10/11/2002 – T. ORDINARIO – ANNO A – 32 DOMENICA – 2002
XXXII DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno A – 10 novembre 2002
MEDITAZIONE o RILETTURA
Versetto al vangelo:
Sii fedele fino alla morte, dice il Signore, e ti darò la corona della vita.
Antifona alla Comunione:
Vegliate, perché non sapete né il giorno né l’ora in cui verrà il Signore.
Vegliate: viene il Signore.
E’ sempre in atto l’attesa più bella della vostra esistenza: è la vostra attesa, quella della mia venuta, della beata speranza, del vostro Salvatore Gesù Cristo. Oggi mi rendo presente in atto di coscientizzare ciascuno che io, con il Padre e lo Spirito Santo, stabilisco in voi un profondo rapporto di comunione: sono il tuo Sposo, ti rendo sapiente (vangelo); agisco nel tuo intimo con ispirazioni: sono la tua Sapienza (I lettura); ti unisco profondamente a me con quanti mi accolgono: sono la tua Vita di comunione (II lettura); nel simbolo di una festa di nozze, quando lo sposo e la sposa stanno per incontrarsi.
Io sono il tuo Sposo: Colui che la Sposa, la chiesa, ciascuno di voi, tu e lo Spirito invocate: “Vieni!”, e che ha detto: “Verrò presto” (Ap 22,17.20), ecco, viene! Il mio essere di Risorto e il tuo essere nel mondo è un cammino d’incontro gioioso come una festa di nozze. L’immagine matrimoniale ti evoca tutta una storia di Dio che ama Israele ed è ricambiato con infedeltà. Allora Dio castiga la moglie adultera, Israele, perché si ravveda. Ma ora qui con me è tutto diverso: io sono il Risorto, il tuo Sposo. Ti ho già unita a me come Sposa da sempre e per sempre (Allora in Oriente lo sposo andava alla casa della sposa per condurla nella propria casa. Ma erano già sposi. Anzi la sposa era designata a un dato uomo fin da piccola). Se l’umanità è già unita a me in modo indissolubile per sempre, tu, come ogni persona raffigurata dalle dieci ancelle che attendono lo sposo, impari ad accogliermi momento per momento. Riconosci le mie visite, sei vaso e accumuli l’olio del mio Spirito che arde, riscalda e illumina. Tutti (dieci) io chiamo e mi vengono incontro. Gradualmente educo ciascuno a divenire “sapiente”: ti educo a non cercare altrove da “stolto” ciò che nel mezzo della tua notte, della tua solitudine, solo io Risorto ti posso dare, portandoti con me ad amare i fratelli . In quel momento io ti prevengo per farmi conoscere, e tu riconosci che nessuno ti può sostituire nell’incontro con me: ognuno è unico, irrepetibile, insostituibile, inalienabile. Tu cresci accogliendo l’olio delle mie ispirazioni di bene verso i fratelli, mi conosci e non ti senti più dire: “Allontanati da me, non ti conosco”, perché io non conosco davanti a Dio solo chi non mi conosce davanti agli uomini, come gli ho suggerito. Tempo – spazio intorno alla festa ti appare del tutto inadeguato man mano che cresci nella mia conoscenza. Ma tu rimani con me dentro alla festa in atto; tieni alta la parola di vita e diventi lampada che manda luce tutt’intorno! Per chi mi conosce e mi aspetta, sono sempre in ritardo: in realtà mi aspetti e mi cerchi perché sono già presente nel tuo intimo, come in Maria di Magdala e nelle donne che al sepolcro cercano il Risorto. Non è questione di oggi o di domani, di vicino o lontano. Il tempo nel quale vivi è tutto importante: non per il mio ritorno finale, che si realizza presto o tardi, quando il Padre lo vorrà, a programma compiuto; ma per le possibilità di salvezza, cioè per i nostri incontri che io stesso già metto in atto. – Signore, ti benedirò finché vivo, e con voci di gioia ti loda la mia vita.
Ha sete di te, Signore, l’anima mia.
Io sono la tua Sapienza: “mi rivolgo” di continuo a ciascuno di voi nell’intimo e nei fatti (domenica 31 A): oriento il comportamento di ognuno: insegno che cosa intuire, volere e fare; sono la Sapienza che incontra chi è disponibile. Tu ascolti i miei suggerimenti e tieni alta la mia Parola. Questo è il rapporto sponsale in atto che ti assicura anche il futuro nella misura che adesso riconosci le mie ispirazioni, le mie “volontà” di bene verso i fratelli, e mi lasci fare agli altri quello che ti faccio intuire che piacerebbe sia fatto a te (7,12). Quando ti viene in mente qualcuno, sono io che t’invito a venire con me da quella persona: ti faccio partecipe del mio amore infinito per lei. Non preoccuparti di quello che devi dire o fare, perché lo Spirito del Padre te lo dirà in quel momento: tu sta alla festa di nozze con me. Riflettendoci, riconosci che questo è il senso profondo della tua semplice e sublime storia quotidiana, fatta di ricordi di persone, e ispirazioni di bene per ciascuna di loro: riconosci che io stesso ti cerco ovunque e in ogni momento con benevolenza. Acquisti “dignità” e ti senti degno/a di comparire davanti a me, nella misura che mi accogli e mi lasci operare in te. Investi tutto nel mio amore, e il tuo profitto cresce mille per uno. Io mi esprimo in una profonda locuzione personale. Situazioni e immagini di deserto indicano l’intensità del tuo desiderio: quando il tuo cuore mi intuisce, io divento l’oggetto delle tue aspirazioni; e non hai tregua finché non mi vedi; ma non cercarmi fuori di te, perché io sono in te: là mi trovi, mi pensi e mi canti; passi ore in mia compagnia; dormi, ti alzi, passano i giorni, e contempli la crescita del grano; “come” tu non lo sai. Speri sempre che ti sia rinnovata questa gioia. – “Signore, penso a te che sei stato il mio aiuto; esulto di gioia all’ombra delle tue ali”.
Ha sete di te, Signore, l’anima mia.
Io sono la tua Vita di comunione: Due persone o più che vivono in ascolto delle mie ispirazioni, e sono propense a fare con vivo interesse ciò che suggerisco nei confronti dei fratelli, formano comunità, si trovano unite fra loro nella misura che sono unite a me; desiderano anzitutto per loro stesse ciò che desiderano per tutti: la Vita di comunione che esperimentano con tanta gioia. Questa è la chiesa che è in Tessalonica. Allora si fanno una domanda: Che ne sarà della nostra comunione con i fratelli che sono morti? La loro lontananza ci fa molto soffrire! – La mia risposta per bocca di Paolo: Io sono morto, come tutti gli uomini muoiono; ma io sono anche risorto, come solo Dio può risorgere dai morti. Voi che mi accogliete, che siete battezzati, immersi in me, e seguite le mie ispirazioni nell’intimo e nei fatti, siete sempre vivi con me, e il Padre vi raduna per mezzo di me insieme con lui; senza distinzioni fra quelli che sono morti e quelli che sono ancora in questa vita, perché quelli che vivono in me non muoiono. “Confortatevi dunque a vicenda con queste parole”. – “O Dio, a te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senz’acqua. La tua grazia vale più della vita”.
Ha sete di te, Signore, l’anima mia.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica del Vers. Resp.: Ha sete di te, Signore, l’anima mia,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
è lo Sposo che cerca d’incontrarci;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
rende presente Gesù Sposo a noi e noi a lui;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
Sapienza che c’ispira il tuo amore per i fratelli;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
come lampade ardenti, splendenti e calorose alla luce della tua parola;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria:
dall’umanità commensale alla festa nuziale.
Preghiamo:
O Padre, che ci esorti ad essere fedeli sino alla morte, e ci darai la corona della vita; aumenta in noi la sete di te. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).