06-05-2007-Pasquale-C-dom5

06/05/2007 – T. PASQUALE – ANNO C – 5 DOMENICA – 2007

Preparazione alla celebrazione della messa.

5ª DOMENICA DI PASQUA.
Anno C – 6 Maggio 2007

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).

TESTI e MEDITAZIONE.

TESTI

Antifona d’Ingresso Sal 97,1-2
Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto prodigi; a tutti i popoli ha rivelato la salvezza. Alleluia.

Colletta
O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo, guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione, perché a tutti i credenti in Cristo sia data la vera libertà e l’eredità eterna. Per il nostro ….

Anno C:
O Dio, che nel Cristo tuo Figlio rinnovi gli uomini e le cose, fà che accogliamo come statuto della nostra vita il comandamento della carità, per amare te e i fratelli come tu ci ami, e così manifestare al mondo la forza rinnovatrice del tuo Spirito. Per il nostro Signore.. .

Prima Lettura At 14, 21b-27
Riferirono alla Chiesa tutto quello che Dio aveva compiuto per mezzo di loro.

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
In quel tempo, Paolo e Barnaba ritornarono a Listra, Iconio e Antiochia, rianimando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fede poiché, dicevano, è necessario attraversare molte tribolazioni per entrare nel regno di Dio.
Costituirono quindi per loro in ogni comunità alcuni anziani e dopo avere pregato e digiunato li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto.
Attraversata poi la Pisidia, raggiunsero la Panfilia e dopo avere predicato la parola di Dio a Perge, scesero ad Attalia; di qui fecero vela per Antiochia là dove erano stati affidati alla grazia del Signore per l’impresa che avevano compiuto.
Non appena furono arrivati, riunirono la comunità e riferirono tutto quello che Dio aveva compiuto per mezzo loro e come aveva aperto ai pagani la porta della fede.

Salmo Responsoriale Dal Salmo 144
BENEDIRÒ IL TUO NOME PER SEMPRE, SIGNORE.
Paziente e misericordioso è il Signore, / lento all’ira e ricco di grazia.
Buono è il Signore verso tutti, / la sua tenerezza si espande su tutte le creature. R/
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere / e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno / e parlino della tua potenza. R/
Manifèstino agli uomini i tuoi prodigi / e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è regno di tutti i secoli, / il tuo dominio si estende ad ogni generazione. R/

Seconda Lettura Ap 21, 1-5
Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi.

DAL LIBRO DELL’APOCALISSE DI SAN GIOVANNI APOSTOLO
Io, Giovanni, vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più.
Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente che usciva dal trono: «Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il “Dio-con-loro”.
E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno,
perché le cose di prima sono passate».
E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose».

Canto al Vangelo Gv 13,34
Alleluia, alleluia.
Vi dò un comandamento nuovo, dice il Signore: che vi amiate a vicenda, come io ho amato voi.
Alleluia.

Vangelo Gv 13, 31-33a. 34-35
Vi dò un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni agli altri.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
Quando Giuda fu uscito dal cenacolo, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e anche Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.
Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi dò un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri».

Sulle Offerte
O Dio, che in questo scambio di doni ci fai partecipare alla comunione con te, unico e sommo bene, concedi che la luce della tua verità sia testimoniata dalla nostra vita. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio Pasquale V
Cristo sacerdote e vittima Cristo sacerdote e vittima
E’ veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, proclamare sempre la tua gloria, o Signore. e sopratutto esaltarti in questo tempo nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.
Offrendo il suo corpo sulla croce, diede compimento ai sacrifici antichi, e donandosi per la nostra redenzione divenne altare, vittima e sacerdote.
Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale, l’umanità esulta su tutta la terra, e con l’assemblea degli angeli e dei santi canta l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo …

Antifona alla Comunione Gv 15,1.5
«Io sono la vera vite e voi i tralci» , dice il Signore; «chi rimane in me e io in lui, porta molto frutto». Alleluia.

Dopo la Comunione
Assisti, Signore, il tuo popolo, che hai colmato della grazia di questi santi misteri, e fà che passiamo dalla decadenza del peccato alla pienezza della vita nuova. Per Cristo nostro Signore.

=======================================================================

MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant. Com.), con il dono di se stesso, attua in noi nel massimo modo il messaggio dei testi biblici (cf. T. Pasquale – Anno C – 05ª Domenica – 09/05/2004); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (Cf. Criteri di Meditazione – 15/08/2005).
Messaggio della Parola:

GESÙ, FONTE, CAUSA, MODELLO, FINE ULTIMO DELL’AMORE CRISTIANO
CI RENDE CAPACI DI AMARE COME DIO.

Messaggio che ispira e attua ora la Celebrazione, centro della Vita.

1°. RITI D’INTRODUZIONE.
Dalla vita alla festa della vita: formiamo una comunità, prendiamo coscienza di essere riuniti e preparati da Gesù ad ascoltare la Parola e a celebrare l’Eucaristia.
Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto prodigi; a tutti i popoli ha rivelato la salvezza. Alleluia
O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo, guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione, perché a tutti i credenti in Cristo sia data la vera libertà e l’eredità eterna. Per il nostro
O Dio, che nel Cristo tuo Figlio rinnovi gli uomini e le cose, fà che accogliamo come statuto della nostra vita il comandamento della carità, per amare te e i fratelli come tu ci ami, e così manifestare al mondo la forza rinnovatrice del tuo Spirito. Per il nostro Signore

….

2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Dio parla a noi in Cristo. Lo Spirito ci dispone ad ascoltare la sua Parola. Gesù parla e conclude: Oggi si attua la Parola che udite. – Richiamiamo quindi la Parola, e aderiamo all’azione dello Spirito Santo.

Richiamiamo la Parola, cioè persona, messaggio e attività di Gesù.
VI DO UN COMANDAMENTO NUOVO: AMATEVI L’UN L’ALTRO COME IO VI AMO.
Tre aspetti dell’amore di Gesù nel vangelo (Gv 13,31-33a.34-35): valore dell’amore di Gesù; glorificazione mediante l’amore di Gesù; novità attraente dell’amore di Gesù.
«Valore dell’amore», che si attua al centro della s. messa, oggi come sempre: «la notte in cui fu tradito, prese il pane e il calice e disse: prendete, mangiatene e bevetene tutti: questo è il mio corpo e il mio sangue donato e versato per voi e per tutti». La notte in cui fu tradito, il traditore esce, va a consegnare Gesù. Gesù non si difende, rivela Dio tutto a favore degli uomini proprio nel tradimento: mentre è consegnato si consegna al traditore. Gesù non ragiona secondo gli uomini, ma secondo Dio. Gesù non evita il tradimento, ma risponde con amore. Questo «valore dell’amore» si chiama «glorificazione»: «Quando Giuda fu uscito dal cenacolo, Gesù disse: “Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e anche Dio è stato glorificato in lui”». «Gloria» non è «onore» alla italiana, ma «importanza, valore». Gesù parla di gloria nel contesto della sua morte. Gloria in italiano traduce «doxa» dell’antico testamento greco e «kabòt» da «kabèt = essere pesante» ebraico. Esempio: se una persona «importante» dice una cosa, quella cosa è approvata; la stessa cosa è trascurata se è detta da una persona non importante. Ciascuno ha la sua gloria, importanza, capacità, autorevolezza. Tutti gli uomini sono limitati, finiti. Dio è infinito. La sua gloria è senza fine. Dice Salomone: “Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra? Ecco i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io ho costruita!” (1Re 8,27). Di Dio noi sperimentiamo la sua incidenza, un aspetto di Dio che noi possiamo sperimentare. Dio dice a Mosè che gli ha chiesto di vedere il suo volto: “Quando passerà la mia Gloria, io ti porrò nella cavità della rupe e ti coprirò con la mano finché sarò passato. Poi toglierò la mano e vedrai le mie spalle, ma il mio volto non lo si può vedere” (Esodo 33,20-23). In che cosa noi possiamo sperimentare Dio? Che cosa vuol dire: «Glorifica il tuo Figlio?». Vuol dire: fare abitare in lui tutto ciò che l’uomo può sperimentare di Dio. Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato vuol dire: Gesù ha manifestato nella sua vita pubblica tutto ciò che poteva fare sperimentare all’uomo: vita eterna, adozione, comprensione delle cose di Dio, perdono, abbondanza d’ogni grazia… «Anche Dio è stato glorificato in lui»: il Figlio possiede la gloria e Dio è glorificato. «Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito»: anche al presente Dio è glorificato nella passione di Gesù. In altre parole Gesù dice: in tutto ciò che ho fatto nella mia vita è stato manifestare Dio a voi e agli altri, mediante la Parola e le mie azioni. Chi ha accolto e fatto ciò che ho detto e operato, ha piena esperienza di Dio. Ora nella passione e croce di Gesù, Dio è ancora presente, e tutto l’amore che Gesù ha rivelato lungo la sua vita, quell’amore si rivela nella sua passione. Gloria è quell’aspetto di Dio – Amore – Dono di se stesso a favore dell’uomo, che per esempio il Centurione ha potuto costatare nel modo in cui ha visto morire Gesù, che continua a sperimentare e manifestare l’amore del Padre anche nella passione, mentre è tradito.
“Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi dò un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri”. Nell’antico testamento c’era il comando: “Amerai il prossimo tuo come te stesso” ( Levitico 19,18). Prossimo era il correligionale ebreo, quindi consanguineo. Inoltre l’amore verso gli altri era limitato all’amore che una creatura può avere verso se stessa. Gesù, vero uomo e vero Dio, è l’unico in grado di adempiere questo comando, verso tutta l’umanità che ha assunto, e in modo infinito come Dio. Nella sua vita Gesù è «gloria» di Dio, rivela l’amore di Dio, sino in fondo. Gesù poi consegna questa sua eredità come testamento ai discepoli.
Primo dato. Il discepolo cristiano ha come compito di imitare Cristo suo Signore e Maestro. Non vale la consanguineità ma il discepolato: la scelta di imitare Cristo. Non c’è amore più grande di chi dà la vita per gli amici. «Comando di amare»: si può dire a una persona di voler bene a qualcuno; ma non si può comandare di avere un dato sentimento verso una persona. Il sentimento non può essere imposto. Gesù non comanda un sentimento, un affetto, un’emozione; Gesù chiede al suo discepolo la scelta di imitarlo. Parlando d’amore cristiano c’è sempre il rischio di confonderlo con l’affetto, l’emozione. Alla base dell’amore cristiano non c’è l’emotività, ma la scelta di essere come Cristo, con fedeltà; una scelta consapevole e talvolta odiosa. Dare la vita non è scelta baldanzosa; è vita divina.
Altro dato. L’amore non è un dono. Anche se dessi tutte le mie sostanze, non serve a niente, e
anche se dessi il mio corpo per essere bruciato (ciò che una volta poteva fare il servo per il padrone condannato a morte) non giova a nulla. Se dessi tutto ciò che ho e sono, senza l’agape non serve a niente (cfr 1Cor 13,3ss). L’amore cristiano è imitazione di Cristo, nella consapevolezza di essere membra di Cristo che agisce in noi, suo corpo fatto da Dio, perché Cristo continui a vivere e amare in noi. La nostra esistenza è una creazione in atto per questa finalità. Con un’altra immagine Gesù dice: “Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla” (cfr Gv 15,5).
È un «comandamento nuovo», non c’è nulla di simile nel mondo, l’uomo non può amare come Dio ama. Gesù porta l’amore di Dio nel mondo: “Come io, così voi”. È nuovo per la sua Origine: l’amore di Gesù deriva dall’intimità di vita, di volere e di sentimenti con il Padre. È nuovo per la sua Potenza: la potenza dello Spirito Santo che Gesù dalla croce ha diffuso nel mondo, e nella terza preghiera eucaristica viene invocato con questa preghiera: “E a noi, che ci nutriamo del corpo e sangue del tuo Figlio, dona la pienezza dello Spirito Santo perché diventiamo in Cristo un solo corpo e un solo spirito”. L’amore di Gesù è nuovo per il suo Fine: il regno di Dio, l’espansione del suo amore, luminoso e splendente, in tutti i cuori, in tutto il mondo, per tutti i tempi.
“Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri”: lo sapranno dall’amore che rispecchia Cristo Gesù. Tutto il resto fa parte del bagaglio dell’amore umano, che non va mai confuso con l’amore di Cristo. L’amore cristiano consiste nel far passare l’amore di Cristo mediante noi, per quanto piccoli.

Richiamiamo la realtà del vangelo nella vita della chiesa.
DIO OPERA PER MEZZO DI COLORO CHE GLI LASCIANO SPAZIO DI AZIONE.
Tutta l’attività di due uomini, Paolo e Barnaba (Atti 14, 21b-27), che «ritornarono a Listra, Iconio e Antiochia, attraversarono molte tribolazioni, costituirono in ogni comunità alcuni anziani e raggiunsero la Panfilia e scesero ad Attalia; fecero vela per Antiochia. Non appena furono arrivati, riunirono la comunità». Tutta l’attività di questi due cristiani, Paolo e Barnaba, è riassunta da Luca in queste parole: «Raccontarono tutto quello che Dio aveva compiuto per mezzo loro e come aveva aperto ai pagani la porta della fede». Sono coscienti che tutta la loro vita è in Dio che opera in loro, vicini o lontani pensano e annunziano la risurrezione di Cristo, in Cristo superano ogni tribolazione.

Richiamiamo la Realtà, che ora Gesù attua in noi come in se stesso.
BENEDIRÒ IL TUO NOME PER SEMPRE, SIGNORE (Salmo 144).
L’assemblea celebra con una sola voce la tenerezza di Dio, buono e misericordioso verso tutti.
Si fa voce anche di tutte le creature e le invita a lodare il Signore Buono verso tutti: la sua tenerezza si espande su tutte le creature, e canta: Ti lodino, Signore, tutte le tue opere e ti benedicano i tuoi fedeli. Infine l’assemblea sottolinea che Dio rivela la sua tenerezza mediante tutti coloro che si comportano in modo retto, perché sono le opere compiute in Dio che lo lodano. Con Maria cantano le grandi cose coloro che hanno sperimentato il perdono di Dio e hanno imparato ad essere se stessi fino in fondo, per la Potenza del suo regno eterno.

Richiamiamo l’Apostolo, che descrive il discepolo di Gesù.
DIO TERGERÀ OGNI LACRIMA DAI LORO OCCHI (Ap 21, 1-5).
“Io, Giovanni, vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare”, segno del male, non c’era più; ha preso luogo la nuova creazione della presenza del Risorto. La nuova Gerusalemme che è la nuova comunità di Cristo scende dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. È una voce nascosta che nessuno sente intorno a noi, eppure è potente; dice: «Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il “Dio-con-loro”. Se io voglio bene a te in Cristo e tu a me come Cristo, allora Cristo è in mezzo a noi, mediante la nostra stessa scelta fondamentale. Ogni lacrima è asciugata da Gesù come alle pie donne lungo il viaggio al Calvario o a Maria di Magdala nel giardino della risurrezione. Sì, rimane ancora la morte, ma con speranza, perché la morte in Cristo non ha avuto l’ultima parola, come non l’avrà quindi neanche nei discepoli di Cristo.

3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
Nelle parti liturgiche (Parola e Eucaristia) l’assemblea è ferma, in ascolto, seduta o in piedi; nei Tre Riti – d’introduzione, presentazione dei doni, comunione – si muove. Ora, per esempio, ci muoviamo e offriamo doni per la presenza di Cristo e per le necessità degli altri.
Il comandamento nuovo consegnatoci da Gesù, “che vi amiate a vicenda, come io ho amato voi”, c’impegna a tutti i livelli, in Cristo, verso gli altri. Noi offriamo a Dio ciò che egli ci ha donato, e Dio ci fa partecipare alla comunione con lui, unico e sommo bene. È uno scambio mirabile di doni, perché in cambio di quanto noi presentiamo a Dio, egli ci concede che la luce della sua verità sia testimoniata dalla nostra vita.

4°. LITURGIA EUCARISTICA.
Aderendo all’agire dello Spirito, per mezzo di Cristo, ringraziamento, pane, offerta, intercessione, lode:

«Ringraziamo» e benediciamo il Padre in Cristo Gesù.
Grazie, Padre, per il tuo Figlio, nel suo amore rinnovi gli uomini e le cose. Egli «offrendo il suo corpo sulla croce, diede compimento ai sacrifici antichi, e donandosi per la nostra redenzione divenne altare, vittima e sacerdote».

Siamo trasformati in Cristo, che, preso il «pane» e rese grazie, si dona vero cibo e bevanda di salvezza.
Ora, Padre, manda lo Spirito a perfezionare l’opera di Gesù nel mondo e compiere ogni santificazione: Gesù in mezzo a noi è fondamento della Chiesa con il suo amore. «In lui, vincitore del peccato e della morte, l’universo risorge e si rinnova».

Diveniamo luogo riservato a Gesù che in noi continua a «donare» se stesso.
In noi, Padre, si offre a te Gesù, che suscita in noi Amore verso di te e verso tutti. Risorgendo, Gesù rinnovò la vita e ci ha aperto alla speranza di un nuovo mondo senza tristezza né pianto.

Intercediamo per tutti in Cristo che «intercede» per noi e ci fa intercessori con lui per gli altri.
Tutti, Padre: vivi, defunti, celebranti, accogli in Cristo; partecipi della tua comunione, testimoniamo la verità del tuo regno, tutti insieme e per sempre ricolmi della tua gloria. Con tutta la creazione allora potremo cantare a te l’inno di lode per il nuovo mondo che vive il nuovo comandamento.

«Glorifichiamo» perfettamente il Padre per Cristo, con Cristo, in Cristo nello Spirito Santo che ci fa santi.
A te, Padre, ogni onore e gloria, nella Comunità di persone che agiscono rettamente, mostrano di sperimentare la tenerezza del tuo cuore, si sentono graziati per il tuo perdono per Cristo, nello Spirito Santo.

5°. RITI DI COMUNIONE.
Preso il pane e rese grazie, Gesù spezza il pane e lo dà ai suoi discepoli perché lo distribuiscano.
In Cristo siamo un solo corpo, un pane di vita per tutti: viviamo per lui che è morto e risorto per noi.
In comunione con tutti coloro che credono in Cristo e in nome di tutti gli uomini preghiamo il Padre come il Signore Gesù ci ha insegnato. E alla tua chiesa dona sempre la Pace che è Cristo Gesù, guidala per il cammino della carità fraterna verso l’unità perfetta. Gesù, noi ti riceviamo come nostra vera vite perché ci nutri come tuoi tralci; fa che rimaniamo in te e tu in noi per portare il molto frutto della tua vita gioiosa nella pace. “Assisti il tuo popolo, che hai colmato della grazia di questi santi misteri, e fa’ che passiamo dalla decadenza del peccato alla pienezza della vita nuova. Fin da oggi, soprattutto con la carità, noi lavoriamo a costruire il mondo nuovo inaugurato nella risurrezione di Gesù. Dio è con noi: andiamo nella pace di Cristo.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., L’Amore:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: l’amore, fra persone che si accolgono reciprocamente;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza l’amore, in Dio che forma il suo popolo Israele;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: l’amore, in Gesù che rivela il volto amoroso del Padre;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: l’amore, nelle comunità cristiane;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. l’amore, nella creazione rinnovata dal Risorto.

Preghiamo:
O Padre, che in Cristo ci dài il comandamento nuovo: di amarci come egli ci ha amato; donaci di benedire il tuo nome per sempre. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).