09/09/2012 – T.O. ANNO B – DOMENICA XXIII – 2012
DOMENICA 23ª TEMPO ORDINARIO.B.09.09.2012
“Apriti”.
“Loda il Signore, anima mia”.
Traccia per Animatori Gruppi Liturgici Parrocchiali
3° anno. I anno: Vangelo; II: 1ª lettura; III: salmo R/.
prendiamo coscienza di realtà perenni.
VANGELO.
“Fa udire i sordi e fa parlare i muti”. Gesù è nella Decapoli, all’estero. Al ritorno, rimanendo ancora ‘all’estero’, incontra un sordo muto. Lo porta in disparte, gli tocca gli orecchi, con la saliva gli tocca la lingua, guarda verso il cielo, emette un sospiro, e dice: “Effatà!”. l’evangelista, oltre alcuni gesti ‘strani’, fatti da Gesù, riporta anche la parola aramaica pronunciata da Gesù. È un imperativo del verbo ‘aprirsi’. Gesù ordina a quell’uomo sordomuto: “Apriti !”. Questo episodio è stato drammatizzato nella liturgia del battesimo fin dall’antichità. Marco scrive il suo vangelo per i catecumeni di Roma. Per quei cristiani che si preparavano al battesimo. Fin dal tempo di Marco molto probabilmente nel rito del battesimo della chiesa romana fu inserito il gesto dell’Effatà. Ancora noi oggi, tocchiamo le orecchie e le labbra della persona che viene battezzata, dicendo: “Il Signore Gesù che fece udire i sordi e parlare i muti ti conceda di ascoltare presto la sua parola e professare la tua fede a gloria di Dio”. Quel gesto è raccontato da Marco come segno della liberazione dell’uomo. È come annodato, inchiodato, chiuso in se stesso. Ogni uomo è un sordo-muto! Muto perché sordo. Nasce bloccato, chiuso in se stesso, incapace di ascoltare, di accogliere l’altro: di accogliere l’ “Altro” con l’iniziale maiuscola; di ascoltare con docilità la Parola. Il Signore Gesù scioglie questo nodo, apre le orecchie; e ascoltando la Persona – Gesù diventa capace di parlare, di testimoniare la propria fede. Novità!
PRIMA LETTURA.
“Si schiuderanno gli orecchi dei sordi, griderà di gioia la lingua del muto”. Come prima lettura ci è proposto un brano breve del profeta Isaia. È un testo apocalittico. Tutto il capitolo 25 è un brano apocalittico che annuncia il capovolgimento della situazione. Quando Dio entrerà nella storia, allora si apriranno gli occhi dei ciechi, si schiuderanno gli orecchi dei sordi: “Coraggio, popolo mio, non lasciarti cadere le braccia. Non essere smarrito nel tuo cuore”. Interviene e apre le orecchie dei sordi. Cambia la condizione dell’uomo. Gli apostoli hanno riconosciuto nell’opera di Gesù questo intervento escatologico di Dio, cioè, definitivo. Ultimo.
SALMO RESPONSORIALE.
“Loda il Signore, anima mia”. Nel salmo Responsoriale lodiamo il Signore per le sue grandi opere. Il salmo 145 è una lode che elenca le grandi opere compiute dal Signore: “Il Signore libera i prigionieri; il Signore ridona la vista ai ciechi; rialza chi è caduto; il Signore ama i giusti; il Signore protegge il forestiero; il Signore regna per sempre”. Il Signore apre le orecchie a noi sordi: comanda e realizza la nostra apertura.
SECONDA LETTURA.
“Dio non ha forse scelto i poveri per farli eredi del Regno?”. Nella seconda lettura continuiamo ad ‘ascoltare’ San Giacomo. Invita a non mescolare la fede a favoritismi personali, cioè, a non lasciarsi ingannare dalle ricchezze, dalle potenze del mondo. Istintivamente, se s’incontra una persona ricca, vestita bene, bella di aspetto, si è portati a trattarla meglio; rispetto a un povero malvestito, brutto: non è corretto questo atteggiamento. Voi fate delle scelte sbagliate. Dio ha scelto i poveri. E voi? – È un esame di coscienza che Giacomo ci chiede: attenzione a non mescolare favoritismi secondo i gusti. Apriti! Apri gli occhi! Apri le orecchie! Non chiuderti nelle tue fissazioni! Allarga gli orizzonti! Sii accogliente come Dio! È parola di Dio che ti fa fare ciò che dice.
“O Padre, che scegli i piccoli e i poveri per farli ricchi nella fede ed eredi del tuo regno; aiutaci a dire la tua parola di coraggio a tutti gli smarriti di cuore, perché si sciolgano le loro lingue e tanta umanità malata, incapace perfino di pregarti, canti con noi la tue meraviglie. Per Cristo nostro Signore. Amen”.
RENDIAMO GRAZIE A DIO
per «l’Annuncio evangelico» in vari tempi e modi: P. Elia intercede perché obbediamo al Magistero di Cristo nella Chiesa;
per «la Celebrazione» in persona di Cristo: Don Mario ci guida e c’incoraggia con «umiltà e serietà»;
per «la Carità» di Dio effusa nei nostri cuori; la Sorella Noemi ci procura d’imitarla nel «buon profumo di Cristo».