03-10-2004-Ordinario-C-dom27

03/10/2004 – T. ORDINARIO – ANNO C – 27 DOMENICA – 2004

Dieci minuti di preghiera con la chiesa.

27 DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno C – 03 Ottobre 2004
LA SAPIENZA DEL VIVERE NORMALE.

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiuta tutti come aiuti me ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Signore Gesù, fa’ che nulla ci sia più caro di te! Donaci di accogliere la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu ci dici quanto stai attuando nella nostra esistenza, continuazione della tua storia (Vedi testo in LETTURE)..

MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu ci parli di te stesso “Bella Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggiamo vangelo, prima e seconda lettura alla luce del versetto al vangelo che oggi dice:
Tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo;
e questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede.
“Risplendete come astri nel mondo tenendo alta la parola di vita”.

Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la sposa, cioè con quanti danno voce al tuo Spirito, aderiamo a te e acclamiamo: “Vieni, Signore Gesù!”, e continua ad attuare in noi ciò che tu hai compiuto in te stesso. Noi non siamo in grado di fare ciò che dici; ma opera tu in noi! Per questo, venendo, tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s), e aggiungi (Antifona alla Comunione):
Dissero gli apostoli a Gesù: Signore, aumenta la nostra fede!

Aumenta in noi la fede che vince il mondo. – Essa cresce come un seme e nulla vi è impossibile.
Il Signore rispose: Se aveste fede quanto un grano di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato in mare; vi ascolterebbe.
Oggi mi rendo presente in atto di aumentare, di far crescere come un seme la fede, fino a divenire albero = regno di Dio, nel simbolo del «servo» che la cura. Credi, mi segui, vedi, domandi: così «cresce» in te la fede. Io ho iniziato in te tutto questo, chiamandoti a venire con me; e ora, nelle difficoltà concrete a perdonare, come ho detto: “Se un tuo fratello pecca, rimproveralo; ma se si pente, perdonagli. E se pecca sette volte al giorno contro di te e sette volte ti dice: Mi pento, tu gli perdonerai”; o nella difficoltà a condividere i beni, io suscito in te, in ognuno, la collaborazione con la supplica: “Signore, aumenta la nostra fede”, cioè, fa’ crescere in noi l’esperienza della “misericordia del Padre”, perché, come riceviamo misericordia da te, così siamo spinti dalla stessa tua misericordia a mettere tutto il nostro essere a tua disposizione, e tu possa usare in noi misericordia verso gli altri. Non è alla portata dell’uomo perdonare sempre e in ogni caso senza condizioni: questo non appartiene al cuore dell’uomo; è proprio solo di Dio.
L’uomo sente che non può pretendere da Dio il perdono che tanto desidererebbe. Ma se Dio stesso gli apre il suo cuore e gli concede il perdono prima e senza che l’uomo glielo chieda; se l’uomo scopre che è caratteristica di Dio questo “Condono», allora la persona umana fa l’esperienza più bella della sua vita: si sente sicura, scopre che il Dio di Gesù è misericordia, e lo prega con fiducia dicendo: “O Dio, che esaudisci le preghiere del tuo popolo al di là di ogni desiderio e di ogni merito, effondi su di noi la tua misericordia: perdona ciò che la coscienza teme e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare!”. Allora scopre che Dio non guarda a meriti e a diritti nelle sue relazioni con gli uomini, ma solo al proprio amore. Allora la persona umana diventa schietta, riconosce il proprio peccato che non le impedisce la misericordia di Dio; non ha bisogno di giustificarsi, diventa libera, non ha più paura di Dio che la ama immensamente da dare se stesso per lei. Allora la persona umana sente il bisogno di perdonare tutto a tutti, come segno che ha incontrato il Dio che l’ha perdonata.
Stando con Gesù gli apostoli hanno fatto questa esperienza di perdono del tutto immeritato, divino, gratuito e assoluto. Essi sono attratti da lui; e Gesù descrive questa loro attrazione: la chiama “fede nel regno dei cieli”, piccola come una seme, ma viva, schietta, limpida, vitale, proprio come un seme che ha in sé l’energia di essere albero. “Se aveste fede quanto un granellino di senapa” allora non vuol dire “basta che ne abbiate un pochino, grande come un granellino di senapa”, ma piuttosto: “La fede che voi avete, genuina e viva come un seme, dono della mia presenza che vi attira, diventa una grande pianta”; “gli uccelli del cielo si possono rifugiare tra i suoi rami”, cioè tutti i vostri pensieri sono attratti e trovano riposo in quella Parola che è stata seminata nel vostro cuore.
Alla fine, Signore Gesù, tutto il nostro essere è preso, contagiato e inglobato nell’energia divina del tuo amore che perdona, rende liberi e ci spinge al perdono che purifica, ci fa sinceri, schietti e puri di cuore. Come tu dicessi: Suscito in te tale domanda di «crescita nella fede», mostrandoti in me stesso la misericordia del Padre per tutti: pubblicani e peccatori, scribi e farisei; e dandoti la forza di viverla nel concreto, in senso positivo tramite l’amministratore di beni: perdonando infatti ti fai amici per il cielo; e in senso negativo tramite il ricco incurante di poveri: ignorando gli altri infatti ti isoli in una vita d’inferno; e tramite la tua stessa esperienza: perdonando «settanta volte sette» tu hai riscoperto il sorriso della vita. La misericordia del Padre in me e in te è come un seme piccolissimo, ma con forza vitale: chiedendomi che cresca, con le parole degli apostoli: «Aumenta, Signore, la nostra fede!», tu mi accogli, mi favorisci; tutto ti è possibile in Dio che ti dà forza; e comprendi le parole di Paolo che dice: “Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti; e la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù” (Fil 4,6s). – Fa’ che ascoltiamo, Signore, la tua voce, e cresceremo nella tua misericordia. Venite, applaudiamo al Signore, acclamiamo alla roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia.

Aumenta in noi la fede che vince il mondo. – Conoscerete la mia opera di servo del Padre.
Chi di voi, se ha un servo, non gli dirà: Preparami da mangiare, e poi mangerai anche tu?
Dopo aver detto un aspetto della «fede»: realtà piccola ma potente come un seme; Gesù dice l’altro aspetto della fede: realtà donata gratuitamente all’uomo che fa il suo dovere. Quindi anche a proposito della fede vengono sottolineati due aspetti, come negli altri tre brani del vangelo uniti a questo brano. Nel primo brano, a proposito della stoltezza e ipocrisia degli scribi e dottori della legge (Lc 11,37-54) Gesù sottolinea due aspetti: «l’esterno e l’interno; queste cose bisognava curare, senza trascurare le altre; sepolcri belli all’esterno, putridume all’interno; pesi insopportabili sugli uomini, voi neppure li toccate; costruite sepolcri ai profeti, che i padri hanno ucciso e così ne completate l’opera approvandoli; io manderò profeti, ed essi li uccideranno; sia chiesto conto a questa generazione, sì ne sarà chiesto conto; voi non siete entrati, e agli altri l’avete impedito». A proposito del parlare apertamente e senza timore (Lc 12,1-12) ancora due aspetti della realtà: «Nulla di nascosto che non sarà svelato, di segreto che non sia conosciuto; detto nelle tenebre, sarà detto in piena luce; nelle stanze interne, sui tetti; non temete chi uccide il corpo, temete chi vi può gettare nella geenna; riconosci Cristo davanti gli omini, egli ti riconosce davanti agli angeli; rinneghi davanti agli uomini, sei rinnegato davanti agli angeli; parli contro il figlio dell’uomo sei perdonato, se pecchi contro lo Spirito Santo non sei perdonato». Nel terzo brano, a proposito dello scandalo e della correzione fraterna (Lc 17,1-4) altri due aspetti in parallelo: «È inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengono; meglio che venga gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare; se uno pecca rimproveralo, se pecca sette volte, sette volte lo perdonerai». Infine nel quarto e ultimo nostro brano del vangelo di oggi (Lc 17,5-10): «Aumenta la nostra fede, se ne aveste quanto un granellino; gli dirà: “Mettiti a tavola?”, o non gli dirà piuttosto: “Prima servi me?”». Messaggio fondamentale quindi è la visione completa della realtà normale; visione completa che si chiama «Sapienza», mentre l’opposto è la «Stoltezza», visone parziale, un coccio al posto del vaso completo. È saggio e normale chiedere a Dio che aumenti la nostra fede, dono tutto suo e gratuito, dopo che si è fatto tutto ciò che sta normalmente in nostro potere.
Se uno mette nelle tue mani se stesso e quanto fa, perché tu provveda a lui e alle sue necessità, compie un fatto che implica due elementi: uno naturale e uno personale, gratuito e aggiuntivo: egli è per te come un figlio, e tu sei per lui come un padre; non è un patto di guadagno né di gratitudine, ma condivisione di amore, gioia e fiducia reciproca. Io sono il servo del Padre mio, dice Gesù: ho bisogno di servire per amore, come chi «ara e semina»; annunzio e manifesto la misericordia del Padre, come chi «pascola il gregge»: io ho cura che «cresca» in te, in tutti, il seme della misericordia del Padre. Questa la volontà: il cibo, la bevanda, il servizio del Padre mio; di questa mi sazio anch’io, liberamente, gioiosamente.
Ogni uomo ad immagine di Gesù ha questa schiettezza e sincerità di servo che fa il suo mestiere, e non chiede altro: questa è la persona umana che riconosce la propria condizione d’impotenza e sa che tutto le viene da Dio. Tutte le opere umane non giovano alla salvezza che viene da Dio. Nulla di più sbagliato di un atteggiamento di pretesa! Il Signore aspetta alla porta del nostro cuore in attesa che impariamo semplicemente a chiedere e non a esigere, a dare e non a pretendere, a fare e non ad aspettarci che ci venga fatto. Impariamo ad apprezzare e preferire Gesù che ci ha cercati, trovati e comprati a caro prezzo: è venuto a servirci (Cipriano) e ci ha fatti belli della sua grazia; ci ha fatti soci del suo servizio nell’amore. Noi, così piccoli e poveri, non abbiamo più bisogno di dimostrare nulla, né di imporci in nulla, perché abbiamo trovato tutto quello che il nostro cuore cercava, cioè l’intimità, il servizio di Gesù che ci ha amato e ci muove dal di dentro ad amare. – Fa’ che ascoltiamo, Signore, la tua voce, che dice per bocca del profeta: “Venite, prostràti adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati. Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce”.

Aumenta in noi la fede che vince il mondo. – Compirete con me la mia opera di servo del Padre.
Così anche voi quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Abbiamo fatto quanto dovevamo fare.
Gesù è «Il vero Servo»: nella confidenza più totale con il Padre, Gesù serve tutti per conquistare tutti a quella stessa confidenza. La forza del suo amore viene dalla forza di quella intimità: Spirito Santo. La stessa cosa vale per noi, suoi discepoli, suoi servi: «inutili» non perché non facciamo nulla, ma perché, per quanto facciamo, non possiamo meritarci la stima e l’amore del Padrone, e perché non aggiungiamo nulla alla ricchezza del Padrone.
Sei fatto a mia immagine: prolungamento nel tempo e nello spazio della misericordia del Padre; egli «ti chiama a libertà»: ti dona di essere e lavorare liberamente al suo servizio; mio fratello, socio e collaboratore, libero dall’egoismo, sei con me a servizio dei fratelli nell’amore; gratuitamente ricevi e doni misericordia, per questo sei fatto, così ti realizzi pienamente, questa la tua ricompensa: come ti ho amato e ho dato me stesso per te; così, a differenza del fratello maggiore della parabola, desideri e chiedi con me che cresca in te, in tutti, la stessa esperienza di misericordia del Padre per tutti; dici a me: «Aumenta la nostra fede»; dici ai fratelli: chiedo «la misericordia di Dio e la vostra fraternità». – Fa’ che ascoltiamo, Signore, la tua voce, come tu ci inviti per bocca del profeta: “Ascoltate oggi la sua voce, non indurite il cuore, come a Merìba (luogo della tentazione), come nel giorno di Massa (luogo della tentazione) nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere». In questa celebrazione tu oggi mi ascolti e mi segui.

Aumenta in noi la fede che vince il mondo. – Saprete di essere esauditi in tempo e modo stabiliti.
Fino a quando, Signore, implorerò e non ascolti? Perché resti spettatore dell’oppressione? Il Signore rispose e mi disse: “Scrivi la visione e incidila bene sulle tavolette perché la si legga speditamente. E’ una visione che attesta un termine, parla di una scadenza e non mentisce; se indugia, attendila, perché certo verrà e non tarderà”. Ecco, soccombe colui che non ha l’animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede.
Due domande: «Fino a quando e perché», o Dio, non rispondi e aspetti? Ma tu sai che io, innocente, continuo a offrire in te, come nei giorni della mia vita terrena, preghiere e suppliche con forti grida e lacrime al Padre che può liberare dalla morte; e dico: «Dio mio, Dio mio, perché?». – «Perché non voglio la morte del peccatore, ma si converta e viva», «fino a quando» esperimenti «misericordia e non sacrifici, la conoscenza di Dio, non olocausti».- Io sono esaudito per la mia «pietà»: Perché non rispondo all’oltraggio con oltraggi, alle offese con minacce di vendetta; ma rimetto la mia causa a Padre che giudica con la «misericordia» che è «pienezza di giustizia».
Il Signore vuole che sia scritto e valga sempre, per tutti: verificabile come una norma per la nostra storia normata. Parla di una fine, di un termine, di una scadenza, come segno di realtà finite e dipendenti, che non hanno il segno della Signoria e della capacità a disporre tutto; bensì i segni dell’impotenza. «Servi Inutili» equivale a «poveri», «semplici», «semplicemente servi» e nulla di più. Qui sta la nostra gloria e il nostro onore: non voler essere né avere altro che quanto l’amore del Signore ha voluto per noi. Quando il profeta proclama: “Ecco, soccombe colui che non ha l’animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede” (Ab 2,4) vuol dire: Chi non avanza pretese, confida in Dio, e non inciamperà nella vita perché non è in lotta con gli uomini. L’intimità con Dio lo custodisce nella libertà di un cuore che non ha più bisogno di dimostrare ed esibire nulla, perché ha trovato ristoro e diventa a sua volta fonte di vita per tutti. – Fa’ che ascoltiamo, Signore, la tua voce.

Aumenta in noi la fede che vince il mondo. – Essa crescerà: attendete, non dubitate, perseverate.
Il Signore rispose e mi disse: Scrivi la visione che attesta un termine e non mentisce; se indugia, attendi, non tarderà.- Il giusto vive per la sua fede.
Se ti aspetti una risposta secondo il tuo modo di vedere giusto e ingiusto, non sei esaudita/o; anzi, noti gli fiorire, mentre i giusti soffrono. La cosa s’ingrandisce se la osservi a livello di paese, nazione, continente, mondo intero. Ma io ti dico: 1° Dio stesso s’impegna ordinando di scrivere; 2° s’impegna per un futuro che non mancherà; 3° la sua parola, infatti, è efficace, fa ciò che dice; 4° quindi è assolutamente certo che non inganna; 5° puoi fidarti pienamente di lui; non ti sbagli; 6° Dio parla per te, per tutti, nessuno è escluso; 7° si autoesclude e soccombe chi non ha l’animo retto e fa delle forze umane il proprio dio. Io sono il tempo stabilito, sono la misericordia, e attendo paziente che cambi la tua impazienza: cambierai da prigioniero in sentinella di misericordia; pur rimanendo nella tua situazione, diventi giusto e vivi per la tua fede in me; stessa la situazione esterna, interiormente tutto nuovo, libero, pieno di speranza: nella notte vedi l’aurora. – Attua in noi tutto questo che hai detto e compiuto in te, Signore Gesù.

Aumenta in noi la fede che vince il mondo. – testimonierete il dono di Dio: la misericordia.
Carissimo, ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te; Dio ci ha dato uno spirito di forza, di amore, di saggezza; non vergognarti del Signore né di me; soffri anche tu aiutato dalla forza di Dio.
Io sono la misericordia: debole e piccola, come una mamma in rapporto alla mia creaturina malata, che sei tu, perché sono Forza, Amore, Saggezza di Dio; te lo ricordo, ravvivo, ri-attizzo, come il fuoco che va alimentato di continuo, t’investo di nuovo come Paolo, Timoteo, e non ti vergogni della mia apparente debolezza; anche se ti lasci facilmente impressionare come il giovane Timoteo per le difficoltà d’ogni genere, gioisci per la fede che è in te, ereditata e aiutata da parenti e vicini; gioisci per la testimonianza che mi rendi, senza paura di soffrire prigione e persecuzione: sai che ti ho salvata/o per la mia misericordia, non per te. – Fa’ che sappiamo vedere tutto questo nella nostra esistenza, Signore, e gioiamo che si realizzi in noi come in te stesso, come in Paolo, in Timoteo e in ogni persona che tu ami.

Aumenta in noi la fede che vince il mondo. – La fede cresce per lo Spirito di Dio che è in te.
Prendi come modello le sane parole che hai udito da me; custodisci il buon deposito con l’aiuto dello Spirito santo che abita in noi.
Seme di fede che cresce con propria forza vitale in te, nella Chiesa, è l’esperienza di misericordia del Padre, data mediante l’imposizione delle mani, segno efficace che rimane in te come sorgente continua di grazia (sacramenti: battesimo, cresima, ordine ecc.); altra sorgente, che rimane in te perché tu possa sempre attingervi, è l’esempio dei fratelli (tradizione vivente) come Paolo, Timoteo, servi del Signore, testimoni del buon deposito, l’insieme di tutta la mia storia salvifica, garantita dallo Spirito che abita nella chiesa, in te, in tutti. – Tutte le cose sono in tuo potere, Signore, e nessuno può resistere al tuo volere. Tu hai fatto tutte le cose, il cielo e la terra e tutte le meraviglie che vi sono racchiuse; tu sei il Signore di tutto l’universo.
Paolo dice ancora: “Tutto quello, infatti, che non viene dalla fede è peccato” (Rom 14,23), affermazione che potrebbe qui essere ripresa a suggello degli stessi insegnamenti di Gesù. Quello che non deriva dalla confidenza in Dio viene dalla paura e se viene dalla paura è la rivendicazione che avanza, rivendicazione che ferma il cammino della comunione con noi stessi, con gli altri, con Dio, con le cose..

PREGHIERA EUCARISTICA
Per mezzo di te, Signore Gesù, rendiamo grazie al Padre per quanto operi in noi (Preghiera Eucaristica), e diciamo: “Suscita”. La risposta di lode e di supplica riassunta nel Vers. Resp.: Fa’ che ascoltiamo, Signore, la tua voce,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
Gesù, tuo servo, che ci rivela la tua misericordia;

attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
Gesù è qui presente, noi il popolo che egli conduce;

offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
ascoltiamo oggi la sua voce vediamo le sue opere;

intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
prostrati adoriamo e acclamiamo con canti di gioia;

lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
dall’umanità salvata per la tua misericordia.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, La fede:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: fede del servo che s’affida al padrone e viceversa;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: fede del profeta in Dio e di Dio nel profeta;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: fede del servo Gesù nel Padre e del Padre in Gesù;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: fede di Gesù e della chiesa nel buon deposito, la Bella Notizia, con l’aiuto dello Spirito Santo;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: fede dell’umanità in Dio Padre che sazia fame e sete di tutti trasformandoci in Cristo suo Figlio.

Preghiamo:
O Padre, tutto ciò che nasce da te vince il mondo, e questa è la vittoria che sconfigge il mondo: la nostra fede, che ci fa risplendere come astri nel mondo tenendo alta la parola di vita; fa’ che ascoltiamo la tua voce. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera della chiesa (colori).