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10/07/2005 – T. ORDINARIO – ANNO A – 15 DOMENICA – 2005

Preparazione alla celebrazione della messa.

15ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno A – 10 Luglio 2005 – Vedi testo in «Letture».

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).

TESTI e MEDITAZIONE

Antifona d’Ingresso Sal 16,15
Nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al mio risveglio mi sazierò della tua presenza.

Colletta
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, perché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciò che è contrario a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme. Per il nostro Signore…

Anno A:
Accresci in noi, o Padre, con la potenza del tuo Spirito la disponibilità ad accogliere il germe della tua parola, che continui a seminare nei solchi dell’umanità, perché fruttifichi in opere di giustizia e di pace e riveli al mondo la beata speranza del tuo regno. Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Prima Lettura Is 55, 10-11
La pioggia fa germogliare la terra.

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA
Così dice il Signore:
Come la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme al seminatore e pane da mangiare,
così sarà della parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».

Salmo Responsoriale Dal Salmo 64
VISITA LA TERRA, SIGNORE, E BENEDICI I SUOI GERMOGLI.

Tu visiti la terra e la disseti:
la ricolmi delle sue ricchezze.
Il fiume di Dio è gonfio di acque;
tu fai crescere il frumento per gli uomini.

Così prepari la terra:
ne irrighi i solchi, ne spiani le zolle,
la bagni con le piogge
e benedici i suoi germogli.

Coroni l’anno con i tuoi benefici,
al tuo passaggio stilla l’abbondanza.
Stillano i pascoli del deserto
e le colline si cingono di esultanza.

I prati si coprono di greggi,
di frumento si ammantano le valli;
tutto canta e grida di gioia.

Seconda Lettura Rm 8, 18-23
La creazione attende la rivelazione dei figli di Dio.

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli, io ritengo che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi.
La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità — non per suo volere, ma per volere di colui che l’ha sottomessa — e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.
Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.

Canto al Vangelo Cf Mt 13,19.23
ALLELUA, ALLELUIA.
Il seme è la parola di Dio e il seminatore è Cristo:
chiunque trova lui, ha la vita eterna.
ALLELUIA.

Vangelo Mt 13,1-23
Il seminatore uscì a seminare.

DAL VANGELO SECONDO MATTEO
[ Quel giorno Gesù uscì di casa e si sedette in riva al mare. Si cominciò a raccogliere attorno a lui tanta folla che dovette salire su una barca; si pose a sedere, mentre tutta la folla rimaneva sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose in parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. E mentre seminava, una parte del seme cadde sulla strada e vennero gli uccelli e la divorarono. Un’altra parte cadde in luogo sassoso, dove non c’era molta terra; subito germogliò, perché il terreno non era profondo. Ma, spuntato il sole, restò bruciata e non avendo radici si seccò. Un’altra parte cadde sulle spine e le spine crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta. Chi ha orecchi intenda». ]
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché parli loro in parabole?».
Egli rispose: «Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Così a chi ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. Per questo parlo loro in parabole: perché pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono. E così si adempie per loro la profezia di Isaia che dice: “Voi udrete, ma non comprenderete, guarderete, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo si è indurito, son diventati duri di orecchi, e hanno chiuso gli occhi, per non vedere con gli occhi, non sentire con gli orecchi e non intendere con il cuore e convertirsi, e io li risani”. Ma beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono. In verità vi dico: molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, e non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, e non l’udirono!
Voi dunque intendete la parabola del seminatore: tutte le volte che uno ascolta la parola del regno e non la comprende, viene il maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato nel terreno sassoso è l’uomo che ascolta la parola e subito l’accoglie con gioia, ma non ha radice in sé ed è incostante, sicché appena giunge una tribolazione o persecuzione a causa della parola, egli ne resta scandalizzato. Quello seminato tra le spine è colui che ascolta la parola, ma la preoccupazione del mondo e l’inganno della ricchezza soffocano la parola ed essa non dà frutto. Quello seminato nella terra buona è colui che ascolta la parola e la comprende; questi dà frutto e produce ora il cento, ora il sessanta, ora il trenta».

Sulle Offerte
Guarda, Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera, e trasformali in cibo spirituale per la santificazione di tutti i credenti. Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla Comunione Sal 83,4-5
Il passero trova la casa,
la rondine il nido dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari, Signore degli eserciti,
mio re e mio Dio.
Beato chi abita la tua casa:
sempre canta le tue lodi.

Oppure: Gv 6,56
Dice il Signore:
«Chi mangia la mia carne
e beve il mio sangue,
rimane in me, e io in lui».

Anno A: Mt 13,23
«Il seme seminato nella terra buona
è colui che ascolta la parola e la comprende».

Dopo la Comunione
Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fà che per la comunione a questi santi misteri si affermi sempre più nella nostra vita l’opera della redenzione. Per Cristo nostro Signore.

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MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant.Com.) attua il messaggio dei testi biblici (vedi “meditazione” del 14/07/2002).
Il messaggio della Parola ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (vedi «criteri di meditazione» 15/08/2005).

Messaggio: VI HO FATTI SPLENDIDI TERRENI FRUTTUOSI.

1°. RITI D’INTRODUZIONE: “Scopo di questi riti è che i fedeli formino una comunità”, cosciente di essere riunita e preparata da Gesù ad ascoltare la Parola e a celebrare l’Eucarestia.
Determinati a divenire splendidi terreni fruttuosi, acclamiamo al Signore che ci forma.
«Nella giustizia contemplerò il tuo volto, al mio risveglio mi sazierò della tua presenza». Siamo riuniti come terreni irrigati, fecondati e fatti germogliare dalla tua Parola-Gesù, o Padre, perché portiamo frutto per noi e per tutti, secondo il tuo desiderio e il tuo progetto! La nostra storia è giusta secondo il tuo desiderio, il tuo progetto nei nostri riguardi, perché giungiamo a contemplare il tuo volto, a saziarci di te dopo sofferenze inevitabili nella vita.
Noi rinnoviamo il nostro battesimo che suscita in noi adesione sempre più ferma al questo tuo progetto, e fra noi ci salutiamo, ci riconosciamo fratelli, figli dello stesso «progetto di Amore». Mentre ti lodiamo e ti benediciamo con tutti gli angeli del cielo (gloria), ti chiediamo perdono per la nostra distrazione quotidiana, e ti preghiamo: «Accresci in noi, o Padre, con la potenza del tuo Spirito la disponibilità ad accogliere il germe della tua parola, che continui a seminare nei solchi dell’umanità, perché fruttifichi in opere di giustizia e di pace e riveli al mondo la beata speranza del tuo regno. Per il nostro Signore Gesù Cristo. Amen». Il seminatore con il Seme della sua Parola ci rende disponibili ad ascoltare il Signore che ci parla.

2°. LITURGIA DELLA PAROLA: Dio prende l’iniziativa e parla a noi in Cristo, ci rivela ciò che si è compiuto in Gesù e ora si attua in noi, suoi fedeli.
Riconosciamo il Seminatore-Gesù che diventa Seme in azione nella nostra vita.
Oggi si attua in voi questa Scrittura che avete udita con i vostri orecchi. Sappiamo che cosa Dio attua in noi oggi, richiamando la Parola che fa risuonare nei noi nostri orecchi.
Vangelo.
«Ecco, il seminatore uscì a seminare. E mentre seminava, una parte del seme cadde sulla strada, un’altra in luogo sassoso, un’altra parte cadde sulle spine. Un’altra cadde sulla terra buona e diede frutto». È la prima parte della parabola. Descrive una realtà che forse sta davanti agli occhi di tutti. Il Seminatore è sommamente gratuito. Contrasto voluto nella parabola per attirare l’attenzione sul messaggio: Dio, Seminatore e Seme senza paragoni. Il modo di seminare in Palestina, cioè gettare il seme ovunque, prima dell’aratura che poi nasconde il seme sotto terra in ogni situazione, mostra che l’amore gratuito di Dio non si arresta di fronte a nessuna difficoltà. La Semente è gettata senza risparmio e senza calcolo. Gesù dice: Io, Seminatore e Seme, mi consegno a tutta la folla e a ciascuna persona, nelle sue difficoltà di durezza, superficialità, interessi egoistici; ma alla fine si ha abbondanza di frutti e pienezza di gioia, cioè alla fine, il terzo giorno il Figlio dell’uomo risusciterà.
La seconda parte è spiegazione della parabola, opera posteriore della chiesa che medita sulla Parola: «Gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: “Perché parli loro in parabole?”. Egli rispose: “Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli. E beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono. Voi dunque intendete la parabola del Seminatore”», ascoltato e non compreso a causa del maligno; ascoltato con la stessa importanza di tante altre cose secondarie; ascoltato con preoccupazione per se stessi e per il denaro; ascoltato e finalmente compreso nella sua proposta di collaborazione a ciascuno, mentre «continui a seminare nei solchi dell’umanità, perché fruttifichi in opere di giustizia e di pace e riveli al mondo la beata speranza del tuo regno».
Prima lettura:
sottolinea il senso primario della parabola nella sua prima parte. «Così dice il Signore: “Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme al seminatore e pane da mangiare, così sarà della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata”».
Gesù rileva l’assoluta efficacia dell’opera di Dio. Il Verbo, la Parola fatta carne, trasforma questa carne, l’umanità: la rende capace di stare alla destra di Dio. Anche in questa celebrazione eucaristica l’assemblea è trasformata: Dio è capace di «far sorgere figli di Abramo da queste pietre» (Mt 3,7).
Salmo Responsoriale:
“Visita la terra, Signore, e benedici i suoi germogli”. Gesù aderisce fortemente nel suo intimo alle opere di misericordia del Padre. Per bocca dell’assemblea ora Gesù indica ed enumera le opere del Padre. Le opere in campo materiale sono simbolo delle meraviglie in campo spirituale. L’assemblea le sperimenta ed è felice di essere voce di Gesù risorto, presente sulla terra come in cielo; è felice di provare i sentimenti di Gesù, proclamando in persona del suo Signore le meraviglie di Dio col canto: «Tu visiti la terra e la disseti: la ricolmi delle sue ricchezze. / Il fiume di Dio è gonfio di acque; tu fai crescere il frumento per gli uomini. / Così prepari la terra: ne irrighi i solchi, ne spiani le zolle, / la bagni con le piogge e benedici i suoi germogli. / Coroni l’anno con i tuoi benefici, al tuo passaggio stilla l’abbondanza. / Stillano i pascoli del deserto e le colline si cingono di esultanza. / I prati si coprono di greggi, di frumento si ammantano le valli; / tutto canta e grida di gioia”.
Seconda lettura:
riporta la voce di un fedele nell’assemblea liturgica, di Paolo che dice: “Fratelli, io ritengo che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi”. Gli uomini vivono la passione di Cristo nel loro vivere quotidiano. «La creazione stessa partecipa alla redenzione» del Salvatore attraverso la buona riuscita degli uomini: cioè «attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio, e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo”. Non solo tutti gli uomini e la creazione stessa, ma anche noi siamo in attesa di un piano preparato da Dio per noi. Paolo sottolinea il disegno positivo di Dio nei riguardi dell’uomo, nonostante le sofferenze a causa della resistenza alla sua parola.

3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI: per la celebrazione e per le necessità di altri. Ora «Gesù prende pane e calice» dalla comunità riunita e dilatata verso tutti, specie i bisognosi:
La Parola–Gesù ci trasforma in assemblea orante in sua persona per il bene di tutti:
«Guarda, Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera, e trasformali in cibo spirituale per la santificazione di tutti i credenti. Per Cristo nostro Signore». La Parola suscita in noi la risposta. Con il Credo aderiamo al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo,cioè a tutto il progetto di Dio compiuto in Gesù, e ora in atto di realizzarsi in noi: aderiamo alla Chiesa «cattolica» = universale nella geografia, nella storia e nell’insegnamento. La Parola efficace di Gesù conforma il nostro cuore ai suoi interessi di santificazione per tutti gli uomini, e preghiamo per tutti. Presentiamo pane, vino e acqua, segni della nostra totale disponibilità a soffrire anche con Cristo (frutti del 100%), oltre che mettere i nostri beni a servizio di Gesù (frutto del 60%), o usarli per il regno (frutti del 30%). Siamo invitati ad «elevare» (Anafora) con il Sacerdote in persona di Cristo al Padre il creato nel nostro cuore.

4°. LITURGIA EUCARISTICA. Noi in Cristo rispondiamo al Padre:
– «ringraziamo e benediciamo» in Gesù, – che diviene vero Pane, – si offre, – intercede, – loda:

Siamo fatti splendidi terreni fruttuosi, partecipi del sacrificio di Cristo.
– «Ringraziamo e benediciamo» in Gesù. Grazie, Padre, per il tuo Figlio che ci hai mandato:
lo doni a tutti parola che germina e cresce in noi. «Egli è la tua Parola vivente, per mezzo di lui hai creato tutte le cose», e noi «possediamo fin d’ora le primizie dello Spirito», «perché a noi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli».
– Gesù diviene vero Pane. Ora, Padre, manda lo Spirito perché Cristo sia in mezzo noi:
presente come germe divino, desiderio di bene. Seme e Seminatore: «chiunque trova lui, ha la vita eterna».
– Gesù si offre. Padre, per la comunione al corpo di Cristo, lo Spirito ci unisca in un solo corpo:
e noi lo troviamo, lo sperimentiamo perché ci fa capaci di fruttificare opere di comunione, di giustizia e di pace.
– Gesù intercede. Tutti, Padre, accogli in Cristo, vivi, defunti, celebranti:
egli fa germinare in tutti l’opera di redenzione. Non solo in noi, ma anche in tutti gli uomini, e in tutta la creazione.
– Gesù loda. A te, Padre, ogni onore e gloria, per Cristo, con Cristo, in Cristo, nello Spirito Santo:
a te ogni onore e gloria dal mondo che attende la venuta del tuo regno, da tutta l’umanità rappresentata dalla folla che si raccoglie intorno a lui», e ascolta la parola «mentre rimane sulla spiaggia» in attesa dell’invito a seguire Gesù.

5°. RITI DI COMUNIONE. Dopo aver preso pane e rese grazie, «Gesù spezza il pane e lo distribuisce»: in Cristo siamo un solo corpo, un pane di vita per tutti.
Siamo fatti splendidi terreni fruttuosi, nutriti di Cristo, collaboratori del Regno.
«Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fà che per la comunione a questi santi misteri si affermi sempre più nella nostra vita l’opera della redenzione. Per Cristo nostro Signore. Amen». Il Corpo di Cristo, «Seme della vita eterna» entrato in noi, rende sempre attiva «nella nostra vita l’opera della redenzione», ci fa germi di vita nel mondo. “Padre, dacci oggi il nostro pane sovrasostanziale”, «liberaci da ogni male», in particolare dal male di non «comprendere» la tua Parola; «Signore… dì soltanto una parola e io sarò salvato». Andiamo nella pace di Cristo, chiamati a collaborare con lui nella sua continua seminagione.

CONTEMPLAZIONE

Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, Il Seme:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: il seme, di grano che cresce seminato nei campi;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: il seme, della parola di Dio che opera e ritorna a lui;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: il seme, di Gesù, il Figlio uscito dal seno del Padre;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: il seme, della parola che cresce seminata nei cuori;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: il seme, dei figli nel Figlio che fruttifica in tutti.

Preghiamo:
O Padre, che hai seminato la tua parola Cristo Gesù, vita eterna; visita la terra, benedici i suoi germogli. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera della chiesa (colori).