13/06/2004 – Corpus Dom – ANNO C – 2 domDopoPent-2004
2ª domenica dopo Pentecoste – CORPUS DOMINI.
Anno C – 13 Giugno 2004
UN CIBO STRAORDINARIO: Il Pane che porta in sé ogni dolcezza.
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE
MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce del vers. al vang.:
Io sono il pane vivo disceso dal cielo, dice il Signore; chi mangia di questo pane vivrà in eterno.
Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa io grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); così nel dialogo, alla comunione, mi dici chi sei e cosa fai oggi in noi (Antifona alla Comunione): Gesù prese i cinque pani e i due pesci e li diede ai discepoli, perché li distribuissero alla folla.
(Cogliamo il senso delle parole di Gesù alla Comunione confrontandole con il vang., I e II lettura).
Pane vivo disceso dal cielo, Gesù: Pane che porta in sé ogni dolcezza. Gesù nutre le moltitudini condividendo la sua vita (vangelo). Gesù è il vero Melchisedek: il vero Sacerdote e Re di giustizia e di Pace è Gesù (prima lettura). La chiesa vive di questa divina condivisione (seconda lettura). La condivisione della tua vita divina, Signore, è il vero cibo che ci fa crescere fino a te, ed è la vera Signoria degli uomini che crescono fino ad essere simili a Dio. Venendo in noi Gesù dice: Oggi mi rendo presente in atto di alimentarvi di me, nel simbolo del nutrimento in cui l’elemento superiore, che è Gesù, trasforma in sé l’elemento inferiore, cioè le persone umane che lo ricevono. – O pio pellicano che ci nutri di te stesso, o buon pastore, vero pane, o Gesù, pietà di noi: nùtrici e difendici, portaci ai beni eterni nella terra dei viventi.
Pane vivo disceso dal cielo, Gesù: presenza del regno di Dio e guarigione da ogni male. “Gesù prese a parlare del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure”. I discepoli di ritorno dalla missione raccontano l’accaduto, non fra di loro ma a Gesù: non ha importanza quindi l’accaduto in quanto tale, ma l’essere stati mandati da Gesù, ed essere tornati da Gesù con i suoi sentimenti, i suoi interessi. Già ci sono quindi nei discepoli i sentimenti di Gesù, ma devono diventarne coscienti per divenire simili al Padre come Gesù, e favorire la crescita degli altri come di se stessi. I tralci usciti dalla vite si devono irrobustire, perché Gesù, la vera vite, possa produrre e portare grappoli grossi e abbondanti; e perché la rete dell’amore porti sulla spiaggia centocinquantatre grossi pesci: tutte le specie di pesci, = cioè tutto il genere umano. Gesù allora prende con sé i suoi discepoli in disparte e li forma con parole e con gesti di accoglienza e di cura che mostra sempre verso le folle.
Pane vivo disceso dal cielo, Gesù: tu ci nutri e in te ci fai cibo per gli altri. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: “Congeda la folla perché vada ad alloggiare e a trovar cibo”. Gesù disse loro: “Date loro voi stessi da mangiare”. Il gesto che si sta realizzando è grandioso; è culmine e fonte di tutte le “cure” e di tutta l’attività di Gesù. Lo evidenziano alcuni particolari. Il numero di “cinquemila” sfamati indica l’azione perfetta di Dio rappresentata dal numero mille: Dio compie perfettamente le sue promesse fatte a Israele in tutta la storia presene nei cinque libri della legge, il Pentateuco appunto, che racconta la storia d’Israele, seguito come un figlioletto da Dio, sempre presente al suo popolo.
Il numero delle ceste, piene delle parti avanzate ai cinquemila sfamati e saziati, poi, sono “dodici”: cioè l’azione perfetta di Dio in Gesù raggiunge, sfama e sazia tutte le persone del futuro Israele di Dio, “tutta l’umanità”. Gesù è veramente un cibo straordinario che raggiunge, abbraccia e trasforma tutti in lui, come nel cibo l’elemento superiore assimila e trasforma in sé l’elemento inferiore. In disparte, di fronte alla folla, Gesù forma i suoi discepoli. Gesù ha già posto in loro il suo desiderio che tutti siano saziati, come hanno detto: “Congeda la folla perché vada ad alloggiare e a trovare cibo”. Ora li educa ad esserne coscienti e partecipi, dicendo: “Date loro voi stessi da mangiare”, cioè siate voi stessi “tramite” dell’azione di Dio per gli altri. Anzi, “date loro voi stessi” in cibo agli altri: nutriti e trasformati da Cristo, divenite Cristo che si dona a tutti. Corpo di Cristo è l’Eucaristia e la Chiesa.
Dio ti vuole responsabile dell’altro; vuole che tu agisca in persona di Dio, come suo rappresentante: non come uno che compra e vende, ma che condivide ciò che Dio ti affida. I cinque pani e i due pesci ricevuti, se condivisi, sono pegno di altrettanti doni non solo materiali, ma segno dello Spirito di Dio all’opera in te, come in Gesù. Non un semplice gesto di carità, ma un segno della presenza di Dio, una rivelazione del suo volto. Dodici discepoli, dodici ceste: tutta l’umanità raggiunta, sfamata, saziata e trasformata in Gesù, si realizza nel condividere in persona di Gesù con tutti gli altri i beni ricevuti. – Tu che tutto sai e puoi, che ci nutri sulla terra, Signore Gesù, conduci i tuoi fratelli alla tavola del cielo nella gloria dei tuoi santi.
Tu sei Sacerdote per sempre, Cristo Signore.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Vers. Resp.:
Tu sei Sacerdote per sempre, Cristo Signore,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio: Gesù, nostro nutrimento;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
Gesù Cristo, Sommo Sacerdote, è in mezzo a noi;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
nostro Redentore, sacrificio vivo e santo;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
ammettici all’assemblea dei santi per Gesù tua Parola vivente;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
dall’assemblea riunita dallo Spirito Santo in un solo corpo per la comunione al corpo e sangue di Cristo.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., Il Pane e la Parola:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: Pane e Parola, che nutrono il corpo e uniscono gli animi;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: Pane e Parola, che riuniscono le genti in un popolo, Israele;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: Pane e Parola, che è Gesù;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: Pane e Parola, distribuiti dalla Chiesa che si nutre di Gesù;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: Pane e Parola, che immettono nella vita definitiva della Trinità.
Preghiamo:
O Padre, che doni all’umanità il tuo Figlio, Pane vivo disceso dal cielo, perché chi mangia di questo pane viva in eterno; fa’ che la tua chiesa acclami: “Tu sei Sacerdote per sempre, Cristo Signore”. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.
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Vedi il testo nel messalino: tempo ordinario,
2ª domenica dopo Pentecoste – SS. CORPO E SANGUE DI CRISTO
Anno C – Domenica 13 Giugno 2004.
LA PAROLA A PAROLE MIE
Parola-chiave delle letture:
UN CIBO STRAORDINARIO:
Il Pane che porta in sé ogni dolcezza.
Vangelo (Lc 9,11b-17)
UN CIBO STRAORDINARIO che nutre tutto l’essere, di tutti gli esseri, a tutti i livelli tu sei Gesù! Un cibo che nutre le folle con le parole del regno di Dio, e con guarigioni su quanti hanno bisogno di cure. Un cibo presente in Gesù e nei dodici, rappresentanti tutti gli uomini, come desiderio che ogni essere abbia cibo e si nutra fisicamente. Un cibo che Gesù dona personalmente a tutti, ed educa i dodici suoi discepoli a dare personalmente agli altri. Un cibo migliore di quello che ha già nutrito Israele nel deserto. UN CIBO STRAORDINARIO tu sei, Gesù, che doni te stesso, e fai che i tuoi donino se stessi. Un cibo che sazia tutte le persone di tutti i tempi.
Prima lettura (Genesi 18-20)
UN CIBO STRAORDINARIO procurato dal Creatore come segno di benedizione su ogni uomo (in Abramo), e che suscita nell’uomo gratitudine e benedizione verso Dio per tutti i suoi benefici!
Seconda lettura (1Corinti 11,23-26)
UN CIBO STRAORDINARIO sei tu, Gesù, e la comunità dei tuoi fedeli che tu fai agire in tua persona. UN CIBO STRAORDINARIO di persone umano – divine che donano se stesse per la vita definitiva degli uomini.
Salmo Responsoriale (Dal Salmo 119)
Mio Signore, sei straordinario. Tu ci chiami a sedere alla tua mensa e ci nutri di Cristo Gesù: con un CIBO STRAORDINARIO come questo vinciamo ogni male compresa la morte. In Gesù ci consegni la libertà per noi e per quelli che ci stanno intorno: il dominio di sé e il servizio degli altri. Parlando al tuo Figlio Gesù e quindi a tutti noi battezzati = “immersi” in lui tu ci qualifichi: Sacerdoti per sempre al modo di “Melchisedek”, che significa “re giusto, re di pace”, perché ha usato i tuoi doni, i beni del creato raffigurati in pane e vino, in favore del tuo popolo rappresentato in Abramo. Questa è una regalità “stabile per sempre” perché tu non ritiri il dono e la missione che ci affidi; ed è un vero “culto” a te, o Dio, perché è un servizio in favore degli altri. Con quale CIBO STRAORDINARIO tu ci nutri, o Dio!