12/02/2011 – T. O. DOM. 6 – INCONTRO ANIMATORI 12.02.2011
Domenica 6 A: INCONTRO ANIMATORI. GRUPPO LITURGICO PARROCCHIALE.
Dotato in particolare di due doni: la Parola di Dio e il Desiderio che sia in tutti.
Traccia dell’incontro 12.02.2011, 2° sabato del mese.
Nel Nome del Padre… – Ascolta, Israele…
“Sono venuto per dare pieno compimento alla Legge e ai Profeti” (cfr vang.; «Insieme nella messa» p. 87).
VANGELO. Gesù dice: “Sono venuto per dare compimento”. Osservare o completare e compiere?
– Non nel senso di osservare: perché trasgrediva sabato, digiuno, riti purificatori (Mt12,1-14;Mc 2,18; 7,1).
Oggi è contro giuramento e ripudio. Dicendo: “Chi trasgredirà anche uno solo di questi precetti”, parla del suo insegnare; intende: è grande chi opera in mio nome e l’insegna. Porta 6 esempi: “Fu detto. E io vi dico”.
Solo Gesù può leggere rettamente il Vecchio Testamento che lo riguarda: “Tutto è stato fatto per mezzo di lui e in vista di lui” (Gv 1,2). Alle volte Gesù mantiene e matura le ricchezze dell’Antico Testamento, altre volte le supera, altre volte ancora le abolisce. Per chi crede, conta solo l’autorevole Parola di Gesù, che mostra con l’azione; e noi ne siamo meravigliati con quelli che «erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi» (Mc1,22).
– «Completava?» Sì! Il «pieno compimento» di Gesù riguarda la Legge, il Pentateuco, unico fondamento morale per i giudei. Nel decalogo manca “condono, perdono, amore, preghiera anche per i nemici”; Gesù l’aggiunge e lo compie. Alla ‘Legge’ poi Gesù aggiunge i ‘Profeti’: i loro Scritti, le loro Persone. E alla Legge con l’amore, agli Scritti dei profeti e alla loro vita Gesù da «pieno compimento» dall’Incarnazione alla Passione, Morte e Risurrezione: con parole e fatti. Gesù è la nuova e “perfetta Alleanza” scritta nel cuore delle persone, e non più su lastre di pietra, come dice per esempio Geremia (31,33s: “Questa sarà l’alleanza che io concluderò con la casa di Israele dopo quei giorni, dice il Signore: Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò nel loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo. Non dovranno più istruirsi gli uni gli altri, dicendo: Riconoscete il Signore, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il Signore; poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato”).
– Gesù la «compie»? Sì, in sé, e in chi lo accoglie, elevandolo (assunzione) con l’iniziazione cristiana e la testimonianza nella vita quotidiana, fino alla destra (uguaglianza) del Padre, mettendosi al posto di chi l’accoglie, come in Paolo, che quindi può dire: “Non vivo più io, ma Cristo vive in me” (cf Gal 2,20).
L’insegnamento di Gesù, impartito con detti e fatti, è centrato nell’amore del Padre e dei fratelli:
a. Con l’Amore Spirito Santo in noi, al posto nostro, da noi non esce impurità, ma attenzioni verso i fratelli: “Va’ prima”, “presto”, “mentre”, “ti conviene”, “è meglio per te”, .. Gesù, mediante noi dice al culmine dell’Eucaristica: “Questo il mio corpo donato, il mio sangue versato”, e ci fa iniziare la stessa messa con l’‘attenzione’ verso tutti, dicendo: ‘Ascolta, chiesa che sei in…’, ci fa attenti alle minime necessità dei fratelli; ci fa sentire ‘stridenti’ allora le parole: “stupido”, “pazzo”,.. pensate o dette «verso il fratello». Tanto meno lo “uccideremo”. Uccideremmo noi stessi: Gesù capo e membra, divenuto il vero nostro io!
b. Lui si riserva di ricordarcelo: “Ascolta”, N.: “Lì ti ricordi”, io te lo ricordo “che qualcuno ha qualcosa contro di te”. E tu, vai “prima”, “presto”: mi ascolti; ti lasci «cavare l’occhio destro», digiuni da quanto vedi; «tagliare la mano destra», digiuni da ogni attività, finché io, lo Sposo, prendo il mio posto in te, e tu, morto a te stesso, sei pienamente vivo in me; e non «ripudi» i miei, i tuoi fratelli e sorelle: mai, nessuno!
c. «Chiamati alla tua presenza a compiere il servizio sacerdotale”, Padre, diremo: “Sì,sì, no, no”. Nient’altro.
PRIMA LETTURA. Con gli occhi fissi su di me, tuo Signore, origine e compimento della tua fede, ora, “Se vuoi”, tendi la mano a «vita o morte», «bene o male», a «ciò che ti piace». Sapienza di Dio: “Non peccare”.
VERSETTO RESPONSORIALE. “Beato chi vive nel Signore Gesù”. “Aprimi gli occhi perché io veda..”.
SECONDA LETT. «Dio ha stabilito la Sapienza del mistero -Cristo- prima dei secoli per la nostra gloria».
MEDITIAMO. – Mc7,14-16, Insieme nella messa (=InM, p 59): Gesù, chiamata di nuovo la folla, dice loro: “Ascoltatemi tutti, comprendete bene” vale per ogni persona: o io o tu, in te. “Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro, =non disponibile a Dio, ma sono le cose che escono da l’uomo a renderlo impuro” non disponibile a Dio. “Dal di dentro, cioè dal cuore dell’uomo, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adulteri, avidità, malvagità (6 plurali, frutti); inganno, dissolutezza, invidia, calunnia superbia, stoltezza” (6 singolari, tronchi). Tutte queste cose cattive, 12=tutto in tutti, vengono dall’interno e rendono impuro l’uomo”, incapace di bene, se io non sono il suo io: in ognuno.
– Gen 2,15-3,9: l’albero del bene e del male (InM, 1ª lettura, pp 58-75). L’interno dell’uomo è come un giardino. C’è Dio e il serpente, satana che con le sue idee, i suoi raggiri, distoglie l’uomo perché non celebri: ascolti, chieda ciò che Dio dice. Pecca. Ma Dio cerca l’uomo: “Dove sei?”. Poi, Gen 3,22: l’albero della vita (InM, p 75s). Dio dice: come si è appropriato il dono del bene e male, “l’uomo” non si appropri la Vita”: non pensi che la Vita in lui «polvere» non gli vien da me; ma celebri: Ascolta, N.: “Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda” (2Cr 1,7). Dona a tutti, o Dio, la tua Vita.