11/12/2005 – AVVENTO – ANNO B – 3 DOMENICA – 2005
Preparazione alla celebrazione della messa.
3ª DOMENICA DI AVVENTO
Anno B – 11 Dicembre 2005
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…!
Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti
(Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).
TESTI e MEDITAZIONE
TESTI
Antifona d’Ingresso Fil 4,4.5
Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto,
rallegratevi, il Signore è vicino.
Colletta
Guarda, o Padre, il tuo popolo che attende con fede il Natale del Signore, e fa’ che giunga a celebrare con rinnovata esultanza il grande mistero della salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo…
Anno A:
O Dio, Padre degli umili e dei poveri, che chiami tutti gli uomini a condividere la pace e la gloria del tuo regno, mostraci la tua benevolenza e donaci un cuore puro e generoso, per preparare la via al Salvatore che viene. Egli è Dio.. .
Prima Lettura Is 61, 1-2a. 10-11
Gioisco pienamente nel Signore.
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA
Lo spirito del Signore Dio è su di me
perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione;
mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri,
a fasciare le piaghe dei cuori spezzati,
a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri,
a promulgare l’anno di misericordia del Signore.
Io gioisco pienamente nel Signore,
la mia anima esulta nel mio Dio,
perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza,
mi ha avvolto con il manto della giustizia,
come uno sposo che si cinge il diadema
e come una sposa che si adorna di gioielli.
Poiché come la terra produce la vegetazione
e come un giardino fa germogliare i semi,
così il Signore Dio farà germogliare la giustizia
e la lode davanti a tutti i popoli.
Salmo Responsoriale Lc 1, 46-50.53-54
LA MIA ANIMA ESULTA NEL MIO DIO.
L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione
la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.
Ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia.
Seconda Lettura 1 Ts 5, 16-24
Spirito, anima e corpo, si conservino irreprensibili per la venuta del Signore.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI TESSALONICESI.
Fratelli, state sempre lieti, pregate incessantemente, in ogni cosa rendete grazie; questa è infatti la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.
Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie; esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male.
Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo. Colui che vi chiama è fedele e farà tutto questo!
Canto al Vangelo Is 61,1
ALLELUIA, ALLELUIA.
Lo spirito del Signore è su di me,
mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri.
ALLELUIA.
Vangelo Gv 1, 6-8. 19-28
In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.
E questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Chi sei tu?». Egli confessò e non negò, e confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Che cosa dunque? Sei Elia?». Rispose: «Non lo sono». «Sei tu il profeta?». Rispose: «No». Gli dissero dunque: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?».
Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia». Essi erano stati mandati da parte dei farisei. Lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, uno che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.
Sulle Offerte
Sempre si rinnovi, Signore, l’offerta di questo sacrificio, che attua il santo mistero da te istituito, e con la sua divina potenza renda efficace in noi l’opera della salvezza. Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dell’Avvento I
La duplice venuta del Cristo
È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo nostro Signore.
Al suo primo avvento nell’umiltà della nostra natura umana
egli portò a compimento la promessa antica,
e ci aprì la via dell’eterna salvezza.
Verrà di nuovo nello splendore della gloria,
e ci chiamerà a possedere il regno promesso
che ora osiamo sperare vigilanti nell’attesa.
E noi, uniti agli Angeli e alla moltitudine dei Cori celesti,
cantiamo con gioia l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo .. .
Antifona alla Comunione Is 35,4
Dite agli sfiduciati: «Coraggio non abbiate timore:
ecco, il nostro Dio viene a salvarci».
Anno B: Cf Gv 1,26-27
«In mezzo a voi sta uno che non conoscete,
al quale io non sono degno di sciogliere i calzari.
Dopo la Comunione
O Dio, nostro Padre, la forza di questo sacramento ci liberi dal peccato e ci prepari alle feste ormai vicine. Per Cristo nostro Signore.
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MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant.Com.), con il dono di se stesso, attua in noi il messaggio dei testi biblici (cf TEMPO DI AVVENTO – ANNO B – 2ª DOMENICA 15/12/2005); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (Cf CRITERI DI MEDITAZIONE – 15/08/2005).
Messaggio della Parola:
VI FACCIO MIEI TESTIMONI NELLA GIOIA.
Messaggio che ispira e attua Celebrazione e Vita.
1°. RITI D’INTRODUZIONE.
“Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino”. L’assemblea accoglie oggi Gesù, fondamento di gioia, non solo perché verrà, ma prima di tutto perché «è vicino». Questa celebrazione eucaristica manifesta la gioia della presenza di Cristo in noi, come Gesù ha promesso: “La mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena”(Gv 15,11). e ci mette in condizione di sperimentare la gioia piena. Per celebrare il Natale del Signore che viene preghiamo lo stesso Signore presente, vicino, con le parole della prima Colletta: “Guarda, o Padre, il tuo popolo, che attende con fede il Natale del Signore e fa’ che giunga a celebrare con rinnovata esultanza il grande mistero della salvezza”. Per sperimentare la gioia della presenza del Signore vicino e veniente, ci rivolgiamo a Gesù che ha detto: “Lo Spirito del Signore è su di me,
mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri”, e in lui preghiamo il Padre con le parole della seconda colletta, dell’anno B: “O Dio, Padre degli umili e dei poveri, che chiami tutti gli uomini a condividere la pace e la gloria del tuo regno, mostraci la tua benevolenza e donaci un cuore puro e generoso, per preparare la via al Salvatore che viene. Per Cristo nostro Signore. Amen”. Prendiamo coscienza che il Signore vicino e veniente ci ha riuniti qui e ci prepara ad ascoltare la sua parola.
2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Lo Spirito ci dispone ad ascoltare la Parola di Gesù che parla concludendo: Oggi si attua la Parola che avete udito. – Richiamiamo la Parola di Gesù, aderiamo a quanto il suo Spirito oggi attua in noi.
COME GIOVANNI, SIAMO FATTI TESTIMONI DI GESÙ (Gv 1,6-8.19-28).
Ogni persona è fatta da Dio come Giovanni: Presenza di Colui che è sempre presente a far Grazia.
In occasione di Giovanni Battista infatti è descritta ogni persona, perché sta scritto: «Venne» (egèneto = ci fu, fu fatto) «uomo» (ànthropos = uomo in genere, e non anèr = maschio, come sarebbe Giovanni Battista) «mandato» (fatto quindi per una missione precisa) «da Dio» (unico mandante. Gesù dirà: “Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”, Gv 20,21), «il suo nome» (ònoma autò = il nome a lui: la missione di una persona è indicata con il nome) «Giovanni» (Joànnes = Javè fa grazia: Jo = abbreviazione di Javè + hen = compassione, attività propria di Dio). L’Evangelista descrive Giovanni intendendo parlare di me, di te, di ogni persona. Ognuno di noi viene all’esistenza per una precisa missione da parte di Dio. La missione di ciascuna persona è: presenza di «Colui che è» sempre presente a fare Grazia. Ogni persona ha nome: “Giovanni”.
Ogni persona, come Giovanni, è «Javè fa grazia», in vari modi. In Giovanni Battista «Javè fa grazia come testimone per rendere testimonianza alla Luce». La Missione specifica del Battista è testimoniare Gesù: «Luce», e poi: «Agnello di Dio» (Gv 1,29), «Inviato dal Padre», «Colui su cui si posa e rimane lo Spirito». Giovanni impara a conoscere Gesù, testimoniandolo con disponibilità a cambiare il proprio modo di vedere: ascoltando la persona di Gesù, comprendendo parole e gesti di Gesù. Giovanni aderisce a Gesù che egli testimonia, e conduce altri a Gesù. Suscita domande in tutti riguardo a Gesù, esattamente come in se stesso sono sorte domande; con la stessa disponibilità di Giovanni siamo invitati ad ascoltare, confrontare e cambiare mentalità.
Testimone di Gesù, Giovanni scopre la propria identità in relazione a Gesù e in dipendenza da Gesù. Lo interrogano: “Chi sei tu?”. – Risponde: “Io non sono”, rimandando a Gesù che si dichiara invece: “Io Sono” (Gv 18,5) ai soldati e alle guardie che vanno a catturarlo nell’orto degli ulivi. È l’eco del nome di Dio che si rivela a Mosè presso il monte Sinai. Giovanni precisa: “Io non sono «il Cristo»”, l’Unto, la Parola. “Io sono voce”. Giovanni è la voce, Cristo la Parola. Giovanni è la voce. Del Signore invece si dice: «In principio era il Verbo» (Gv 1, 1). Giovanni è la voce che passa, Cristo è il Verbo eterno che era in principio” (Agostino).
Giovanni aggiunge ancora riguardo all’identità di Gesù: «Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, uno che viene dopo di me, al quale io non sono degno di sciogliere il legaccio del sandalo». Secondo il Levitico, scioglie il legaccio del sandalo il parente della sposa, vedova, senza figli, e la prende in moglie perché possa avere figli. Questo parente “sta in mezzo a voi”, perché si è fatto uomo come noi, ma “che voi ancora non conoscete”. Non posso essere io, dice Giovanni Battista. È “uno più forte di me”. – Questi è Gesù, fattosi uomo come noi, divenuto parente nostro, Sposo dell’umanità, vedova, senza figli. – Gesù ci battezza, cioè c’immerge nel suo Spirito, e noi diventiamo come lui: Figli di Dio, suo e nostro Padre.
TESTIMONIARE GESÙ È FONTE DI GRANDE GIOIA (Is 61,1-2.10-11).
Il Cristo Signore, Messia, è la «gioia» di tutta la terra: quanti l’accolgono e lo testimoniano, hanno la stessa sua gioia. Oggi la manifestiamo in tutta la celebrazione eucaristica. È un assaggio di quanto avviene con la nascita dell’Emmanuele, il Dio con noi.
Isaia (61,1s.10s) descrive questo «lieto annunzio» portato da lui stesso e da ogni fedele Inviato di Dio al Popolo che ritorna dall’esilio babilonese, simbolo di ogni esilio. Lo Spirito investe il profeta, che testimonia il ritorno di Dio con il suo popolo dall’esilio. Dice: “Lo spirito del Signore Dio è su di me, mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri, a promulgare l’anno di misericordia del Signore”. Gesù lo ha adattato e applicato a se stesso. Nella sinagoga di Nazaret «cominciò a dire: “Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi”» (Lc 4,21). Come infatti Dio è andato con il suo popolo in esilio, così ora dall’esilio il Signore Gesù ritorna con il suo popolo. È «l’anno di misericordia del Signore» che ristabilisce un mondo nuovo. Il rapporto di Dio con l’uomo in Cristo ritorna ad essere un’alleanza ancora più grande di prima: perfetta, cioè nuova ed eterna alleanza. È espressa con i simboli della veste nuziale. Noi, assemblea celebrante, siamo quella sposa che si descrive stupita con le parole dell’antico Israele: “Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza, mi ha avvolto con il manto della giustizia, come uno sposo che si cinge il diadema e come una sposa che si adorna di gioielli”. Battezzati in lui, testimoniamo Gesù, nostra salvezza e giustizia, e gioiamo.
Lo Spirito suscita nel profeta la parola, e la parola del profeta, come di ogni cristiano, compie ciò che annuncia: poveri e malati, schiavi e prigionieri, cioè quanti confidano nel Signore più che nelle proprie forze, attendono con umile confidenza dal Signore la liberazione. Il popolo che ritorna dall’esilio (noi di ritorno da ogni esilio) è ferito, ha il cuore spezzato; ma la parola del profeta, specie di Gesù, lo raggiunge, e la forza di Dio che è nella parola lo guarisce, lo libera, lo scarcera. Così Dio inaugura «il tempo della misericordia del Signore e della sua redenzione». Gesù lo porta a compimento. Il profeta per primo ha sperimentato la salvezza, che ora comunica e testimonia al popolo con gioia ed esultanza: testimonia che solo Gesù è Salvatore. La testimonianza del Signore crea una gioia che è come la vita racchiusa nel seme: il seme germoglia e il suo frutto salvifico fa sprigionare la lode.
L’ASSEMBLEA GIOISCE CON GESÙ E MARIA TESTIMONI DI GRAZIA (Lc 1,46-50.53-54).
“La mia anima esulta nel mio Dio”, canta Maria. «Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: “Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra”» (Lc 10,21). Gesù e Maria ora ci invitano a cantare con loro un inno di lode al Padre: “L’anima mia magnifica il Signore”. Testimoniamo la grandezza del Signore e siamo colmi di gioia. Testimoniamo che “egli ha guardato la nostra piccolezza”, e, meraviglia!, ha saputo metterci a sua totale disposizione. Ha ricolmato così la nostra povertà con il dono della sua grazia. Noi non tratteniamo il suo dono, ma lo rimandiamo al nostro Salvatore mediante la lode: “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome”. Potente, Santo, Misericordioso il nostro Dio! La sua misericordia impregna tutte le sue azioni: in Gesù, in Maria e in tutti lungo i secoli, a favore del suo popolo Israele, come ora in noi: “La sua misericordia si stende su quelli che lo temono” e lo testimoniano. Quelli che non lo testimoniano, si auto-escludono dall’azione potente e misericordiosa di Dio e dalla sua vera gioia.
VOI CHE TESTIMONIATE IL SIGNORE, STATE SEMPRE LIETI! (1 Tessalonicesi 5,16-24).
Anche Paolo ci esorta a gioire testimoniando il Signore Gesù, dicendo: Cari amici, state sempre lieti. Qualsiasi cosa succeda, pregate e ringraziate sempre il Signore. Amate le cose belle ed allontanatevi dal male. Ma soprattutto imparate ad essere sempre sorridenti ed allegri! Sempre nella gioia perché il Signore sta per venire, anzi gioia soprattutto perché il Signore viene costantemente a noi con il suo Spirito. Pregare, ringraziare per ogni cosa, essere nella gioia: è la volontà del Padre che Gesù ci ha rivelato. Solo Dio può mettere in noi la capacità di rallegrarci sempre, di pregare senza sosta e di rendere grazie in ogni cosa. Chiediamo a lui di renderci conformi a quello che vuole, e che vediamo in Gesù, sempre benevolo e contento, di tutti e di tutto. La nostra gioia è frutto del suo Spirito che è in noi. Non lo dobbiamo spegnere. Lo spegniamo preferendo il male al bene. Ma il dialogo continuo con il Signore in noi ci fa preferire il bene. Dio stesso pensa a metterci in dialogo con lui. Ora, per esempio, in questa Eucaristia. Come il Battista allora, e più di lui noi ora, rendiamo testimonianza alla Luce, a Gesù: avremo la sua gioia, e con tale gioia portiamo altri alla fede in lui!
Paolo ha n’altra esortazione da farci. Ci richiama a vegliare e fare attenzione alle cose buone che lo Spirito di Gesù ci suggerisce, perché le vuole compiere tramite noi, senza doverci saltare. Nello stesso tempo però Paolo chiede a Dio di continuare la sua opera di santificazione iniziata in noi con il battesimo. Gli chiede che la porti fino al compimento della statura dell’uomo perfetto, quando tutto il nostro essere sarà pronto per accogliere il Signore che viene.
3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
“Sempre si rinnovi, Signore, l’offerta di questo sacrificio, che attua il santo mistero da te istituito, e con la sua divina potenza renda efficace in noi l’opera della salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen”. La parola di Gesù presente ci prepara ad accoglierlo ancor meglio: nella celebrazione eucaristica, con il rinnovo dell’offerta di questo sacrificio istituito da Cristo; e nell’esistenza quotidiana, possiamo sperimentare in noi l’opera efficace della salvezza con la divina potenza di Cristo.
Questa preghiera conclude i riti di presentazione dei doni. La parola ci ha ispirato, e attende la nostra risposta. Noi non viviamo finché i buoni pensieri non diventano gesto e fatti concreti. La parola di Dio ascoltata mostra la sua efficacia anzitutto suscitando in noi la disponibilità a mettere noi stessi al servizio dell’opera di Gesù verso tutti nel mondo. Provvediamo all’offerta per Cristo nell’Eucaristia come per il Cristo che sono gli altri. Preghiamo perché cresca in tutti la disponibilità a lasciarsi fare da Cristo suoi testimoni; a condividere con i bisognosi anche i beni della terra. Preghiamo perché aumentino in tutti i cuori pensieri di pace, e si riveli fra gli uomini il volto buono di Dio; perché sappiamo sempre più pregare, ringraziare, stupirci di Dio, e gioire nel Signore.
Resi così disponibili dal Signore per il bene di tutti, lo stesso Signore Dio poi faccia germogliare in noi il suo bene davanti a tutti i popoli, «come la terra produce la vegetazione e come un giardino fa germogliare i semi».
4°. LITURGIA EUCARISTICA..
Ringraziamo e benediciamo il Padre in Gesù.
Grazie, Padre, per il tuo Figlio Gesù che ci hai mandato come Salvatore. In ogni cosa, per ogni persona, in qualsiasi situazione ti rendiamo grazie; questa è la tua volontà verso di noi, o Padre: ce l’hai rivelata in Cristo Gesù, e hai ispirato Paolo a chiederci questo rendimento di grazie per il nostro bene. Grazie della gioia che ci dài mentre portiamo il lieto annunzio ai poveri. Grazie che ci rivesti di ogni prezioso ornamento spirituale come uno sposo o una sposa. Grazie che ci fai vedere come germoglia la giustizia e la pace in tante persone nel mondo.
Gesù ci trasforma in sé vero cibo e vera bevanda.
Siamo simboleggiati dal pane e dall’acqua unita al vino: come il pane e il vino con l’acqua siamo trasformati in cibo e bevanda di salvezza. Ora, Padre, “manda lo Spirito a perfezionare l’opera di Gesù nel mondo e compiere ogni santificazione”. Tu, o Dio della pace, ci santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è nostro, spirito, anima e corpo, si conserva irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo. Tu che ci chiami, o Padre, sei fedele e fai tutto questo!
Gesù in noi continua a donare se stesso.
Come Giovanni Battista, anche noi non siamo la luce, ma dobbiamo render testimonianza alla luce.
In Gesù tu ci mandi “a portare il lieto annuncio”, o Padre. Rinnovando il memoriale del dono che Gesù fa di se stesso per amore fino alla morte, noi con il nostro comportamento di mitezza e di bontà simile al suo, con il suo aiuto testimoniamo la presenza di Gesù fra noi. Testimoniare il dono che Gesù fa di se stesso. Stando in mezzo a noi Gesù ci fa come lui: capaci di donare noi stessi, perché in noi lui continua a vivere. In noi, Padre, Gesù si offre a te per tutti: egli ci fa partecipi del suo cuore puro e generoso.
Gesù intercede per noi, e per tutti mediante noi.
Tutti, Padre: vivi, defunti, celebranti, accogli in Cristo a condividere la pace e la gioia del tuo regno.
Come il profeta si sente investito da te di una particolare missione di consolazione dei sofferenti, e si dichiara il consacrato, rivestito dallo Spirito per rivelare il tuo volto misericordioso; così anche noi, o Padre, vogliamo intercedere per tutti in Cristo presso di te, che ci ispiri a fare il bene a tutti.
Gesù è la gloria perfetta del Padre che riconcilia a sé il mondo in Cristo.
A te, Padre, ogni onore e gloria, dall’umanità realizzata secondo il tuo progetto in Cristo per opera dello Spirito Santo: a te, dagli umili e dai poveri, per la tua benevolenza. Tutto il tuo popolo, o Dio, come un solo individuo, si sente come la sposa, rivestita dalle preziose vesti di salvezza, segno del tuo amore infinito.
5°. RITI DI COMUNIONE.
Preso il pane che ti abbiamo presentato, e rese grazie con la Preghiera di benedizione, tu spezzi il pane, Signore Gesù, e lo distribuisci a noi: in te siamo un solo corpo, un pane di vita per tutti.
Padre nostro, liberaci da noi stessi, concedici di testimoniare il tuo Figlio perché il tuo Figlio riconosca noi presso di te. Fà che possiamo dire agli sfiduciati: «Coraggio non abbiate timore: ecco, il nostro Dio viene a salvarci», nutrendoci, facendoci simili a sé, venendo in noi, facendosi riconoscere da noi, come nostro Sposo, bisognoso di essere anche accolto, rivestito, curato, nutrito, visitato in tutte sue membra, dopo averci donato la dignità immensa di poterlo fare.
Gesù, donaci la pace che viene a noi dalla tua compassione, concedici la gioia che ci viene dalla testimonianza del tuo amore, fa che sappiamo condividere i beni elargiti dalla tua bontà.
Spirito di Dio, tu ci fai cantare pieni di gioia, e in silenzio ci fai accogliere la Parola che si realizza in noi. Tu fai che la nostra mente sia rivolta a tutti mentre camminiamo verso la casa del Padre.
Tu ci fai rispondere: “Amen” alla preghiera che il sacerdote rivolge al Padre in persona di Gesù: “O Dio, nostro Padre, la forza di questo sacramento ci liberi dal peccato e ci prepari alle feste ormai vicine. Per Cristo nostro Signore. Amen”.
Infine tu ci fai acclamare: “Rendiamo grazie a Dio” in risposta all’“Orazione sul popolo”, al Saluto e Benedizione finali. Perché tu, Spirito di Dio, perfezioni l’opera di Gesù nel mondo, e assicuri ogni santificazione, mentre siamo inviati alla nostra esistenza quotidiana, in accresciuta comunione con il Padre e fra di noi, per la forza dell’Eucaristia che ci accompagna, Cristo in noi.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., La Testimonianza:
nella chiesa prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: testimonianza, di chi solidarizza con il fratello;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza testimonianza, di Dio che manda lo Spirito sul profeta ad aiutare l’uomo;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: testimonianza, di Gesù che mostra la benevolenza del Padre verso i bisognosi;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: testimonianza, di fedeli come Giov. B., Paolo che mostrano Gesù presente;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. testimonianza, della comunità lieta, orante, grata che non spegne lo Spirito.
Preghiamo:
O Padre, che ci doni lo Spirito e ci mandi a portare il lieto annunzio ai poveri; fa’ che la nostra anima esulti sempre in te. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).