costante ricordo di questa esperienza di amore divino. È la nuova Sapienza di Dio, la Gloria di Dio che il popolo sperimenta nella propria storia umana.
Richiamiamo la Realtà, che Gesù attua ora in noi come in se stesso.
VI RICREO E VI ATTIRO FINO ALLA MIA GLORIFICAZIONE.
Crea in me, o Dio, un cuore puro (dal salmo 50). L’assemblea fa memoria di quanto Dio ha operato per accrescere in essa la fede e aumentare l’adesione a lui. Acclama perciò come un solo individuo: Signore, che perdoni la mia iniquità e non te ne ricordi più, con la tua pietà cancella il mio peccato, con la tua fedeltà lavami da ogni colpa, con la tua misericordia mondami da ogni trasgressione.
Tu hai posto la tua legge nel mio animo e l’hai scritta nel mio cuore perché io sia rinnovato nel mio intimo; plasma il mio animo, trasformalo in modo che io possa essere radicalmente rinnovato.
Tu hai detto: Tutti mi conosceranno; la gioia di essere perdonato e salvato da te, e l’animo generoso che tu sostieni in me insegnino agli erranti le tue vie e facciano tornare a te i peccatori.
Richiamiamo l’Apostolo che descrive il discepolo di Gesù.
LÀSCIATI ATTIRARE DA ME E IN ME SEI PERFETTAMENTE OBBEDIENTE AL PADRE.
“Cristo imparò l’obbedienza e divenne causa di salvezza eterna” (Ebrei 5,7-9). Sommo sacerdote accreditato presso Dio e solidale con l’umanità, Gesù si presenta vero ponte della misericordia e della grazia divina: il Redentore Gesù ha già pagato per tutti, e tutti possono quindi passare automaticamente dalla colpa al perdono. Gesù non offre al Padre vittime di rito sacrificale, ma la sua vita (Ebr 3,1-5,10). Questa sua offerta è un’esperienza che abbraccia tutta la vita terrena di Gesù, non solo qualche tratto di drammatica intensità, ricordato dai Vangeli (Mc 14,35-40 e par.).
La fedeltà di Gesù al Padre lo ha “reso perfetto”, gli ha fatto raggiungere la pienezza della vita, attraverso la tragicità del dolore e della morte, e ha ottenuto la salvezza all’umanità: “Cristo, nei giorni della sua vita terrena offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà”, ha raggiunto la glorificazione per sé e per noi con un sacrificio che non si riduce al triduo pasquale, ma va dall’incarnazione alla pentecoste. Di fatto ogni fedele poi rende effettiva nei propri riguardi la preghiera, la fedeltà e l’obbedienza, in una parola, la Sapienza e la Gloria di Gesù, orientando verso di lui la propria esistenza, perché in Cristo ogni persona umana in sé limitata, si appropria delle qualità infinite di Gesù. L’obbedienza imperfetta, per esempio, di ciascuna persona umana si arricchisce così della perfetta obbedienza di Gesù al Padre, garanzia della salvezza che solo Gesù poteva realizzare e noi solo in lui assorbiamo.
3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
Nelle parti liturgiche (Parola e Eucaristia) l’assemblea è ferma, in ascolto, seduta o in piedi. Nei Tre Riti si muove. Ora, per esempio, offriamo doni per la presenza di Cristo e per le necessità degli altri.
Abbiamo chiesto a Dio un cuore pure, sincero, tutto dedito a Dio e al corpo di Cristo. Ora la nostra disponibilità si esprime con le offerte per il sacrificio di Cristo e per le sue membra bisognose. Preghiamo per accrescere in noi tutti questa disponibilità: Signore, che perdoni la nostra iniquità e non te ne ricordi più, con la tua pietà cancella il nostro peccato, con la tua fedeltà lavaci da ogni colpa, con la tua misericordia mondaci da ogni trasgressione. Hai posto la tua legge nel nostro animo, l’hai scritta nel nostro cuore perché noi siamo rinnovati nel nostro intimo; plasma il nostro animo, trasformalo in modo che noi possiamo essere radicalmente rinnovati.
Tu hai detto: Tutti mi conosceranno; la gioia di essere perdonati e salvati da te, l’animo generoso che tu sostieni in noi insegnino agli erranti le tue vie e facciano tornare a te i peccatori.
“Esaudisci, Signore, le nostre preghiere: tu che ci hai illuminati con gli insegnamenti della fede, trasformaci con la potenza di questo sacrificio. Per Cristo nostro Signore. Amen”.
4°. LITURGIA EUCARISTICA.
Aderendo all’agire dello Spirito, per mezzo di Cristo, ringraziamento, pane, offerta, intercessione, lode:
Ringraziamo e benediciamo il Padre in Cristo Gesù.
Grazie, Padre, per il tuo Figlio: obbediente fino alla morte, stabilisce la nuova alleanza. “Tu hai stabilito per i tuoi figli un tempo di rinnovamento spirituale, perché si convertano a te con tutto il cuore, e liberi dai fermenti del peccato vivano le vicende di questo mondo, sempre orientati verso i beni eterni”, perché orientati verso Cristo partecipiamo alle sue infinite perfezioni.
Siamo trasformati in Cristo, che, preso il pane e rese grazie, si dona vero cibo e bevanda di salvezza.
Ora, Padre, manda lo Spirito che perfeziona l’opera di Gesù nel mondo e compie ogni santificazione. Gesù fra noi ci fa partecipi della sua passione redentrice. Abbimo la fecondità del seme che muore e siamo accolti come tua messe nel regno dei cieli.
Diveniamo luogo riservato a Gesù che in noi continua a donare se stesso.
In noi, Padre, si offre a te Gesù: donandoci la fecondità del seme che muore, non siamo soli ed esclusi da regno, ma partecipiamo alla sua fecondità nelle prove della vita, completando in noi le sofferenze per il suo corpo che è la Chiesa. Alle sofferenze di Cristo mancavano le nostre sorrefenze, vissute in quella logica di amore che spinse il tuo Figlio a dare la vita per noi.
Intercediamo per tutti in Cristo che intercede per noi e ci fa intercessori con lui per gli altri.
Tutti, Padre, vivi, defunti, celebranti, accogli in Cristo: chiamati come tua messe nel regno dei cieli. Filippo e Andrea intercedono per i greci che vogliono vedere Gesù. Il tuo Figlio Gesù intercede per loro raffiguranti tutti gli uomini presso di te, ed esorta Filippo e Andrea a dare se stessi con lui e in lui per tutti. I
Glorifichiamo perfettamente il Padre per Cristo, con Cristo e in Cristo nello Spirito Santo che ci fa santi.
A te, Padre, ogni onore e gloria, dall’umanità, nello Spirito che compie ogni santificazione nel cuore nuovo, che sceglie per Cristo, desiderando di vivere nella logica del suo amore, secondo i tuoi pensieri, o Padre.
5°. RITI DI COMUNIONE.
Preso il pane e rese grazie, Gesù spezza il pane e lo dà ai suoi discepoli perché lo distribuiscano.
In Cristo siamo un solo corpo, un pane di vita per tutti: viviamo per lui che è morto e risorto per noi.
Padre nostro, perdonaci secondo la tua alleanza nuova in Cristo Gesù che vive presso di te intercedendo per noi come Redentore, nostro riscatto dalla schiavitù del peccato, dalla malattia e dalla morte. Donaci unità e pace come alla folla che ascolta la tua voce: “L’ho glorificato e ancora lo glorificherò”.
Agnello di Dio che togli il peccato del mondo, di quella parte nostra cioè che non pensa e non agisce secondo Dio, secondo la logica di amore del tuo Figlio crocifisso, del chicco di grano che muore e porta molto frutto: donaci la tua pace che viene dalla sintinia dei nostri pensieri con i tuoi pensieri.
“Dio onnipotente, concedi a noi tuoi fedeli di essere sempre inseriti come membra vive nel Cristo, poiché abbiamo comunicato al suo corpo e al suo sangue. Per Cristo nostro Signore. Amen”.
Rendiamo grazie a Dio, per la forza dell’Eucaristia che aumenta la nostra comunione con tutti nel Padre e nel Signore Gesù, che c’insegna a odiare, cioè ad amare meno la nostra esistenza, per abbracciare quella degli altri. Usciamo da questa assemblea come chi rimane dove è Cristo: umili e docili servi per il regno.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., Il Frutto:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: il frutto, nella spiga da un chicco di grano;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: il frutto, in Israele: dall’esilio alla nuova ed eterna alleanza;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: il frutto, in Gesù: innalzato sulla croce, attira tutti a sé;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: il frutto, greci, ebrei, quanti lasciano tutto, partecipano alla sua passione redentrice;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. il frutto, in tutta l’umanità immersa nella morte e risurrezione di Gesù.
Preghiamo:
O Padre, tu hai disposto che quanti seguono Gesù siano dove egli è: presso di te; crea in noi un cuore puro: tutto dedito al servizio dei fratelli. Per Cristo nostro Signore. Amen..
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).