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05/09/2004 – T. ORDINARIO – ANNO C – 23 DOMENICA – 2004

Dieci minuti di preghiera con la chiesa.

23ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno C – 5 Settembre 2004
BEATO CHI CONFIDA NEL SIGNORE !

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiuta tutti come ora aiuti noi ad ascoltarti e aderire a te.

LETTURA
Signore Gesù, fa’ che nulla ci sia più caro di te! Preparaci ad accogliere la tua Parola nella Eucaristia, dove tu ci dici quanto stai operando nella nostra esistenza, che è continuazione della tua storia (Vedi i testi in LETTURE).

MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu ci parli di te stesso! “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: ci prepariamo all’Eucaristia rileggendo vangelo, I e II lettura alla luce del versetto al vangelo che oggi dice:
Chi non porta la propria croce e non viene dietro a me, dice il Signore,
non può essere mio discepolo.

Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa, cioè con quanti danno voce allo Spirito, aderiamo a te e acclamiamo: “Vieni, Signore Gesù!”; attua in noi ciò che tu hai compiuto in te stesso, perché noi non siamo in grado di fare ciò che dobbiamo operare. Per questo oggi ci insegni a confidare in te! – E, venendo, rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s), e aggiungi (Antifona alla Comunione):
Chi non porta la propria croce, dice il Signore:
cioè chi non accetta di essere disprezzato venendo dietro di me, non può essere mio discepolo.

Beato chi confida in te, Signore: gode di essere tuo discepolo. «Molta gente andava con lui; Gesù si voltò e disse: Se uno non odia suo padre, sua madre… la propria vita, non può essere mio discepolo. Chi non porta la propria croce dietro a me, non è mio discepolo». Oggi mi rendo presente in atto di ricreare in te la consapevolezza del cammino che stai facendo con me verso la Gerusalemme celeste. È una presa di coscienza simboleggiata in un imprenditore che fa i suoi calcoli: come chi costruisce una cosa o parte in guerra, fa i suoi calcoli; così tu oggi rifletti e decidi di affidarti a me per il cammino della tua vita. Questa domenica quindi facciamo il punto della situazione. Vale per chiunque: provvedo che ognuno prenda coscienza e veda che la vita è una realtà molto seria; anche tu hai una certa età, cammini da tempo con me, cominci a valutare sotto altri aspetti quel che fai, cogli il senso delle cose aldilà delle apparenze, ti chiedi come vivere bene senza sciupare la felicità della vita che ti do. I rapporti umani, anche i più cari e i più belli, non ti bastano: l’esistenza umana è costruita a immagine della mia vita, constati che nulla tiene intorno a te, anzi sei insicuro di te stesso, trovi sicurezza solo in un Altro che è il tuo Creatore, il tuo Salvatore: in me, inizio, amico e fine del tuo io. Nel mio Amore valgono tutti gli altri rapporti, dai genitori ai nemici. Non vivi più evitando a tutti i costi la sofferenza, anzi scopri che solo nel soffrire si nasconde un mistero di amore, e sperimenti che è bello soffrire per amore; intuisci la mia croce, garanzia di vita, penetri nella tua anima, la vedi dono gratuito; provi consolazione e gioia nel creare qualcosa di buono; contempli la vita, godi di stare con me, scegli di essere mio discepolo. – Donaci, o Dio, la sapienza del cuore: fa’ che prendiamo coscienza che nulla è più importante di te.
Beato chi confida in te, Signore: gode d’investire quanto è e quanto ha per la tua causa. «Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolare la spesa? Per evitare che dicano deridendolo: Ha cominciato, non è capace di finire». Io «non mi sento deriso» amandoti sino alla fine, dice il Signore. E tu «non ti senti deriso sedendoti a riflettere» sulla mia presenza, «calcolando» tutte le tue energie da mettere a mia disposizione, «spendendo» tutto con generosità per la mia causa, «sforzandoti» di lasciarmi amore in te i fratelli sino alla piena mia maturità in loro; così sei una «torre completa», una personalità ben riuscita e degna di lode: quale gioia nel vedere la stessa vita di Dio in tutti, per opera mia in te, in cambio dei tuoi beni! Il «Tesoro in cambio di un campo» perché tu mi hai lasciato fare! Non per te né per qualche tuo atto generoso, ma per l’edificazione del mio Corpo ti è affidato ogni bene creato; esso non ha valore alcuno senza il tesoro del regno. Chi calcola per sé, da sé marcisce; «chi rinunzia a tutte le sue ricchezze e mi segue, è mio discepolo»: in lui io vivo. Allora la mia «croce» in te ti fa superare stanchezza, i miei interessi comunitari ti fanno «rinunciare» con gioia alle cose superflue, il mio primato in te ti suscita «odio» contro ogni bene creato che cerca di rubartelo. – Donaci, o Dio, la sapienza del cuore, e impariamo a investire tutto per te.
Beato chi confida in te, Signore: gode di vivere per te. «Quale re, partendo in guerra, non siede prima a esaminare, se può affrontarla…? Se no, manda un’ambasceria per la pace. Così chi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo». Posso diventare un nemico per chi non mi segue come Signore e Maestro; non c’è alternativa; come non c’è alternativa all’essere fatto da me in vista di me; «siedi e rifletti»: ora è il tempo giusto per una pronta e decisa risposta; io ti do la capacità di emetterla; vengo in tuo aiuto: usàti all’infuori di me, i doni della vita ti possono essere un pericolo mortale. – Donaci, o Dio, la sapienza del cuore: la gioia di vivere decisamente in te.

Beato chi confida in te, Signore: gode di conoscere da te finalmente il volere di Dio. «Quale uomo può conoscere il volere del Signore?». Io conosco il volere del Padre, te lo comunico e lo realizzo in te, in chi mi accoglie come unico suo bene: vengo a te; in me tu hai, sai e puoi tutto: in bene. – Donaci, o Dio, la sapienza del cuore, che ci fa aderire al tuo piano di bene per tutti.
Beato chi confida in te, Signore: gode l’intima comunione con il Padre. «Ragionamenti e riflessioni dei mortali sono incerti». La difficoltà a capire e sentire Dio ti viene dall’essere creatura infinitamente inferiore al suo Creatore; ma io, tuo Creatore, vengo a te, ti do l’intimo rapporto di comunione con il Padre: vera conoscenza a chi la cerca sopra ogni cosa. – Donaci, o Dio, la sapienza del cuore: l’intima comunione con te.
Beato chi confida in te, Signore: gode di occuparsi con te delle cose del Padre tuo. «Scopriamo a stento le cose terrestri, a portata di mano; chi può rintracciare le cose del cielo?». In me sta la pienezza delle cose del cielo! I limiti umani nel capire le cose della terra e tanto i più sentimenti di Dio sono superati da me in te, mio discepolo. – Donaci, o Dio, la sapienza del cuore: l’occupazione delle cose di Dio.
Beato chi confida in te, Signore: gode di colloquiare mediante te con il Padre tuo. «Chi ha conosciuto il tuo pensiero, se tu non gli hai concesso la sapienza e inviato il tuo santo spirito?». Il Padre ti ha dato la «Sapienza» e il suo «Santo Spirito dall’alto», mandando me, compimento di tutte le sue promesse di vita nel cuore che nulla ritiene più caro di me. – Donaci, o Dio, la sapienza del cuore: il colloquio con te.
Beato chi confida in te, Signore: gode di conoscere in te il progetto del Padre. «Così furono raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra; gli uomini furono ammaestrati in ciò che ti è gradito e furono salvati per mezzo della sapienza». Con il dono della tua Sapienza dall’alto e dei suoi insegnamenti tu, o Dio, orienti la vita umana in modo diverso dal peccato dell’uomo, che adora le creature al posto del Creatore; e la guidi al possesso della tua stessa vita, salvandola dai pericoli spirituali e materiali: è la storia d’Israele che si completa in Gesù, presente in noi. – Donaci, o Dio, la sapienza del cuore, che ci fa conoscere il progetto di Dio.

Beato chi confida in te, Signore: gode in te la conoscenza che lo fa vivere libero. «Carissimo, io Paolo, vecchio, e ora prigioniero per Cristo Gesù, ti prego per mio figlio Onèsimo, che ho generato in catene. Te l’ho rimandato, lui, il mio cuore». Paolo, esempio del mio discepolo, dice Gesù, può dirsi: «Vecchio, prigioniero per Cristo Gesù», padre di un «figlio, suo, generato in catene, libero di rimandarlo», perché mio. – Donaci, o Dio, la sapienza del cuore, che ci rende liberi in tutto ciò che facciamo, perché operiamo in te.
Beato chi confida in te, Signore: gode in te la conoscenza che porta alla vera libertà. «Avrei voluto trattenerlo perché mi servisse; non ho voluto, perché il bene che farai fosse spontaneo; è stato separato da te per un momento, perché tu lo riavessi per sempre; non come schiavo, ma fratello, a me e a te, nel Signore. Se dunque tu mi consideri come amico, accoglilo come me stesso». Mio discepolo, come Paolo, dice Gesù, tu rivoluzioni i rapporti sociali «piantando» me negli altri come in te; ogni uomo infatti dà agli altri la libertà che riceve: la prigionia favorisce la conversione di Onèsimo, non la impedisce; i titoli di figlio e fratello liberano dalla schiavitù, fanno uguali, evitano pene. – L’umanità nuova è fondata sulla fraternità vivificata dalla carità.
Donaci, o Dio, la sapienza del cuore.

PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Vers. Resp.: Donaci, o Dio, la sapienza del cuore,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio: Gesù, da ricco si è fatto povero per noi;

attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
umili e poveri, Gesù ci accoglie alla sua mensa;

offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
divenuto povero ci dona la sua Sapienza della croce;

intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
ammaestrati dalla Sapienza in ciò che ti è gradito;

lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
da tutti nutriti alla tua mensa, rafforzati nel tuo amore.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., La Sapienza:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: la sapienza, nell’imprenditore e nel re porta a buon fine;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: la sapienza, in Dio corregge, ammaestra e salva Israele;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: la sapienza, in Gesù si abbassa per innalzare l’uomo;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: la sapienza, in chi rinunzia a tutto per seguire Gesù;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: la sapienza, in tutti corretti e ammaestrati e salvati in Dio.

Preghiamo:
O Padre, tu disponi che chi non porta la propria croce e non va dietro a Gesù, tuo Figlio, non può essere suo discepolo; donaci il tuo Spirito e la Sapienza del cuore. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera della chiesa (colori).

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Vedi il testo nel messalino:
tempo ordinario, 23ª domenica – anno C – 5 Settembre 2004.

LA PAROLA A PAROLE MIE

Frase chiave delle letture è:

BEATO CHI CONFIDA NEL SIGNORE !

Vangelo (Luca 14,25-33)
Un giorno Gesù disse alla gente che lo seguiva: “Se volete essere felici, NON CONTATE SOLO SUGLI UOMINI: affidatevi totalmente a Dio. Chi punta tutto sugli esseri umani (sui genitori, la moglie, i figli, o anche solo su se stesso), resterà deluso.
Onorate il padre e la madre certo, ma imparate a camminare da soli. Amate sempre le vostre mogli, ma non fatene il vostro dio. Aiutate i figli e tutti, ma non viziateli. CONTATE certo su voi stessi, ma senza montarvi la testa: da una parte c’è la vostra storia umana, dall’altra ci sono io, dice il Signore. Nella misura che non vi lasciate prendere dalla storia umana, buona lo cattiva che sia, ma da me, allora voi vi atteggiate di fronte a tutti in nome mio, e io agisco con il mio amore nella vostra persona.
Se volete seguirmi davvero, fate come me: prendete la vostra croce, cioè amate anche se questo comporta disprezzo, come io faccio per voi di fronte al Padre mio, ed affrontate la vita con gioia e coraggio, confidando totalmente nel Signore.
Quando si decide di comprare casa, bisogna mettere i soldi da parte. Ed anche per abitare la casa del cielo, bisogna mettere da parte le sicurezze umane. NON CONTARE SOLO SUGLI UOMINI: ma BUTTARSI COMPLETAMENTE NELLA BRACCIA DI DIO !”

Prima lettura (Sapienza 9,13-18b)
Questo voi non lo potete fare. È fragile la condizione degli UOMINI! Il vostro corpo è debole: si taglia con un coltello. Anche la mente è instabile: aggrovigliata da mille pensieri. A stento riuscite a capire qualcosa di voi stessi, figuriamoci se potete cogliere i misteri di Dio! Ma quando il Signore manda la Sua Sapienza, tutto diventa chiaro, limpido, luminoso. AFFIDATEVI allora a Lui, quindi: e non CONTATE SOLO SUGLI UOMINI !
In questa Eucaristia voi aderite al progetto di Dio, che intende continuare ad amare gli altri tramite voi; e aderite alla realtà della vostra impotenza. Per questo esclamate con imperativi di adesione: Grazie, o Padre! Santifica, o Padre…! Accogli, o Padre ! Concedi, o Padre! A te ogni onore e gloria, o Padre!

Seconda lettura (Filemone 9b-10.12-17)
Questo potete fare voi, in questo spirito eucaristico, come Paolo verso il suo amico Filemone. Egli scrive: Caro Filèmone, amico mio, ti mando questo biglietto per mano di Onèsimo (=importante), lo schiavo che tempo fa ti è fuggito da casa, e quindi secondo il modo di pensare umano meriterebbe la morte. L’ho conosciuto qui in carcere ed è una persona eccezionale: è diventato cristiano e mi aiuta molto: tramite lui il Signore ricorda il suo amore verso di me, come ora verso di te. Vorrei tenerlo sempre con me, ma credo sia giusto che sia tu a decidere. Se vorrai riprenderlo però, ti supplico di non trattarlo più da schiavo, ma da figlio di Dio, vero Onèsimo (importante). Accoglilo con amore, come un fratello, come Gesù stesso. Di fronte a Dio infatti siamo tutti uguali: non contano le differenze sociali volute dagli UOMINI !

Salmo Responsoriale (dal Salmo 89/90)
Mio Signore, cosa sono GLI UOMINI senza la Tua Sapienza? Noi siamo come l’erba, che nasce e subito appassisce. Ma Tu puoi farci vivere per sempre, come strumenti di tuo Amore: mille anni per Te durano un attimo; un istante di tuo servizio dura per sempre. Facci ricordare che siamo solo UOMINI, mortali, fragili; ma capaci d’infinito mediante te. Allora impareremo ad AFFIDARCI a te: a NON CONTARE SOLO SUGLI UOMINI !
Sottofondo musicale: “GLI UOMINI” (Mia Martini)