04/08/2002 – T. ORDINARIO – ANNO A – 18 DOMENICA – 2002
XVIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno A – 4 agosto 2002
MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant.Com.) con il dono di se stesso attua in noi il messaggio dei testi biblici.
Antifona alla comunione: Gesù prese i cinque pani e i due pesci, li diede ai suoi discepoli e questi li distribuirono alla folla.
Prende i pani, li dà ai discepoli, che li distribuiscano alla folla:
si diffonde la compassione efficace, dal Padre agli uomini, in Cristo.
Oggi mi rendo presente in atto di coscientizzare ciascuno riguardo alla mia compassione interiore che si manifesta in gesti e parole, nel simbolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci: in un contesto di sofferenza si manifesta e si comunica la mia compassione in comunione con il Padre; essa raggiunge prima i discepoli, poi tramite loro la Chiesa, e l’umanità intera.
In un contesto di sofferenza manifesto e comunico in gesti e parole la mia compassione in comunione con il Padre.
Gesù è al centro di tutta la scena: “Quando udì della morte di Giovanni Battista, Gesù partì su una barca e si ritirò in disparte in un luogo deserto”. Il contesto di sofferenza è dato dal fatto di avere udito che Giovanni Battista, suo Precursore, è morto: Gesù legge il piano del Padre su di sé dalla storia di Giovanni. Il fatto di partire su una barca, come su una barca simboleggiante la chiesa ha parlato, designa la disponibilità di Gesù a intraprendere il suo cammino predisposto dal Padre e annunziato dal Precursore; si ritira in disparte in un luogo deserto, che richiama come Gesù compie tutto in comunione con il Padre; come Giovanni è morto, così Gesù sa di dover morire, e si avvia a compiere la sua missione. La folla che stima Giovanni, stima e segue Gesù, che la invita: “Venite a me voi tutti… affaticati e oppressi e io vi ristorerò”. “La folla… lo seguì a piedi dalle città”: segue Gesù “Padrone della semina”, “tesoro nel campo”, “perla preziosa”, mentre egli attraversa il mare raffigurante il male che solo lui può vincere; lo segue “tenendo gli occhi fissi su di lui”, “come gli occhi dei servi rivolti ai loro Padroni”. Gesù è al centro di quattro movimenti: “Udì della morte di Giovanni Battista”; “partì su una barca e si ritirò…in un luogo deserto”: presso il Padre; è oggetto della folla che “lo seguì a piedi dalle città”; “sceso dalla barca, vide una folla e sentì compassione per loro e guarì i loro malati”. Giovanni e Gesù, Gesù e il Padre, la folla e Gesù, Gesù e la folla: al centro sta Gesù, si apre alla folla la sua Compassione in comunione con il Padre.
Comunico la mia Compassione ai miei discepoli.
Gesù al centro, comunica ai discepoli la sua compassione, capace di trasformarli, di farli suoi collaboratori; è una nuova creazione, un giorno nuovo: “Sul far della sera” designa il giorno nuovo (ebraiico); i discepoli si accostano a Gesù e gli dicono: “Il luogo è deserto”: nello stesso “luogo deserto” di prima Gesù non è più solo; ci sono con lui i discepoli che aggiungono: “E’ ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare”: è l’umana compassione dei discepoli; ma Gesù rispose: “Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare”: è la compassione di Dio in Gesù, essa coinvolge e rende responsabili verso ogni persona, con simpatia e amore misericordioso, crea in ciascuno il bene che manca; e Gesù comincia con il creare la sua Compassione nei discepoli; essi “gli risposero: Non abbiamo che cinque pani e due pesci!”: riconoscono il proprio limite, condizione per seguire Gesù; “Ed egli disse: Portatemeli qua”: nel deserto, luogo d’incontro con Dio, il poco dei discepoli passa nelle mani di Gesù in rapporto con il Padre. Gesù al centro: i discepoli si accostano a Gesù; parlano a Gesù della folla in luogo deserto; Gesù li coinvolge: Date voi stessi; i discepoli presentano il loro limite di cinque pani e due pesci; Gesù li invita a portarli da lui. Cinque movimenti: discepoli e Gesù, discepoli e folla, Gesù e discepoli, discepoli e Gesù, Gesù e discepoli. Al centro sta Gesù, la sua Compassione in comunione con il Padre si estende ai discepoli.
In comunione con il Padre comunico la mia Compassione alla folla
Gesù al centro, comunica la sua compassione alla folla che diventa “chiesa di Cristo”. Gesù ordina “alla folla di sedersi”: folla, discepoli, pani e pesci rappresentano la storia dell’antico testamento nel deserto; Gesù “prese i cinque pani e i due pesci”: egli prende tutta la storia umana rappresentata da Israele; Gesù, alza “gli occhi al cielo”: egli, Figlio di Dio fatto uomo, è l’unico Uomo Dio, che può “vedere” Dio; Gesù pronunzia la “benedizione” (beraka = dono di Dio al mondo, dono del mondo a Dio): vita come scambio di doni, cioè Gesù, Figlio di Dio, dono del Padre al mondo, è il vero Uomo, che in sé dona il mondo al Padre; Gesù “spezzò i pani”: egli dona se stesso nel simbolo del pane spezzato; “e li diede ai discepoli”: i pani materiali che egli ha preso, li ridona trasformati ai discepoli; “e i discepoli li distribuirono alla folla”: il dono di Gesù raggiunge la folla tramite i discepoli; prima ha raggiunto i discepoli, ora tramite loro, raggiunge la folla. Cinque movimenti, e di questi cinque il terzo è in tre azioni: Gesù e la folla (ordinò di sedersi), Gesù e i discepoli (da essi prende cinque pani e due pesci), Gesù e il Padre (tre azioni: alzò gli occhi, benedisse, spezzò), Gesù e i discepoli (li diede ai discepoli), Gesù e la folla tramite i discepoli (diede ai discepoli e questi alla folla). Al centro sta Gesù di fronte al Padre con tre azioni, precedute e seguite dalla folla: la Compassione, che è amore del Padre, grazia del Figlio, comunione dello Spirito Santo, tramite i discepoli raggiunge la folla dell’antico Israele e ne fa un popolo nuovo pieno di Compassione.
In comunione con il Padre comunico la mia Compassione alla Chiesa di tutti i tempi
“Tutti mangiarono e furono saziati; e portarono via dodici ceste piene di pezzi avanzati”: la Compassione di Gesù, amore del Padre, Grazia del Figlio, comunione dello Spirito Santo, sazia la Chiesa di Matteo: discepoli e folla si saziano di amore reciproco in Cristo; la stessa Compassione di Gesù, come ha raggiunto la prima Chiesa, raggiunge e trasforma in Chiesa di Cristo la folla di ogni tempo (dodici ceste per le dodici tribù del nuovo Israele), senza eccezione di uomini, donne e bambini: compimento della storia d’Israele guidata da Dio nel deserto, Gesù rappresenta il dono di se stesso nei pani spezzati, e continua a donarsi nell’agape cristiana che culmina nella celebrazione Eucaristica e nella vita dei fedeli.
“L’Eucaristia culmine e fonte della vita”:
I cristiani “dalle città” seguono Gesù, vanno per tempo alla messa, vanno dal Signore con fame di lui, bramosi di saziarsi non di pane umano ma di ogni parola che esce dalla sua bocca, portano a lui la fame e la sofferenza della gente incontrata nel vivere feriale della settimana: portano quanti cercano vita, senso, gioia e speranza di sopravvivere; i cristiani presentano al Signore questa folla e sono inviati da lui alla stessa folla con la sua divina Compassione che coinvolge e rende ciascuno responsabile verso tutti; al centro della messa Gesù dice tramite te rappresentato dal sacerdote celebrante: “Questo è il mio corpo donato e il mio sangue versato”, “fate questo in memoria di me”, “chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha in sé la vita”: puoi dare te stesso/a da mangiare, sei coinvolta/o nel mistero della mia Compassione, la liturgia celeste diventa in te liturgia feriale; il Padre rende fecondo ogni minimo gesto della tua esistenza quotidiana vissuta in me: con il tuo mondo vieni da me e io so apprezzare l’obolo della vedova più che le molte monete d’oro dei ricchi, prendo il tuo poco, alzo gli occhi al Padre, rendo grazie, ti ridono me stesso; alla messa mi presenti il tuo umano, e io ti do il mio divino, perché alla fine della messa tu vada in pace e “glorifichi il Signore”, cioè diventi “segno della mia presenza”, distribuendo la mia Compassione alla folla che ti sta intorno.
Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.
Prende i pani, li dà ai discepoli, che li distribuiscano alla folla:
si diffonde la Compassione efficace, dal Padre agli uomini, in Cristo.
La celebrazione dell’Eucaristia, culmine e fonte della vita, comporta due atteggiamenti: uno da parte dell’uomo, rivelato nella prima lettura; e uno da parte di Dio, rivelato nella seconda lettura. L’atteggiamento dell’uomo nella prima “lettura” o “profezia” si realizza nella risposta all’invito di Gesù: “Venite a me voi tutti, che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò” (Versetto al vangelo); “O voi tutti assetati, venite all’acqua, chi non ha denaro venga ugualmente”: gratuità; “Perché spendere denaro per ciò che non è pane, il vostro patrimonio per ciò che non sazia?”: inadeguatezza; “Su, ascoltatemi…, venite…, mangiate… e voi vivrete: io stabilirò per voi un’alleanza eterna, i favori assicurati a Davide” (Prima lettura): io con la mia Compassione sono la “Nuova Alleanza” di Dio con voi, dice il Signore Gesù; io al centro di quattordici relazioni (Vedi vangelo: quattro + cinque + cinque movimenti) stabilisco i favori assicurati a Davide (Davide = 14: “Davide” è senza vocali in ebraico; rimangono le consonanti: D v d, che esprimono numeri: 4 + 6 + 4 = 14); vi chiedo e vi rendo capaci di venire da me con la vostra povertà, mettendovi sulle labbra le mie parole:
Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.
Prende i pani, li dà ai discepoli, che li distribuiscano alla folla:
si diffonde la Compassione efficace, dal Padre agli uomini, in Cristo.
L’atteggiamento di Dio rivelato nella seconda “lettura” o “l’apostolo” consiste nel sapere che nulla “ci separerà dall’amore di Cristo”; il cristiano vive sul fondamento dell’amore di Dio, e lo esprime con le parole di Paolo che dichiara: “Io sono infatti persuaso che né morte né vita…né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore”; quindi il cristiano acclama:
Tu sei buono, Signore, e ci perdoni.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica del Vers. Resp.,
Tu sei buono, Signore, e ci perdoni,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
nella sua compassione verso di noi manifesti la tua bontà paterna;
attualizzazione: consacrazione Ora, Padre, manda lo Spirito:
è in mezzo a noi Gesù che rivela la tua compassione;
offerta: nostra in Cristo al Padre In noi, Padre, si offre a te Gesù:
egli trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita;
intercessione: per tutti vivi defunti Tutti, Padre, accogli in Cristo:
egli prende nella tua compassione uomini, donne, bambini;
lode finale: esplosione dei sentimenti A te, Padre, ogni onore e gloria:
dalle folle degne dell’eredità eterna per la tua bontà.
CONTEMPLAZIONE
Contempliamo, per esempio, La Compassione.
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque momenti (v. LG 2):
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione:
compassione, dei discepoli per la folla affamata;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza
compassione, di Dio per Israele disperso e bisognoso;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi:
compassione, di Gesù in disparte in comunione con il Padre;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso:
compassione, di Gesù che guarisce tutti, donata ai discepoli;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità.
compassione, del Padre in Gesù che raggiunge tutta l’umanità.
Preghiamo:
Padre, che nel Signore Gesù ci rivolgi l’invito: “Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò”; apri la tua mano e sazia ogni vivente. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).