05-02-2006-Ordinario-B-dom5

05/02/2006 – T. ORDINARIO – ANNO B – 05 DOMENICA – 2006

Preparazione alla celebrazione della messa.

5ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno B – 5 Febbraio 2006

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…!
Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti
(Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).

TESTI e MEDITAZIONE

TESTI

Antifona d’Ingresso Sal 94,6-7
Venite, adoriamo il Signore,
prostrati davanti a lui che ci hai fatti;
egli è il Signore nostro Dio.

Colletta
Custodisci sempre con paterna bontà la tua famiglia, Signore, e poiché unico fondamento della nostra speranza è la grazia che viene da te, aiutaci sempre con la tua protezione. Per il nostro Signore…

Anno B:
O Dio, che nel tuo amore di Padre ti accosti alla sofferenza di tutti gli uomini e li unisci alla Pasqua del tuo Figlio, rendici puri e forti nelle prove, perché sull’esempio di Cristo impariamo a condividere con i fratelli il mistero del dolore, illuminati dalla speranza che ci salva. Per il nostro Signore Gesù Cristo.. .

Prima Lettura Gb 7, 1-4. 6-7
Notti di dolore mi sono state assegnate.

DAL LIBRO DI GIOBBE
Giobbe parlò e disse:
«Non ha forse un duro lavoro l’uomo sulla terra
e i suoi giorni non sono come quelli d’un mercenario?
Come lo schiavo sospira l’ombra
e come il mercenario aspetta il suo salario,
così a me son toccati mesi d’illusione
e notti di dolore mi sono state assegnate.
Se mi corico dico: Quando mi alzerò?
Si allungano le ombre
e sono stanco di rigirarmi fino all’alba.
I miei giorni sono stati più veloci d’una spola,
sono finiti senza speranza.
Ricordati che un soffio è la mia vita:
il mio occhio non rivedrà più il bene».

Salmo Responsoriale Dal Salmo 146
RISANACI, SIGNORE, DIO DELLA VITA.

Lodate il Signore:
è bello cantare al nostro Dio,
dolce è lodarlo come a lui conviene.
Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d’Israele.

Il Signore risana i cuori affranti
e fascia le loro ferite;
egli conta il numero delle stelle
e chiama ciascuna per nome.

Grande è il Signore, onnipotente,
la sua sapienza non ha confini.
Il Signore sostiene gli umili,
ma abbassa fino a terra gli empi.

Seconda Lettura 1 Cor 9, 16-19.22-23
Guai a me, se non predicassi il vangelo!

DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI
Fratelli, non è infatti per me un vanto predicare il vangelo; è un dovere per me: guai a me se non predicassi il vangelo! Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Quale è dunque la mia ricompensa? Quella di predicare gratuitamente il vangelo senza usare del diritto conferitomi dal vangelo.
Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero. Mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno. Tutto io faccio per il vangelo, per diventarne partecipe con loro.

Canto al Vangelo Cf Gv 6,63.68
ALLELUIA, ALLELUIA.
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita;
tu hai parole di vita eterna.
ALLELUIA.

Vangelo Mc 1, 29-39
Guarì molti che erano afflitti da varie malattie.

DAL VANGELO SECONDO MARCO
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, si recò in casa di Simone e di Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni.
La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce e, trovatolo, gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Sulle Offerte
Il pane e il vino che hai creato, Signore, a sostegno della nostra debolezza, diventino per noi sacramento di vita eterna. Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla Comunione Sal 106,8-9
Rendiamo grazie al Signore per la sua misericordia,
per i suoi prodigi verso i figli degli uomini;
egli sazia il desiderio dell’assetato
e ricolma di beni l’affamato.

Oppure: Mt 5,5-6
Beati coloro che piangono perché saranno consolati.
Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia,
perché saranno saziati.

Anno B: Cf Mc 1,34
Gli portavano i malati
e Gesù li guariva.

Dopo la Comunione
O Dio, che ci hai resi partecipi di un solo pane e di un solo calice, fa’ che uniti al Cristo in un solo corpo portiamo con gioia frutti di vita eterna per la salvezza del mondo. Per Cristo nostro Signore.

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MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant. Com.), con il dono di se stesso, attua in noi il messaggio dei testi biblici (cf Tempo Ordinario – Anno B – 05ª Domenica – 09/02/2003); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (Cf. Criteri di Meditazione – 15/08/2005).
Messaggio della Parola:
GUARITI DA ME PER LA GIOIA DI ESSERE UTILI CON ME.
Messaggio che ispira e attua Celebrazione e Vita.

1°. RITI D’INTRODUZIONE.
Dalla vita alla festa della vita: formiamo una comunità, prendendo coscienza di essere riuniti e preparati da Gesù ad ascoltare la Parola e a celebrare l’Eucaristia.
Con i malati e tutta la città siamo riuniti davanti alla porta… e noi sappiamo chi c’è dietro la porta. Più edotti di Giobbe noi accogliamo Gesù che viene a sanarci come la suocera di Pietro. Strappati dalla morte per la mano potente del Signore, fatti segno e figura di tutte le persone esistenti, tutti invitiamo a cantare con noi: “Venite, adoriamo il Signore”, che ci ha chiamati, riuniti e salvati, e “prostrati davanti a lui che ci ha fatti” e sanati riconosciamo: “Egli è il Signore nostro Dio”. Senza di lui non possiamo sussistere. Allora preghiamo: “Custodisci sempre con paterna bontà la tua famiglia, Signore, e poiché unico fondamento della nostra speranza è la grazia che viene da te, aiutaci sempre con la tua protezione. Per Cristo nostro Signore. Amen”.
Il suo modo di crearci e risanarci è unico, come unico è il suo amore di Padre. Non ci elimina la sofferenza, guardandoci da lontano, senza coinvolgersi e compromettersi con la nostra malattia, ma si accosta, ci prende su di sé e ci rinnova, ci ricrea dal di dentro e ci comunica il suo amore: da malati, chiusi in noi stessi con il nostro dolore, ci fa aperti, partecipi del suo servizio versi gli altri, ricreatori come lui, perché ripieni del suo amore, come Paolo. Gesù ci chiede solo che lo lasciamo fare, come quella donna, come tutti davanti alla sua porta. Ora dentro la tua casa ti preghiamo: “O Dio, che nel tuo amore di Padre ti accosti alla sofferenza di tutti gli uomini e li unisci alla Pasqua del tuo Figlio, rendici puri e forti nelle prove, perché sull’esempio di Cristo impariamo a condividere con i fratelli il mistero del dolore, illuminati dalla speranza che ci salva. Per Cristo nostro Signore. Le tue parole, infatti, sono spirito e vita; tu hai parole di vita eterna.

2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Dio parla a noi in Cristo. Lo Spirito ci dispone ad ascoltare la sua Parola. Gesù parla e conclude: Oggi si attua la Parola che avete udito. – Richiamiamo la Parola, aderiamo all’azione dello Spirito.

Richiamiamo ciò che Gesù compie: “Guarì i molti (tutti) afflitti da varie malattie” (Mc 1,29-39).
TUTTI GUARITI DA ME, COME QUELLA DONNA, PER LA GIOIA DI ESSERE UTILI.
Continua la ‘giornata di Gesù’ a Cafarnao: Gesù guarì una persona, Gesù guarì tutti, Gesù andò per tutta la Galilea. Come nella sinagoga Gesù scaccia “lo spirito immondo”, così “la febbre la lasciò” (cfr Lc 4,39: “intimò alla febbre”); “Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demòni”; “E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni”. Dalla sinagoga alla casa di Pietro, che rappresenta ogni persona amata dal suo Creatore e Padre. Dalla casa al monte, dove Gesù prega solo, in comunione con il Padre nello Spirito Santo, dove trova il modo di guardare il mondo e gli uomini diversamente, dove porta tutti nel suo rapporto di Figlio con il Padre, oltre che guarire i corpi, liberare le menti, sanare gli spiriti. Da Cafarnao a tutta la Galilea, simbolo di tutto l’universo, perché ogni essere umano è fatto per entrare con Gesù nella casa del Padre.
All’esorcismo che “trasforma tutti”, nella sinagoga (vedi Domenica scorsa, 4ª – Anno B) segue oggi la guarigione della suocera di Pietro. Gesù “la fece alzare strappandola per mano dalla febbre”. È in atto la stessa Potenza della risurrezione di Gesù (stesso verbo: Egèiro, usato per la sua risurrezione: Mc. 14,28;16,6). La donna che si alza e serve, prefigura la risurrezione del genere umano operata da Cristo con la morte e la risurrezione. La guarigione della suocera di Pietro nella sua concretezza è Segno che rivela in anticipo la potenza di Figlio di Dio, risorto: solo nella croce e risurrezione si ha infatti la piena rivelazione della sua identità di Figlio. L’opera potente di Gesù che risana è Simbolo dell’azione salvifica che il Risorto realizza nel tempo della Chiesa, in particolare con il battesimo e in questa Celebrazione Eucaristica.
La donna guarita è tipo di tutti i malati che Gesù guarisce alla sera dello stesso giorno: li libera dallo spirito immondo, come quelli nella sinagoga, non come prova che giustifica un dover credere in Dio: Gesù non accetta i demoni che dicono di conoscerlo, però senza rapporto; bensì come segno del mistero nascosto in Gesù che ti ama sino a morire per te, e ti attira alla piena adesione a lui. Tutte queste guarigioni dimostrano l’autorevolezza potente dell’amore divino in Gesù, regno di Dio in mezzo a noi, come salvezza dell’uomo.
La donna guarita che subito si mette a servire Gesù e i suoi discepoli incarna il vero atteggiamento del fedele: la guarigione, consiste nel lasciare che Gesù ci faccia suoi strumenti di utilità per gli altri. L’attività di Gesù, utile per tutti gli uomini, attinge la sua ispirazione e la sua forza nella preghiera mattutina: nel suo essere tutt’uno con il Padre, in comunione con lui. Gesù non si lascia catturare dall’entusiasmo della gente. La sua missione deve continuare negli altri villaggi, perché tutti possano ascoltare l’annuncio del regno di Dio.

Richiamiamo la profezia compiuta in Gesù: Notti di dolore mi sono state assegnate (Giob 7,1ss.6s).
GUARITI PER LA GIOIA DI ESSERE UTILI CON ME: ANCHE NELLA SOFFERENZA.
Giobbe riflette sul mistero della vita umana, mentre dialoga con i suoi amici, che incarnano la teologia tradizionale della ricompensa. Con varie formule infatti tutti costoro sostengono: Devi essere necessariamente colpevole se ti capitano tutti questi guai! – Prima lo accusano in nome di Dio e poi cercano di consolarlo! Giobbe riconosce: La vita dell’uomo sulla terra è una dura fatica, piena di illusioni e di affanni (vv. 1-4). – E capisce che la sua fine è vicina: Tutto è stato così breve e veloce per me sulla terra! – Giobbe desidera solo di stare meglio, stanco di rigirarsi fino all’alba. Consapevole di essere mortale, tipo di ogni uomo, non rimane che gettarsi tra le braccia di Dio, dicendogli: “Ricordati che un soffio è la mia vita; il mio occhio non rivedrà più il bene” (v. 7). – Giobbe non immagina minimamente cosa Dio a riservato per lui come per ogni persona al mondo: molto più che una semplice salute del corpo. Dio saprà esaudire la sua supplica in Cristo, ben oltre tutti i suoi desideri. Non giustifica né condanna la sua esistenza. Semplicemente non riesce a vederla dentro le semplici “formule fatte” dei suoi amici. Allora si rimette a Colui che sta dietro e aldilà e davanti a tutto. Giobbe intuisce che deve esserci Qualcuno più grande del pensiero umano, capace di sentire profondamente il suo grido, il suo desiderio di vita, il suo sogno, il suo pianto, la sua rabbia. Dicendo: “Ricordati.. ”, Giobbe si appella a Dio che non è indifferente all’uomo, ma lo ascolta, ha il potere d’intervenire, ed eventualmente sa come far combaciare sofferenza e innocenza: “Nell’amore”, canta l’assemblea che celebra il mistero pasquale di Gesù. Nell’amore innocente che vive con te, Dio fa combaciare sofferenza e innocenza, prendendo su di sé la tua situazione. Ti guarisce facendoti uscire da te, ed entrare nel servizio del suo amore per tutti.

Richiamiamo ciò che Gesù attua in noi oranti: “Risanaci, Signore, Dio della vita (salmo resp. 146).
PIENA ADESIONE AD ESSERE GUARITI PER LA GIOIA DI ESSERE UTILI CON ME:
Il pio israelita Gesù, Verbo di Dio fatto carne, mette sulle nostre labbra, di fedeli riuniti in assemblea, la sua lode e benedizione al Padre, come quel mattino che “si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava”. Questo fa Gesù in previsione del mattino decisivo della risurrezione. Allora per sempre “si alzò” quando ancora era buio e, uscito dalla tomba, sale “presso il Padre, dove vive intercedendo per noi”.
Molti sono i motivi per lodare il Signore! Per la sua sapienza, la sua bontà, la sua potenza che si estendono all’intero universo, ma si rivelano in particolare nei suoi “piccoli” e nei suoi “poveri”, in noi cioè che cantiamo la sua bontà: “Lodate il Signore, è bello cantare al nostro Dio, dolce è lodarlo come a lui conviene. Il Signore risana i cuori affranti e fascia le loro ferite”. Cantiamo la sua potenza e sapienza: “Grande è il Signore, onnipotente, la sua sapienza non ha confini. Il Signore sostiene gli umili, ma abbassa fino a terra gli empi”. Prendiamo coscienza di noi stessi, guariti come quella donna, per intercessione dei fratelli, a bene di tutti, come Paolo.

Richiamiamo la parola dell’Apostolo che ci descrive come nuovi discepoli di Gesù (II lettura):
“Mi sono fatto servo di tutti” (1 Corinzi 9,16-19.22-23).
TUTTI GUARITI DA ME, IL SIGNORE, PER LA GIOIA DI ESSERE IN ME UTILI A TUTTI.
Il cristiano è disposto a rinunciare ai propri diritti e interessi, per essere utile ai fratelli, anteponendo il loro bene, come fa Paolo, che precisa: “Non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato”, quindi un dovere, che mi dà la ricompensa di poter “predicare gratuitamente il vangelo”. Avrei diritto di “vivere del vangelo”, di ricevere il sostentamento dalla comunità (cfr 9,4-14); ma io non mi sono avvalso di questo diritto (cfr v. 15), aggiunge Paolo, mantenendomi con il mio lavoro manuale (cf. 1Tessalonicesi 2,9).
Guarito dal Signore Gesù, Paolo non è più schiavo di se stesso, ma, dice, “libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti”, perché in me Gesù guarisca altri: “il maggior numero”. Per essere utile a tutti, mi son fatto debole come Cristo. “Mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli”. Per essere utile mi sono messo tutto a disposizione di Cristo negli altri: “mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno”. Per essere Utile penso solo a Cristo Buona Notizia = “il Vangelo”: “Tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe con loro”. – Perfetta descrizione di Paolo, come della suocera di Pietro, guarita e messasi a “servirli”: esempio di apostolo che non cerca solo una salute fisica, ma come Cristo dona tutto se stesso per il bene degli altri.

3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
Nelle parti liturgiche (Parola e Eucaristia) l’assemblea è ferma, in ascolto. Nei Riti si muove. Ora, per esempio, presenta doni per la presenza di Cristo e per le necessità degli altri.
”Diamo una mano” come Gesù, a tutti, con il ministero della nostra preghiera e con la condivisione dei beni che abbiamo ricevuto per l’utilità comune, specie in questa giornata per la vita.
Medico e medicina delle nostre malattie, tu sai misurare e scacciare le febbri della nostra ira e di tutti i nostri vizi, facendoci alzare con la mano forte della tua tenerezza, e noi troviamo ristoro. Attento alla nostra carne tutta malata, tu prendi sulla tua carne le nostre infermità, e noi diveniamo capaci di amare anche nella prova. Tu ci hai fatti, e sai valutare le nostre ferite; per le tue piaghe noi siamo guariti e resi utili ai fratelli. “Il pane e il vino che hai creato, Signore, a sostegno della nostra debolezza, diventino per noi mezzo o strumento di vita eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen”.

4°. LITURGIA EUCARISTICA.
In Cristo rispondiamo al Padre: Grazie e benedizioni a te in Gesù, pane, offerta, intercessione, lode.

Ringraziamo e benediciamo il Padre in Gesù.
Grazie, Padre, per il tuo Figlio: in lui ti accosti a noi sofferenti, ci unisci alla sua Pasqua, e noi sperimentiamo quanto è bello cantare al nostro Dio, quanto è dolce lodarlo come a lui conviene. In Cristo Signore tu risani i cuori affranti e fasci le ferite dolenti; conti il numero dei figli: un solo nostro sospiro non ti sfugge! Grande tu sei, Signore, onnipotente, la tua sapienza non ha confini. Tu sostieni gli umili, converti gli empi, innalzi dalla polvere i miseri. Tu chiami ciascuno per nome.

Gesù, preso il pane e rese grazie, si dona vero cibo e bevanda, ci trasforma in se stesso.
Ora, Padre, manda lo Spirito che perfeziona l’opera di Gesù nel mondo: compie ogni santificazione. Gesù è in mezzo a noi; condividiamo forza e speranza. Infatti la Forza dello Spirito ha sollevato la donna dal suo giaciglio di morte, come ha sollevato Gesù dalla tomba e ora solleva pane e vino da realtà materiali, trasformandoli in Cristo. La speranza o attesa di sicura vita nuova si manifesta fin d’ora nell’essere anche noi un solo corpo per la comunione al corpo e sangue di Cristo. Al nostro “Ricordati”, come quello di Giobbe, tu rispondi donandoci ben di più, facendoci simili a Gesù.

Gesù in noi continua a donare se stesso.
In noi, Padre, si offre a te Gesù: ci rende capaci dello stesso suo amore verso gli altri. Grazie, o Padre, per averci ammessi alla tua presenza a compiere il servizio di amore verso i fratelli con Gesù come la suocera di Pietro. Questa è la vera Buona Notizia nascosta nel tuo Figlio sino alla debolezza della croce, dove si è rivelata pienamente con la preghiera a te, o Padre, e il dono di se stesso per tutti. Finché non facciamo questa esperienza, tutti: discepoli e miracolati, dobbiamo stare in silenzio con i demoni davanti a lui, perché non sappiamo ancora chi è il Cristo Signore, sacrificio a te gradito nell’amore.

Gesù intercede per noi, e ci fa intercessori con lui per tutti.
Tutti, Padre: vivi, defunti, celebranti, accogli in Cristo, che ci guarisce e ci chiama a servire con lui: partecipiamo della sua gloria, divenuti segno della sua presenza nel mondo, perché lo Spirito di Gesù ha trasformato anche la nostra esistenza in sacramento o mezzo di salvezza per tutti. Dopo la guarigione, la suocera di Pietro “si mise a servirli”, e Paolo si fa “tutto a tutti”. Gesù ci guarisce, ci tira fuori dal nostro mondo, perché lo seguiamo, dovunque va, a guarire altri, tutti. “Ha condiviso in tutto, eccetto il peccato, la nostra condizione umana. Ai poveri annunziò il vangelo di salvezza, la libertà ai prigionieri, agli afflitti la gioia”. “Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, tutti i malati e gli indemoniati: tutta la città era riunita davanti alla porta, e Gesù guarì i molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò i molti demòni; poi si ritirò in un luogo deserto e là pregava – portava tutti davanti a te, o Padre. In noi Gesù continua a fare lo stesso “per tutta la Galilea” delle nostre abitazioni, nel nostro tempo.

Gesù glorifica perfettamente il Padre mediante la santificazione degli uomini.
A te, Padre, ogni onore e gloria, dall’umanità realizzata in Cristo per opera dello Spirito Santo, che compie in tutti la vera guarigione del “servizio” a Dio nei fratelli. Gloria di Dio è la santificazione dell’uomo. Solo Gesù ha il potere di guarire e scacciare i demoni: Solo Gesù “comanda persino agli spiriti immondi. E gli obbediscono!”. Solo per Cristo, con Cristo e in Cristo, anche noi diamo gloria a te, Dio Padre onnipotente, nell’unità dello Spirito Santo. Solo Cristo vivente in noi come in Paolo ci rende segno della presenza di Dio, mentre diamo la mano di solidarietà e amicizia, di comunione e pace; gesto affettuoso e “ricreativo” di Gesù in noi che scaccia satana e restituisce vita ovunque.

5°. RITI DI COMUNIONE.
Preso il pane e rese grazie, Gesù spezza il pane e lo dà ai suoi discepoli perché lo distribuiscano.
In Cristo siamo un solo corpo, un pane di vita per tutti: viviamo per lui che è morto e risorto per noi.
Nutriti di Cristo, possiamo dire con Paolo: “Mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno”. Padre nostro, liberaci dalla febbre del nostro io, donaci unità e pace secondo la tua volontà. Fa che ci comunichiamo la Pace – Gesù con il segno della sua mano potente. “Agnello di Dio che porti le nostre sofferenze e ti doni per noi: dona a noi la pace”. Invitati da te a salire più in alto, veniamo a te cantando, perché alla comunione si realizza pienamente la tua parola: tu ti accosti veramente a noi, ci fai alzare e noi ci mettiamo a servire parlandoti di altri, Signore Gesù.
Grazie, Signore, per la tua misericordia, per i tuoi prodigi verso i figli degli uomini; tu sazi il desiderio dell’assetato e ricolmi di beni l’affamato. Beati coloro che piangono perché sono consolati dalla comunità dei tuoi fedeli, poveri per opera del tuo Spirito. Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia, perché sono saziati. Ammalati, incontriamo te, e tu ci guarisci: ci fai guaritori di altri. “O Dio, che ci hai resi partecipi di un solo pane e di un solo calice, fa’ che uniti al Cristo in un solo corpo portiamo con gioia frutti di vita eterna per la salvezza del mondo. Per Cristo nostro Signore”.
Con Gesù noi andiamo a servire i bisognosi nella pace di Cristo. Nutriti del corpo di Cristo, anche noi siamo corpo di Cristo: siamo suo braccio e portiamo la mano della sua amicizia a quanti noi incontriamo. “Tutto io faccio per il Vangelo (che è Cristo), per diventarne partecipe”. “Guai a me se non predicassi il Vangelo” con la vita, nell’assoluta gratuità di chi non cerca gratificazioni.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., La Guarigione:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: guarigione, fisica della suocera e di quanti sono portati a Gesù;

figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza guarigione, spirituale in Giobbe che si rivolge al Signore nella prova;

compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: guarigione, piena nell’umanità di Gesù a servizio dell’amore del Padre e dei fratelli;

manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: guarigione, in atto nei discepoli di Gesù, partecipi del suo servire i fratelli;

completa, alla fine, nella gloria della Trinità. guarigione, piena nella partecipazione alla vita del Signore Gesù risorto.

Preghiamo:
O Padre, che hai visitato il tuo popolo, facendo sorgere un grande profeta tra noi, tuo Figlio Gesù Nazareno; fa’ che ascoltiamo la tua voce. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).