09-02-2005-Quaresima-Ceneri

09/02/2005 – QUARESIMA – CENERI – 2005

Preparazione alla celebrazione della messa.

MERCOLEDÌ DELLE CENERI.
9 Febbraio 2005

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE.

MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
Le meditazioni del 2001-4 rileggono i testi biblici alla luce del Vers. al Vang. e Antif. alla Com.
Dall’Avvento del 2004: Il messaggio della Parola ispira e carica i vari momenti della Celebrazione.
Vedi metodo in: LETTURE o MEDITAZIONE – tempo ordinario – 1ª domenica anno A 2005.

Messaggio della Parola Mercoledì delle Ceneri 2005:
– Vangelo (Mt 6,1-6.16-18). Oggi non indurite il vostro cuore, ma ascoltate la voce del Signore. – È autentica l’esistenza vissuta per Dio, senza «pubblicità». Con l’elemosina lasci che Dio usi misericordia verso i poveri, sono espiati i tuoi peccati, entri nel gaudio del tuo Signore. Con la preghiera Dio ti unisce a sé e tu ti affidi a lui: vera perversione sarebbe farne occasione di vanità. Riconosci che dipendi da Dio, e allora mangi con lo Sposo Gesù; digiuni fino a quando ti rimetti totalmente al Padre, come Gesù dopo le tentazioni: il Padre vede nel segreto, e si rallegra per te.
– Prima Lettura (Gl 2,12-18). Ritornate a me! Vivete per Dio. Adamo s’è nascosto dalla mia presenza. Tu non lasciarti attirare dai miei beni più che da me, Datore d’ogni bene. Dà segni che preferisci il tuo Dio; sperimenterai il perdono come segno che Dio è con te. Parteciperai alla liturgia penitenziale comune, dichiarando per bocca dei sacerdoti la tua debolezza umana e l’onore di Dio; io ti mostro la mia «compassione», le mie «viscere di misericordia», «l’amore geloso» che mi lega al mio popolo.
– Signore, Rendimi la gioia di essere salvato. Tu ami tutte le creature, e nulla disprezzi di ciò che hai creato; a te io chiedo: Aiutami a porre su di te tutta la mia attenzione.- E il Signore risponde:
– Lasciatevi riconciliare con Dio. Io prendo l’iniziativa, e pago il prezzo della vostra riconciliazione: Cristo innocente, Servo del Signore, s’identifica con il peccato, si offre in sacrificio sulla croce, vi ristabilisce nella giustizia e nella santità di Dio. Siete beneficiari della mia grazia. Accoglietela: non lasciate passare invano questo «momento favorevole».

Il Messaggio della Parola ispira e carica i vari momenti della Celebrazione.
UMILI E RICONOSCENTI DAVANTI A DIO.

Umili e riconoscenti per una grande sorpresa: fare festa «celebrando un digiuno» (Ingresso).
Prendiamo atto che siamo qui riuniti: attirati da Cristo, come api al loro favo di miele e alla loro regina, digiunando da tutto il resto. Lasciamo da parte noi stessi e tutte le cose per seguire Cristo in persona del sacerdote e rappresentato dall’evangeliario in atto di procedere maestoso dal fondo della chiesa verso il centro, l’altare, la mensa, il dono di se stesso. Cantiamo all’unisono l’ingresso: «Tu ami tutte le creature, Signore,
e nulla disprezzi di ciò che hai creato; tu dimentichi i peccati di quanti si convertono e li perdoni, perché tu sei il Signore nostro Dio». – Ci troviamo d’accordo, aumenta la nostra disponibilità alla comunione con lui e fra noi, perché digiuniamo da ogni altro interesse, scegliendo lo Spirito di Cristo Signore. È una festa nel digiuno. Non ci sentiamo depauperati lasciando la superficialità di gioie e occupazioni effimere, accettando di essere riuniti dallo Spirito. Ci sentiamo piuttosto sollevati dal peso di zavorra senza valore, proviamo consolazione nell’usare bene il tempo a favore della parte migliore che non ci sarà tolta. È già in atto un riflesso della gioia pasquale che ci attende completa alla fine. Fin d’ora offriamo un volto quaresimale «lieto e profumato» di solidi motivi, sperimentali ed evidenti.

Umili per la nostra piccolezza, riconoscenti per il dono della vita divina (Imposizione delle ceneri).
Tutta la celebrazione è pervasa da questo digiuno fecondo, evidenziato dalle letture e dall’imposizione delle ceneri. Le letture ripetono: “Ascoltate la voce del Signore”, “ritornate a me”, “lasciatevi riconciliare con Dio”. Accogliendo l’invito noi ci accostiamo all’imposizione della cenere sul nostro capo, come segno che riconosciamo la nostra piccolezza, e nello stesso tempo un’esigenza di vita piena senza fine; rispondiamo allora sicuri: “Signore, Rendimi la gioia di essere salvato”.

Umili peccatori pentiti, siamo dei perdonati riconoscenti (Preghiera dei fedeli).
Il Sacerdote in persona di Cristo invita il popolo alla preghiera.
Nutriti dalla Parola di Dio e dal nostro gesto di adesione lasciandoci imporre la cenere sul capo, diciamo: Siamo uomini fragili, soggetti al peccato e alla morte. Ma sappiamo di essere amati da un Padre che preferisce la conversione alla morte del peccatore. Lo preghiamo allora con piena fiducia:

– Non solo adesso ma sempre noi siamo fragili e pecchiamo. Ricevendo ora le ceneri, riconosciamo il nostro bisogno di conversione, e l’infinito amore del nostro Creatore. Questo gesto all’inizio della quaresima segni l’avvio di una vita nuova, attenta alla tua Parola, o Dio, e al servizio degli altri…
– Condividendo ciascuno nel suo piccolo con gli altri ciò che siamo e abbiamo, non perdiamo ma acquistiamo benessere e gioia, perché tutto l’organismo della famiglia umana riscopre comunione, aiuto e attenzione. Quanti sono beneficiari della nostra condivisione vedano in noi l’opera tua, o Signore, e siano spinti a loro volta alla condivisione con gli altri…
– Non solo individualmente ma tutta la chiesa, tutta l’umanità è chiamata a crescere nel tuo amore, o Dio, verso gli altri. In questo tempo favorevole la nostra testimonianza renda più visibile la tua presenza di Signore e di Guida in mezzo al tuo popolo…

In persona di Cristo, garanzia che la comunità è esaudita, ora il Sacerdote conclude la preghiera:
Tu, Signore, hai disposto per noi questo giorno di Grazia, e con la tua Parola ci hai suggerito di chiederti ciò che tu ci vuoi donare; esaudisci la nostra preghiera, concedici di ritornare a te con tutto il cuore, donaci la gioia di essere tuoi amici. Per Cristo nostro Signore. Amen. –
La preghiera dei fedeli rimanda alla Preghiera Eucaristica con il suo quarto momento: l’«intercessione».
Umili e riconoscenti, Chiesa pellegrina sulla terra, c’incamminiamo verso la pasqua (intercessioni).
L’Eucaristia rende presente Gesù in atto di donare se stesso per tutti. E prosegue: «Per questo sacrificio di riconciliazione dona, Padre, pace e salvezza al mondo intero. Conferma nella fede e nell’amore la tua Chiesa pellegrina sulla terra: il tuo servo e nostro Papa Giovanni Paolo, il nostro Vescovo, tutto il clero e il popolo che tu hai redento. Ascolta la preghiera di questa famiglia, che hai convocato alla tua presenza» (intercessioni).
All’inizio della quaresima intraprendiamo un cammino verso la piena partecipazione alla pasqua di Gesù. Camminiamo alla luce della Parola di Dio che ci trasforma: c’investe un flusso di vita. Poveri e mortali passiamo gradualmente alla ricchezza di vita immortale. Gesù si offre per tutta la chiesa celeste e terrestre. Vivi e defunti partecipiamo alla redenzione e alla salvezza che Gesù ci acquista per mezzo del suo corpo e del suo sangue.
Da una Eucaristia all’altra, con il dono che Gesù fa di se stesso, impariamo a donare noi stessi, intercedendo per tutti «con Cristo, per Cristo, in Cristo» (dossologia finale o pienezza di lode). Lo Spirito ci spinge a somigliare progressivamente al nostro capo Gesù. Camminiamo sotto la Forza e la Luce che c’identificano con lui. Consapevoli che non escludiamo nessuno dalla nostra preghiera d’intercessione in Cristo per tutti, abbiamo un segno che Gesù ci fa «simili» a lui, Figlio di Dio: diveniamo figli nel Figlio. Facciamo pasqua digiunando dai nostri risentimenti. Sperimentiamo un’esistenza libera e leggera, sorridente e aperta di figli straordinari.

Umili e riconoscenti, ci rivolgiamo al Padre che vede nel segreto (Padre nostro).
Gesù ci parla del Padre suo che con lui è in noi, nel più interno del nostro intimo, e conosce il nostro cuore, mentre facciamo ogni cosa, riassunta nell’elemosina, nel digiuno e nella preghiera. Gesù dice: «Tu, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà». Paolo precisa: «Noi nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare (al Padre), ma lo Spirito viene in aiuto alla nostro debolezza», e «lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; e colui (il Padre) che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio» (Rom 8,26s). Gesù, meglio di tutti, ci può insegnare come rivolgerci al Padre: come lui stesso gli parla da Figlio a Papà. E dice: “Quando pregate, dite: Padre nostro”. Tutta l’assemblea allora, fedeli e sacerdote presidente, un solo cuore e una sola voce, unanimi cantiamo: «Padre nostro!».

Umili e riconoscenti, ci prepariamo alla comunione (Agnello di Dio).
Ci accostiamo a Gesù che ha detto: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi ristoro”. Prendiamo coraggio, rispondiamo all’invito, accogliamo in noi stessi Gesù in Persona. «Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio». Non abbiamo più la mente rivolta a noi stessi. La nostra indegnità non conta più. Ci rendiamo conto di una gioia infinita per un tale sgravio di tutto il nostro peso, e aderiamo, dicendo: «Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi, dona a noi la pace». Non possiamo resistere al benessere totale della Comunione con Gesù. L’abbiamo sempre desiderata. Siamo finalmente in pace, la creatura e il nostro Creatore che ci ha redenti con il proprio sangue prezioso. Tanto gli siamo cari (ingresso)! Chi non considererà se stesso e l’altra persona, comunicata, come «Dio», dal momento che Dio stesso, di sua completa iniziativa, la considera e la fa degna di SÉ ? Oh, sorpresa inconcepibile a mente umana: Il digiuno dalle cose si trasforma in banchetto delle nozze dell’Agnello. Il saluto finale e il congedo non può essere che un annunzio reciproco tra fedeli e con il sacerdote: «Glorificate il Signore con la vostra vita. Andate in pace». – «Rendiamo grazie a Dio».

Il Signore ci rinnova con il suo perdono.

PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Versetto Responsoriale:
Il Signore ci rinnova con il suo perdono,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
Innocente, diviene peccato, maledizione, perché noi diventiamo giustizia di Dio;

attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
con Gesù fra noi affrontiamo e vinciamo il combattimento contro il male;

offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
che opera con amore e costanza, supera vizi e peccati, ci fa partecipi della sua Pasqua;

intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
purificati nella nostra vita, nutriti del corpo e sangue di Cristo, contempliamo il tuo volto;

lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
dall’umanità ricreata per l’opera del tuo Spirito di riconciliazione.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, La ricompensa:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: la ricompensa, come salario del lavoro umano;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: la ricompensa, come dono che Dio fa di se stesso all’uomo;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: la ricompensa, è Cristo, puro dono del Padre agli uomini;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: la ricompensa, è Gesù che ci prende su di sé;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: la ricompensa, è il Padre nel segreto della stanza.

Preghiamo: O Padre, che ci inviti a non indurire il nostro cuore, ma a ascoltare la voce del Signore; perdona il nostro peccato. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera della chiesa (colori).