06/11/2005 – T. ORDINARIO – ANNO A – 32 DOMENICA – 2005
Preparazione alla celebrazione della messa.
32ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno A – 6 Novembre 2005
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…!
Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti
(Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).
TESTI e MEDITAZIONE
TESTI
Antifona d’Ingresso Sal 87,3
La mia preghiera giunga fino a te;
tendi, o Signore, l’orecchio
alla mia preghiera.
Colletta
Dio grande e misericordioso, allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di te, perché, nella serenità del corpo e dello spirito, possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo…
Anno A:
O Dio, la tua sapienza va in cerca di quanti ne ascoltano la voce, rendici degni di partecipare al tuo banchetto e fà che alimentiamo l’olio delle nostre lampade, perché non si estinguano nell’attesa, ma quando tu verrai siamo pronti a correrti incontro, per entrare con te alla festa nuziale. Per il nostro Signore Gesù Cristo.. .
Prima Lettura Sap 6,12-16
La sapienza è trovata da chiunque la cerca.
DAL LIBRO DELLA SAPIENZA
La sapienza è radiosa e indefettibile,
facilmente è contemplata da chi l’ama
e trovata da chiunque la ricerca.
Previene, per farsi conoscere, quanti la desiderano.
Chi si leva per essa di buon mattino non faticherà,
la troverà seduta alla sua porta.
Riflettere su di essa è perfezione di saggezza,
chi veglia per lei sarà presto senza affanni.
Essa medesima va in cerca di quanti sono degni di lei,
appare loro ben disposta per le strade,
va loro incontro con ogni benevolenza.
Salmo Responsoriale Dal Salmo 62
HA SETE DI TE, SIGNORE, L’ANIMA MIA.
O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco,
di te ha sete l’anima mia,
a te anela la mia carne,
come terra deserta, arida, senz’acqua.
Così nel santuario ti ho cercato,
per contemplare la tua potenza e la tua gloria.
Poiché la tua grazia vale più della vita,
le mie labbra diranno la tua lode.
Così ti benedirò finché io viva,
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Mi sazierò come a lauto convito,
e con voci di gioia ti loderà la mia bocca.
Nel mio giaciglio di te mi ricordo,
e penso a te nelle veglie notturne,
a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
Seconda Lettura 1 Ts 4,13-18
Quelli che sono morti, Dio li raduna per mezzo di Gesù insieme con lui.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI TESSALONICESI
[ Fratelli, non vogliamo lasciarvi nell’ignoranza, circa quelli che sono morti, perché non continuiate ad affliggervi come gli altri che non hanno speranza. Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui. ]
Questo vi diciamo sulla parola del Signore: noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore, non avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti.
Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell’aria, e così saremo sempre con il Signore.
Confortatevi dunque a vicenda con queste parole.
Canto al Vangelo Cf Ap 2,10
ALLELUIA, ALLELUIA.
Sii fedele fino alla morte, dice il Signore,
e ti darò la corona della vita.
ALLELUIA.
Vangelo Mt 25,1-13
Ecco lo sposo, andategli incontro!
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell’olio in piccoli vasi.
Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro! Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade.
E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene.
Ora, mentre quelle andavano per comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa.
Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici! Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».
Sulle Offerte
Volgi il tuo sguardo, o Padre, alle offerte della tua Chiesa, e fà che partecipiamo con fede alla passione gloriosa del tuo Figlio, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla Comunione Sal 22,1-2
Il Signore è mio pastore, non manco di nulla;
in pascoli di erbe fresche mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Oppure: Lc 24,35
I discepoli riconobbero Gesù, il Signore,
nello spezzare il pane.
Anno A: Cf Mt 25,13
«Vegliate, perché non sapete né il giorno né l’ora
in cui verrà il Signore».
Dopo la Comunione
Ti ringraziamo dei tuoi doni, o Padre; la forza dello Spirito Santo, che ci hai comunicato in questi sacramenti, rimanga in noi e trasformi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore.
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MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant.Com.), con il dono di se stesso, attua in noi il messaggio dei testi biblici (cf TEMPO ORDINARIO ANNO A – 32ª DOMENICA – 10/11/2002); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (cf «criteri di meditazione» 15/08/2005).
Messaggio della Parola:
ECCO, IO VENGO A TE COME SPOSO, DICE IL SIGNORE.
Messaggio che ispira e attua Celebrazione e Vita.
1°. RITI D’INTRODUZIONE.
Signore, se siamo qui radunati, con il desiderio di ascoltare e fare la tua parola, è segno che tu ci accogli in comunità, ci lasci ancora la porta aperta e non ci dici quella brutta frase: “Non vi conosco”. Ciascuno di noi nella gioia di non essere escluso allora ti supplica acclamando: “La mia preghiera giunga fino a te”, Signore! L’esperienza di come si sta male lontano da te poi ci spinge ad aggiungere: “Tendi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera” (Canto d’ingresso). “Dio grande e misericordioso, allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di te, perché, nella serenità del corpo e dello spirito, possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio. Per Cristo nostro Signore. Amen” (Colletta). Rinnoviamo la nostra adesione al Signore con il segno della croce che richiama il nostro battesimo, e gli chiediamo di prepararci ad ascoltare e fare la sua parola, dicendo: Signore, Sapienza radiosa e inalterabile: abbi pietà di noi. Cristo, che ci fai attendere il tuo ritorno nella pace: abbi pietà di noi. Signore, che ci fai stare sempre con te, e ci rendi fedeli fino alla morte, perché giungiamo alla corona della vita: abbi pietà di noi.
2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Lo Spirito ci dispone ad ascoltare Gesù che conclude dicendo: Oggi si attua la Scrittura che udite con i vostri orecchi. – Richiamiamo la sua Parola per aderire a quanto lo Spirito oggi attua in noi.
VENGO COME SPOSO. LA SPOSA INTERESSATA SA GIORNO E ORA (cf Mt 25,1?13).
Raffiguratosi nella sua parabola come Sposo, Gesù cura ogni persona come sua Sposa. Ma questa non conosce di lui due cose in particolare, finché non è tutta dedita a lui, alla sua Parola. Non sa quando lo Sposo Gesù le fa la bella sorpresa di mostrarsi, anche se le è sempre presente; non intuisce di quanto amore Gesù la investe personalmente, come Sposo particolare di ciascuna persona e non di tutte in genere, cosicché una sposa non può sostituire l’altra: ciascuna persona individualmente deve procurarsi l’olio dell’ascolto della sua unica Parola.
Nella parabola di nozze non è nominata la sposa, e le giovani amiche non vanno incontro alla sposa ma allo sposo, perché rappresentano loro stesse la singola persona, la comunità, l’umanità intera che va incontro allo Sposo che viene. E lo Sposo non viene all’ora abituale, ma ritarda fino a mezzanotte, all’inizio cioè del giorno nuovo della risurrezione, e nello stesso tempo senza attardarsi un attimo.
Le dieci vergini, cinque stolte e cinque sagge (dieci = tutte le persone, nessuna è esclusa da questa alternativa), rappresentano due diverse categorie di fedeli. Le sagge (phronimoi, stesso termine in Mt 7,24, a conclusione del discorso della montagna, per indicare l’uomo saggio, phronìmo, chi costruisce la casa sulla roccia), rappresentano coloro che hanno ascoltato la Parola (fatto la Parola) e hanno nutrito il proprio cuore con l’olio della Parola. Le sagge sono sempre pronte per l’incontro definitivo con Cristo. E anche se dormono (cioè sono imperfette) il cuore veglia, e a un grido, a un fatto della storia, si rialzano, si rimettono in sesto, tendono a perfezionarsi, spinte dalla Parola. Le stolte non vi sono preparate, ma imparano come possono esserlo, se lo desiderano. Con tanti particolari (lampade accese, riserva di olio, sonno e risveglio, festa di nozze, porta chiusa) Gesù esprime da parte sua il suo vivo desiderio che tutti vegliamo e siamo pronti ad incontrarlo ed essere felici in comunione con lui nella gioia del banchetto eterno: che vegliamo nel fare la sua parola del discorso della montagna, riassunto da Gesù nelle parabole del Servo fedele (cf domenica scorsa) e dei talenti o del Padrone che dona tutto il suo amore diffusivo di se stesso (cf domenica prossima).
GESÙ CI PREVIENE, SI ANNUNZIA, MA SI FA CONOSCERE E SI DONA A CHI LO CERCA (Sap 6,12?16).
La Sapienza di Dio s’incarna, è Gesù di Nazaret. Bello, splendido, buono, allegro, luminoso, amabile. Chi desidera Gesù, lo trova, perché ci previene e suscita in noi il desiderio di seguirlo. Chi ascolta e fa la sua parola, acquista saggezza di vita. Gesù cerca e corteggia ciascuna persona, desidera di non essere respinto, a nostro bene. Bussa alla nostra porta per venire e fare dimora presso di noi con il Padre e lo Spirito Santo. Noi lo stringiamo, l’amiamo, ci attacchiamo a lui, sempre pronti a seguirlo dovunque ci porti.
Il libro della Sapienza ci suggerisce una riflessione a parte.
Oltre la sete di notizie che spinge l’uomo a cercare con metodo (scienza), c’è in ogni persona la tendenza verso la verità, la vera notizia che appare come la più bella, e che suscita amore, ricerca preferenziale (sapienza). La vera saggezza è la ricerca della vera notizia più importante, che sta a fondamento di tutte le altre verità, quindi non solo idee, ma anche fatti: storia. Chiamiamo “Signore, Dio” l’ideatore e autore del progetto della storia salvifica, cioè di ogni bene. Sapienza o Saggezza è quindi capacità di giudicare ed operare in modo conforme alla verità e alla volontà di Dio. Saggio è chi ama e cerca la verità, Dio (cf. Sir 14, 20-27) che oggi si rivela come Sposo, non la somma di molte conoscenze scientifiche, ampie, precise eccetera. Saggio è chi fa propri i pensieri di Dio e i desideri della sua volontà. Saggio è colui che possiede la conoscenza, l’esperienza dell’amore di Dio e, alla luce di questo amore, giudica tutta la storia umana, la propria vita, le proprie decisioni, e opera secondo tale valutazione.
Ci sono persone di poche conoscenze scientifiche, perfino analfabete, che sono sagge perché cercano la verità e hanno esperienza di Dio. E vi sono persone intellettuali, ricche di conoscenze scientifiche che non hanno la sapienza del cuore: non conoscono, non amano Dio né la sua volontà. Ci sono infine persone che hanno scienza e sapienza ben coordinate alla vita di Dio. San Paolo dice: “Non sono io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20), e san Benedetto nella Regola (RB 72) pone il principio assoluto: “Nulla più caro di Cristo”. Di lui si dice che “si ritirò dal mondo, con l’ignoranza di chi sa troppo bene, e con la sapienza di chi non vuol sapere” (Ufficio delle letture, Responsorio).
HA SETE DI TE, SIGNORE, L’ANIMA MIA (Salmo 62/63).
Signore mio Dio, quando ti prego nella liturgia celebrata dal tuo popolo riunito, la mia anima si disseta: rimani nel ricordo, alimenti in me la nostalgia di te e mi riempi di allegria. Se tu sei con me, non mi manca niente. Come una mamma con il suo piccolo, mi prendi per mano. Come un’aquila con il suo cucciolo, mi proteggi. Desidero seguirti ovunque, perché tutto il mio essere umano (anima, carne, occhi, bocca, mani…) è proteso verso di te, Dio, oggetto del mio amore e del mio desiderio, sorgente di gioia, sicurezza e aiuto.
CRISTO BRAMA DI FARCI ENTRARE NELLA SUA VITA DI RISORTO (1Ts 4,13?18).
Cari fratelli, voglio che sappiate bene quello che succede sin d’ora fino a dopo la morte. Andiamo a Dio come ad un appuntamento da lui stesso preparatoci. Voi quindi, non preoccupatevi. Siate sempre pronti a seguirlo. Gesù ci guida bene: sarà come partire con Lui, per una festa bellissima! Le nostre persone care, gli amici che sono morti, ci hanno preceduto a questa festa d’incontro con Cristo che è morto e risorto, e “di nuovo verrà nella gloria, per giudicare i vivi e i morti”. Quindi non solo quelli che saranno ancora in vita al momento del ritorno del Signore, ma anche i nostri cari che sono già “morti in Cristo” avranno parte alla vita del Risorto. Tutti “allora saremo sempre con il Signore”. L’Apostolo Paolo conferma a noi come ai tessalonicesi questa speranza, che è il punto di arrivo della vita cristiana.
Infatti, mentre nella vita tutto è possibile: ritardi e rimandi, cadute e riprese, c’è un momento che per natura sua è unico, determinante, irripetibile, decisivo, cosicché o sei pronto a quel momento oppure non ci sono appelli e possibili ripetizioni. Gesù dice nella parabola che quel «momento» è lui, lo Sposo, partecipare alle nozze dello Sposo, in questa vita. La morte chiude ogni possibilità. Senza l’olio della sua Parola ascoltata e fatta non si può entrare nella comunione con Cristo (cf domenica 34ª p. v.). Le porte vengono chiuse, perché lo sposo è arrivato definitivamente al momento della morte. Gesù dice con questa parabola: prendi coscienza di tanti momenti decisivi che ti offro nella tua vita. Preparati, fatti trovare pronto. Ti faccio intuire e comprendere in vari modi il valore decisivo di rimanere in me. Accetta la capacità che ti do di deciderti definitivamente per me appena mi incontri.
O Dio, la tua sapienza va in cerca di quanti ne ascoltano la voce, rendici degni di partecipare al tuo banchetto e fa’ che alimentiamo l’olio delle nostre lampade e siamo pronti a correrti incontro, per entrare con te alla festa nuziale. Per Cristo nostro Signore. Amen.
3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
L’assemblea celebra ogni eucaristia nell’attesa della venuta di Gesù Cristo nostro salvatore, del suo ritorno glorioso (credo), e non si stanca di invocare: “Vieni, Signore Gesù!”. Nel corso della cena della sua ultima Pasqua Gesù stesso ci ha lasciato il segno del pane e del vino come pegno della partecipazione al banchetto che egli condividerà con i suoi nel regno del Padre suo (Mt 26,29). Lo chiediamo per tutti al Padre nella preghiera dei fedeli e preghiamo: Ascoltaci, o Signore.
In ogni Eucaristia abbiamo ripetuto la nostra offerta del pane, del vino, dell’acqua e di altri doni come segno della nostra disponibilità a partecipare al dono che Gesù fa di se stesso a tutti. Alla fine ormai dell’anno liturgico, questa domenica trentaduesima e la prossima domenica del tempo ordinario, anno A, prendiamo coscienza che il mistero della venuta di Cristo come Sposo sta al centro: è il compimento di tutta la storia della salvezza. Dopo aver ascoltato la Parola, come le giovani sapienti, ci teniamo pronti ad accoglierlo in questa Eucaristia e nei fatti della vita quotidiana che gridano la sua personale venuta. Desideriamo entrare con lui nella sala del banchetto, che lui stesso ci ha preparato, come ha detto: “Vado a prepararvi un posto”. L’attesa stimola in noi attenzione e vigilanza. Come l’amata del Cantico dei cantici stiamo all’erta per scorgere, al minimo segno, l’arrivo dello Sposo Gesù, e preghiamo: “Volgi il tuo sguardo, o Padre, alle offerte della tua Chiesa, e fa’ che partecipiamo con fede alla passione gloriosa del tuo Figlio, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore. Amen.
4°. LITURGIA EUCARISTICA..
Ringraziamo e benediciamo il Padre in Gesù.
Grazie, Padre, per il tuo Figlio: è lo Sposo che cerca d’introdurci al banchetto della tua vita. Per questo si dona liberamente alla sua passione e viene verso di noi Risorto a mezzanotte, quando nessuno si aspetta una tale sorpresa, e quando la sposa viene istruita dal tuo Spirito ad attenderlo vigilante. Grazie che per pura tua gratuità ci concedi l’ascolto e l’operosità, suscitate in noi dalla Sapienza.
Gesù diviene il vero Pane.
Ora, Padre, manda lo Spirito a perfezionare l’opera di Gesù nel mondo e compiere ogni santificazione: rendere presente lo Sposo Gesù a noi e noi a lui. Associati al suo sacrificio ripetiamo l’acclamazione: “Annunziamo la tua morte, o Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta”. Si attua sempre più la partecipazione a quel banchetto che Gesù condivide con noi nel regno del Padre suo. Ce ne ha lasciato la caparra nel corso dell’ultima cena nel segno del pane e del vino. E ora si attua come ha comandato di fare dicendo: “Fate questo in memoria di me”.
Gesù offre se stesso.
In noi, Padre, si offre a te Gesù, Sapienza che c’ispira il tuo amore per i fratelli: ci rende assetati di valori presenti nel mondo e negli altri, ci apre con attenzione alle necessità di quanti ci stanno intorno. Siede alla nostra porta in attesa che ci leviamo per lui di buon mattino. Mediante noi Gesù si rende presente di notte ad altri, come ora ci fa celebrare l’Eucaristia nell’attesa della sua venuta.
Gesù intercede.
Per tutta l’umanità Gesù intercede. Tutti, Padre, accogli in Cristo, come lampade ardenti, splendenti e calorose. Fa’ che prendiamo sempre più coscienza che è necessario procurare l’olio dell’amicizia di Cristo prima di addormentarci. Noi speriamo che in questa Eucaristia tu raduni per mezzo di Cristo quanti sono morti. Attingendo alle realtà sante, già viviamo in comunione coi santi.
Gesù loda.
A te, Padre, ogni onore e gloria, dall’umanità commensale alla festa di nozze del Figlio tuo. Per mezzo di Cristo, con Cristo e in Cristo noi ora ti lodiamo e ti benediciamo senza fine. Gesù infatti è la tua Sapienza che riempie tutta la terra, dal cuore degli uomini alle bestie e a tutta la creazione, in attesa di lodarti per la liberazione di tutti noi tuoi figli, divenuti segno della tua presenza.
5°. RITI DI COMUNIONE.
Ogni celebrazione dell’eucaristia anticipa sacramentalmente la grande processione che avanza verso la sala del banchetto nuziale. Il Signore è già qui. Lo accogliamo ricevendo il pane e il calice, sacramento della vita eterna e del regno nuovo. Si preparano con noi anche quelli che ci hanno preceduto nella morte. Insieme a noi e come noi essi attendono, nella speranza, il segnale che allora è dato dalla voce dell’arcangelo: “Ecco lo sposo, andategli incontro!”. Noi gli aderiamo, crediamo, ascoltiamo la sua Parola. Si aprono le porte della sala del banchetto, entriamo tutti insieme, celebriamo nella gioia le nozze dell’Agnello, prendiamo Gesù sacramentalmente, efficace antidoto contro la morte e le distruzioni in vari campi della nostra storia.
La Sapienza prepara il banchetto e riempie i partecipanti perché siano in grado di operare sapientemente alla ricerca continua della stessa Sapienza, che cerca di formare persone degne di lei. Quanti l’accogliamo, diciamo: “Il Signore è mio pastore, non manco di nulla; in pascoli di erbe fresche mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce”. La Sapienza ci fa andare incontro agli altri come incontro allo Sposo che s’identifica con quanti incontriamo. Come riconosciamo Gesù, il Signore, nello spezzare il pane, così lo riconosciamo nei fratelli che incontriamo.
Ti ringraziamo dei tuoi doni, o Padre; la forza dello Spirito Santo, che ci hai comunicato in questi sacramenti, rimanga in noi e trasformi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore. Amen.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., Le nozze:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: le nozze, come incontro dello sposo con l’umanità;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza le nozze, come accoglienza e attuazione d’ispirazioni interiori;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: le nozze, come incontro fra Dio e uomo in Gesù;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: le nozze, come accoglienza ed esecuzione delle ispirazioni interiori;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. le nozze, come comunione fra tutti quelli che sono di Cristo.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).