06-08-2006-Trasfigurazione-B

06/08/2006 – TRASFIGURAZIONE del Signore – ANNO B – 2006

Preparazione alla celebrazione della messa.

TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE.
Anno B – 6 Agosto 2006

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…!
Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti
(Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).

TESTI e MEDITAZIONE

TESTI

Antifona d’Ingresso Cf Mt 17,5
Nel segno di una nube luminosa apparve lo Spirito Santo e si udì la voce del Padre:
«Questi è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto: ascoltatelo».

Colletta
O Dio, che nella gloriosa Trasfigurazione del Cristo Signore, hai confermato i misteri della fede con la testimonianza della legge e dei profeti, e hai mirabilmente preannunziato la nostra definitiva adozione a tuoi figli, fa’ che ascoltiamo la parola del tuo amatissimo Figlio per diventare coeredi della sua vita immortale. Egli è Dio.. .

Prima Lettura Dn 7,9-10.13-14
La sua veste era candida come la neve.

DAL LIBRO DEL PROFETA DANIELE
Io continuavo a guardare,
quand’ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise.
La sua veste era candida come la neve
e i capelli del suo capo erano candidi come la lana;
il suo trono era come vampe di fuoco
con le ruote come fuoco ardente.
Un fiume di fuoco scendeva dinanzi a lui,
mille migliaia lo servivano
e diecimila miriadi lo assistevano.
La corte sedette e i libri furono aperti.
Guardando ancora nelle visioni notturne,
ecco apparire, sulle nubi del cielo,
uno, simile ad un figlio di uomo;
giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui,
che gli diede potere, gloria e regno;
tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano;
il suo potere è un potere eterno, che non tramonta mai,
e il suo regno è tale che non sarà mai distrutto.

Salmo Responsoriale Dal Salmo 99
SPLENDE SUL SUO VOLTO LA GLORIA DEL PADRE.

Il Signore regna, esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sono la base del suo trono.

I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
I cieli annunziano la sua giustizia
e tutti i popoli contemplano la sua gloria.

Tu sei, Signore,
l’Altissimo su tutta la terra,
tu sei eccelso sopra tutti gli dèi.

Seconda Lettura 2 Pt 1,16-19
Questa voce, noi l’abbiamo udita scendere dal cielo.

DALLA SECONDA LETTERA DI SAN PIETRO APOSTOLO
Carissimi, non per essere andati dietro a favole artificiosamente inventate vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza.
Egli ricevette infatti onore e gloria da Dio Padre quando dalla maestosa gloria gli fu rivolta questa voce: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto».
Questa voce noi l’abbiamo udita scendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte. E così abbiamo conferma migliore della parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l’attenzione, come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e la stella del mattino si levi nei vostri cuori.

Canto al Vangelo Cf Mc 9,7
ALLELUIA, ALLELUIA.
Dalla nube luminosa si udì la voce del Padre:
«Questi è il mio Figlio diletto: ascoltatelo».

Oppure: Mt 17,5c
Questi è il Figlio mio prediletto,
nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo!
ALLELUIA.

Vangelo Mc 9, 2-10
Questi è il Figlio mio prediletto.

DAL VANGELO SECONDO MARCO
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e discorrevano con Gesù.
Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!». Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento. Poi si formò una nube che li avvolse nell’ombra e uscì una voce dalla nube: «Questi è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!». E subito guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risuscitato dai morti. Ed essi tennero per sé la cosa, domandandosi però che cosa volesse dire risuscitare dai morti.

Sulle Offerte
Santifica queste offerte, o Padre, per il mistero della Trasfigurazione del tuo unico Figlio, e rinnovaci nello spirito con lo splendore della sua gloria. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio
E’ veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo nostro Signore.

Dinanzi a testimoni da lui prescelti
egli rivelò la sua gloria
e nella sua umanità, in tutto simile alla nostra,
fece risplendere una luce incomparabile,
per preparare i suoi discepoli
a sostenere lo scandalo della croce
e anticipare, nella Trasfigurazione,
la meravigliosa sorte della Chiesa,
suo mistico corpo.
E noi, uniti agli angeli e ai santi,
cantiamo senza fine l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo .. .

Comunione 1 Gv 3,2
Quando si manifesterà saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.

Anno B: Mc 9,2
Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò su un alto monte
e venne trasfigurato davanti a loro.

Dopo la Comunione
Il pane del cielo che abbiamo ricevuto, o Padre, ci trasformi a immagine del Cristo, che nella Trasfigurazione rivelò agli uomini il mistero della sua gloria. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
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MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant. Com.), con il dono di se stesso, attua in noi nel massimo modo il messaggio dei testi biblici (cf. Trasfigurazione del Signore – Anno B – 06/08/2003); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (Cf. Criteri di Meditazione – 15/08/2005).
Messaggio della Parola:

GESÙ, TRASFIGURATO E RISORTO:
CAUSA ED ESEMPIO DELLA RISURREZIONE DELL’UOMO.
Messaggio che ispira e attua ora la Celebrazione, centro della Vita.

1°. RITI D’INTRODUZIONE.
Dalla vita alla festa della vita: formiamo una comunità, prendiamo coscienza di essere riuniti e preparati da Gesù ad ascoltare la Parola e a celebrare l’Eucaristia.
Come Pietro, Giacomo e Giovanni, Gesù ora ci prende con sé e ci porta su questo alto monte della celebrazione Eucaristica, presenza del Cristo risorto nella nostra storia per opera dell’iniziazione cristiana, come il Verbo si è reso presente nella nostra umanità per opera dello spirito Santo alla sua incarnazione: presenza del Cristo nel più piccolo di noi, suoi fratelli, in questa celebrazione e nella vita, come sotto la veste della sua umanità nella trasfigurazione e nella risurrezione. Gesù si rende presente davanti a noi per opera dello Spirito Santo, che trasfigura anche noi e ci rende capaci di fare ciò che Gesù ci ha comandato in sua memoria, e di amarci gli uni gli altri come egli ci ama.
O Dio, che nella continua presenza del Cristo Signore nella nostra esistenza, confermi in noi le sembianze del Cristo e ci fai progredire nel cammino della sua pasqua in conformità alla gloriosa Trasfigurazione sul monte; fa’ che ascoltiamo il tuo amatissimo Figlio per diventare coeredi della sua vita immortale. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.

2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Dio parla a noi in Cristo. Lo Spirito ci dispone ad ascoltare la sua Parola. Gesù parla e conclude: Oggi si attua la Parola che udite. – Richiamiamo la Parola e aderiamo all’azione dello Spirito Santo.

Richiamiamo la Parola, cioè persona, messaggio e attività di Gesù.
“QUESTI È IL MIO FIGLIO PREDILETTO: ASCOLTATELO!”. (Vangelo: Marco 9,2-10).
È proprio Gesù, il Cristo, il Figlio del Dio Vivente, come ha professato Pietro. A Cesarea di Filippo (8,27-30) sei giorni fa, Pietro ha fatto questa sua professione e Gesù il suo primo annunzio della passione. A nome dei Dodici Pietro ha professato Gesù per rivelazione del Padre; ma poi lo ha frainteso (8,31-33). Gesù allora manifesta la sua gloria «su un alto monte», luogo delle teofanie: manifesta in anticipo chi veramente Egli è, secondo la professione di Pietro. In rapporto a questa professione, ora è il settimo giorno, che richiama la nuova creazione, compimento della prima creazione. Nella sua prossima Pasqua, «Giorno del Signore» (trasfigurazione ed esaltazione della s. croce il 14 sett.; II dom. di quar. e pasqua di risurrezione). Gesù compie la Vita nuova, la piena Benedizione di Dio sull’umanità, non mediante la violenza di Davide, ma per la trasfigurazione che fa nuove tutte le cose in Cristo (cfr prima lettura; cfr anche entrata di Gesù in Gerusalemme non su di un cavallo, simbolo di forza umana, ma su un asino..).
Gesù è Dio in grado di compiere tutto questo. Gesù sta al centro di ogni avvenimento. Come Javè «chiamò Mosè» (Es 24,16) «sul monte alto», Gesù prende l’iniziativa e sceglie con libertà divina i discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni, e li porta con sé «sul monte alto». Viene trasfigurato dal Padre, come poi lo stesso Padre lo risuscita (cfr At 4,10; 5,30; 10,40). Le vesti diventano bianche, bianchissime che «nessun lavandaio potrebbe renderle così bianche»: è il bianco non «terreno» ma divino di Gesù. Elia e Mosè conversano con Gesù: mostrano come tutto è stato fatto in vista di lui, il Messia. La trasfigurazione anticipa la risurrezione: mostra la natura divina del Maestro, che può fare tutto questo.
Gesù trasfigurato è già ciò che il credente è chiamato a diventare. Pietro coglie l’esperienza come una beatitudine infinita: si realizza per lui la profezia contenuta nella festa delle capanne in atto. Vorrebbe fissarla per sempre. Non gli balena ancora per la mente che la pienezza della vita avverrà mediante la passione dell’Amore. La voce del Padre dalla nube della presenza di Dio tra gli uomini (cf. Es 24,16) risponde a Pietro e compagni, e spiega la trasfigurazione. Nel battesimo la Voce si è rivolta a Gesù, dicendo: «Questi è il mio Figlio prediletto» (Mc 1,11). Ora si rivolge ai discepoli, aggiungendo: “Ascoltatelo!”. Gesù è detto: «Figlio prediletto», cioè «il Servo di Javè» (Is 42,1). Il Padre invita all’ascolto di Gesù, come il profeta della fine dei tempi annunziato da Mosè (Dt 18,25); anzi, come Dio stesso (Dt 6,4-5): “Ascolta, Israele, io sono il Signore Dio tuo. Fuori di me non c’è altri”. Gesù è Dio. Gesù-Dio poi è anche la Legge del discepolo, per l’aggiunta del comando di Dio: “Lo amerai con tutto il tuo cuore” (ib.). Così i profeti conducono a Gesù (seconda lettura).
I discepoli prescelti sono stati testimoni della risurrezione della figlia di Giairo (Mc 5,37). Saranno vicini a Gesù durante la sua agonia (Mc 14,33). Sono gli «intimi», ma non capiscono. Sono segno di tutti noi. Con la trasfigurazione Gesù intende venire incontro all’incomprensione del discepolo. Ma solo di fronte al Cristo che muore e risorge, i discepoli comprendono il gesto di Gesù che li «prese con sé» (in greco paralambàno) e li «condusse» (in greco anaphèro), intendendo invitarli sul cammino della croce e portarli verso la gloria. Chi accetta di essere preso e condotto da Gesù è salvo: illuminato dalla risurrezione, passerà attraverso la passione e raggiungerà la gloria.

Richiamiamo la Profezia, portata a compimento in Gesù.
GESÙ INAUGURA FIN D’ORA NEL TEMPO UN REGNO CHE NON È DI QUESTO MONDO.
«Il suo regno è tale che non sarà mai distrutto» (Dan 7,9s.13s). Un regno già in atto che dura sempre. Violenti imperatori di grandi imperi (Dan 7,2-8) non durano sempre. Il Signore, l’«Antico di giorni», seduto sul trono, conosce, valuta e giudica tutto (v. 9s); e interviene fin d’ora per «riscattare» l’operato dell’uomo. Presenta chi può realizzare il suo progetto: Gesù, perché egli è, sì, uomo (= «Figlio dell’uomo»); ma è di origine divina, celeste (= «viene sulle nubi», v. 13s).
Il Figlio dell’uomo trionfa sugli arroganti imperialismi del mondo mediante la trasfigurazione: cioè facendo nuove tutte le cose nella dolcezza della sua potente «misericordia», «rivelando la sua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono» (colletta ord. dom. 26ª). Quanti accolgono Gesù, Figlio dell’uomo, «i santi dell’Altissimo», partecipano alla sua sovranità, formano una cosa sola con lui e in lui (cfr Dan 7,18.22.27). Gesù si dice: «Figlio dell’uomo», anche davanti a Caifa. Per questo i sinedriti lo condannano a morte. Ma possono uccidere il Dio che si nasconde in Gesù?

Richiamiamo la Realtà, che ora Gesù attua in noi come in se stesso.
SPLENDE SUL VOLTO DI GESÙ, CAPO, LA GLORIA DEL PADRE E SI ESTENDE SU NOI.
“Il Signore regna, esulti la terra” (Salmo 96). Il Signore Gesù regna e fa gioire tutti: riceve potere,
gloria e regno, tutti i popoli, nazioni e lingue accettano il suo servizio regale per loro fortuna. Così anche noi, fatti partecipi del suo regno, gioiamo e desideriamo che «gioiscano le isole tutte». Gioiamo che come siamo stati invitati noi, assemblea liturgica, ad entrare e prostrarci davanti a lui, così l’invito sia allargato a tutte le famiglie delle nazioni: tutti i popoli siano invitati ad accogliere il Signore che viene come loro re. La lode a Dio, partita da Israele, si allarga per cerchi concentrici a tutti i popoli e al cosmo intero: non più limitata quindi agli essere celesti «che stanno davanti a lui giorno e notte». Anche la nostra lode riempie tutto il tempo, perché la meravigliosa presenza di Dio, che ci riscatta, riempie tutti i fatti della storia.
«Nubi e tenebre avvolgono» oggi la gloria del Signore. Un giorno, tutti i popoli la vedranno in tutto il suo splendore. Base del suo trono è la sua intimità con il Padre. Tutto sta davanti al Signore come creatura davanti al suo Creatore che l’ha plasmata e la sostiene. Tutto altrimenti si fonderebbe come cera. E il Signore non solo ci sostiene in vita, ma ci rinnova, ci riscatta dalla nostra autosufficienza, causa del nostro fonderci come cera. Con tutti i popoli contempliamo l’immenso valore del Signore, il peso delle sue belle decisioni come padrone del mondo e della storia. Stupiti e pieni di gratitudine acclamiamo: “Tu sei, Signore, l’Altissimo su tutta la terra, tu sei eccelso sopra tutti gli dèi”.

Richiamiamo l’Apostolo, che descrive il discepolo di Gesù.
GESÙ È CAUSA ED ESEMPIO DELLA RISURREZIONE DELL’UOMO.
Nel vostro cuore spunta la stella del mattino, il sole senza tramonto (2Pt 1,16-19). Pietro e compagni sono testimoni del Dio che si nasconde nell’uomo Gesù di Nazaret. Hanno sentito il Padre stesso chiamarlo: «Figlio prediletto». Gesù è Dio da Dio, Luce da Luce, compimento di tutte le profezie: i discepoli, «Guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro». Si riconoscono portatori di una grazia maggiore di quella dei profeti: come testimoni della «stella del mattino» hanno una grazia maggiore di chi è semplice «lampada che brilla in un luogo oscuro». Noi avanziamo nella storia ascoltando i profeti e vegliando perché s’illumini sempre più nei nostri cuori Gesù, «Sole senza tramonto».

3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
Nelle parti liturgiche (Parola e Eucaristia) l’assemblea è ferma, in ascolto, seduta o in piedi; nei Tre Riti – d’introduzione, presentazione dei doni, comunione – si muove. Ora, per esempio, ci muoviamo e offriamo doni per la presenza di Cristo e per le necessità degli altri.
Per la presenza di Cristo presentiamo pane, vino e acqua. Per le necessità degli altri ci lasciamo prendere da Gesù, per andare dietro di lui fino alla croce, alla morte e alla risurrezione in dono per tutti. Per il mistero della Trasfigurazione del tuo unico Figlio tu santifichi queste nostre offerte, o Padre, e ci rinnovi nello spirito con lo splendore della sua gloria. Per Cristo nostro Signore. Amen.

4°. LITURGIA EUCARISTICA.
Aderendo all’agire dello Spirito, per mezzo di Cristo, ringraziamento, pane, offerta, intercessione, lode:

«Ringraziamo» e benediciamo il Padre in Cristo Gesù.
Grazie, Padre, per il tuo Figlio: in lui fai risplendere la tua gloria che egli rivela dinanzi a testimoni da lui prescelti. Nella sua umanità, in tutto simile alla nostra, ha fatto risplendere una luce incomparabile. Ha anticipato nella Trasfigurazione la sorte meravigliosa della Chiesa, suo mistico corpo.

Siamo trasformati in Cristo, che, preso il «pane» e rese grazie, si dona vero cibo e bevanda di salvezza.
Ora, Padre, manda lo Spirito che perfeziona l’opera di Gesù nel mondo: compie ogni santificazione. Ci rende presente Gesù nei suoi misteri. Con stupore, lode e gratitudine ammiriamo la sua opera trasformante in atto nei suoi discepoli, resi capaci di giungere al monte della gloria passando per la croce. Dio continua a rivelarsi totalmente e definitivamente in Gesù crocifisso e risorto presente nei suoi fedeli, vero volto del Padre, volto del suo amore per noi.

Diveniamo luogo riservato a Gesù che in noi continua a «donare» se stesso.
In noi, Padre, si offre a te Gesù: ci rivestiamo di lui, noi da lui rivestiti di forza, presi e condotti da lui, perché lo possiamo seguire fin d’ora sul cammino delle croci e delle gioie quotidiane, fino alla sua gloria.

Intercediamo per tutti in Cristo che «intercede» per noi e ci fa intercessori con lui per gli altri.
Tutti, Padre: vivi, defunti, celebranti, accogli in Cristo, coeredi della sua gloria immortale. Finché non siamo giunti alla sua gloria finale, saliamo con lui e scendiamo con lui dal monte: vediamo la gloria di Gesù continuare a manifestarsi in concreto a tutti come tenerezza, compassione e forza nella nostra vita.

«Glorifichiamo» perfettamente il Padre per Cristo, con Cristo, in Cristo nello Spirito Santo che ci fa santi.
A te, Padre, ogni onore e gloria: la vita di bontà che trasforma e rinnova il mondo esce da te, o Padre, mediante il Figlio tuo prediletto, giunge fino a noi per lo Spirito Santo; e da noi, nel Figlio, ritorna a te, o Padre, per lo stesso Spirito Santo.

5°. RITI DI COMUNIONE.
Preso il pane e rese grazie, Gesù spezza il pane e lo dà ai suoi discepoli perché lo distribuiscano.
In Cristo siamo un solo corpo, un pane di vita per tutti: viviamo per lui che è morto e risorto per noi.
Il Padre ha mandato nel mondo il Figlio per ridare agli uomini la dignità di figli, e dice di ascoltare lui, sua ultima e definitiva Parola a tutta l’umanità. Gesù, ora presso il Padre e presente a ciascuno, come capo, modello e autore della nuova umanità, prega in noi, prega per noi e prega con noi: “Padre nostro!”.
Alla comunione diciamo con Anastasio Sinaita: “È davvero «bello stare qui» con Gesù e qui rimanervi per tutti i secoli. Che cosa vi è di più felice, di più prezioso, di più santo che stare con Dio, conformarsi a lui, trovarsi nella sua luce? Ciascuno di noi sente di avere con sé Dio e di essere trasfigurato nella sua immagine. Allora esclami pure con gioia: «E’ bello per noi restare qui», dove tutte le cose sono splendore, gioia, beatitudine e giubilo. Restare qui dove l’anima rimane immersa nella pace, nella serenità e nelle delizie; qui dove Cristo mostra il suo volto, qui dove egli abita col Padre. Ecco che egli entra nel luogo dove ci troviamo e dice: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa» (Lc 19, 9). Qui si trovano ammassati tutti i tesori eterni. Qui si vedono raffigurate come in uno specchio le immagini delle primizie e della realtà dei secoli futuri”.
Rendiamo grazie a Dio, per la forza dell’Eucaristia che aumenta la nostra comunione con tutti nel Padre e nel Signore Gesù. Così usciamo da questa assemblea con Gesù che ci invita a “scendere” dal monte e si impegna a sostenerci perché facciamo buon uso della libertà, risorgiamo sempre dalle nostre cadute e aiutiamo i fratelli nella necessità a diventare “figli di Dio nel Figlio Gesù”, cioè a “risorgere da morte”. Il monte della gloria infatti è la meta a cui si giunge passando per il Golgota, il monte della croce. Dio si rivela totalmente e definitivamente in Gesù crocifisso e risorto: quello è il volto del Padre, il volto del suo amore per noi e in noi per tutti a sua immagine e somiglianza.
«Il pane del cielo che abbiamo ricevuto, o Padre, ci trasformi a immagine del Cristo, che nella Trasfigurazione rivelò agli uomini il mistero della sua gloria. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen».

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2);
contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es.,
La trasfigurazione:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: la trasfigurazione, la trasfigurazione, di persone in rapporto fra loro, e di Dio, fatto uomo come noi;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: la trasfigurazione, del Vegliardo e dell’Uomo che sale: del Figlio dell’uomo, sul Monte;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: la trasfigurazione, di Gesù alla voce del Padre sul monte che è Cristo, risorto da morte;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: la trasfigurazione, del battezzato rivestito di luce, a immagine del Cristo suo Capo;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: la trasfigurazione, dell’umanità in Cristo, in cui Dio si compiace: dei figli coeredi della vita eterna.

Preghiamo:
O Padre, che dalla nube luminosa hai fatto udire la tua voce: “Questi è il mio Figlio diletto: ascoltatelo!”; concedi che la luce del tuo volto risplenda sul mistero della Chiesa in ascolto. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).