08-09-2002-Ordinario-A-dom23

08/09/2002 – T. ORDINARIO – ANNO A – 23 DOMENICA – 2002

XXIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno A – 8 settembre 2002

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio
e dello Spirito santo. Amen.

Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE

MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce della chiave il versetto al vangelo.

Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa io grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); così nel dialogo, alla comunione, mi dici chi sei e cosa fai oggi in noi (Antifona alla Comunione):
Se tuo fratello commette una colpa, và e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolta avrai guadagnato tuo fratello.

Se commette una colpa, ammoniscilo; avrai guadagnato tuo fratello.
Voi siete i miei fratelli, compràti a caro prezzo: mio guadagno, partecipi della mia angoscia per il fratello: “il Padre non vuole che neppure uno di questi piccoli si perda”; continuo in voi la mia ricerca della pecorella smarrita (18,1-14: brano che precede). Oggi mi rendo presente in atto di realizzare il progetto del Padre: “riconciliare il mondo in Cristo, affidando a voi la parola della riconciliazione”, cioè affidando a voi me stesso; nel simbolo di una sentinella che veglia sulla sicurezza dell’accampamento o della città. Arriva il pericolo, la sentinella provvede alla difesa. Io sono la sentinella. Con le armi della misericordia trasformo i peccatori in discepoli, e li faccio missionari della stessa misericordia. Alla comunione ora vengo in te e tu diventi “parola di Dio” per il fratello, sei “mio corpo donato” per lui.
In mezzo a voi io sono la sentinella della casa del Padre: io vedo il peccato del fratello con i tuoi occhi. “Gesù disse ai suoi discepoli: Se (dato che) tuo fratello pecca”, cioè non cerca che “neppure uno di questi piccoli si perda”, come tu pecchi nello stesso modo, tutti e due peccate: la chiesa è fatta di peccatori salvati, come Simon “Pietro”, Levi “Matteo”. Nessuno può dire: Io non ho peccato. – Mi faresti bugiardo; io infatti “sono venuto perché non c’è un giusto sulla terra”. Io solo ho potuto dire: “Chi mi può accusare di peccato?”. Anche Maria, l’Immacolata, è tale “in previsione dei miei meriti”.
In mezzo a voi io sono la sentinella della casa del Padre: trasmetto il suo condono tramite te: “Và e ammoniscilo (tuo fratello) fra te e lui solo”. Se colui che tu vedi peccare è tuo fratello, se è nella comunità di peccatori salvati come te, egli è amato dal Padre come te; e te lo ricorda con il suo peccato. Ora il Padre ti fa grande: ti fa partecipe del suo amore verso il tuo fratello, suo figlio; come egli ha fatto partecipe del suo Amore un altro fratello per raggiungere te; e anche quello è stato preceduto da un altro: il peccato di tuo fratello è solo occasione, strumento che ti ricorda tutto questo. Nella chiesa, comunità di peccatori salvati, tu sei un fedele che, dopo il peccato, ha scoperto il condono del Padre in me; cioè, hai visto nella tua storia personale come il Padre ti ha sempre amato; egli mai si è sentito offeso da te, suo figlio; anzi il Padre ti ama come me, suo unico Figlio prediletto. Animato da tale amore, ti metti a mia disposizione: accetti di essere mia lunga mano, perché il tuo e mio fratello sia costantemente raggiunto dall’amore del Padre come te, nello stesso rapporto personale che hai sperimentato e scoperto tu nella tua esistenza. Quindi, prima incontri tuo fratello a tu per tu, nel mio amore, con il minimo dolore possibile; poi vai con chi ha sperimentato l’amore del Padre come te; in fine con l’aiuto di tutti i membri della comunità: uno li presiede in mia vece, con la misericordia. La mia comunità rivela il mio amore per la pecorella smarrita; ciascuno vi entra accettando di essere amato da me come una pecorella: “Chiede la misericordia di Dio e la vostra fraternità”. Ogni fratello è invitato e accolto così.
In mezzo a voi io sono la sentinella della casa del Padre: non mi arrendo davanti al fratello ribelle: “Se ti ascolterà, avrai guadagnato il fratello; se non ascolterà neanche l’assemblea, sia per te come una pagano e un pubblicano”: quando un fratello ribelle e refrattario alla grazia è relegato fra “quelli di fuori”, “pubblici peccatori”, allora io mi riavvicino a lui tramite te, come alla pecorella smarrita, come al pubblicano Matteo, seduto al banco delle imposte. Allora io continuo ad amarlo “quando è ancora peccatore”, “il più piccolo”, il più bisognoso: come il paralitico impossibilitato a muoversi. Chi accoglie la mia parola di riconciliazione, si accosta a lui da buon samaritano: rinnega se stesso prendendo il posto della sua persona, si fa carico del suo peso prendendo su di sé la sua colpa, e lo porta a me; troverà sollievo.
In mezzo a voi io sono la sentinella della casa del Padre: vinco comunicando il potere della mia misericordia ai discepoli. “In verità vi dico: tutto quello che legherete e scioglierete sulla terra sarà legato e sciolto anche in cielo”: cioè vi do la mia possibilità di perdono, ratificato in cielo. Nella mia comunità continua il peccato, ma “sovrabbonda la grazia” che si moltiplica in ogni fratello, guadagnato dalla misericordia nella fraternità d’un rapporto personale. Incontri il fratello nell’intimo, quando lo Spirito ti lo fa tornare alla mente nella sua situazione; lo incontri all’esterno, quando si presentano i momenti predisposti da una storia piena di “affabilità” (Filip 4,5).
In mezzo a voi io sono la sentinella della casa del Padre: rivelo la mia misericordia e guadagno il fratello mediante l’unione fraterna della comunità: comunità di “due o tre” persone. “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”. Non è possibile che “due” persone “sopra la terra si accordino per domandare qualunque cosa”! Questo fatto di “cielo sulla terra” si può realizzare solo “nel nome” o nella persona del Signore: solo “in Gesù” è possibile, e solo “due persone” sono sufficienti, che si realizzi il cielo sulla terra; con tre caratteristiche: 1.“Accordarsi; 2. “Nel domandare”; 3. “Qualunque cosa”. “Si accordano” due persone che hanno un unico interesse; si accordano su “qualunque cosa” quando l’interesse comune abbraccia tutto; la riconciliazione del fratello con il Padre abbraccia tutto il bene, il Padre ne suscita “la domanda” perché la vuole concedere.
Fa che ascoltiamo, Signore, la tua voce..

Se commette una colpa, ammoniscilo; avrai guadagnato tuo fratello.
Vale per tutto il popolo ciò che vale per un fratello:
La riconciliazione è iniziativa dell’Amore di Dio
“Così dice il Signore: Io ti ho costituito sentinella per gli Israeliti”. Non è tua iniziativa essere profeta per il mio Popolo: non vivi per te e non parli in nome tuo, ma “ascolterai, e riferirai, una parola dalla mia bocca”. – Gesù è la parola dalla bocca del Padre, e rivela fedelmente il suo Amore.
L’Amore di Dio è per tutto il popolo: Il popolo ha un nome che si è guadagnato: “Empio” perché non ascolta; ma tu non devi distinguere fra chi è disposto ad ascoltare e chi non lo è, perché lo “avverti da parte mia”, parli in nome dell’Amore sempre aperto a tutti. – Gesù dice: “Non sono venuto per condannare, ma per salvare il mondo!”.
L’Amore di Dio è per ciascuna persona del popolo: mira al guadagno anche di uno solo, e crea un fratello profeta a disposizione di un “empio”, sempre libero ad accogliere l’Amore: “Se tu non parli…, della sua (dell’empio) morte chiederò conto a te”. Israele è attratto dall’Amore grande e liberale di un Dio, che ha a cuore la vita di un peccatore come Caino (Gn 4,15s), e “non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva (18,32)”. – Gesù dice: “Non sono venuto per i giusti, ma per i peccatori”.
Fa che ascoltiamo, Signore, la tua voce..

Se commette una colpa, ammoniscilo; avrai guadagnato tuo fratello.
L’amore per il tuo fratello è “un debito”: “Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore vicendevole”. Chi è amato da Dio in Gesù “quand’è ancora nemico”, ha verso Dio il debito di amare il fratello come Dio lo ama; e lascia che Gesù si serva di tutti i suoi beni, ricevuti, per attirare il fratello nell’amore, e correggerlo rendendolo capace dello stesso amore.
L’amore per il tuo fratello adempie la volontà del Padre: “Pieno compimento della legge è l’Amore”, dono perfetto che unisce mente e cuore dei fedeli nell’unico interesse del Padre: riconciliare il mondo in Cristo, affidando a noi Gesù, Parola di riconciliazione, riconosciuta dal fratello come voce di Dio stesso in noi che lo amiamo.
Fa che ascoltiamo, Signore, la tua voce.

PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica del Vers. Resp., Fa che ascoltiamo, Signore, la tua voce,.
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
che ci doni per riconciliare in lui il mondo;

attualizzazione: consacrazione Ora, Padre, manda lo Spirito:
che ci doni perché abbiamo in lui qualunque cosa ti chiediamo;

offerta: nostra in Cristo al Padre In noi, Padre, si offre a te Gesù:
pieno compimento dell’amore, compendio di tutta legge;

intercessione: per tutti vivi defunti Tutti, Padre, accogli in Cristo:
da lui rinnovati e resi sensibili alla sorte del fratello;

lode finale: esplosione dei sentimenti A te, Padre, ogni onore e gloria:
dall’umanità nutrita della parola, rinnovata da Gesù pane vivo: partecipe della sua vita.

CONTEMPLAZIONE
In cinque tappe il Padre convoca i credenti in Cristo nella chiesa (v. LG 2). Contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., La Correzione fraterna:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione:
correzione fraterna, di chi cerca il bene del fratello;

figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza
correzione fraterna, di Dio che cerca il bene d’Israele mediante il profeta;

compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi:
correzione fraterna, di Dio che in Cristo riconcilia a sé il mondo;

manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso:
correzione fraterna, dei fedeli che ricevono da Dio Gesù-Parola di riconciliazione;

completa, alla fine, nella gloria della Trinità.
correzione fraterna, di chi cerca in tutti la riconciliazione con Dio.

Preghiamo:
O Padre, che riconcili a te il mondo in Cristo e affidi a noi Gesù, Parola di riconciliazione; fa che ascoltiamo la tua voce. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).