14-04-2002-Pasquale-A-dom3

14/04/2002 – T. PASQUALE – ANNO A – 3 DOMENICA – 2002

Preparazione alla celebrazione della messa.

3ª DOMENICA DI PASQUA.
Anno A – 14 Aprile 2002

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE.

MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La meditazione del 2002 rilegge i testi biblici alla luce del Vers. al Vang. e Antif. alla Com.
In quella del 2005 il messaggio della Parola ispira e carica i vari momenti della Celebrazione.
Vedi metodo in: LETTURE o MEDITAZIONE – tempo ordinario – 9 Gennaio 2005.
Meditazione del 2002. Versetto al Vangelo:

Signore Gesù, facci comprendere le Scritture; arde il nostro cuore mentre ci parli. Alleluia.
Antifona alla Comunione:
I discepoli riconobbero Gesù, il Signore,
nello spezzare il pane. Alleluia.

TU FAI COMPRENDERE E ARDERE IL CUORE. NOI TI RICONOSCIAMO.
Ti manifesti risorto nella condivisione. Ci fai comprendere, arde il cuore, ti riconosciamo.
“Lo riconobbero nello spezzare il pane”.
Oggi mi rendo presente come uno sconosciuto in atto di accostarmi a te, ascoltarti, illuminarti con le Scritture che parlano di me, farmi riconoscere e ricondurti alla comunità dei fedeli; tutto questo nel simbolo di un «cammino in chi cerca il Signore».
“In quello stesso giorno” della risurrezione di Gesù, si conclude la sua vita terrena e inizia un nuovo periodo di storia che va fino al suo ritorno glorioso; è il tempo della Chiesa, il tuo tempo, raffigurato da due persone; ha sei caratteristiche, come puoi vedere nel seguente evento: ricerca, guida, Gesù, Scritture, Riconoscimento, Comunità.
1. La Ricerca.
“Due dei discepoli erano in cammino”: sono due discepoli come quelli che Gesù manda “due a due” in missione, a testimoniare apertura, amicizia, aiuto reciproco e compagnia nella ricerca e nell’incontro con Gesù; lo hanno seguito, ora si allontanano, poi si ritrovano insieme; l’incontro con Gesù è un “cammino” sulla strada della propria storia; si passa attraverso varie situazioni, dominate dallo spirito di ricerca, dello stare insieme, dell’apertura e del dono. “Per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme”: è il momento della lontananza, espressa con il numero sette che rileva l’intenzione di non ritornarvi mai più; Gerusalemme è un luogo sacro che non dice loro più nulla.
“Mentre discorrevano, discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro”: cercano insieme da amici il senso di tutto ciò che è accaduto; rivivono con amore e inquietudine un momento storico decisivo: hanno interesse per Gesù, sono disposti a capire; chi ha questo atteggiamento, trova:
2. la Guida
che lo porta a Dio: anzi, trova che tutto conduce a lui: presente “nei suoi ministri” come “nei fratelli più piccoli” dopo l’ascensione, egli avvicina gli uni tramite gli altri; ma ora Gesù stesso, in veste di “forestiero”, porta i due a incontrarlo. Chi l’ha incontrato, come Luca che scrive e i due discepoli al termine del cammino, lo sa per esperienza; chi ancora lo cerca, l’ascolta come invito efficace ad accogliere con sicura speranza la propria storia costruita per incontrarlo. Gesù indica a tutti gesti e parole che portano a lui: “Si accostò” di sua gratuita iniziativa per amore e interesse di bene verso i due; non s’impone, ha “sete” d’una cosa sola, essere accolto: “Ecco, sto alla porta e busso”; “camminava con loro” come aveva promesso: “Io camminerò con voi”; Dio si chiama: “Colui che cammina con noi, con te” (Es 33); dice Iavè: “Ho osservato la miseria del mio popolo, ho udito il suo grido, sono sceso per liberarlo, sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe” (Es 3). Gesù mostra in modo sublime che si realizza in lui la verità di questa presenza divina verso i due in cammino: si fa compagno di viaggio, condivide gioie e speranze, tristezze e angosce; domanda, ascolta, parla con loro; dopo spiega le Scritture con rispetto e semplicità per dare loro il senso delle cose:
3. Gesù di Nazaret.
“I loro occhi erano impediti dal riconoscerlo”:si aspettano qualcosa che Gesù non ha loro dato; quando sono liberi dalla loro aspettativa, lo vedono. L’evangelista che scrive, sa chi è quel pellegrino, anche chi legge lo sa, come te; ma forse ti rimane di riconoscerlo sempre di nuovo nei fatti della tua vita.
“Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno”: Gesù ci sta a cuore, tutti questi fatti sono oggetto dei nostri pensieri.- Questo racconto di Luca mostra che lo Spirito illumina il cuore e la mente di chi cerca come loro; e “Gesù Nazareno” sarà la Vita, la Buona Notizia dei discepoli come degli apostoli; ma sono in viaggio: non sanno che sta in ciò che raccontano.
“Fu profeta potente in parole e in opere; i sommi sacerdoti e i capi l’hanno consegnato e crocifisso; noi speravamo…, alcuni dicono che egli è vivo, ma lui non n’hanno visto”: l’abbiamo conosciuto come uno che fa il bene e parla secondo Dio; non comprendiamo come uno così buono possa essere crocifisso da Dio stesso per mano dei suoi ministri, i sacerdoti e i nostri capi; sembra che Dio voglia distruggere ogni progetto di liberazione contro la schiavitù romana; s’è spenta ogni speranza. Sì, donne non trovano il suo corpo, angeli dicono sia vivo, uomini lo confermano; tutte belle cose, ma non cambia nulla: lui non lo vedono; solo lui vivo è credibile, lui che compie le promesse di Dio:
4. Le Scritture.
“Ed egli disse loro: Stolti e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti!”: proprio le Scritture lette con il solo intento di conoscere il progetto di Dio nella storia umana, e non altri scopi, come la liberazione dai romani, vi comunica il senso di quanto avviene sotto i vostri occhi: puntuale compimento nell’oggi delle predizioni di ieri.
“Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?”: il punto di partenza per capire tutto a mio riguardo l’annunziate voi stessi quando dite: “Fu profeta potente in opere e in parole, e i sommi sacerdoti l’hanno crocifisso!”; ma poi deviate dal discorso, mostrate di “non essere intelligenti” (anòetoi): non cogliete il grande amore del Padre per gli uomini, da dare il suo unico Figlio; pensate ai romani. “Bisognava” non per una fatalista necessità, senza motivo; ma perché il Padre ama comunque gli uomini, che il Figlio soffrisse…!
“Spiegò in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui”: dopo aver detto che le Scritture vanno lette per conoscere il disegno di Dio e non altro; dopo avere annunziato che le Scritture rivelano l’Amore del Padre per l’uomo; il pellegrino ne fa l’applicazione: mette le Scritture in rapporto con “Gesù Nazareno” che essi descrivono “Profeta Crocifisso”: le mette in rapporto con se stesso; e quei due che “si fermarono, col volto triste”, subito “furono vicini al villaggio dove erano diretti”, come quando Gesù sale sulla barca nel mare in tempesta e subito la barca giunge a riva. Basta un’esperienza personale, e i discepoli fanno la scoperta: diventano coscienti, vedono Gesù.
5. Il Riconoscimento.
“Egli fece come se dovesse andare più lontano; essi insistettero: Resta con noi.- Egli entrò per rimanere con loro”: Gesù mostra di andare oltre perché deve “accostarsi” ad altri, a tutti, come a quei due, e perché ora devono fare anche loro qualcosa per lo sconosciuto: un atto di generosità, e sarà come un farmaco che apre gli occhi dona la vista; il cammino cominciato senza di loro, non continua senza di loro: si accosta non invitato, rimane con loro se invocato. Ed essi lo invocano, l’ospitano con affetto e attenzione, come lo hanno ascoltato; ed egli “entrò per rimanere con loro”, come presso i samaritani: Gesù sa celebrare con noi la Pasqua anche fuori della chiesa: per le strade del mondo; spezza la parola in piena comunione lungo la via, e spezza il pane in una eucaristia improvvisata nell’albergo: è sempre dono agli altri che fa ardere il cuore.
“Quando fu a tavola con loro”, Gesù, invitato, fa da protagonista: prende il pane, dice la benedizione, lo spezza, lo dà loro; come alla moltiplicazione dei pani, come all’ultima cena; lo riconoscono perché si fa riconoscere: si fa viandante esterno a loro per dire loro chi è lui dentro di loro, cioè “apertura e dono”, caratteristiche di tutto l’incontro: i due si accolgono a vicenda e vanno insieme; Gesù si dona come profeta: si accosta, lo accolgono, lo ascoltano anche se li corregge, lo invitano a stare con loro, infine lo riconoscono quando si dona nel pane: ogni aspetto dell’incontro è apertura, è dono.
“Ma lui sparì dalla loro vista”: sparisce il forestiero e rimane il Risorto che le donne hanno visto; passa dall’esterno all’interno: “Non ci ardeva il cuore in petto mentre conversava con noi lungo il cammino?”
Come lo scoprono Risorto nel loro intimo, scoprono che egli è in tutti: scoprono la Chiesa degli Apostoli.
6. La Comunità.
“Partirono senza indugio”: da tristi divenuti gioiosi e da increduli credenti, comincia per loro un nuovo cammino, perché non è più notte: la luce interiore illumina l’universo; dite a me, pellegrino: Fermati;- e voi partite, perché “io sono con voi tutti i giorni”.
“Fecero ritorno a Gerusalemme”: dove pensavano di non tornare più, ritornano come in casa propria, con cuore e occhi nuovi; più che come Mosè in Egitto, “come i settantadue che tornarono pieni di gioia dalla missione”; come “i pastori tornarono lodando e glorificando Dio”: tornano nella propria comunità, da dove ripartono in missione, “cominciando da Gerusalemme”.
“Trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro”: la comunità dei credenti è unita intorno al Risorto, “tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme”, mettono in comune i beni: il vero primo bene è una vita che testimonia l’amore del Padre nell’attenzione fraterna reciproca. Nella loro esperienza di fede i due lì si sentono confortati dall’apporto di tutta la comunità cristiana, che dice: “ Davvero il Signore è risorto”. I due arrivano con la loro esperienza da comunicare, sono lieti di sentire la testimonianza di tutti a cominciare dal capo Pietro
“Essi poi riferirono ciò che era accaduto”: danno la loro testimonianza, confermano quella di tutti con animo ardente, la spiegano in tutta la lunghezza dei sette miglia, e profondità del riconoscimento.
Commenta sant’Agostino (sermone 235,3): “Quando si fece riconoscere il Signore? Allo spezzare il pane. Sta qui la nostra certezza: nel dividere il pane conosciamo il Signore. Egli ha scelto di essere riconosciuto in questo modo da noi che, senza avere visto la sua carne, avremmo mangiato la sua carne. Chiunque tu sia, tu che credi, ti riconforti la condivisione del pane. L’assenza del Signore, non è una vera assenza. Colui che tu non vedi, sta con te. Quando Gesù parlava loro (ai discepoli di Emmaus), essi non credevano che fosse resuscitato. Loro stessi non credevano si potesse “rivivere”: avevano perso la speranza. Camminavano, morti, vicino alla vita. E tu, vuoi tu la vita? Fa’ come i discepoli (di Emmaus), e riconoscerai il Signore. Il Signore era come un viandante che doveva andare molto lontano, tuttavia hanno saputo trattenerlo vicino a sé. Nella frazione del pane il Signore si è fatto presente. Impara dove cercarlo, impara dove trovare il Signore: è il momento nel quale tutti insieme lo mangiate, lo ricevete nella comunione. Gesù lo incontriamo e lo sperimentiamo ricevendolo nella comunione: E’ un momento intimo, misterioso; il Signore si rivela con tutto il suo amore, c’invita a trasformarci in Lui”.

Mostraci, Signore, il sentiero della vita.

Ti manifesti risorto nella condivisione. Ci fai comprendere, arde il cuore, ti riconosciamo..
“Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta così”: Pietro, “ripieno di Spirito Santo”, conosce Gesù Risorto, a differenza dei due discepoli e lo presenta; ai due Gesù “si accosta”; a voce alta, coraggiosamente, Pietro lo presenta, davanti a tutti, ben informati su di lui. Lo presenta uomo: “Gesù di Nazaret, uomo accreditato da Dio presso di voi, come voi ben sapete”; ucciso: “Consegnato a voi, voi l’avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l’avete ucciso”; risorto: “Ma Dio lo ha risuscitato”. “Non era possibile che la morte lo tenesse in suo potere”: Gesù stesso per primo ha letto i fatti e i testi dell’antico testamento alla luce della sua pasqua, come adempimento del progetto di amore irrevocabile, che il Padre concepisce, vuole, compie e rivela in tutta la storia. Gesù parte dalle Scritture per arrivare a se stesso: dal libro alla persona, “Gesù Nazareno”, che i due discepoli non capiscono; egli è la Buona Notizia, l’adempimento delle Scritture; egli le cita perché lo sappiano. Pietro parte da Gesù: Buona Notizia, compimento delle Scritture, ne illustra la pasqua di morte e risurrezione con le parole del Salmo 16,8-11: «dalla persona al libro». Gesù è il centro, la luce: rende possibile l’intelligenza delle Scritture; e queste rivelano il suo vero volto.
“Questo Gesù, Dio l’ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni”: parola di Apostolo, testimone di Gesù Risorto, Fondamento della Chiesa, costituito Signore in pieni poteri, Instauratore del tempo definitivo, Datore dello Spirito.

Mostraci, Signore, il sentiero della vita.

Ti manifesti risorto nella condivisione. Ci fai comprendere, arde il cuore, ti riconosciamo.
“Pregando chiamate Padre colui che giudica ciascuno”: Padre e Giudice. Padre personale di voi, cristiani, partecipi della stessa vita di Gesù, Padre di tutti; quindi Giudice imparziale perché ha uguale cura per tutti, e vi chiede un corrispondente impegno responsabile, come quello dei due di Emmaus che “partirono senz’indugio”, tornarono a Gerusalemme, spinti dall’amore di Gesù in loro.
“Siete stati liberati con il sangue prezioso di Cristo, come di agnello senza macchia”: la vita di Gesù risorto permette alla vostra vita di figli di stare in rapporto con Dio Padre suo e nostro. Il Padre stesso ha voluto e procurato tutto questo mediante Gesù che vi cerca e vi accompagna sempre, quindi, come i due di Emmaus dalla tristezza del vostro isolamento alla comunità gloriosa del Risorto; il prezzo del nostro ”riscatto” supera qualunque prezzo umano: è secondo la misura dell’amore del Padre per noi!
“Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo; la vostra fede e speranza sono fisse in Dio”: Dio ha deciso di manifestare il suo amore di Padre in Cristo suo Figlio prima della fondazione del mondo, e ora in lui la sua decisione amorosa si manifesta a voi in tutta la sua efficacia. Accogliendo l’amore del Padre, come i discepoli di Emmaus, per sua grazia aderite fermamente a lui che vi attira. L’azione di Cristo ha aperto una volta per sempre l’accesso a Dio; la persona e l’opera di Gesù terreno e glorificato rappresentano la comunità permanente fra l’uomo e Dio; in lui sono fisse fede e speranza.

Mostraci, Signore, il sentiero della vita.

PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Versetto Responsoriale:
Mostraci, Signore, il sentiero della vita,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
crocifisso e risorto che cammina con noi;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
nel mistero eucaristico riconosciamo presente Cristo crocifisso e risorto;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
egli apre il nostro cuore a Scritture e condivisione;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
pellegrini nel mondo raccolti in comunità da Gesù;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
dal popolo rinnovato e partecipe della gloria incorruttibile della r isurrezione.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, Il Cammino:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: il cammino: dei due discepoli da Gerusalemme a Emmaus;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: il cammino: dai fatti al senso dei fatti con le Scritture;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: il cammino: da Gesù pellegrino al Figlio dell’Uomo che deve patire e risorgere;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: il cammino: dall’incapacità di vedere Gesù al riconoscimento e ritorno in Comunità;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: il cammino: dalla vita terrena alla gloria incorruttibile della risurrezione.

Preghiamo:
O Padre, che in Cristo tuo Figlio ci fai comprendere le Scritture e ardere il nostro cuore mente egli ci parla; mostraci il sentiero della vita. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera della chiesa (colori).