14/01/2007 – T. ORDINARIO – ANNO C – 02 DOMENICA – 2007
Preparazione alla celebrazione della messa.
2ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno C – 14 Gennaio 2007
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…!
Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti
(Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).
TESTI e MEDITAZIONE.
TESTI
Antifona d’Ingresso Sal 65,4
Tutta la terra ti adori, o Dio, e inneggi a te: inneggi al tuo nome, o Altissimo.
Colletta
Dio onnipotente ed eterno, che governi il cielo e la terra, ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo e dona ai nostri giorni la tua pace. Per il nostro Signore Gesù Cristo…
Anno C:
O Dio, che nell’ora della croce hai chiamato l’umanità a unirsi in Cristo, sposo e Signore, fa’ che in questo convito domenicale la santa Chiesa sperimenti la forza trasformante del suo amore, e pregusti nella speranza la gioia delle nozze eterne. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Prima Lettura Is 62,1-5
Gioirà lo sposo per la sposa.
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA
Per amore di Sion non mi terrò in silenzio, per amore di Gerusalemme non mi darò pace,
finché non sorga come stella la sua giustizia e la sua salvezza non risplenda come lampada.
Allora i popoli vedranno la tua giustizia, tutti i re la tua gloria; ti si chiamerà con un nome nuovo
che la bocca del Signore indicherà. Sarai una magnifica corona nella mano del Signore, un diadema regale nella palma del tuo Dio. Nessuno ti chiamerà più “Abbandonata” né la tua terra sarà più detta “Devastata” ma tu sarai chiamata “Mio compiacimento” e la tua terra, “Sposata”, perché il Signore si compiacerà di te e la tua terra avrà uno sposo.
Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposerà il tuo creatore; come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te.
Salmo Responsoriale Dal Salmo 95
HAI FATTO NUOVE, SIGNORE, TUTTE LE COSE. R/
Cantate al Signore un canto nuovo, / cantate al Signore da tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome. R/
Annunziate di giorno in giorno la sua salvezza. / In mezzo ai popoli raccontate la sua gloria,
a tutte le nazioni dite i suoi prodigi. R/
Date al Signore, o famiglie dei popoli, / date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome. R/
Tremi davanti a lui tutta la terra. / Dite tra i popoli: «Il Signore regna!».
Sorregge il mondo, perché non vacilli; / giudica le nazioni con rettitudine. R/
Seconda Lettura Cor 12,4-11
L’unico e medesimo Spirito distribuisce a ciascuno come vuole.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI
Fratelli, vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune: a uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della sapienza; a un altro invece, per mezzo dello stesso Spirito, il linguaggio di scienza; a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro il dono di far guarigioni per mezzo dell’unico Spirito; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di distinguere gli spiriti; a un altro le varietà delle lingue; a un altro infine l’interpretazione delle lingue.
Ma tutte queste cose è l’unico e il medesimo Spirito che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole.
Canto al Vangelo Cf Gv 2,9.11
ALLELUIA, ALLELUIA.
Alle nozze di Cana Gesù trasformò l’acqua in vino; egli manifestò la sua gloria e i discepoli credettero in lui.
ALLELUIA.
Vangelo Gv 2,1-12
Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
In quel tempo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà».
Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le giare»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono. E come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l’acqua), chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po’ brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono».
Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.
Dopo questo fatto, discese a Cafàrnao insieme con sua madre, i fratelli e i suoi discepoli e si fermarono colà solo pochi giorni.
Sulle Offerte
Concedi a noi tuoi fedeli, Signore, di partecipare degnamente ai santi misteri perché, ogni volta che celebriamo questo memoriale del sacrificio del tuo Figlio, si compie l’opera della nostra redenzione. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla Comunione Sal 22,5
Dinnanzi a me hai preparato una mensa e il mio calice trabocca.
Oppure: 1 Gv 4,16
Abbiamo conosciuto l’amore che Dio ha per noi e vi abbiamo creduto.
Anno C: Gv 2,11
Gesù manifestò la sua gloria in Cana di Galilea e i suoi discepoli credettero in lui.
Dopo la Comunione
Infondi in noi, o Padre, lo Spirito del tuo amore, perché nutrito con l’unico pane di vita formiamo un cuor solo e un’anima sola. Per Cristo nostro Signore.
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MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant. Com.), con il dono di se stesso, attua in noi nel massimo modo il messaggio dei testi biblici (cf. Tempo Ordinario – Anno C – 2ª Domenica – 18/01/2004); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (Cf. Criteri di Meditazione – 15/08/2005).
Messaggio della Parola:
IO SONO IL TUO SPOSO, DICE IL SIGNORE: E DO LA MIA VITA PER TE !
Parola di Dio alla sua Chiesa per tutto il tempo Ordinario dell’Anno C.
Messaggio che ispira e attua ora la Celebrazione, centro della Vita.
1°. RITI D’INTRODUZIONE.
Dalla vita alla festa della vita: formiamo una comunità, prendiamo coscienza di essere riuniti e preparati da Gesù ad ascoltare la Parola e a celebrare l’Eucaristia.
La celebrazione inizia con l’invito ad avvicinarci con sommo rispetto a Dio, Signore e Re, Creatore e Giudice: ci avviciniamo a Dio in persona di Gesù, Sposo benevolo dell’umanità, cantando: “Tutta la terra ti adori, o Dio, e inneggi a te: inneggi al tuo nome, o Altissimo”. E pregando: “Dio onnipotente ed eterno, che governi il cielo e la terra, ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo e dona ai nostri giorni la tua pace”. Riconosciamo di essere fatti umanità di Gesù, chiamati a unirci in cristo nell’ora della croce iniziata alle nozze di Cana. Preghiamo quindi in nome di Gesù il Padre, dicendo: “O Dio, che nell’ora della croce hai chiamato l’umanità a unirsi in Cristo, sposo e Signore, fa’ che in questo convito domenicale la santa Chiesa sperimenti la forza trasformante del suo amore, e pregusti nella speranza la gioia delle nozze eterne. Per Cristo nostro Signore. Amen”.
2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Dio parla a noi in Cristo. Lo Spirito ci dispone ad ascoltare la sua Parola. Gesù parla e conclude: Oggi si attua la Parola che udite. – Richiamiamo quindi la Parola, e aderiamo all’azione dello Spirito Santo.
Richiamiamo la Parola, cioè persona, messaggio e attività di Gesù.
Gesù inizia la sua vita pubblica partecipando a uno sposalizio (Gv 1,35-42): sotto una vita ordinaria c’è la storia straordinaria di Gesù, Sposo dell’umanità. Dopo il tempo forte del Natale inizia il tempo ordinario: come dire che il mistero straordinario del Cristo Gesù sta in una esistenza di vita ordinaria, nel segno dello sposalizio. Gesù prende occasione di semplici fatti umani per comunicare realtà profonde. Precede l’episodio dell’acqua trasformata in vino, segue il significato evangelico dell’Apostolo Giovanni.
Il fatto è in tre momenti. Anzitutto il dialogo fra Maria e Gesù, «Vino Nuovo». Maria è là, attenta ad ogni necessità, e dice al Figlio: “Non hanno più vino” – “Che ho da fare, o donna?”, cioè non è nostro affare se si tratta semplicemente di organizzazione d’uno sposalizio; ma se si tratta di ben altro per cui sono venuto e che tu ben conosci, eccomi qui. Gesù chiama nobilmente Maria sua Madre «donna», come quando lei starà ai piedi della croce, nell’ora definitiva dell’esaltazione dopo la morte, compimento della profezia di Genesi (cfr 3,15): “Io porrò inimicizia tra te (serpente) e la «donna», tra la tua stirpe (satana) e la sua stirpe (Gesù Figlio di Maria) questa (stirpe=Gesù) ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno”. Maria, quindi, dice: “Fate quello che egli vi dirà”. Parola ultima e definitiva di Maria nel vangelo. Se l’ora sulla croce e sotto la croce è il compimento, l’ora a Cana per Maria e Gesù è l’inizio. Inizio di tempi messianici, di pace e di comunione con Dio. Tempi simboleggiati da «vino eccellente» dai profeti.
Poi, Gesù parla: ordina di riempire d’acqua le giare, di attingere e portarne al maestro di tavola. Il vino è eccellente, sovrabbondante, molto buono. Nessuno l’avrebbe mai sospettato; lo dice il maestro di tavola.
Il fatto finisce lì; il senso è aggiunto dall’evangelista che precisa: “Gesù ha manifestato la sua gloria”, la sua identità, almeno in parte, come annunzia l’antico testamento parlando della Sapienza, che chiama gli uomini, dà loro la propria bevanda, il proprio cibo. Gesù ha chiamato i suoi discepoli e ora dona l’acqua trasformata in vino, dona i beni della pace, della comunione con Dio, i beni della prosperità in tutti i sensi. Gesù rivela la propria identità: è la Sapienza annunziata che in lui si fa presente. Persona, Parola e Fatti di Gesù sono vino straordinario, bella notizia, è l’unzione dello Spirito su quanti accolgono la persona Gesù, le sue parole che trasformano l’acqua della nostra storia nel vino della sua vita di risorto. “Fate quello che vi dirà”. E Gesù ha detto: In me, “Voi siete il sale della terra, la luce del mondo, venite a me voi tutti e io vi ristorerò, fate del bene ai vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, l’uomo non separi ciò che Dio ha congiunto, pregate per coloro che vi maltrattano, con la perseveranza salvate le vostre anime, come il Padre ha amato me, anch’io ho amato voi, questo è il mio corpo donato e il mio sangue versato per voi e per tutti, rimanete nel mio amore, andate e ammaestrate tutte le genti, io sono con voi sino alla fine”. Parole di Vita. Ognuno vive come una parola di Gesù.
Questo è il primo dei segni, non in senso di miracolo solo in ordine cronologico, ma in senso di modello rivelativo che Gesù fa di sé in quella circostanza.
Richiamiamo la Profezia, portata a compimento in Gesù.
La prima lettura (Isaia 62,1-5) unisce l’ora incipiente di Gesù a Cana, il primo suo segno dell’acqua in vino, con la sua ora finale della morte umana trasformata in vita divina. E con Gesù sta tutta l’umanità in unione sponsale. Gesù non ha pace finché non ha realizzato questa sua «ora». Il cammino dalla prima ora all’ultima è raffigurata in un giovane re che esce in battaglia, vince, torna in città e celebra le nozze nel giorno del suo trionfo. È giorno di sole splendente: la giustizia sorge come stella, la salvezza risplende come lampada. Come una madre, tutta la città, e come una figlia promessa sposa al giovane re, tutti i suoi abitanti, sono impegnate, madre e figlia, nei preparativi di abbigliamento nuziale. Tutti saranno attratti da questo mirabile spettacolo: vedere il giovane re con la sua sposa, l’umanità assunta, brillare come il sole fin dalle prime luci dell’alba, cioè della sua risurrezione; vederlo incoronare della sua gloria la sua sposa, che è tutta la città, circondata da monti baciati dal sole sorgente che formano un anello, una corona tutto intorno alla città! Questo è Gesù, con tutti i suoi, la sua umanità: è «una magnifica corona nella mano del Signore, un diadema regale nella palma del tuo Dio». L’umanità tutta, assunta, unita, sposata dal Verbo, è la realizzazione del progetto del Padre, è il suo piacere: ogni persona non è più «abbandonata» pellegrina e ospite; ma amata «familiare, domestica» di Dio, felice per suo amore verso il suo popolo: “Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposerà il tuo creatore; come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te”. In Cana Gesù inizia la sua ora di amore divino per il suo popolo; culminerà sulla croce.
Richiamiamo la Realtà, che ora Gesù attua in noi come in se stesso.
Tutta questa scena sponsale di Dio unito al suo popolo non è una storia passata. È la vita della chiesa, dell’umanità rappresentata dall’assemblea che ora celebra, come corpo di Cristo glorioso e attuale nella nostra storia: siamo noi che celebriamo cantando (Sal 95/96): “Hai fatto nuove, Signore, tutte le cose”. È in atto una liberazione ben più grande di un’uscita dall’Egitto. In termini non più di Alleanza, ma di Amore sponsale, intimo e personale, Dio in Gesù unisce a sé in modo indissolubile «tutta» l’umanità. Per sette volte il salmo lo ripete: «Tutto». Tutti partecipano alla vita nuova di Gesù, come tutti i commensali bevono il vino nuovo di Gesù alle Nozze di Cana. L’assemblea dice la propria adesione a Dio, Creatore e Redentore, a nome d’ogni uomo con la ripetizione degli imperativi: «cantate, benedite, annunziate, raccontate, tremi, date, dite». Il canto sale sempre nuovo dall’assemblea: “Cantate al Signore un canto nuovo”; si allarga a tutto il mondo: “Cantate al Signore da tutta la terra. Cantate al Signore, benedite il suo nome”; deve riempire tutto il tempo: “Annunziate di giorno in giorno la sua salvezza”. Tutti i prodigi di Dio sono riassunti in Gesù Sposo, segno=«gloria» di Dio nel mondo: “In mezzo ai popoli raccontate la sua gloria, a tutte le nazioni dite i suoi prodigi”. Tutti si avvicinano a Gesù riconoscendolo vero giovane Re del mondo: “Date al Signore, o famiglie dei popoli, date al Signore gloria e potenza, date al Signore la gloria del suo nome”. Tutti sono invitati ad avvicinarsi con sommo rispetto a Dio, Signore, Re, Creatore e Giudice, lo Sposo Gesù di Nazaret: “Tremi davanti a lui tutta la terra. Dite tra i popoli: «Il Signore regna!». Sorregge il mondo, perché non vacilli; giudica le nazioni con rettitudine”. Ripetendo nel canto tutte queste parole, l’assemblea passa dalle idee ai fatti: sperimenta l’efficacia delle parole divine che suscitano ciò che dicono.
Richiamiamo l’Apostolo, che descrive il discepolo di Gesù.
Lo Sposo Gesù, unendo a sé sulla croce, iniziata a Cana, l’umanità come Sposa, la rende partecipe dei suoi doni sponsali (cfr 1Cor 12,4-11). C’è quindi una pluralità di manifestazioni dello Sposo tramite le molte sue membra; ma un’unica origine: lo Spirito dello Sposo; e un’unica finalità: il bene reciproco delle membra dello Sposo. Membra che abbelliscono la Sposa, la chiesa, l’umanità, chi in un modo, chi in un altro.
3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
Nelle parti liturgiche (Parola e Eucaristia) l’assemblea è ferma, in ascolto, seduta o in piedi; nei Tre Riti – d’introduzione, presentazione dei doni, comunione – si muove. Ora, per esempio, ci muoviamo e offriamo doni per la presenza di Cristo e per le necessità degli altri.
Coscienti di non essere più soli, isolati e abbandonati, ma appartenenti a un unico Sposo, presentiamo doni che manifestano la nostra partecipazione al bene comune e alla gioia della presenza dello Sposo in mezzo a noi, e preghiamo: “Concedi a noi tuoi fedeli, Signore, di partecipare degnamente ai santi misteri perché, ogni volta che celebriamo questo memoriale del sacrificio del tuo Figlio, si compie l’opera della nostra redenzione. Per Cristo nostro Signore”. Predeterminati ad essere in Cristo, unico modo di vivere è far memoria di Gesù, celebrare la sua presenza, quale si è manifestata a Cana, perché si compia in noi la sua vita, la sua redenzione.
4°. LITURGIA EUCARISTICA.
Aderendo all’agire dello Spirito, per mezzo di Cristo, ringraziamento, pane, offerta, intercessione, lode:
«Ringraziamo» e benediciamo il Padre in Cristo Gesù.
Grazie, Padre, per il tuo Figlio, che ha scelto la chiesa perché fosse il suo corpo, la sua sposa. Ora non cessa di animarla col soffio dello Spirito Santo, nell’unità. Tu, Padre, hai stabilito con il tuo popolo un patto nuovo, perché in Cristo, morto per la nostra redenzione e gloriosamente risorto, l’umanità diventi partecipe della tua vita immortale e coerede della gloria nei cieli. la notte in cui fu tradito, perché la sua ora era venuta, Gesù ha donato se stesso per noi.
Siamo trasformati in Cristo, che, preso il «pane» e rese grazie, si dona vero cibo e bevanda di salvezza.
Ora, Padre, manda lo Spirito a perfezionare l’opera di Gesù nel mondo e compiere ogni santificazione: con la potenza dello Spirito Santo, manifestata con ogni tipo di doni, ora santifichi noi con le nostre offerte, perché la Chiesa sperimenti la Forza trasformante del tuo Amore. Come a Cana, l’acqua della nostra umanità viene trasformata nel vino della tua divinità.
Diveniamo luogo riservato a Gesù che in noi continua a «donare» se stesso.
In noi, Padre, si offre a te Gesù; facendo memoria del suo dono, si compie ora in noi la sua redenzione. Gesù opera divinamente nella nostra esistenza quotidiana; suscita stupore, crea serenità e gioia nuziale nella comunità che riceve e condivide il suo gesto gratuito e pieno di beneficenza.
Intercediamo per tutti in Cristo che «intercede» per noi e ci fa intercessori con lui per gli altri.
Tutti, Padre: vivi, defunti, celebranti, accogli in Cristo; pregustiamo nella speranza la vera gioia delle tue nozze eterne. Con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio, e nostra Madre attenta ai nostri bisogni, donaci di aver parte alla vita eterna. E fin d’ora fa’ che siamo segno della condivisione dello Spirito e della varietà dei carismi, con unica fonte e finalità, facendo quello che Gesù ci dice. Con Maria la Chiesa sia tutta rivolta a Cristo, segno di unità e di sicurezza tra gli uomini.
«Glorifichiamo» perfettamente il Padre per Cristo, con Cristo, in Cristo nello Spirito Santo che ci fa santi.
A te, Padre, ogni onore e gloria, dal nuovo creato unito in Gesù. La comunità, come Maria, rispecchi il Signore Gesù, venuto perché abbiamo la vita e l’abbiamo in abbondanza. Nel nostro vivere quotidiano noi diamo gloria a te, o Padre, operando il bene in Cristo. Riempiendo i sei giorni delle nostre settimane con l’acqua della nostra attività, unita alle semplice parole di Gesù, anche noi come i servi parteciperemo alle nozze come Sposa tenuta per mano dallo Sposo Gesù mentre camminiamo verso la tua casa, o Padre.
5°. RITI DI COMUNIONE.
Preso il pane e rese grazie, Gesù spezza il pane e lo dà ai suoi discepoli perché lo distribuiscano.
In Cristo siamo un solo corpo, un pane di vita per tutti: viviamo per lui che è morto e risorto per noi.
Uniti nel medesimo Spirito, che anima la preghiera della comunità e l’aiuta a riconoscere il medesimo Dio, osiamo dire: “Padre nostro”, perdonaci di avere partecipato alle nozze dell’Agnello con poca gioia. Ma ora ciascuno di noi può dire ugualmente: “Dinnanzi a me hai preparato una mensa e il mio calice trabocca”. Beati coloro che il Signore invita alla Cena di nozze . Ecco il Corpo e il Sangue di Cristo che fa di noi il suo Corpo, portando il peccato del mondo. “Abbiamo conosciuto l’amore che Dio ha per noi e vi abbiamo creduto”. Come “Gesù manifestò la sua gloria in Cana di Galilea e i suoi discepoli credettero in lui”; così anche qui ora noi sperimentiamo la stessa realtà di comunione e di pace. Ma aumenti in noi questo dono prezioso; te lo chiediamo in persona di Gesù: “Infondi in noi, o Padre, lo Spirito del tuo amore, perché nutriti con l’unico pane di vita formiamo un cuor solo e un’anima sola. Per Cristo nostro Signore. Amen”.
Il mondo si aspetta dalla chiesa che essa sia un segno che l’aiuti a credere in Gesù Cristo. Per portare il segno dell’amore e dell’unità, andiamo nella pace di Cristo.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., Lo Sposalizio:
chiesa prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: sposalizio, di due giovani a Cana;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza sposalizio, di Dio con il suo popolo;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: sposalizio, del Verbo con l’umanità assunta;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: sposalizio, di Gesù e i discepoli;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. sposalizio, di tutti in Gesù con il Padre.
Preghiamo:
O Padre, alle nozze di Cana Gesù trasformò l’acqua in vino, manifestò la sua gloria, e i discepoli credettero in lui; fa’ che il tuo popolo acclami la novità di tutte le cose in Cristo, tuo Figlio prediletto, e nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).