06/01/2003 – EPIFANIA DEL SIGNORE – 2003
EPIFANIA DEL SIGNORE
6 gennaio 2003
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE
MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce del versetto al vangelo:
Abbiamo visto la sua stella in oriente e siamo venuti per adorare il Signore.
Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa io grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); così nel dialogo, alla comunione, mi dici chi sei e cosa fai oggi in noi (Antifona alla Comunione):
Noi abbiamo visto la sua stella in oriente e siamo venuti con doni per adorare il Signore.
Vediamo la sua stella, veniamo ad adorarlo.
color=black>Gesù incontra i lontani. Egli viene per tutti i popoli (vangelo); raduna Israele dispero (prima lettura); tutti gli uomini sono chiamati a partecipare alla stessa eredità (seconda lettura). Venendo in noi Gesù dice: Oggi mi rendo presente in atto di guidarti alla casa del Padre; nel simbolo di una stella. – A te, Signore, si prostra tutta la terra.
Gesù viene per tutti i popoli. Egli nasce in un preciso tempo e luogo. Alcuni Magi giungono da lontano incontro a lui che viene. Essi perseguono una domanda: “Dov’è il re dei giudei che è nato?”; come i due discepoli di Giovanni che chiedono a Gesù: “Maestro, dove abiti?” (Gv 1,38). I Magi dicono di avere “visto sorgere la sua stella”. Essi si muovono alla luce di questa stella. Vengono per adorare un re lontano. Questo è rapporto personale con Dio. Rapporto che “turba Erode e tutta Gerusalemme”, nota l’evangelista dopo l’esperienza di vita cristiana. Rapporto che scalza via ogni potere politico e religioso, di uomini che signoreggiano su altri uomini; scalza via anche tutte le religioni basate su pratiche istituzionali. “Erode”, l’autorità politica, si difende, s’informa sul tempo e luogo di questo re Messia che è nato. Erode trova alleata l’autorità religiosa, “i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo”.
Gesù si propone, non s’impone. Il re Messia, compimento delle promesse, non teme i potenti. Nell’interno di un palazzo reale, quello di Erode risuona una citazione. Riguarda il luogo della nascita di questo personaggio misterioso che è il Messia; secondo Matteo è la nascita del Cristo. Il luogo è Betlemme. La risposta viene data dai sommi sacerdoti e dagli scribi. Essi consultano la bibbia e si fermano a un passo limite: a un profeta contadino contemporaneo di Isaia, cioè del 700 circa a. C. Questo profeta, Michea, un giorno aveva scritto parole solenni riguardanti Betlemme; e queste parole spiegano anche perché Betlemme. E’ la risposta dei sommi sacerdoti alla grande domanda di Erode, timoroso di quel nuovo re che è apparso e che i Magi cercano. “I sommi sacerdoti e gli scribi del popolo risposero: A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda. Da te infatti uscirà un capo che pascerà il mio popolo Israele”. L’allusione è evidente: questo capo che pasce Israele è Davide. Davide era nato a Betlemme, questo modesto villaggio che era diventato però subito una specie di simbolo. Era la città del re Davide, il grande re amato nella tradizione d’Israele; dalla sua discendenza sarebbe nato il Messia; l’atteso re definitivo, dopo una storia fatta di piccoli eredi di Davide, eredi modesti e spesso ingiusti. L’annuncio di Michea viene applicato ora spontaneamente a Gesù, che entra nel filo della storia, nella genealogia di Davide.
Gesù non teme i grandi della terra. Erode s’informa con esattezza sul tempo della stella, come si è informato sul luogo in cui deve nascere il Messia; invia i Magi, li esorta a informarsi “accuratamente del bambino”, e poi che informino anche lui. Dice: “Perché anch’io venga ad adorarlo”. “Udite le parole del re, essi partirono”, la stella continua a guidarli, e li guida anche nel ritorno: in sogno sono avvertiti “di non passare da Erode”. Bambino inerme, Gesù sta in una grotta, e sulle ginocchia di una giovane donna; vive come tutti i bambini. La mano del Signore è su di lui. Gesù è la mia stella: le piccole realtà di ogni giorno mi rimandano alla sua parola. Questa è come una stella che mi guida nel vivere quotidiano. Guidato da questa stella che è la parola di Dio sulle mie cose di ogni giorno, trovo che queste sono un presepio: non mi smarrisco più, trovo una guida chiara, che dà un significato profondo, dà la visione ultima di tutto quello che accade sotto i miei occhi. Arrivo anch’io a Btlemme, trovo Maria e il Bambino. Sono con Giuseppe di fronte a loro. Offro la mia povera capacità di adorare. La stella, la parola di Dio mi dice ciò che io non sarei capace di vedere. Quel bambino non è un bambino, quella donna non è semplicemente una donna di Betlemme: quel bambino è il Figlio di Dio, è figlio di una madre Vergine. Davanti a lui uno tira fuori l’oro: tutto quello che brilla nella vita, che ha successo, che riempie di contentezza. Un altro tira fuori l’incenso: la capacità di essere preghiera, di svegliarci al mattino e sentire che già l’anima vola verso l’assoluto, che è come il respiro quotidiano. Un terzo tira fuori la mirra: l’amarezza, il dolore che in mille modi e tempi e situazioni inquina il mondo della sua presenza. – Noi ti offriamo tutti insieme, Signore, il nostro lato buono, la nostra preghiera, e il nostro lato amaro. Siamo sicuri di non tornare più al nostro paese per la solita strada, perché siamo diversi. Finalmente vediamo la vita: presentandoci così come siamo a te, Dio fatto viandante con noi sulla terra, non sentiamo privazioni, ma colmiamo la nostra povertà nella riconoscenza, e acclamiamo: nella tua piccolezza sei grande, Signore, Dio dell’universo.
Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.
Vediamo la sua stella, veniamo ad adorarlo. Gesù è la gloria del Signore su di noi. “La mia gloria su di te”, su ciascuno, nessuno escluso. Ci sono delle esclusioni che gli altri fanno su di te o che tu fai sugli altri: tu escludi piccoli e grandi, escludi anche te stesso; ma Dio non esclude nessuno: Io, dice il Signore, non ti escluderò mai. Ti ho fatto perché ti amo: la mia gloria su di te. I Magi erano esclusi dai giudei; Betlemme era esclusa da Israele: esclusa dall’essere il centro. Invece i Magi vengono dall’oriente, e Betlemme è il nuovo centro di tutte le nazioni, rappresentate dai Magi. Anche tu per me sei il centro: Per te e per la tua salvezza sono disceso dal cielo. Prendi coscienza di te stesso. La mia gloria su di te: la mia gloria, non qualche creatura; ma la gloria di Dio. “Gloria” è segno della presenza; Gloria di Dio è segno della presenza di Dio. Segno della mia presenza, dice il Padre; mia gloria su di te è il mio Figlio unigenito: sei immerso nel mio unico Figlio. A te è dato di vedere Dio, di essere Dio. Rivèstiti, àlzati: sii luminosa, tu sei rivestita dello splendore della veste che è Cristo, mediante il battesimo! La mia gloria su di te, più che sui re Magi, più che su Betlemme. Tutta una storia è preparata per te con una costellazione di segni, di stelle: i re Magi stessi, Erode, gli scribi e i farisei, le scritture, la stella di Giacobbe cioè tutta la storia d’Israele, la grotta, il bambino, la madre…, per incontrare il re della gloria, il tuo Signore su di te. Non temere! Nulla possono su di te le tenebre che ti avvolgono. Perché temi, Erode, e tu, tutta Gerusalemme, perché ti turbi? Colui che è venuto a portarti la sua gloria regale, non ti ruba le tue piccole glorie. Come Israele esce dall’Egitto carico di beni, e torna da Babilonia circondato di beni e persone, “proclamando le glorie del Signore”, io vengo ora a te con tutti i miei santi. – Cristo Signore, mio Re, mia Gloria, io ti adoro.
Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.
Vediamo la sua stella, veniamo ad adorarlo.Gesù è l’eredità di tutti i popoli. ”Tutti i popoli sono stati chiamati, in Cristo Gesù, a partecipare alla stessa eredità”: i lontani Magi, gli israeliti esiliati, Saulo tanto lontano quanto osservante della legge. A lui in particolare Dio fa intuire per esperienza il suo mistero di sofferenza, morte e risurrezione; quindi gli affida di comunicare la sua “grazia” a beneficio di tutti. Paolo diventa il tipo del cristiano che conosce il mistero “Gesù” che vive in lui (Gal 2,20): mistero nascosto, racchiuso come un caro segreto nel silenzio di Dio. Nel tempo previsto, il silenzio si squarcia, e il piano segreto custodito nel cuore del Padre si rivela al mondo: ebrei osservanti e pagani ignari di leggi divine partecipano alla stessa salvezza gratuita offerta da Dio a tutti in Cristo Gesù, nostra pace; egli “ha fatto dei due un popolo solo” (Ef 2,4). Da oriente e da occidente, tutti partecipano alla stessa eredità, si sentono fratelli in Cristo Gesù da formare un solo corpo, ereditano il suo stesso destino di gloria. Già Noè era testimone del patto di Dio con tutta la creazione sigillato nell’arco baleno: “Il mio arco pongo sulle nubi ed esso sarà il segno dell’alleanza tra me e la terra (Gen 9,13). E ad Abramo Dio aveva detto: “In te saranno benedetti tutti i popoli” (Gen 12, 1ss). Ma solo la chiesa di Cristo vede quale stella sorge lassù e quale epifania irradia su tutto il mondo. – Gesù è la stella di Giacobbe che da lassù, come risorto, domina da mare a mare, sino ai confini della terra
Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Vers. Resp.: Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio: che con la stella riveli alle nazioni della terra;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito: che ha rivelato il Cristo e ora lo rende presente;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù: che sperimentiamo mediante la fede;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo: che si è rivelato luce e salvezza delle nazioni;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria: dall’umanità che contemplano la grandezza della tua gloria.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., La Manifestazione:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: manifestazione, della stella ai Magi;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza manifestazione, della gloria di Dio su Israele;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: manifestazione, del mistero di Gesù da parte del Padre;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: manifestazione, dei due popoli in uno solo;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. manifestazione, dell’unica stella alla fine e l’unico Signore.
Preghiamo:
O Padre, che ci riveli Gesù come “Stella” perché lo adoriamo come “Signore”; fa’ che ti adorino tutti i popoli della terra. Per Cristo lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).