11-05-2003-Pasquale-B-dom4

11/05/2003 – T. PASQUALE – ANNO B – 4 DOMENICA – 2003

QUARTA DOMENICA DI PASQUA
Anno B – 11 maggio 2003

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE

MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce del versetto al vang.:
Io sono il buon pastore, dice il Signore; conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.

Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa io grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); così nel dialogo, alla comunione, mi dici chi sei e cosa fai oggi in noi (Antifona alla Comunione):
Io sono il buon pastore e offro la vita per le pecore, dice il Signore. Alleluia.

Offro la vita per le pecore: esse ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono.
Festa di appartenenza reciproca, che è Conoscenza, Salvezza, Vita eterna. Gesù appartiene ai suoi, e i suoi a Gesù: “Offro la vita per le pecore”, “e le mie pecore conoscono me” (vangelo). Non esiste appartenenza più bella e sicura: “In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilio che possiamo essere salvati” (prima lettura). Fra noi e il Padre c’è la stessa “Conoscenza” la stessa vita d’intimità che c’è fra il Padre e Gesù, il suo Figlio carissimo: “Lo vedremo così come egli è” (seconda lettura). Venendo in noi Gesù dice: Oggi mi rendo presente in atto di farvi partecipi della mia vita d’intimo rapporto reciproco con il Padre mio, nel simbolo del buon pastore. – Ti rendo grazie, Signore, perché mi hai esaudito, perché porti a compimento in me l’opera tua.
Gesù appartiene ai suoi, e i suoi a Gesù: “Il buon pastore offre la vita per le sue pecore”. E’ festa delle capanne, cioè della propria appartenenza a Dio che libera il suo popolo. Festa che ricorre annualmente in occasione dei frutti, specie dell’uva, come segno di liberazione. Festa celebrata con profondo senso di gratitudine a Dio che ha guidato il suo popolo nella nuova terra di palestina. Festa che dura otto giorni. In questa festa si rinnova la propria appartenenza a Dio: a lui ciascuno dedica la propria vita per un nuovo rapporto, fatto di conoscenza mediante l’ascolto della sua voce. In questa festa Gesù porta un cambiamento radicale: non l’uomo cerca di appartenere a Dio, ma il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe appartiene all’uomo e costruisce l’uomo che gli appartenga. Io ti conosco, dice il Signore: ti chiamo all’esistenza, e rinnovo la tua vita; io offro me stesso per te, e tu sei in grado di seguirmi, di riconoscermi e accogliermi. Il cieco guarito è simbolo di questa nuova appartenenza passando dalla cecità alla vista (Gv 9), dall’istituzione religiosa giudaica alla sequela di Gesù (Gv10,1-10). Come in lui anche in te non c’è più ambiguità: non mi fai domande tranello, ma mi cerchi nella sincerità dell’amore come un cieco che cerca di vedere. I farisei e i dirigenti invece rappresentano gli uomini che dicono di vedere, ma in realtà sono ciechi, perché hanno interesse a non vedere (Gv 9,39ss). – Gesù ci rimanda a una “vista” sincera, e diversa dalla vista materiale: una vista che coglie il senso dei fatti e delle parole di Gesù. Questa facoltà visiva interiore è concessa a chi, come il cieco guarito, desidera di uscire da ogni schiavitù per seguire Gesù. Dopo avere descritto la sua azione protettiva nei confronti dei suoi, Gesù ha concluso presentandosi come unica “porta” del recinto dove si trovano le pecore. Alle pecore si accede solo attraverso Gesù: ogni altra porta o strada è impraticabile.
Festa di comunione creata dal “Bel Pastore”. Gesù presenta se stesso come il Pastore per eccellenza, il Pastore “buono” (kalòs, “bello”), nel senso di “pienamente adatto alla sua funzione”. Gli uditori di Gesù comprendono le immagini di “Dio Pastore”. Ma ora Gesù parla cinque volte di: “deporre la propria vita”. La sua morte e risurrezione (v 18) ne evidenzia la condizione e il movente. Condizione d’intimità cpn Gesù è la “conoscenza” o intimità profonda del Padre con il Figlio Gesù, e di Gesù con “le pecore”, cioè i suoi (vv 14s): chi segue e accoglie Gesù, percepisce in sé un amore crescente, un’energia particolare che lo rende capace di “vedere” la presenza di Gesù unito al Padre, a differenza dei farisei. Movente è l’amore che spinge Gesù a “dover” chiamare e condurre tutti all’ascolto unanime: tutte le pecore, cioè tutti i fedeli. L’ascolto dei fedeli, frutto dell’amore attraente di Gesù, si evidenzia in un segno concreto: nella disponibilità alla benevolenza e alla comunione reciproca, riflesso della relazione che c’è tra Gesù e il Padre. Le pecore, gli uomini, non sono in grado di amare. Maestro e Autore dell’amore in loro è Gesù: egli “dà la sua vita per noi”; e in noi, che l’accogliamo, e lo seguiamo o lasciamo agire, egli continua a “dare la vita per i fratelli” (1 Gv 3,16). Opposto al movente del pastore, che ama e dona se stesso, è il movente del salariato e merenario (vv 11ss), che si occupa delle pecore per interesse: egli “arraffa e disperde”; mentre Gesù “raccoglie in uno i figli di Dio dispersi” (Gv 11,52). Far parte della comunità vuol dire quindi conoscere Gesù che dà la vita per i suoi amici e comunica loro lo stesso Spirito di Amore; dice : “Conosco le mie e le mie conoscono me” (Gv 1,16), “come il Padre conosce me e io conosco il Padre” (Gv 10,15). Stessa intimità di amore Spirito S. fra uomini, Gesù e Dio Padre. Questa condizione manca in chi, come il salariato e il mercenario, per altri interessi rifiuta Gesù.
Io son il Buon Pastore, perché do la vita: Gesù inssiste: “Depongo” come una veste e metto a disposizione la mia vita, consapevolmente e liberamente, fino a morire, “a favore” dei miei, delle mie pecore, indifese contro il lupo rapace, prive di orientamento. La pecora è un animale particolare: essa non vive da sola, cioè non è in grado di provvedere a se stessa come sono invece altri animali. Le pecore si fidano per istinto del pastore, che le difende, le conduce, assicura loro una dimora; non solo nel pericolo, ma sempre. Le mie pecore, gli uomini, mi stanno a cuore: sono carne della mia carne, ossa delle mie ossa. Il mercenario non è pastore, lavora per il salario, le pecore non gli appartengono, non gl’importa la loro sorte; nel pericolo salva se stesso, abbandona le pecore, fugge; le pecore in balia del lupo, di satana, periscono. Questo vale per tutti gli uomini senza distinzioni: unico movente dell’operato di Gesù è il bene dell’uomo. – La pietra scartata ora è pietra angolare.
Io il Buon Pastore, perché conosco le mie pecore ed esse conoscono me, come il Padre conosce me e io il Padre: intimo rapporto di conoscenza reciproca. Come il Padre ama me io amo te: fondamento, modello, sorgente del mio amore per te è l’amore del Padre: amo l’amore del Padre per te. Il nostro amore si irradia su di te, ti fa partecipe della nostra comunione di vita. R/: La pietra scartata ora è pietra angolare.
Io sono il Buon Pastore, perché amo tutti: “Ho altre pecore; sarà un solo gregge, un solo pastore”: come per te, così per tutti: unico amore raggiunge, riunisce e salva tutti mediante la mia morte e la tua missione: “Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla”: depongo la vita morendo, la riprendo risorgendo; in filiale adesione al comando del Padre; attuo il suo progetto di salvezza su ciascuno; rapporto di mente, cuore, passione, affetto, volontà, intelligenza e azione, fra Padre, me e ogni uomo; depongo la vita perché so di riprenderla, come in me, così in ciascuno. Liberamente: unico atto di volontà salvifica. La mia presenza di risorto da morte ora in te ne è caparra. R/:
La pietra scartata dai costruttori ora è pietra angolare.

Offro la vita per le pecore: esse ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono.
Il fedele, come Pietro, mi riconosce Pastore, nel fratello infermo, salvato; segno di tutta l’umanità: reintegrato nel corpo del mio gregge, nell’edificio basato su di me, rigettato, divenuto pietra angolare, sostegno e unione di tutta l’umanità, l’infermo trova salvezza solo in me, “Gesù” = Salvatore. R/: La pietra scartata ora è pietra angolare.
La pietra scartata dai costruttori ora è pietra angolare.

Offro la vita per le pecore: esse ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono.
Il fedele, come Giovanni, riconosce che il Padre ha tanto amato il mondo, Infatti, .da dare il Buon Pastore: il suo Figlio unigenito, e il mondo abbia la vita: la dignità di figli di Dio mediante il battesimo, disprezzata da chi lo ignora; in continua crescita fino alla filiazione piena e definitiva in chi lo cerca e lo vedrà alla fine così come egli è. R/:
Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.

PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Vers. Resp.: La pietra scartata dai costruttori ora è pietra angolare,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
il Buon Pastore che depone la sua vita per radunare il gregge;

attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
Gesù in mezzo a noi, ci risana e ci fa aderire alla tua volontà;

offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
deponendo le sue vesti e riprendendo la nostra umanità ci fa gustare la gioia di essere tuoi figli;

intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo: radunati nell’unico gregge, giungano ai pascoli eterni del cielo;

lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria: dall’umanità che fai risplendere di nuova luce: Gesù risorto.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., Il Pastore:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: il pastore, conduce, pascola, raduna, difende il gregge;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: il pastore, Javè fedele al suo patto d’amore per Israele;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: il pastore, unico e vero, Gesù secondo il comando del Padre;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: il pastore, la Chiesa raffigurata in Pietro e Giovanni continuazione del Cristo;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. il pastore, l’umanità redenta dal sangue prezioso di Cristo, gioiosa in lui.

Preghiamo:
O Padre, che in Cristo Buon Pastore ci introduci nella tua vita di intima comunione; concedici di aderire al tuo Figlio che hai designato fondamento della tua Chiesa. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).

4ª DOMENICA TEMPO PASQUALE
Anno B – 14 Maggio 2000
RACCOGLIMENTO
ASCOLTA, Israele! Ascolta, Chiesa che sei in ..; Ascolta, N.(Deut. 6,4):
ECCOMI, Signore: godo che tu ami tutti così! Aiuta tutti come ora aiuti noi.

LETTURA
“I fedeli leggano almeno i testi della messa, in famiglia o in privato” (PCFP 13); ora è in atto la celebrazione della s. messa in cui “la Chiesa (tu) offre al Padre nello Spirito Santo la Vittima Immacolata” (Cfr PNMR 55, f).

MEDITAZIONE
Con lo Spirito e la Sposa diciamo:”, “Vieni, Signore Gesù!” (Cfr Apoc 22, 17.20).
E Gesù dice:
“Sì, ecco io vengo”, Chiesa che sei in…, N., e (Antifona alla Comunione):
Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosce ed esse mi seguono.

Mi ascolti: io ti conosco e tu mi segui. Festa della dedicazione:
il nuovo tempio, nuovo rapporto, fatto di conoscenza e sequela. Io ti conosco e tu mi segui, cioè, mi riconosci. Non mi fai domande tranello, ma mi cerchi nella sincerità.
R/: Popoli tutti, lodate il Signore. Alleluia: cercatelo nella sincerità.

Io il Buon Pastore, perché do,
depongo come una veste, metto a disposizione, la mia vita, consapevolmente e liberamente, fino a morire, a favore (hyper) delle mie pecore, indifese contro il lupo rapace, prive di orientamento. Si fidano per istinto del pastore, che le difende, conduce, assicura una dimora, non solo nel pericolo, ma sempre; mi stanno a cuore: sono carne della mia carne, ossa delle mie ossa. Il mercenario non è pastore, lavora per il salario, le pecore non gli appartengono, non gl’importa la loro sorte; nel pericolo salva se stesso, abbandona le pecore, fugge; le pecore in balia del lupo, di satana, periscono. Lo ripeto quattro volte: “Do la mia vita”. Non è strano che un pastore dia la vita per le pecore? Questo è il vostro Dio: dà la vita, cioè dona la vita, per tutti, nei quattro punti cardinali, senza distinzioni, incondizionatamente. R/: Meraviglia! La pietra scartata ora è pietra angolare.

Io il Buon Pastore, perché conosco
le mie pecore ed esse conoscono me, come il Padre conosce me e io il Padre: altro punto del tutto sproporzionato; stesso intimo rapporto di conoscenza cioè di vitale esperienza reciproca Dio Padre e Figlio, e l’uomo, ogni persona. «Come» (kathòs), paragone di uguaglianza, il Padre ama me io amo te: fondamento, modello, sorgente del mio amore per te è l’amore del Padre per me: amo lo stesso amore del Padre per me e per te. Il nostro amore si irradia su di te, ti fa partecipe della nostra comunione di vita. R/: La pietra scartata è l’amore, la vita stessa di Dio che è pietra, fondamento della nostra vita.

Io il Buon Pastore, perché amo tutti:
“Ho altre pecore; sarà un solo gregge, un solo pastore”: come per te, così per tutti: unico amore raggiunge, riunisce e salva tutti mediante la mia morte e la tua missione: “Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla”: depongo la vita morendo, la riprendo risorgendo; in filiale adesione al comando del Padre; attuo il suo progetto di salvezza su ciascuno; rapporto di mente, cuore, passione, affetto, volontà, intelligenza e azione, fra Padre, me e ogni uomo; depongo la vita perché so di riprenderla, come in me, così in ciascuno. Liberamente: unico atto di volontà salvifica. La mia presenza di risorto da morte ora in te ne è caparra. Come l’amore del Padre per me si riversa su di te, così l’amore mio in te si riversa verso gli altri e si forma un solo corpo, un solo essere vivente nell’amore reciproco. R/: La pietra scartata dai costruttori è pietra angolare.

Il fedele, come Pietro, mi riconosce Pastore
nel fratello infermo, salvato; segno di tutta l’umanità: reintegrato nel corpo del mio gregge, nell’edificio basato su di me, rigettato, divenuto pietra angolare, sostegno e unione di tutta l’umanità, l’infermo trova salvezza solo in me, “Gesù” = Salvatore. R/: La pietra scartata ora è pietra angolare.

Il fedele, come Giovanni, riconosce che il Padre ha tanto amato il mondo
da dare il suo Figlio unigenito, Buon Pastore, e il mondo abbia la vita: la dignità di figli di Dio mediante il battesimo, disprezzata da chi lo ignora; in continua crescita fino alla filiazione piena e definitiva in chi lo cerca e lo vedrà alla fine così come egli è.
Tutta l’assemblea risponde al Padre in Cristo con la:

PREGHIERA EUCARISTICA
Popoli tutti, lodate il Signore. Alleluia:
– Padre, ti rendiamo grazie per il tuo Figlio; il Buon Pastore che depone la sua vita per radunare il gregge.
– Padre, manda lo Spirito perché Gesù sia in mezzo a noi; ci risani e faccia aderire alla tua volontà.
– Padre, ti offriamo il Figlio Gesù; deponendo e riprendendo in noi le vesti ci fa gustare la gioia di essere tuoi figli.
– Padre, accogli vivi e defunti in Cristo; radunati nell’unico gregge, giungiamo ai pascoli eterni: alla pienezza della tua vita divina.
– Padre, per Cristo, con Cristo e in Cristo, a te, ogni onore e gloria nell’unità dello Spirito Santo, che fa risplendere la nuova luce di Dio in noi; ogni onore e gloria dall’umanità nel Signore risorto, per tutti i secoli eterni. Amen.

CONTEMPLAZIONE
Il Buon Pastore:
prefigurato nella Creazione: – pastore, che conduce, pascola, raduna, difende il gregge.
figurato nella storia d’Israele: – pastore, Jawè unico pastore fedele al suo patto di amore per Israele.
compiuto in Gesù, ultimi tempi: – pastore, Gesù vero Pastore secondo il comando del Padre.
manifesto nella Chiesa, eff.d. Spt: – pastore, la Chiesa raffigurata in Pietro e Giovanni continuazione del Cristo.
completo alla fine nella gloria: – pastore, tutta l’umanità redenta dal sangue prezioso nella gioia dei pascoli eterni.

Preghiamo: O Padre, che in Cristo Buon Pastore ci introduci nella tua vita di intima comunione; concedici di aderire al tuo Figlio che hai designato fondamento della tua Chiesa. Per Cristo nostro Signore. Amen.