08-01-2011-Battesimo-del-Signore

08/01/2011 – INCONTRO ANIMATORI – GRUPPO LITURGICO PARR –

Traccia dell’incontro
per animatori «gruppo liturgico parrocchiale»

otto Gennaio 2011 – 2° sabato del mese.
“Figlioli, nessuno v’inganni: Chi pratica la giustizia è giusto com’egli (Gesù) è giusto” (1Gv 3,7).
Cfr «Insieme nella messa», I lettura, p. 24.

Chi è giusto come Gesù di fronte al Padre? Chi “celebra” la messa nel rito e nella vita.
Un cristiano ne comprende immediatamente il senso e può rispondere chiaramente alla domanda «chi è giusto», rifacendosi al centro della liturgia: la celebrazione eucaristica, fonte e culmine della vita. Vediamo la:
Domenica del battesimo di Gesù, anno A. Cerniera fra fine tempo natalizio e inizio tempo ordinario o Base.
Vangelo. Tre scene: Gesù al Giordano. Dialogo fra Gesù e Giovanni Bat. Scende lo Spirito, voce del Padre.
1. Gesù va al Giordano. In Galilea giunge voce di GvB che grida nel deserto. Gesù l’accoglie come rivolta a sé. qLegge il fatto alla luce delle profezie di Isaia sul servo di Iavè. Va con gli altri; dalla Galilea va al Giordano per essere battezzato da Gv. Gesù, senza peccato, si sente parte d’un’umanità peccatrice. Vuole prenderla su di sé; con quel battesimo, significativo di conversione; per questo è venuto dal Padre, come Dio fatto uomo (natale); in tutto simile a noi: vuole orientare tutta l’umanità verso Dio suo Padre. Non con un semplice desiderio interiore; bensì con i fatti, pubblicamente. Così è Via vera e vitale al Padre suo e nostro.
2. Giovanni Bat. capisce tutto: è proprio lui, Gesù, il più forte, il più grande in dignità, è lui che deve venire dopo di me: a battezzare nello Spirito Santo, a dare lo Spirito. Allora, conclude Giovanni, logicamente e con disponibilità: non è proprio possibile che il più forte si faccia battezzare dal più debole, il più grande dal più piccolo, chi non ha bisogno di purificazione da chi ne ha bisogno: e Gv si oppone alla richiesta di Gesù. Ma Gesù ha fatto la sua prima scelta pubblica in pieno accordo con quella fatta entrando nel mondo: “Ecco, io vengo, o Dio, per fare la tua volontà” (cfr Ebr 10,5), cioè “ogni giustizia”; e dice a Giov.Bat.: sì, tu hai ragione, Giovanni, in tutto ciò che pensi di me; ma, proprio per questo che per me, vivere secondo Dio = «secondo Giustizia», significa rendermi «in tutto simile ai fratelli» (cf Ebr 2,17). Ogni persona umana diventa così «giusta» come me davanti al Padre mio, agendo «in mia persona». Quindi, continuiamo nella nostra missione: tu a battezzare, e io ad abbassarmi:

“Conviene che compiamo ogni giustizia”. «Allora egli lo lasciò fare». – Un giorno, dopo la consacrazione Eucaristica del pane e del vino, Gesù dirà ancora ai suoi discepoli: “Fate questo in memoria di me”, rendendo tutti giusti, come lui è giusto: vivendo in lui.
3a. “Ecco”, lo Spirito Santo scese su Gesù, e scese «in forma di colomba» (Gen 1,2), [la colomba richiama il modo di scendere di Gesù, non la sua persona]: in Gesù ha inizio la nuova creazione, quella che è secondo Dio. Scese su Gesù per instaurarlo, come uomo, soggetto capace di una missione.
3b. “Ecco”, Il Padre: per dire che si tratta di una rivelazione divina rivolta a tutti noi, parla in terza persona, come nella profezia d’Isaia, rendendo noi destinatari dell’ascolto:

“Questi è il Figlio mio l’amato: in lui mi son compiaciuto”; è già storia della chiesa: “Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret”, capo e membra (Atti 10,37, II lett.).
Prima Lettura (Vang↔1Let: impegno per noi quest’anno). Richiama esplicitamente «il Figlio mio = l’Uguale a me», lo chiama “Servo”:
“Ecco il mio Servo che io sostengo, il mio eletto: di lui mi compiaccio” (Is 42). Il Padre approva la scelta di Gesù, affidandogli la missione del Servo, Ministro, grande titolo onorifico: dovrà dare la propria vita per liberare il suo popolo dai peccati (Is 53). La vita di Gesù è delineata con tutta chiarezza (Tre volte == certezza di: Diritto) è ripetuto nella prima lettura: Gesù “porterà il ‘diritto’ alle nazioni”, “proclamerà il ‘diritto’ con verità”, “non verrà meno e non si abbatterà, finché non avrà stabilito il ‘diritto’ sulla terra”. Il dono della giustizia di Dio [dono d’una storia umana corrispondente al piano d’amore del Padre] diventa Diritto per l’uomo, operato da Gesù, in quanti vivono nella persona di Gesù. Colletta.
“Padre, che dopo il battesimo nel fiume Giordano.
proclamasti il Cristo tuo diletto Figlio, mentre discendeva su di lui lo Spirito Santo,
concedi ai tuoi figli, rinati dall’acqua e dallo Spirito,
di vivere sempre nel tuo amore”.
Il battesimo ci abilita ad agire in persona di Gesù. Quindi, alla domanda: “Chi celebra?”. L’enciclica Mediator Dei 75 risponde: “Il solo sacerdote [ministeriale, che presiede l’Eucaristia] compie la «consacrazione», mentre tutti i fedeli compiono l’oblazione del sacrificio”; Sacrosanctum Concilium 26 risponde:
“Tutte le celebrazioni liturgiche sono «celebrazioni della chiesa» e appartengono all’intero corpo della chiesa e lo implicano”, [tutti agiscono in persona di Cristo, «ciascuno secondo la propria diversità degli stati, degli uffici e dell’attuale partecipazione»]; il Catechismo della chiesa cattolia, 1138-1142, riportando il testo succitato del concilio, risponde:
“Nella liturgia celeste, tutta la creazione, tutti i santi e tutti i salvati; nella condizione terrestre e sacramentale è tutta la comunità, il corpo di Cristo unito al suo Capo, che celebra”. In conclusione:
“Tutta l’assemblea è ‘liturga’, ciascuno secondo la propria funzione, nell’unità dello Spirito che agisce in tutti”. È l’esplicitazione più esatta e profonda di SC 26.
– Gesù celebra nel rito la sera del giovedì santo e in tutta la giornata della sua passione, morte, risurrezione (Giovanni); e continua in tutti noi.