04-06-2006-Pentecoste-B

04/06/2006 – PENTECOSTE – ANNO B – Messa Giorno – 2006

Preparazione alla celebrazione della messa.

DOMENICA DI PENTECOSTE
Anno B – 4 Giugno 2006

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…!
Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti
(Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).

TESTI e MEDITAZIONE

TESTI

Antifona d’Ingresso Sap 1,7
Lo Spirito del Signore ha riempito l’universo, egli che tutto unisce, conosce ogni linguaggio. Alleluia.

Oppure: Rm 5,5; 8,11
L’amore di Dio è stato effuso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito, che ha stabilito in noi la sua dimora. Alleluia.

Colletta
O Padre, che nel mistero della Pentecoste santifichi la tua Chiesa in ogni popolo e nazione, diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito Santo, e continua oggi, nella comunità dei credenti, i prodigi che hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo. Per il nostro Signore.. .

Prima Lettura At 2, 1-11
Furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare.

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi.
Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua.
Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: «Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com’è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio».

Salmo Responsoriale Dal Salmo 103
DEL TUO SPIRITO, SIGNORE, È PIENA LA TERRA.

Benedici il Signore, anima mia: / Signore, mio Dio, quanto sei grande!
Quanto sono grandi, Signore, le tue opere! / La terra è piena delle tue creature.

Se togli lo Spirito, muoiono / e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati, /e rinnovi la faccia della terra.

La gloria del Signore sia per sempre; / gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto; / la mia gioia è nel Signore.

Seconda Lettura Gal 5, 16-25
I frutti dello Spirito

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI GÀLATI
Fratelli, camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne; la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.
Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la legge. Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatrìa, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio.
Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è legge.
Ora quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri. Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.

Sequenza
Vieni, Santo Spirito, / manda a noi dal cielo / un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri, / vieni, datore dei doni, / vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto, / ospite dolce dell’anima, / dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo, / nella calura, riparo, / nel pianto, conforto.
O luce beatissima, / invadi nell’intimo, / il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza, / nulla è nell’uomo, / nulla senza colpa.
Lava ciò che è sordido, / Bagna ciò che è arido, / sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido, / scalda ciò che è gelido, / drizza ciò ch’è sviato.
Dona ai tuoi fedeli, / che solo in te confidano, / i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio, / dona morte santa, / dona gioia eterna.

Canto al Vangelo
ALLELUIA, ALLELUIA.
Vieni, Santo Spirito, riempi i cuori dei tuoi fedeli
e accendi in essi il fuoco del tuo amore.
ALLELUIA.

Vangelo Gv 15, 26-27; 16, 12-15
Lo Spirito di verità, vi guiderà alla verità tutta intera.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza; e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà».

Sulle Offerte
Manda, o Padre, lo Spirito Santo promesso dal tuo Figlio, perché riveli pienamente ai nostri cuori il mistero di questo sacrificio, e ci apra alla conoscenza di tutta la verità. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio
La Pentecoste epifania della Chiesa.

È veramente cosa buona e giusta, / nostro dovere e fonte di salvezza, /
rendere grazie sempre e in ogni luogo / a te, Signore, Padre santo, / Dio onnipotente ed eterno.

Oggi hai portato a compimento il mistero pasquale / e su coloro che hai reso figli di adozione
in Cristo tuo Figlio hai effuso lo Spirito Santo, / che agli albori della Chiesa nascente
ha rivelato a tutti i popoli il mistero nascosto nei secoli, / e ha riunito i linguaggi della famiglia umana
nella professione dell’unica fede.

Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale, / l’umanità esulta su tutta la terra,
e con l’assemblea degli angeli e dei santi / canta l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo .. .

Antifona alla Comunione Gv 16,13
«Lo Spirito di verità vi guiderà alla verità tutta intera». Alleluia.

Dopo la Comunione
O Dio, che hai dato alla tua Chiesa la comunione ai beni del cielo custodisci in noi il tuo dono, perché in questo cibo spirituale che ci nutre per la vita eterna, sia sempre operante in noi la potenza del tuo Spirito. Per Cristo nostro Signore

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MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant. Com.), con il dono di se stesso, attua in noi nel massimo modo il messaggio dei testi biblici (cf. Domenica di Pentecoste – Anno B – 08/06/2003); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (Cf. Criteri di Meditazione – 15/08/2005).
Messaggio della Parola:

LO SPIEIRO DEL SIGNORE RIEMPIE LA TERRA.
Messaggio che ispira e attua ora la Celebrazione, centro della Vita.

1°. RITI D’INTRODUZIONE.
Dalla vita alla festa della vita: formiamo una comunità, prendiamo coscienza di essere riuniti e preparati da Gesù ad ascoltare la Parola e a celebrare l’Eucaristia.
Lo Spirito del Signore ha riempito l’universo, egli che tutto unisce, conosce ogni linguaggio dei suoi frutti. Alleluia. L’amore di Dio è stato effuso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito, che ha stabilito in noi la sua dimora e mediante noi esprime ogni linguaggio di benevolenza, come si addice a persone appartenenti a Gesù come membra in un solo corpo: membra di Gesù che in noi continua a passare ovunque facendo il bene. Alleluia. O Padre, che nel mistero della Pentecoste «santifichi» la tua Chiesa in ogni popolo e nazione, distribuisci cioè ogni bene in ciascuna persona ad ogni livello: dello Spirito, dell’anima e del corpo; diffondi sino ai confini della terra i tuoi doni, continua oggi nella comunità dei credenti i prodigi che hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo. Prodigi di esperienza dello Spirito: improvvisi e liberi, gratuiti e forti, purificatori e rinnovatori, come il vento e il tuono; prodigi espressi in ogni linguaggio, in ogni modo buono che ciascuno comprende nella propria lingua fin dall’infanzia, fin dai primi segni del tuo amore nei nostri genitori. La storia di Cristo nostro capo che muore e risorge è infatti la nostra storia. Lo stesso Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, completa l’opera sua agendo in noi come in lui nostro capo e Signore che vive con te e per questo ci ha mandato da te, o Padre, lo Spirito in dono. Noi l’accogliamo. Per questo, dopo il battesimo e la cresima, celebriamo oggi nella gioia la vita di Dio presente e agente in ciascuno di noi portando a compimento la nostra speranza, grazie allo Spirito effuso nei nostri cuori.

2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Dio parla a noi in Cristo. Lo Spirito ci dispone ad ascoltare la sua Parola. Gesù parla e conclude: Oggi si attua la Parola che udite. – Richiamiamo la Parola, aderiamo all’azione dello Spirito Santo.

Richiamiamo la Parola, cioè persona, messaggio e attività di Gesù.
LO SPIEIRO DEL SIGNORE RIEMPIE LA TERRA GUIDANDOLA ALLA VERITÀ CHE È GESÙ.
“Lo Spirito vi guiderà alla verità tutta intera” (Vangelo: Giovanni 15,26-27; 16,12-15). Il Padre ci ha donato il Figlio a Natale, a Pentecoste ci dona lo Spirito Santo. Il Padre ha da sempre un progetto straordinario, il Figlio lo ha pienamente realizzato e lo Spirito Santo lo attua in noi. Quindi lo Spirito Santo sta tra noi e Gesù, e Gesù sta tra noi e il Padre. Il Padre ha dato tutto a Gesù e Gesù lo dona tutto a noi mediante lo Spirito Santo. Non avremmo e non comprenderemmo nulla senza lo Spirito Santo.
Si chiama Paraclito = «Avvocato» difensore che si occupa di tutto il benessere del proprio cliente: ti difende, provvede a te difende la causa di Gesù in te, parlando a favore di Gesù di cui fai parte, mostrando alla tua intelligenza che la ragione sta tutta dalla parte di Gesù in te e quindi dalla parte tua come suo membro. Ti mostra che Gesù è Figlio di Dio, che ingiustamente è stato messo in croce e che ha accettato tutto questo per mostrarti un immenso amore.
Si chiama poi «Spirito di verità» (verità: alètheia, emet = «amore fedele»). Dio cioè ama ciascuna persona, e costei lo può sperimenta mediante il dono dello Spirito che la rende capace di testimoniarlo, scegliendo il vangelo in episodi e atteggiamenti precisi nei quali può avere perso ma rimane ferma in Dio.
La «Verità», quindi, è un rapporto, un dialogo, non di idee, ma un’esperienza di appartenenza a Dio Padre in Cristo Gesù. Lo Spirito ci «guida» a tutto l’amore che Dio ha per noi. Ce ne fa fare esperienza piena e completa: soddisfacente. Gesù ce lo dice perché facciamo un atto di fede nello «Spirito di verità».
In questo itinerario che lo Spirito ci fa fare noi possiamo leggere per esperienza la figura di Gesù: vediamo che le nostre esperienze di Dio mediante lo Spirito sono presenti nella vita di Cristo Gesù: lo Spirito ha preso del suo e lo ha dato a noi. Esperienze piacevoli come la fedeltà amorevole del Padre. Esperienze umanamente negative come la cacciata di Gesù dal suo villaggio. Ma Gesù testimonia il Padre rimanendo fedele alla sua missione; e il Padre resta fedele a Cristo preservandolo dalla volontà omicida dei suoi compaesani e durante la passione perché tutto il mondo veda il suo amore. Così in tutta la sua passione e morte Gesù è fedele al Padre e il Padre resta fedele al Figlio, perché non è giusto che il Figlio fedele veda la corruzione. Questa si chiama «Risurrezione». Siamo chiamati a fare esperienza della fedeltà dell’amore di Dio Padre per noi: esperienza di risurrezione. Come in Cristo Gesù nostro capo, così in noi sue membra questo cammino può comportare momenti difficili di fatica e sofferenza per amore. Ma non sono l’ultima parola. Perché l’ultima parola è la fedeltà dell’amore di Dio per ciascuno di noi.
Così «lo Spirito ci annuncerà le cose future», cioè le piccole esperienze della fedeltà dell’amore di Dio nella nostra piccola, misera storia. Sono frammenti di eternità, analoghe a quelle dei grandi mistici. Altre presunte manifestazioni non sono rivelazioni di Dio agli uomini. Lo Spirito di Dio manifesta a ciascuna persona e a tutta la chiesa, l’intera umanità, solo l’amore fedele di Dio. Anche una sola esperienza, un’unica volta che cogliamo come all’amore fedele di Dio non interessa che noi siamo santi o meno, gli rispondiamo o meno, ma che solo ci accorgiamo di lui che rimane fedele perché non può rinnegare se stesso, noi peccatori o santi, in questa esperienza abbiamo un frammento di paradiso, realtà futura che lo Spirito fin d’ora ci annunzia e ci spinge a riconoscere: sì, questo è buono, lo preferisco, ho scelto bene.
“Prenderà del mio e ve l’annunzierà”: Gesù è la rivelazione piena, ha già detto tutto del Padre. Noi la comprendiamo perché lo Spirito Santo apre la nostra intelligenza alla comprensione. Ci ricorda Persona, Parole e Fatti di Gesù. Li fa capire a ciascuno di noi e ci dà forza interiore di adempiere ciò che ci dice di Gesù. Ci porta per mano sempre più profondamente in Gesù, sempre più dentro alle sue parole e azioni: alla sua stessa Persona. Ci fa fare un cammino, una crescita, una maturazione a piccoli passi d’esperienza. Quindi ci fa aperti verso la Persona di Cristo Gesù aldilà di tutte le nostre risposte, tende a farci suoi testimoni. Così lo Spirito e i discepoli sono associati nella testimonianza di Gesù. Lo Spirito perché procede dal Padre; e i discepoli perché sono stati con Gesù fin dal principio. Così i discepoli sono introdotti a partecipare alla vita della Trinità che celebreremo domenica prossima: lo Spirito ci fa gustare l’intimità di Gesù che è nell’intimità del Padre; e tutto ciò che Gesù ha udito dal Padre lo rivela a noi, suoi amici. E lo Spirito continua ad annunziare, cioè a mostrarci e a guidarci nella profondità di Gesù. Cresce in noi la relazione con Gesù. Conosciamo sempre di più l’amore che Dio ha per noi, e noi lo possiamo comunicare agli altri; cioè Gesù stesso in noi mediante lo Spirito dal Padre continua ad amare tutti.

Richiamiamo la Profezia, portata a compimento in Gesù, a sua volta profezia per ciò che opera in noi.
LO SPIEIRO DEL SIGNORE RIEMPIE LA TERRA CON LA SUA POTENZA RICREATRICE.
“Lo Spirito venne all’improvviso…” (Prima lettura: Atti 2,1-11). Lo Spirito viene all’improvviso, insospettato, quando meno te l’immagineresti, date le situazioni che testimoniano l’opposto. Lo Spirito giunge “d’un tratto”, nonostante i discepoli siano in attesa: evidenzia così la sua assoluta gratuità. Le «lingue di fuoco» su ciascuno dicono una presenza di Dio «Amico» concreto come concreto è il fuoco di Dio che passa e brucia gli animali preparati da Abramo e fa alleanza con Abramo anche se «dorme»: cioè aldilà delle sue mancanze. Dio chiede solo di essere accolto come vero amico affettivamente aldilà di tutto; aldilà per esempio delle bugie di Abramo al faraone riguardo alla sorella, e aldilà dei suoi imbrogli con Abimelech. Il grande patriarca Abramo, bugiardo e imbroglione, è amico di Dio non per i propri meriti, ma per «aver creduto», cioè per aver accolto l’amicizia gratuita di Dio. Le lingue di fuoco su ciascuno poi dicono che Dio-Javè (roveto ardente) chiede di essere accolto come Colui che è sempre presente nella storia degli uomini, con garanzia di vicinanza salvifica, sperimentata nei limiti dei sensi umani d’un popolo in marcia del deserto: in forma di nube luminosa che separa e protegge, illumina e guida di fronte al Mar Rosso. La venuta dello Spirito quindi è descritta con le immagini classiche delle manifestazioni di Dio nell’Antico Patto. È descritto come vento e fuoco. Vento vuol dire forza, libertà, trascendenza: non lo si può imprigionare. Fuoco significa luce e purificazione. Immagini per dire in qualche modo un fenomeno straordinario nell’intimo delle persone umane: è un «mormorio di silenzio» paragonabile al vento e al fuoco che distrugge per tutto rinnovare. Nel vento «di Dio» (= superlativo), come in una tormenta cosmica, ha inizio la creazione. Nello Spirito come nuovo vento gagliardo ha inizio la nuova creazione. Si percepisce bene che prima si era in un mondo vecchio, tutto posto nel peccato.
Dello Spirito Santo quindi non abbiamo un volto come quello di Gesù: un volto di uomo. Abbiamo invece tante manifestazioni per esprimere ciò che avviene nell’intimo delle persone. Possiamo dire che abita e opera in noi lo Spirito Santo da tante manifestazioni, segni e frutti. Un segno dello Spirito è «parlare»: “Come lo Spirito Santo dava loro di esprimersi”. Il parlare degli apostoli è lodare, è annunziare le grandi opere di Dio. Annunziare implica riconoscere, discernere nella propria storia e intorno a noi, e poi «testimoniare». Quindi rilevare il bene di Dio in mezzo a noi. È la grande ricchezza dello Spirito.
Il dono dello Spirito è di estrema importanza, decisiva per gli apostoli e per i discepoli di tutti i tempi. Si manifesta in noi come necessità di annunziare a tutto il mondo la salvezza in Cristo crocifisso e Risorto, culmine di tutto il bene di Dio verso gli uomini. La capacità di parlare a ognuno nella sua propria lingua evidenzia come lo Spirito non fa distinzioni, ma è aperto a tutti, e agisce ovunque due o tre – una comunità per quanto piccola – sono uniti nel nome di Gesù: “Stanno tutti insieme in uno stesso luogo”. Allora lo Spirito si “divide” in tante «lingue di fuoco», e prende possesso di ogni singolo discepolo. Diversità delle lingue, delle culture, delle opinioni non è un ostacolo per la chiesa che è comunione nella carità al di sopra di tutto. Tutti possono dire: “Li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio». Certo tecnicamente Dio può far parlare in tutte le lingue; ma la lingua divina compresa da tutti è espressa in fratellanza, accoglienza, tolleranza, perdono. Questo fanno gli apostoli per opera dello Spirito Santo. Questo tutti gradiscono come segno dell’amore fedele di Dio. La Babele dei linguaggi, la divisione dei cuori si radica nell’egoismo e nella superbia umana che è il vero peccato di origine. Il “Volto” dello Spirito da parte del Dio fedele nell’amore è invece Potenza di comunione anche nella disgregazione.

Richiamiamo la Realtà, che ora Gesù attua in noi come in se stesso.
LO SPIEIRO DEL SIGNORE RIEMPIE LA TERRA: FA SCATURIRE IL CANTO DELLA GIOIA.
“Del tuo Spirito, Signore, è piena la terra” (Salmo responsoriale: salmo 103/104). Tutta la terra è piena dello Spirito di Dio: solo il cuore duro rende ciechi e incapaci di rilevare la presenza dello Spirito. Desideriamo essere disponibili a riconoscere lo Spirito del Signore nell’armonia della creazione, segno visibile della sua grandezza e della sua vicinanza, acclamando: “Benedici il Signore, anima mia: / Signore, mio Dio, quanto sei grande! Quanto sono grandi, Signore, le tue opere! / La terra è piena delle tue creature”. Dio è presente e ha cura delle sue creature, le rinnova continuamente, concede loro il suo soffio vitale: “Se togli lo Spirito, muoiono / e ritornano nella loro polvere. Mandi il tuo spirito, sono creati, /e rinnovi la faccia della terra”. Tutta la bellezza del creato e del cuore umano, fatto dimora dello Spirito, ci afferra e ci fa esclamare: “La gloria del Signore sia per sempre”. Manifestiamo il nostro stupore al Signore dicendogli di gioire per le sue opere: “Gioisca il Signore delle sue opere”, riconosciamo che è tutto opera sua, compresa la nostra gioia da lui al di là di ogni nostro male, coscienti che la Forza dello Spirito vince il mondo in noi come ha vinto in Cristo Gesù. Afferrati da questa esperienza del Dio fedele nell’amore, e pieni di gratitudine, cantiamo il Signore che tutto ha creato e tutto sostiene in vita: “A lui sia gradito il mio canto; / la mia gioia è nel Signore”.

Richiamiamo l’Apostolo, che descrive l’azione dell’amore di Dio nel discepolo di Gesù.
LO SPIEIRO DEL SIGNORE RIEMPIE LA TERRA E LODA DIO MEDIANTE IL CUORE UMANO.
“Il frutto dello Spirito è: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Seconda lettura: Galati 5,16-25). Un solo frutto, tante manifestazioni: manifestano l’uomo vivente, gloria di Dio (Giustino). La lode, la gloria di Dio è una scelta. Ciascuno di noi nella propria esistenza ha da una parte la storia personale, concreta, che investe tutto l’essere umano. Dall’altra ha il Signore Gesù con tutta la sua storia che per opera dello Spirito Santo ricordiamo, comprendiamo e possiamo accogliere: possiamo lasciarlo operare in noi stessi. Una certa lotta e fatica è inevitabile nella nostra vita cristiana. Due principi, due atteggiamenti, detti «cammini», opposti e antagonisti, contendono il nostro cuore umano. Avviene in noi un vero scontro tra morte (la carne) e vita (lo Spirito). Scegliere il Signore Gesù, vera Via alla vita, vuol dire lasciargli il nostro posto nei desideri e in ogni aspetto della nostra esistenza. Sintonizzarsi sullo Spirito e assecondarlo, far circolare la vita di Gesù che continua a donare se stesso in noi: non essere cioè portati ad assecondare quei desideri che si prova quando si vuole essere dio di se stessi lontano da Dio.
A questo dono dello Spirito che ci fa scegliere Gesù crocifisso e risorto, corrisponde una vita, sempre opera dello Spirito, in conformità alle sue esigenze. In pratica, la persona umana è spinta a fare una decisione radicale per Gesù che vive in lei da non essere più semplice persona umana (o “carne”). La Forza stessa, detta Spirito Santo, infatti, vince in lei i desideri egoistici e orienta il cammino di tutta la persona verso una vita piena di frutto con le sue nove manifestazioni elencate da Paolo. È “camminare secondo lo Spirito”, permettere che il soffio dello Spirito di Dio porti a compimento in noi l’esodo pasquale, come in Gesù, cioè, lontani da ogni idolatria, aperti agli orizzonti dell’infinito di Dio. Nove sono gli orizzonti, quanti sono gli aspetti del frutto dello Spirito. Amore gratuito di Dio in noi verso tutti, peccatori eppure amati dal Padre, da mandarci il Figlio e lo Spirito Santo per la nostra salvezza; gioia non da gratificazioni ma dal compiere il bene che nasce dalla coscienza di essere in paradiso per il condono di Dio accolto e condiviso con il perdono verso gli altri; pace che viene dal di dentro e fa comunione con gli altri per una realizzazione di tutte le persone intorno a noi, non si può infatti essere ricchi circondati da poveri, santi circondati da peccatori; pazienza o fermezza nel bene anche se costa sofferenza; benevolenza o vera propensione ad essere positivi verso tutti; bontà, fedeltà, mitezza come Gesù mite e umile di cuore; dominio di sé o rispetto degli altri senza invadenza in tutti i sensi. Si notano in noi questi segni quando lo Spirito Santo accolto da noi li suscita e li sprigiona con la sua forza potente. Indirettamente riconosciamo lo Spirito Santo, non accolto, quando notiamo in noi e nel mondo l’elenco delle opere ben note della “carne”, cioè dell’uomo, pieno di sé, vuoto di Dio, nei pensieri e nelle azioni.

3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
Nelle parti liturgiche (Parola e Eucaristia) l’assemblea è ferma, in ascolto, seduta o in piedi; nei Tre Riti – d’introduzione, presentazione dei doni, comunione – si muove. Ora, per esempio, ci muoviamo e offriamo doni per la presenza di Cristo e per le necessità degli altri.
Siamo plasmati con polvere del suolo e con l’alito di vita che Dio soffia nelle nostre narici. Siamo esseri viventi. Il nostro soffio vitale rende la nostra vita speciale, unica in tutta la creazione che geme in attesa che noi, figli di Dio, trattiamo ogni cosa per quello che è di fronte a lui. Come la nostra vita è un dono, così tutti e tutto si sentano trattati come un dono. Dio ci ha comunicato il suo stesso Soffio che lo fa vivere, la vita divina in ciascuno di noi continui a soffiare alito di vita e non di morte, cioè il suo Spirito in tutti. Nessuno può dire «suo» ciò che gli appartiene. Ora presentiamo a Dio noi stessi con quanto abbiamo perché egli lo riprenda e lo trasformi in cibo e bevanda di salvezza per gli altri. Siamo tempio dello Spirito Santo. Lo stesso Spirito in noi sia pegno e caparra di vita in pienezza oltre ogni desiderio e immaginazione per tutti. Cominciamo con il fare attenzione a quanti ci circondano. Siamo infatti nella pace dello Spirito quando ci realizziamo con tutti gli altri intorno a noi. Manda, o Padre, lo Spirito Santo promesso dal tuo Figlio. Riveli ai nostri cuori il mistero di questa condivisione nella solidarietà, ci apra alla conoscenza della verità di Cristo che si dona per arricchirci della sua povertà. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.

4°. LITURGIA EUCARISTICA.
Aderendo all’agire dello Spirito, per mezzo di Cristo, ringraziamento, pane, offerta, intercessione, lode:

«Ringraziamo» e benediciamo il Padre in Cristo Gesù.
Grazie, Padre, per il tuo Figlio: con la sua morte e risurrezione effonde lo Spirito su noi tuoi figli. Oggi porta a compimento il mistero della passione, morte e risurrezione anche in noi. Ci fai crescere sempre più simili a te in Cristo tuo Figlio, effondendo di continuo lo Spirito Santo, che solo ci può rinnovare dal di dentro: egli continua a riunirci in una famiglia umana, come ha sempre agito in ogni persona, popolo e nazione, perché sempre e in ogni luogo ti benediciamo senza fine, Padre, con le parole stesse di tutta la chiesa terrestre e celeste, dicendo: “Benedici il Signore, anima mia: Signore, mio Dio, quanto sei grande! Quanto sono grandi, Signore, le tue opere! Tutto in noi e intorno a noi narri con noi il soffio del Signore creatore e redentore. Testimoniamo e manifestiamo nei fatti, ciò che acquisiamo interiormente per l’invocazione dello Spirito.

Siamo trasformati in Cristo, che, preso il «pane» e rese grazie, si dona vero cibo e bevanda di salvezza.
Ora, Padre, manda lo Spirito che perfeziona l’opera di Gesù nel mondo e compiere ogni santificazione: con lo Spirito Santo Gesù in mezzo a noi opera nella Chiesa e la conferma, la rinfranca nella comunione fra noi e con lui di fronte a Padre. Questa è la novità della Pentecoste sempre in atto nell’eucaristia: «L’Alleanza nuova e definitiva è fondata sull’azione dello Spirito di Dio. Per opera dello Spirito il cosmo non geme in attesa del nuovo Regno, il Cristo risorto si fa presente, il vangelo si fa potenza e vita, la Chiesa realizza la comunione trinitaria, l’autorità si trasforma in servizio, questa liturgia si fa memoriale e anticipazione, il nostro agire umano viene deificato» (cfr Atenagora). In particolare, lo Spirito, come trasforma il pane e il vino nel corpo e nel sangue di Cristo, trasforma i cuori degli uomini, li guida alla verità tutta intera, Cristo Gesù in comunione con il Padre e vincolo di unione fra noi.

Diveniamo luogo riservato a Gesù che in noi continua a «donare» se stesso.
In noi, Padre, si offre a te Gesù: in lui siamo graditi a te come frutto dello Spirito. Un segno dello Spirito è «parlare»: “Come lo Spirito Santo dava loro di esprimersi”. Il parlare degli apostoli implica lodare, annunziare le grandi opere di Dio con una conoscenza spirituale interiore e un atteggiamento esterno corrispondente. Annunziare implica quindi riconoscere, discernere nella propria storia e intorno a noi, e poi «testimoniare»: rilevare il bene di Dio in mezzo a noi. È la grande ricchezza che lo Spirito comunica costantemente a ogni persona che celebra l’eucaristia.

Intercediamo per tutti in Cristo che «intercede» per noi e ci fa intercessori con lui per gli altri.
Tutti, Padre: vivi, defunti, celebranti, accogli in Cristo. Uniti nello Spirito, da ogni popolo, lingua e nazione. Resi capaci di parlare a ognuno nella sua propria lingua di bontà. Evidenziamo non solo lo Spirito che non fa distinzioni, ma riveliamo anche come lo stesso Spirito prega in tutti con gemiti inespressi. E tu, Padre, conosci e pensieri e le aspirazioni dello Spirito che intercede per i figli secondo il tuo progetto. Così il “Volto” dello Spirito, che viene da te, Dio fedele nell’amore, è in noi Speranza efficace di comunione per tutti: ci rende operatori di pace anche nella disgregazione. Segno che Dio è presente e ha cura delle sue creature, le rinnova continuamente, concede loro il suo soffio vitale: manda il suo spirito, sono creati, e rinnova la faccia della terra.

«Glorifichiamo» perfettamente il Padre per Cristo, con Cristo, in Cristo nello Spirito Santo che ci fa santi.
A te, Padre, ogni onore e gloria, dalle membra di Gesù, rinnovate dallo Spirito, primo dono ai credenti.
Lo Spirito di verità, infatti, guidandoci alla verità tutta intera che è la Persona, i gesti e le parole di Gesù, ci fa vivere come Gesù, gloria del Padre, prendendo del suo e facendocene partecipi. La Forza stessa dello Spirito vince i desideri egoistici in ogni persona, ne orienta il cammino verso una vita piena del suo frutto con tutte le sue manifestazioni, dall’amore al dominio di sé nel rispettare tutti pienamente.

5°. RITI DI COMUNIONE.
Preso il pane e rese grazie, Gesù spezza il pane e lo dà ai suoi discepoli perché lo distribuiscano.
In Cristo siamo un solo corpo, un pane di vita per tutti: viviamo per lui che è morto e risorto per noi.
Lo Spirito Santo ha riunito i linguaggi della famiglia umana nella professione dell’unico Dio fedele nell’amore. Manifestiamo questa grande e profonda comunione con le parole che Gesù ha voluto mettere sulle nostre labbra, insegnandoci: “Quando pregate, dite: Padre nostro”, perdona a tutti. La lingua propria di Dio, espressa in fratellanza e accoglienza, tolleranza e perdono, è compresa e gradita da tutti, come segno dell’amore del Dio fedele.
Lo Spirito c’insegna a pregarlo: O Dio, che hai dato alla tua Chiesa la comunione ai beni del cielo: amore, partecipazione, comunione, fedeltà, pace; custodisci in noi i tuoi doni, perché questo cibo spirituale che ci nutre per la vita eterna, mediante la potenza del tuo Spirito operante in noi, ci faccia tradurre nella “novità” dei tempi il medesimo Vangelo che abbiamo ricevuto. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Afferrati dall’esperienza del Dio fedele nell’amore, usciamo da questa assemblea pieni di gratitudine. Cantiamo con le opere fruttuose dello Spirito al Signore che tutto ha creato e tutto sostiene in vita: A te sia gradito il nostro canto; la nostra gioia è in te, Signore.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., Lo Spirito:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: lo Spirito, come alito di vita in ogni vivente;

figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza lo Spirito, come legge di Dio a Israele;

compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: lo Spirito, come Forza in Gesù capace di morire e risorgere;

manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: lo Spirito, Forza della Chiesa come in Gesù;

completa, alla fine, nella gloria della Trinità. lo Spirito, come Comunione tra Padre, Figlio e Umanità.

Preghiamo:
O Padre, che mandi il tuo Spirito a guidare, riempire e accendere il fuoco del tuo amore nei cuori dei tuoi fedeli; fa’ che del tuo Spirito sia piena tutta la terra. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).