11/07/2010 – T. ORDINARIO – ANNO C – 15 DOMENICA – 2010
Preparazione alla celebrazione della messa.
15ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO.
Anno C – 11 Luglio 2010
La mia legge è amare.
CI RACCOGLIAMO
davanti al Signore Gesù, che si dona fino alla morte in croce, trasmettendo lo Spirito, e risorge: ci fa suoi «tralci» (Gv 15,5), sue membra (cfr 1Cor 12) con il Battesimo, la Cresima, l’Eucaristia (Nota 1). Rinnoviamo il segno dell’adesione a Cristo, in risposta alla sua richiesta: “Rimanete in me!” (Gv 15,4.7.9), e diciamo insieme: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen. Dio ci parla con le nostre parole, e ci dice: “Ascolta, Israele: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore; e il prossimo come te stesso”.
Israele lo ripete: celebra la parola di Dio. Dio parla a noi tramite noi stessi come nel celebrare la messa; dico, quindi: “Ascolta, N.”. [N = proprio nome o di altre persone]. Ciascuna/o può aggiungere il nome d’una parrocchia, comunità, diocesi, nazione; per esempio: “Ascolta, Chiesa che sei in parrocchia di N.”, “… in comunità di N.”, “…in famiglia N.”, “…in Roma”, “…Italia”, …in Europa”. e tutti in preghiera ripetiamo l’invito: “Ascolta, …”.
Così «in persona dei citati» ci presentiamo al Padre con Gesù, per Gesù, in Gesù che «sta davanti a Dio» in atto di presentargli ogni comunità, ogni persona, e intercede per noi» (Rom 8,34), lui che di «tutti» prende «tutto» su di sé.
Così in Cristo accogliamo con disponibilità da Dio la nostra esistenza quotidiana, arricchita dei meriti della passione morte risurrezione di Cristo, portiamo nel cuore le persone delle comunità citate, e ripetiamo insieme: Eccomi, Signore! Aiuta tutti, come ora aiuti noi ad ascoltarti.
Dicendo «Eccomi, Signore», ci predisponiamo ad offrire il nostro corpo, come sacrificio vivente, santo, gradito a Dio, come nostro culto nello Spirito (cfr Rom 12,1), come prolungamento della messa nella vita; e con Paolo possiamo dire: “Sono lieto di dare compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo, che è la Chiesa” (Col 1,24). Aggiungendo poi, «Aiuta tutti, come ora aiuti noi ad ascoltarti», siamo fatti partecipi della Grazia di Dio per tutti gli altri. I Padri della Chiesa consideravano questo come «Perdono che copre la moltitudine dei peccati».
LEGGIAMO
il formulario liturgico della messa corrispondente; da Ingresso a Dopocomunione, secondo le disposizioni della chiesa (nota 2). Cogliamo una parola da contestualizzare (vedi sotto «Rileggiamo»), e da ripetere: “N., …”, appena il Signore si annunzia, = ci viene in mente o appena «ci accorgiamo» di lui (come dice Gesù in Mt 24,39), durante la giornata.
Rileggiamo
i testi, cominciando dal vangelo: dove Gesù si rivela Buona Notizia, parlando della sua e nostra pasqua che celebriamo; dove Gesù si rivela “Compimento” delle promesse della prima lettura; e dove Gesù si rivela “Fondamento” della sua comunità, la chiesa, nella seconda lettura (vedi Principi e Norme per l’uso del Lezionario e del Messale Romano). Rileggiamo quindi vangelo, e I-II lettura in rapporto al vangelo.
Il VANGELO (Lc 10,25-37).
Struttura del vangelo liturgico.
Due parti racchiuse fra due domande e due risposte : “Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna ?”, e “Chi è il mio prossimo?”; “Fa’ questo e vivrai”, e “Va’ e anche tu fa’ così”. Nella prima parte Gesù si rivela nei fatti il compimento della profezia messianica: “Amerai il Signore Dio tuo… e il prossimo tuo…”. Nella seconda parte Gesù presenta la sua incarnazione passione morte risurrezione e ritorno finale nella similitudine del samaritano.
La prima lettura (Deut 30,10-14) parla di Gesù e dice: “Questa Parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore”. Allora anche tu in Gesù puoi amare Dio con tutto il cuore…
La seconda lettura (Col 1,15-20) dice ancora di Gesù che “Tutte le cose sono state create da lui e in vista di lui”: “Gesù Cristo p immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione. Capo del corpo, della Chiesa, principio, primogenito di quelli che risorgono, ….in lui tutta la pienezza”….
Tematica Liturgica.
Vi do un comandamento nuovo:
che vi amiate a vicenda come io ho amato voi; nella stessa Compassione.
Il buon samaritano ebbe compassione: va’ e anche tu fa’ lo stesso.
La tua vita è incentrata nella mia Compassione.
Il suscito in te la mia compassione, e tu scopri in te la mia Compassione.
Segui le mozioni della mia Compassione, perché sei fatto con il cuore di Dio-Compassione.
Con la mia Compassione vinci tutto, sei posto al di sopra di tutto.
Gesù ci parla e suscita in noi la risposta, che formuliamo con il Versetto Responsoriale:
I tuoi interventi, Signore, fanno gioire il cuore.
La mia legge è amare. L’Amore rende Gesù vicino ad ogni uomo, per farlo a sua volta vicino agli altri uomini (vangelo). La legge dell’amore di Dio è nel tuo cuore e nella tua bocca, nella tua mente e in tutte le tue possibilità (prima lettura). Nell’amore di Gesù tutte le cose raggiungono la loro pienezza (seconda lettura). Venendo in noi Gesù dice: Oggi mi rendo presente come Compassione di Dio Padre, in atto di farmi «prossimo» a te, a ciascuno, e rendervi capaci di amare come siete amati da me, nel simbolo del «buon samaritano». – O Cristo, buon samaritano del mondo, donaci un cuore attento e generoso verso le sofferenze e le miserie dei fratelli per essere simili a te e “avvicinare” gli altri come “siamo avvicinati” da te.
La mia legge è amare: farti scoprire la compassione di Dio in te stesso. “Il dottore della legge si alzò per mettere alla prova Gesù, dicendo: Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?” – “Cosa è scritto? Che capisci?” – “Amerai il Signore Dio tuo e il prossimo tuo come te stesso”. – “Fa’ questo e vivrai”. – “E chi è il mio prossimo?”. – Gesù è in viaggio: deve raggiungere tutti, la sua salvezza è per tutti gli uomini. Ha mandato avanti i Dodici discepoli; si sono ritenuti giudei superiori ai samaritani, e non hanno avuto buon esito. Ha mandato avanti i Settantadue, senza titoli particolari: nel nome di Gesù vedono satana cadere dal cielo; ma Gesù precisa subito: “Rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli”. Per questo Gesù oggi si rende presente: perché «il tuo nome sia scritto nel cielo», perché tu sia figlio dell’Altissimo, perché l’amore del Padre in Gesù si estenda su «ingrati e malvagi» (Lc 6,35). Così «si compie la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo» (Apc 12,10). «Dotto e sapiente», come il dottore della legge, diventi «piccolo» come Gesù si mostra di essere, perché tu «conosca queste cose» del Regno.
Mi rendo presente e mi avvicino, tanto da venire in te in questa eucaristia, per liberarti da te stesso. Anche se domandi, fingendo di cercare, e in realtà nascondessi l’intenzione di «tentarmi», io ignoro questo tuo «falso io», ti coinvolgo come il dottore perché sappi di avere la conoscenza di Dio in te, la risposta alla tua domanda; ti faccio scoprire che sei in grado di ascoltare e risponderti: “Amerai il Signore tuo Dio”; riconosci che ti resto vicino e non respingo te ma la tua tentazione; mi descrivi aggiungendo: “Amerai il prossimo tuo”; trovi in te il mio amore e concludi: “Come te stesso”; vale la pena vivere questa vita: “Fa’ questo e vivrai”!
Mi rendo presente perché, libero dal giustificarti, ti risparmi altre brutte storie. Mostri di sapere la risposta alla tua domanda, vedi che ti presenti senza motivo, non ti accontenti di fare brutta figura come «tentatore»; e aggiungi un’altra domanda: “E chi è il mio prossimo?”, cosciente di sapere ancora la risposta vedendo me fatto tuo prossimo misericordioso; mentre ti dibatti coi briganti del tuo io, taccio e passo ai fatti della parabola. – Sei paziente, misericordioso e giusto con me, Signore! I tuoi interventi sono tutti fedeli e giusti, più preziosi dell’oro, più dolci del miele da un favo stillante.
La mia legge è amare: scopri in te la mia compassione. «Gesù riprese (con una parabola): “Un uomo scendeva da Gerusalemme e incappò nei briganti, che lo lasciarono mezzo morto; un sacerdote lo vide e passò oltre; un levita lo vide e passò oltre; invece un samaritano lo vide e ne ebbe compassione: si fece vicino, versò olio e vino, fasciò, lo alloggiò, curò, affidò, disse all’albergatore: Abbi cura, ti rifonderò. Quale di questi tre è il prossimo?”». Non per te, per nessun titolo tuo di bene o di male; ma per me stesso, per amore del mio «Nome» (= Persona) , io ti soccorro, chiunque tu sia e in qualsiasi situazione, gratuitamente; ti vedo e ho compassione di te: tale Spirito divino di bontà e tenerezza, vivo, ardente, forte, sottile, profumato, gioioso, come l’olio dell’amore e il vino della consolazione, mi mette in viaggio come un medico, mi fa tuo vicino fino ad assumere la tua umanità ferita, fino a prendere tutto il tuo peso su di me, fatto tuo servo come un giumento: dall’incarnazione alla passione, morte, risurrezione, ascensione; ora intercedo presso il Padre, ti affido alla Chiesa di Pietro dopo avergli dato lo stesso mio affetto per te, ti dono l’amore verso Dio e il prossimo raffigurato nei due denari, ritorno alla fine come ricompensa. E fossi tu anche un essere spregevole come un samaritano per un ebreo, o più qualificato di un dottore, di un sacerdote, o di un levita, fossi emarginato, scomunicato, odiato, o fossi tu pure un dottore, un sacerdote, un levita, avvicinato da me, ricevi il mio Spirito dal Padre, vedi e hai compassione come me di fronte al figlio morto di una madre vedova, o come il padre che attende il figliol prodigo: vedi e hai compassione come Dio che dà vita; in te, liberato da te stesso e da preoccupazioni rituali o scrupoli cultuali, io continuo a farmi prossimo al fratello in ogni situazione, di tutto cuore, anima, forza, mente. – Scopro il tuo amore senza limiti, Signore!
La mia legge è amare: lasciati guidare dalla mia compassione. «Quegli rispose: “Chi ha avuto compassione di lui”. – “Va’ e anche tu fa’ lo stesso”». Come nel mio agire con te mi hai riconosciuto compimento dell’amore di Dio e del prossimo, così ora riconosci che la mia compassione ti fa prossimo ai fratelli: ti spinge con i settantadue avanti a me nel mio viaggio verso la Gerusalemme celeste. Divieni ministro di compassione divina, di alleanza con Dio, e di attenzione al prossimo: vera comunione fraterna! La tua umanità, unita a me in viaggio, porta con me il carico del fratello bisognoso; in me, mentre sei portato, tu porti il fratello nella locanda del mio rapporto con il Padre; in me: mentre ti curo, tu curi; mentre intercedo, intercedi; mentre ti affido, tu affidi; mentre ti riempio, tu riempi di gioia; in te io raggiungo i fratelli. – Meraviglioso è quanto tu attui in noi, Signore.
I tuoi interventi, Signore, fanno gioire il cuore.
La mia legge è amare: segui le mozioni della mia compassione. «Obbedirai alla voce del Signore tuo Dio e ti convertirai al Signore tuo Dio con tutto il cuore». Hai scoperto che in me, nella mia persona, si compie tutta la legge: in me il Padre si avvicina a te, ti chiede di accettare la sua alleanza; se non l’accogli, rimani nella schiavitù; ma per un nuovo suo intervento gratuito, mediante me, ti riporta a sé, suscita in te la conversione: tu puoi aderire al Signore, che gioisce e ti fa gioire. – I tuoi interventi, Signore, fanno gioire il cuore.
La mia legge è amare: sei fatto con il cuore di Dio, cuore di Compassione. «Questa parola è molto vicina a te, perché tu la metta in pratica». Liberato da te stesso, raggiunto dalla compassione di Dio in me, percepisci l’impulso interiore dello Spirito che ti spinge ad aderire a me; e la volontà del Padre ti è vicina: ti è pienamente possibile come lo Spirito suggerisce, perché io mi rendo vicino a te, la mia parola suscita ciò che esprime e ti muove all’azione. Questo tuo intervento, Signore, mi salva.
I tuoi interventi, Signore, fanno gioire il cuore.
La mia legge è amare: la tua vita alla mia presenza è incentrata nella compassione. «Gesù è immagine del Dio invisibile; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui». Come buon Samaritano, dice Gesù, sono l’immagine visibile della misericordia del Dio invisibile: “Chi vede me, vede Colui che mi ha mandato”; Compassionevole, mi rendo vicino a te, a ciascuno, trasformandoti in ministro della Misericordia, centro di tutta la storia secondo il progetto di Dio Creatore e Redentore.
La mia legge è amare: con la mia compassione tu vinci tutto, superi tutto. Come Samaritano compassionevole, immagine dell’agire di Dio, origine dell’azione dell’uomo, sono il Capo del corpo che è la Chiesa, il Primo risorto dai morti, la Forza di risurrezione fin d’ora in tutti: pienezza di vita, riconciliazione universale con il Padre; per la mia compassione è possibile la tua, ho aperto lo spazio perché ciascuno si prenda cura degli altri nel mio nome fino al mio ritorno. – «Padre misericordioso, che nel comandamento dell’amore hai posto il compendio e l’anima di tutta la legge, donaci un cuore attento e generoso verso le sofferenze e le miserie dei fratelli, per essere simili a Cristo, buon samaritano del mondo». Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.
I tuoi interventi, Signore, fanno gioire il cuore.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Vers. Resp.:
I tuoi interventi, Signore, fanno gioire il cuore,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
buon Samaritano, compendio e anima della legge;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
egli rende presente Gesù, luogo di compassione per tutti;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
egli trasforma la nostra vita con la sua compassione;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
raggiunti nelle nostre sofferenze dal suo cuore attento, generoso, possiamo raggiungerlo nella pace;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
dalle opere di compassione di Cristo nella Chiesa.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., La Compassione:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: la compassione, in ogni uomo;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: la compassione, in Dio verso Israele;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: la compassione, in Gesù Buon Samaritano;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: la compassione, di Gesù nella Chiesa corpo di Cristo;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: la compassione, di Gesù in tutta l’umanità in Gesù.
Preghiamo: O Padre, che nel tuo Figlio Gesù ci hai dato un comandamento nuovo: che ci amiamo a vicenda come egli ha amato noi; fa’ che il tuo popolo nella sua storia sperimenti i tuoi interventi che danno gioia. Per Cristo nostro Signore. Amen.