09/03/2003 – QUARESIMA – ANNO B – 1 DOMENICA – 2003
I DOMENICA DI QUARESIMA
Anno B – 9 marzo 2003
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio
e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE
MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce della chiave il versetto al vangelo.
Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); così nel dialogo, alla comunione, mi dici chi sei e cosa fai oggi in noi (Antifona alla Comunione):
Il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo.
Il regno di Dio o il Dio che regna è:
Gesù, con un programma di vittoria in se stesso e nella sua comunità. Il vangelo ci presenta Gesù sospinto dallo Spirito al Giordano e poi in Galilea. Vi arriva e proclama: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino. Pentitevi e credete al Vangelo”. Programma di Gesù all’inizio della sua vita pubblica, programma della Chiesa all’inizio della quaresima: segno di tutto l’anno, tutta la vita. Cristo e “le sue membra”, Gesù e “la sua eredità”, avuta “in possesso fino ai confini della terra”, gridano a una sola voce: «Dai confini della terra io t’invoco; mentre il mio cuore è angosciato» (Sal 60, 2). In Gesù infatti viviamo anche noi; anche tu: “egli prende da te la sua carne, ma da sé la tua salvezza; da te la morte, da sé la tua vita; da te l’umiliazione, da sé la tua gloria. E ora prende da te la sua tentazione, da sé la tua vittoria”. Consideri che è stato tentato; ma considera che anche ha vinto. “Fosti tu ad essere tentato in lui, ma riconosci anche che in lui tu sei vincitore. Egli avrebbe potuto tener lontano da sé il diavolo; ma, se non si fosse lasciato tentare, non ti avrebbe insegnato a vincere quando sei tentato (Agostino, Sal 60,2-3). La promessa di un’alleanza irrevocabile fatta a Noè (seconda lettura), è realizzata completamente in Gesù attraverso la sua morte e resurrezione, in cui noi siamo immersi, battezzati (seconda lettura). In questa eucaristia, venendo in noi Gesù dice: Oggi mi rendo presente in atto di realizzare con me la tua vittoria sul male, nel simbolo di una coabitazione con fiere e angeli. – “Sei tu, Signore, il Dio della mia salvezza; in te ho sempre sperato”.
Lo Spirito. Egli mi domina completamente e “subito mi caccia fuori” con forza, “nel deserto” di questo tuo mondo; ed era progettato per me prima che l’uomo vi si trovasse: accetto ben volentieri di confondermi con i peccatori; lo esige lo Spirito Amore. Prendo su di me il tuo peccato; unico, nel mio rapporto con il Padre, vinco satana in uno scontro continuo. – In pochi versetti è richiamata tutta la storia della salvezza: l’incontro-scontro tra l’uomo e il serpente del Genesi, i quaranta giorni del diluvio (vedi prima lettura), il deserto dopo l’uscita d’Israele dall’Egitto (riletto nel libro del Deuterononio); e, infine, tutto il contenuto dei profeti che predicano l’attesa del Messia-Salvatore. Tutto questo, annunziato, trova ora pieno compimento in Gesù di Nazaret, Progetto del Padre prima che tutto questo accadesse. Primo attore è lo Spirito, Comunione di Amore del Padre e del Figlio. La sua forza in Gesù caccia i demoni dagli indemoniati (Mc 1,34.39.43), e vince satana sino in fondo con la morte e risurrezione di Gesù. Gesù ha appena udito la voce del Padre nel Battesimo (1,11), come Adamo quella di Dio nel paradiso; e si lascia “trascinare nel deserto”, dove il fratello Adamo con tutta la sua discendenza si trova, aldilà del Mar Rosso. Nel deserto di ogni persona, come te, Gesù condivide la tua libertà e tentazione, fedeltà e dubbio, amore e lotta, avanzate e cadute, promesse con doni e tradimenti; gioie per i segni della presenza di Dio che ti protegge, e mali che rendono pesante il tuo vivere quotidiano. “Vi rimane quaranta giorni”: il tempo di una generazione, di tutta la tua vita; come quella di Mosè, di Elia e del popolo Israele, come la sua. Il messaggio è che l’esistenza di Gesù e la tua, dal principio alla fine, è deserto e prova. “Tentato dal satana”: prova, tentazione, “peiro”, perito, es-perto, pericolo, es-perienza di vita, hanno un senso negativo perché c’è sempre in agguato l’ambiguità: satana che per invidia (Sap 2,24) presenta il male sotto forma di bene (Gen 3). Ma da tutto mi libera il Signore che ha promesso: “La stirpe della donna, Gesù, schiaccerà il tuo capo” (Gen 3); ed ora Gesù è qui. – “Ricordati, o Dio, della tua fedeltà che è da sempre”.
Il Dio che regna è: pace con le fiere, servizio degli angeli. Nuovo Adamo vincitore, sono il Signore delle mie creature: porto la pace. E gli angeli, il Padre, mi serve; egli è con me: mi aiuta e protegge nella nostra missione – Nella storia, secondo l’evangelista Marco, il centro fra tutti è Gesù che “sta con le fiere”: uomo nuovo e perfetto, in un mondo pacificato (Gen 2; Is 11). Lui affronta e vince satana, il seduttore nel mondo, che vuole Gesù “Padrone”. Gesù invece sta fermo nella sua scelta di “Servo”; proprio per questo “è servito”. Il cielo si apre sulla terra, si realizza il sogno di Giacobbe. Gesù è la scala fra terra e cielo: in lui si congiunge uomo e Dio (Gen 28,12); e annuncia vicino, in lui, il Regno di Dio che è lui stesso. “Gli angeli lo servono”: gli angeli, cioè il Padre, il Dio che regna, è al servizio dell’uomo Gesù di Nazaret, e in lui serve tutti gli uomini. Non più l’uomo che serve Dio, ma Dio che serve l’uomo. Gesù è tutt’uno con il Padre e con lo Spirito nell’amare incondizionatamente l’uomo, che lui stesso è divenuto. Gesù è l’unico uomo che ama se stesso e gli altri come se stesso, amando l’amore del Padre verso di lui e verso tutti. Quanti lo accogliamo, d’ora in poi abbiamo una sola Legge che è anche Capacità di adempierla: amare, servire gli altri come noi stessi; cioè divinamente come Gesù ci ama. Questo amore in Gesù gli dà “Autorevolezza” e “Potenza” di annuncio. Sono le due parole che ritornano e contraddistinguono la prima sezione del vangelo di Marco (1,14-3,6; “Sapienza” sarà la parola che contraddistingue la sezione che segue). In ogni sezione poi ci sono tre parti: un breve sommario, un episodio riguardante i dodici apostoli, azioni e parole di Gesù). – Signore, insegnaci le tue vie.
Il Dio che regna: accetta di essere perseguitato pur di liberare il persecutore. “Dopo che fu consegnato Giovanni, venne Gesù nella Galilea”. Giovanni personifica l’attesa d’Israele; e l’attesa cessa quando giunge l’atteso: quando Gesù inizia la sua vita pubblica annunziando il regno. All’inizio della sua vita pubblica Gesù conosce la fine, perché ha inizio “dopo che fu consegnato Giovanni”. Giovanni infatti preannunzia come anche Gesù sarà consegnato dal Padre nelle mani dei peccatori. E’ il dono che il Padre fa agli uomini nell’assoluta e totale gratuità della sua grazia: ogniqualvolta uno è perseguitato “viene Gesù”. “Venne Gesù nella Galilea”: una regione concreta al nord della Palestina, simbolo della vita quotidiana degli uomini. Come è venuto al Giordano, immergendosi nella disponibilità ad accettare fino in fondo il disegno del Padre su di lui, così ora Gesù viene in Galilea, e poi altrove, ovunque (Mc 1,28): fin qui ora. Alla fine del vangelo (Mc 16, 7) Gesù manda a dire che “in Galilea”, cioè nella quotidianità, “precede” come risorto “i suoi discepoli”: nel nostro quotidiano lo possiamo vedere anche noi; lo può vedere chiunque, in ogni tempo, come i discepoli. “Venne proclamando il vangelo di Dio”: Gesù è il Vangelo; proclamando il vangelo quindi proclama se stesso. Gesù dice la Parola ed è la Parola detta; sempre viva ed efficace nell’attirarci, perché Gesù comunica se stesso come Maestro interiore nella parola che annunzia. “E dice: Il tempo è compiuto ed è vicino il regno di Dio”. Sono le prime parole di Gesù. Queste due realtà da parte di Dio, tempo e regno, con le altre due che seguono suscitate da Dio nell’uomo: “Convertitevi e credete nel vangelo”, formano il breve sommario, la sintesi di tutta la vita e attività di Gesù. “Il tempo”, cioè il progetto favorevole di Dio che sta a base di tutto ciò che esiste, prevede un tempo preciso. “E’ completo”: è iniziato nel passato, e dura, compiendosi fino al presente: la misura ha cominciato a riempirsi, è arrivata al colmo. Non finisce con lui il tempo cronologico: non è la fine del mondo; ma si completa il progetto, si realizzano le promesse di Dio. Il tempo quindi non è circolare, a se stante, con un ritorno sempre uguale; ma lineare e proteso verso lo scopo finale. “E’ vicino”, si fa vicino gradualmente, ed ora è terminato “il regno di Dio”: è qui, sono io. Dio non è lontano. Tutte le aspettative d’Israele e di ogni uomo si sono realizzate: aspettative di bene, di giusto, di santo, non stanno più nel futuro; sono qui a portata di mano. Tutto ciò che Dio vi vuole donare, cioè se stesso, con una parola “il regno di Dio”, ciò che Dio vi ha promesso e voi avete atteso, è qui presente; ed è per voi un’opportunità che suscita la vostra decisione, e l’attende. – Il regno di Dio è Gesù stesso: tutte le promesse di Dio sono realizzate per noi nella persona di Gesù. Nessuno è escluso: c’è possibilità di riscatto per tutti. Ognuno vi può entrare andando dietro a Gesù. “Convertitevi”, quindi, puntate la vostra attenzione su questo; il mio parlare di Creatore ve ne dà la forza, e vi rende capaci anche di adeguare la vita alla mia sequela. Basta che accettiate: “Credete al vangelo!”, a me che sono il Vangelo. Quindi assicuro un mio atto creativo che dirige i vostri pensieri e azioni, ponendovi in grado di rispondermi, cioè di riconoscere e affidarvi liberamente, poggiarvi con amore a me in un rapporto personale; a me che caccio demoni, libero da peccato, malattia e morte, e do la vita a chi è già morto. Làsciati attirare da me, e tutto il resto avverrà in sovrappiù. – Fammi conoscere, Signore, le tue vie: vivrò nel tuo amore.
Le tue vie, Signore, sono verità e grazia.
Il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo.
Il Dio che regna è: alleanza gratuita, indissolubile con tutti. “Stabilisco la mia alleanza con voi e con ogni essere vivente”. E’ il secondo dei quattro patti che Dio stabilisce con l’uomo. Nel primo, Dio si lega con Adamo, cioè con ogni uomo “a immagine e somiglianza di Dio” (Gen 1,26): fatto a sua immagine perché gradualmente gli assomigli divenendo Dio. In questo patto, il secondo (Gen 9), Dio si lega con l’uomo peccatore perdonato, e con il cosmo ricreato in un’armonia migliore di quella che ha perduto: malvagità, distruzione non sono progetto di Dio che vuole e crea in Noè, come in te, l’inizio e il perfezionamento di una vita nuova. “Le acque del diluvio”, simbolo delle forze del male e del caos, “ricoprono la terra” come nella prima creazione, ma ora con l’impronta della sua misericordia; e l’umanità sente vicino il Dio che si dona senza chiedere nulla in cambio; anzi, come ricordo per lui e per noi, dà un segno luminoso nel cielo: l’arcobaleno. Ti viene ridato il dominio su cose e animali, con un patto eterno; l’avevi perduto questo, dominio con Dio, rispettoso di te e del creato; ti viene ridato: è segno che la vita è sempre da Dio. Il terzo patto, con Abramo (Gen 17), Dio sancisce nella circoncisione l’appartenenza d’Israele al suo Signore. Con il quarto patto, al Sinai, il Dio liberatore unisce a sé il popolo liberato dalla schiavitù, e impegnatosi a ringraziarlo con l’osservanza della legge. – Ma sei tu, o Dio, la mia salvezza! Non io mi salvo con la mia osservanza.
Le tue vie, Signore, sono verità e grazia.
Il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo.
Il Dio che regna è: riconciliazione. Credete nel Vangelo: in me. Sono “morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio”: opera salvifica, efficace per tutti, anche per i malvagi. Accoglimi: nel tuo deserto di sofferenza lascia che io vinca e porti gioia, continuando ad amare i fratelli. Li salvo tutti, raffigurati dalle otto persone, salve mediante l’acqua al tempo di Noè, simbolo del battesimo, l’acqua che salva per la fede in me morto e risorto: “Per la tua bontà, Signore”.
Le tue vie, Signore, sono verità e grazia.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica del Vers. Resp., Le tue vie, Signore, sono verità e grazia,.
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
in lui, morto e risorto per noi, rinnovi la tua Alleanza con noi;
attualizzazione: consacrazione Ora, Padre, manda lo Spirito:
Gesù ora fra noi ci dispone all’ascolto, al cambiamento, alla vita nuova;
offerta: nostra in Cristo al Padre In noi, Padre, si offre a te Gesù:
ci rinnova e ci rende conforme al dono di se stesso;
intercessione: per tutti vivi defunti Tutti, Padre, accogli in Cristo:
nutriti alla mensa della parola e dell’eucaristia, abbiamo sempre più fame di te;
lode finale: esplosione dei sentimenti A te, Padre, ogni onore e gloria:
dall’umanità rinata dallo Spirito che ha risuscitato Gesù da morte.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., Il regno:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: regno, di pace nella natura e negli animali;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: regno, fisso in un patto infallibile per l’amore di Dio;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: regno, di Cristo risorto, sovrano su Angeli e ogni Potere;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: regno, di riconciliati con Dio in Cristo, morto giusto per ingiusti;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. regno, di Dio su tutto: nuovo in Cristo, nuova ed eterna Alleanza.
Preghiamo:
O Padre, che nutri l’uomo non di solo pane, ma di ogni parola che esce dalla tua bocca; concedi al tuo popolo di conoscere le tue vie di verità e di grazia. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).