02/12/2001 – AVVENTO – ANNO A – 1 DOMENICA – 2001
1ª DOMENICA DI AVVENTO
Anno A – 28 Novembre 2001
VIENI GESÙ, MISERICORDIA E SALVEZZA.
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiuta tutti come aiuti noi ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Padre, fa’ che nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù! Donaci di accogliere la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu ci dici quanto stai attuando nella nostra esistenza, continuazione della tua storia (Vedi testo in LETTURE).
MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù! Egli ci parla di se stesso: “Bella Notizia” nel vangelo, “Compimento” delle promesse della prima lettura, “Fondamento” della chiesa nella seconda lettura. Rileggiamo vangelo, prima e seconda lettura alla luce del versetto al vangelo, che oggi dice:
Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza.
Padre, nell’Eucaristia il tuo figlio Gesù si rende presente! Con lo Spirito e la sposa (cioè con quanti danno voce allo Spirito Santo) aderiamo a Gesù e acclamiamo: “Vieni, Signore Gesù!”, perché attui in noi ciò che ha compiuto in se stesso. Padre, fa’ che in lui noi ti lodiamo, ti benediciamo e ti rendiamo grazie per i tuoi benefici (prefazio). Come Gesù ci ha comandato, noi ti preghiamo: Padre, manda lo Spirito Santo perché Gesù sia qui presente fra noi (consacrazione). In noi, che partecipiamo al corpo e al sangue del tuo Figlio, riuniti dallo stesso Spirito Santo in un solo corpo, Gesù si offra a tutti, dono a te gradito (offertorio); e interceda per tutti, vivi e defunti (intercessione). Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a te, Dio Padre onnipotente, nell’unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria (lode o dossologia finale). – Per attuare tutto questo in noi, Gesù risponde: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); e oggi aggiunge (Antifona alla Comunione):
Vegliate, perché non sapete in quale giorno verrà il Signore.
Veglia, per essere pronto al mio arrivo.
Oggi inizia un nuovo anno liturgico; mi rendo presente in atto di prenderti da capo per mano, e farti rivivere gesti ed eventi salvifici della mia vita: con me vivi il mio Natale, il mio itinerario dalla Galilea a Gerusalemme per celebrare la pasqua, con me vivrai la novità di vita che il mio Spirito Santo dal Padre ti offre. «Tutto ciò che ho fatto e insegnato, per riconciliare il mondo, non lo conosci soltanto nel racconto di azioni compiute nel passato, ma sei sotto l’effetto del dinamismo presente di tali azioni» (s. Leone, Sermone 63 sul natale); all’inizio dell’anno ti faccio vedere dal fondo il percorso del cammino sotto l’unica realtà portante: l’attenzione per la mia presenza, nel simbolo di Noè che costruisce ed entra nell’arca. Veglia: interpreta rettamente i segni della mia presenza. I contemporanei di Noè vivevano «senza accorgersi» della presenza di Dio e della vita di Noè in relazione con Dio, anzi lo deridevano. Al diluvio egli entrò nell’arca; essi «furono inghiottiti dalle acque». Io sono tra voi il Signore e il vero Noè: sono il Figlio in comunione con il Padre. E’ salvo chi nella vita quotidiana è «preso» dall’ascolto della mia Parola e «si fida» di me; e’ «lasciato» chi nella propria esistenza non vive in comunione con me e mi «lascia». Veglia, interpreta rettamente ciò che accade: cogli il giusto valore dei fatti e segni della mia presenza con il Padre fra voi: «Ti mostro la mia misericordia e ti dono la mia salvezza». Tu mi conosci, accogli e custodisci la mia amicizia come un «padrone custodisce la sua casa». Fa’ sempre più attenzione: Il Figlio dell’Uomo viene in ogni momento, sono la Parola che dà senso nuovo ai tuoi fatti quotidiani. Momenti, situazioni, fasi e attività della tua vita sono belli e buoni; ma sono provvisori: mentre ne godi, ti coglie lo sconforto, t’illudi allora di soddisfare la tua sete di vita con cibi, bevande, donne, uomini: creature che non evitano il «diluvio» della tua fine. «Di ogni cosa vedi il termine». Ma in tutto questo puoi fare una cosa che non ha termine, perché continua oltre questa vita: ti fa vivere da figlio e fratello, sorella e madre; puoi rendere grazie come dico per bocca di Paolo: «Sia che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualsiasi altra cosa (Origene commenta: ossia vi sposiate), fate tutto per la gloria di Dio».- Così non tratti cose e persone come oggetti da possedere, ma come elevazioni e rendimento di grazie; io ti aiuto a fare questo, all’ingresso della messa fin dall’inizio dell’anno ti metto sulle labbra le mie parole per tutto l’anno: «A te, Signore, elèvo l’anima mia, Dio mio, in te confido: che io non sia confuso. Non trionfino su di me i miei nemici. Chiunque spera in te non resta deluso!». – Determinante non è «cosa» fai ma «come» lo fai: con me presente, e sei «preso» nel rapporto con me, per sempre; così in avvenimenti quotidiani trovi costruita la dimora eterna. «Il Figlio dell’uomo viene nell’ora che non pensi», nel quotidiano: tu mi pensi presente in avvenimenti per te straordinari; invece tutto per me è straordinario: ogni cosa, infatti, è disposta da me per incontrarti; veglia, interpreta rettamente ciò che accade; nel diluvio della tua vita sta con me nella barca del mio corpo: nella carità con i miei fratelli e sorelle che ti ho messo accanto: non sarai «inghiottito dalle acque profonde». Non sono solo il Dio che crea il mondo, il popolo, l’umanità che ho assunta, la chiesa; sono anche il Dio della fine, la Forza che porta alla meta, alla manifestazione della piena maturità dei figli nel Figlio: e testimoni che la terra produce pace nella misericordia.
Andiamo con gioia incontro al Signore.
Veglia, perché vengo a mostrarti la via della riconciliazione.
«Il Signore unisce tutti i popoli nella pace eterna del suo regno».
Come ho dato a Isaia di prevedere la mia venuta, così ora dono a te, a ciascuno, a tutta la Chiesa di cogliere sempre più la mia presenza, come oggi. Chi mi accoglie diventa in me «tempio di Dio, monte luminoso, luce» di orientamento per tutti i «popoli». Avvertendo la mia presenza in te tutti diranno: «Ascoltiamo anche noi il Signore. Dal Padre viene il Figlio Gesù, la Parola che guida alla Vita. Egli ci salverà: ci darà la vera pace con Lui, la giusta soluzione nelle contese, la solidarietà fra i popoli. Accogliamo l’invito a vivere sempre più con il Signore: la sua Parola illumina la nostra vita!». – Scopri che fai parte del mio popolo: sconosciuto senza importanza, eppure tanto importante, «centro» d’interesse per tutti i popoli: centro, non come desiderio, ma realtà, per quanto piccola, d’«un mondo rinnovato», e proprio nei momenti più bui della tua storia, fra guerre, frodi, violenze e oppressioni da parte di tutti; crollano arroganze e idolatrie: si può chiamare castigo o evidenza di autenticità; emerge la realtà profonda: la mia presenza in ogni cosa purificata e rinnovata. Quindi puoi sempre sperare nel Signore che cerchi, e la speranza ti fa «camminare nella mia luce». Cresce in te il desiderio di essere migliore, la fiducia ti porta a rinnovare le relazioni, a dialogare e avere stima negli altri come in te stesso/a.
Andiamo con gioia incontro al Signore.
Veglia, perché vengo a salvarti negli eventi della storia. «La nostra salvezza è vicina». Quanti vigilano e interpretano rettamente i fatti, dicono per bocca di Paolo: «Fratelli, Gesù ha vigilato su di noi: si è avvicinato a noi quando ci siamo convertiti. Ora si avvicina sempre di più nella nostra vita di ogni giorno; vigiliamo e accogliamo il suo invito alla salvezza». – Sei liberato dalla notte del male, dalle tenebre della notte, dal sonno delle tenebre. Sei dominato dalla luce del giorno: il mio splendore ti scuote dal sonno dell’attivismo mondano; le tue occupazioni quotidiane, come «mangiare, bere, sposarti, lavorare» (quattro per dire ogni attività) non sono più semplici attività umane, pesanti, tenebrose; sono «rivestite di luce», fatte da me in vista di me, «senza dissipazione e impudicizia, senza gelosia e contesa» (ancora quattro vizi, per dire ogni vizio) finché sarò tutto in tutti; mi renderò sempre più presente, suscitando in te attesa, sicurezza, custodia e vigilanza; certa è la mia venuta secondo il disegno del Padre, ma sono come nascosto sotto le apparenze di ogni situazione ordinaria, buona o cattiva, come ai tempi di noi; tu mi cerchi e impari a scoprimi ogni momento: «non cercarmi», sarebbe il tuo male; «mangiare, bere, prendere moglie, marito» non sono opere malvagie; i contemporanei di Noè vivono semplicemente «distratti» dall’essenziale, «disinteressati» del Bene che va oltre le cose finite nelle cose finite. Tutto sembra volere attirare la tua attenzione, ma tu sai bene quello che è importante; ciò che lo Spirito opera in te: preghiera, carità, quanto fai ai più piccoli, a me.
Andiamo con gioia incontro al Signore.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Versetto Responsoriale:
Andiamo con gioia incontro al Signore,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
la sua venuta fra noi ci mostra la tua misericordia e ci dona la tua salvezza;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
Gesù tra noi, maestro di verità, fonte di riconciliazione, ci fa camminare nella libertà e nell’amore;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
egli ci ha amato sino in fondo: sino a quando è entrato nella tua gloria con la nostra umanità;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
venuto per riunire tutti i popoli nella pace eterna del tuo regno;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
dall’umanità che ti contempla presente fra noi nel tuo Figlio fatto uomo come noi.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, La Vigilanza:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: vigilanza, del padrone che custodisce la sua casa;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: vigilanza, di Noè, di Isaia, di tutti i popoli che avvertono la presenza di Dio in Sion;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: vigilanza, di Gesù, Pastore buono che esorta all’attenzione il suo popolo;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: vigilanza, di Paolo, tipo della Chiesa che vive in ordine a Cristo Gesù;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: vigilanza, degli esseri che contemplano la gloria del tuo volto e giorno e notte cantano la tua lode.
Preghiamo:
O Padre, che in Cristo tuo Figlio Gesù venuto nel mondo, ci mostri la tua misericordia e ci doni la tua salvezza; fa’ che il tuo popolo venga con gioia incontro a te. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera della chiesa (colori).