14-07-2002-Ordinario-A-dom15

14/07/2002 – T. ORDINARIO – ANNO A – 15 DOMENICA – 2002

Preparazione alla celebrazione della messa.

Preparazione alla celebrazione della messa.

15ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno A – 14 Luglio 2002

MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant.Com.) con il dono di se stesso attua in noi il messaggio dei testi biblici.
Versetto al Vangelo:

Il seme è la parola di Dio e il seminatore è Cristo: chiunque trova lui, ha la vita eterna.
Antifona alla Comunione:
Il seme seminato nella terra buona è colui che ascolta la parola e la comprende.

Messaggio: VI HO FATTI SPLENDIDI TERRENI FRUTTUOSI.

Seme buono, tu ascolti e comprendi la parola, seminata e accolta.
Oggi mi rendo presente in atto di formare il regno di Dio, nel simbolo di una seminagione: implica seminatore, seme, terreni.
Il Seminatore. “Gesù uscì di casa e disse: Ecco il Seminatore uscì a seminare”. Gesù, vero Dio, è Seminatore e Seme; Gesù, vero uomo, assume in sé anche il Terreno. Come Seminatore, compare, getta il seme e scompare: gli lascia spazio; il seme è gettato dappertutto: senza distinzione fra terreno e terreno; e continua a essere gettato senza distinzioni e risparmi tramite i predicatori del Vangelo; a Dio solo ogni valutazione di crescita.
Gesù parla di se stesso come Seminatore. Esce di casa Gesù in persona: in bocca sua la parabola annunzia il Mistero – Gesù: “A voi è consegnato il mistero del regno di Dio”; e Gesù continua ad uscire tramite i suoi predicatori, nelle comunità di cristiani che hanno accolto il regno col battesimo (tutti “ascoltano” la parola), ma devono convertirsi all’importanza della fede e imparare a preferire Cristo a tutto. Allora c’è Gesù e la sua comunità: in Gesù il regno di Dio si realizza con la sua parola diretta di Seminatore; nella comunità il regno si realizza mediante la predicazione, confrontata con l’azione di Gesù Seminatore.
Gesù parla della sua crescita come Seminatore. Fra il Seminatore Gesù e i suoi annunciatori c’è una crescita, un’attualizzazione che avviene poco per volta. La comunità cristiana prende coscienza che Gesù nella parabola annunzia l’agire del regno che è lui, in persona, e nei discepoli; a quelli in missione dice: “Chi accoglie voi accoglie me”; e ad ognuno ripete: “Chi accoglie anche uno solo di questi piccoli, accoglie me” (18). Accogliere Gesù significa accogliere la sua Parola e ogni persona.
Gesù dice ciò che sta facendo come Seminatore: dice una parabola per esprimere ciò che sta facendo con la parabola. “Si sedette lungo il mare; si radunarono intorno a lui molte folle, così che egli, montato in barca, si sedette; tutta la folla stava sulla spiaggia”. Ecco chi sono io sulla barca di fronte a voi, terreni sulla riva: esco dal Padre, e tutti attiro a me; seme già germinato, primo frutto di risurrezione, salgo nella barca, mia chiesa, posta sugli abissi delle acque; e dalla barca continuo la stessa semina, gettando su voi terreni il mio seme.
Il Seme. “Mentre seminava, una parte del seme cadde sulla strada, un’altra in luogo sassoso, un’altra sulle spine, un’altra sulla terra buona”. “Mentre seminava, il seme cadde”. Il Seminatore scompare, lascia posto al Seme, protagonista della parabola.
Da Seminatore Gesù diventa Seme in azione. Gesù-Seme viene a trovarsi in quattro situazioni diverse: tre formano un tutt’uno d’insuccesso, in contrasto con la quarta, di grande successo; avviene nella storia della comunità, ciò che avviene nella vita di Gesù: sembra che tutto sia perduto; un vero insuccesso, totale: si ripete per ben tre volte (tre terreni, vedi le tre tentazioni di Gesù); in realtà alla fine il successo è sicuro, volutamente esagerato, cento per uno, come dire: è giustificata la fiducia fin dall’inizio di un cammino difficile e incerto: Gesù vince le tentazioni e continua a vincerle in ciascuno che “ascolta” la parola, ricorre a lui.
I terreni. “Beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono”. Figlio dell’uomo in tutto simile a voi fino al sepolcro, sono la terra; e sono il suo raccolto: in me “la terra ha dato il suo frutto”.Sono sempre Seminatore, Seme e Terreno fino a quando Dio sarà tutto in tutti.
Gesù edifica la chiesa, vincendo in ciascuno, come in se stesso, l’indisponibilità alla parola, dicendo: “Tutte le volte che uno ascolta la parola del regno e non la comprende, viene il maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore”. Chi ha scelto di seguire Gesù e lo cerca, ascolta la sua parola; ma indifferenza, indisponibilità (maligno) lo distolgono. Lo Spirito di Gesù gli provvede allora una storia che lo riporta alla Parola, lo libera gli dà forza, piacere d’ascolto: lo spinge a cercare, “perché non di solo pane vive l’uomo” (4,4).
Gesù edifica la sua chiesa, vincendo in ciascuno, come in se stesso, l’incostanza ad ascoltare, dicendo: Seme sul terreno sassoso è chi “ascolta”, accoglie con gioia, ma è “incostante”, perché la “tribolazione e la persecuzione a causa della parola lo scandalizzano” (v.20). Per bocca di Pietro e di Paolo la parola efficace di Gesù dice: Ora, fratelli, vi rimane solo di essere costanti, e di non tentare il Signore Dio vostro (4,7), cercando altre vie: con la perseveranza salverete le vostre anime; in voi che “ascoltate” abita lo Spirito di Gesù e vi dà forza.
Gesù edifica la chiesa, vincendo in noi, come in se stesso, la preoccupazione e l’inganno della ricchezza, dicendo: Seme nelle spine e tra i cardi è chi “ascolta”; ma la preoccupazione del mondo e l’inganno della ricchezza soffocano la parola, ed essa non dà frutto (v.22). E’ impossibile che un ricco si salvi; ma tutto è possibile a Dio, capace di trasformare il cuore di pietra in cuore di carne: cuore che adora il Signore Dio suo (4,10), e dà gratuitamente, come gratuitamente riceve.
Gesù edifica la sua chiesa che porta molto frutto e glorifica il Padre, dicendo: Seme in terra buona è chi “ascolta” la parola, la comprende e porta il suo frutto del cento per uno (v.23); “in questo è glorificato il Padre mio: diveniate miei discepoli e portiate molto frutto”. Gesù si forma i discepoli, come la vite i suoi tralci, e su di essi produce il frutto, la sua chiesa, ognuno di noi, come grappoli abbondanti, e ci presenta al Padre.
Visita la terra, benedici i suoi germogli, Signore.

Seme buono, tu ascolti e comprendi la parola ricreatrice. Come la pioggia e la neve scendono, irrigano, fecondano e fanno germogliare; così sarà della parola uscita dalla mia bocca (Is 55,10s).
Gesù è la parola efficace che trasforma terreni. Essa è un dono, è “il pane da mangiare” che nutre chi “ascolta”, lo trasforma, ne fa un predicatore; e in bocca sua essa è un altro dono, è “il seme al seminatore” perché continua a raggiungere altri: “Gesù ci riconcilia con il Padre e dona a noi la parola della riconciliazione”. In effetti, se tanto possono due semplici creature, come “la pioggia e la neve”, quanto più posso io, loro Creatore, con la mia forza di Seme dall’interno, nei terreni che siete voi!
Gesù è parola che fa capire, è progetto divino. Due sono gli effetti della mia parola: partendo dal basso, da fatti semplici e naturali come la pioggia, la neve e la semina, rende accessibili e chiare alla mente realtà profonde dello Spirito che dà vita, guida la storia, compie ciò che le parole dicono, suscita fiducia; venendo dall’alto, dal Padre, Gesù è progetto di Dio che non dipende dall’uomo, percorre vie inimmaginabili e impossibili all’uomo; mentre realizza il suo progetto che è diverso dai progetti umani, può lasciare deluso l’uomo nei suoi desideri, perché “quanto il cielo è alto sulla terra, così le mie vie sono alte sopra le vostre vie e i miei progetti sopra i vostri progetti”, dice il Signore.
Visita la terra, benedici i suoi germogli, Signore.

Seme buono, tu ascolti e comprendi la parola ricreatrice nel terreno che è tutto il creato. “Le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura” (Rom 8,18).
Siamo tutti figli nel Figlio Gesù. Anche se siamo delusi nei nostri piccoli desideri, e interiormente gemiamo con tutta la creazione, possediamo lo Spirito di Gesù che parla a noi dalla nostra barca, ci affida la sua parola efficace, e noi “attendiamo impazienti” con tutto il creato “la nostra rivelazione di figli”, “la redenzione del nostro corpo”. “Cosmos” (armonia, bellezza) chiamavano gli antichi il creato; per Paolo è armonia “gemente”; lo Spirito “attende impaziente” di finire in noi il progetto: Gesù risorto.
Visita la terra, benedici i suoi germogli, Signore.

PREGHIERA EUCARISTICA

La risposta di lode e di supplica riassunta nel Versetto Responsoriale:
Visita la terra, benedici i suoi germogli, Signore,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
lo doni a tutti parola che germina e cresce in noi;

attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
è presente Gesù, germe divino, desiderio di bene;

offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
ci fa capaci di fruttificare opere di giustizia, di pace;

intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
egli fa germinare in tutti l’opera di redenzione;

lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
dal mondo che attende la venuta del tuo regno;

CONTEMPLAZIONE

Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, Il Seme:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: il seme, di grano che cresce seminato nei campi;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: il seme, della parola di Dio che opera e ritorna a lui;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: il seme, di Gesù, il Figlio uscito dal seno del Padre;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: il seme, della parola che cresce seminata nei cuori;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: il seme, dei figli nel Figlio che fruttifica in tutti.

Preghiamo:
O Padre, che hai seminato la tua parola Cristo Gesù, vita eterna; visita la terra, benedici i suoi germogli. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera della chiesa (colori).