14/08/2002 – ASSUNZIONE della B. V. MARIA- VIGILIA – 2002
ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
Messa nella vigilia – 14 agosto 2002
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio
e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: con me, aiuta tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE
MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce della chiave il versetto al vangelo.
Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); così nel dialogo, alla comunione, mi dici chi sei e cosa fai oggi in noi (Antifona alla Comunione):
Beata la Vergine Matria, che ha portato in grembo il Figlio dell’eterno Padre.
Beata Maria che ha portato in grembo il Figlio:
E’ vera Bellezza quella genera Bellezza. Oggi mi rendo presente in atto di “assumere” la mia umanità, nel simbolo dell’arca che contiene i segni della presenza di Dio: come l’arca nella storia d’Israele è segno della presenza di Dio, così l’umanità che “assumo” da Maria è il luogo della mia presenza.
La Bellezza di Maria si manifesta nella Bellezza di Gesù Nessuno più di una donna la sa vedere e la dichiara davanti a tutti come un prefazio, dicendo: Come sei bello, Gesù! Beata la madre che ti ha generato. “Mentre Gesù parlava, una donna alzò la voce”: Gesù parla e la donna risponde; la parola di Gesù suscita la risposta. Anche noi, in questa eucaristia, come in ogni celebrazione, dopo avere ascoltato il Signore che ci parla nelle letture (prima parte della messa), lo riconosciamo subito, dicendo: “Parola di Dio”, “Parola del Signore”; poi (nella seconda parte della messa) rispondiamo stupiti come quella donna e più di quella donna, dicendo: “E’ veramente cosa buona e giusta lodarti e ringraziarti sempre, o Padre, per Gesù Cristo, tuo dilettissimo Figlio”. “Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte”, dice quella donna tra la folla: la parola di Gesù “è perfetta, rinfranca l’anima”, suscita “meraviglia”, rende “beati”; Gesù, Figlio di Maria, è “il più bello tra i figli dell’uomo”, mostra la bellezza della madre come il frutto manifesta l’albero.
La bellezza di Maria ha origine dalla Bellezza di Gesù. Ma il frutto mostra anche lo scopo per cui si pianta l’albero: Gesù è “il frutto dal grembo” di Maria, egli si è fatta una madre per venire nel mondo, e prendere la nostra umanità, per amarci nella nostra situazione umana e farci come lui, “santi e immacolati al suo (del Padre) cospetto nell’Amore”. Maria, la sua Mamma Immacolata, è la prima redenta, il primo frutto del suo Amore, modello e tipo di tutti noi, “ascunti” da Gesù come Maria. Noi esprimiamo tutto questo con le parole: “L’acqua unita al vino è segno della nostra unione con la vita divina di Colui (Gesù) che ha voluto ‘assumere’ la nostra natura umana”; Gesù “assume” la nostra natura umana: tutti siamo ‘assunti’ da lui; lo riconosciamo e mostriamo di accettarlo versando poche gocce d’acqua nel vino, mentre celebriamo l’eucaristia: perché Gesù che “ha assunto” Maria “in corpo e anima” definitivamente accanto a sé nella gloria, faccia crescere anche noi fino ad “assumerci” nella pienezza della sua maturità.
La Bellezza della Maternità Spirituale e fisica. Rispondendo alla donna tra la folla, Gesù rivela a tutti la sua vera parentela con Maria e con noi: “Più beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservono”: Maria è ancor “più beata” perché “ascolta” e concepisce, = prende con sé, la parola di Dio, la storia vissuta e scritta; e la “osserva”, cioè non l’abortisce ma la medita confrontando i fatti nel suo cuore; ne coglie il senso e “genera” un nuovo comportamento: fa la volontà di Dio. Maria, unica e irrepetibile nella sua maternità fisica, è modello di tutti voi in questa sua maternità spirituale: a tutti è dato di “concepire” con “l’ascolto” la Parola di Dio, di “osservarla” con la “custodia” nel cuore, e di “generarla” nella “storia” che Dio dispone. Anzi, Maria mi ha concepito nel cuore prima che nell’utero, e nell’utero perché prima nel cuore; così voi concepite nel cuore la mia parola come Maria, per partorire me, Gesù, nella testimonianza della vita.
La Bellezza riconosce la vera Bellezza. Come la donna tra la folla ha riconosciuto la bellezza di Gesù, Luca evangelista ha riconosciuto quella di Maria, la mia mamma, e ne mette in risalto la sua vera grandezza: prende occasione proprio da quella donna che mi riconosce dalla folla; egli riporta le mie parole con le quali mostro che la grandezza di Maria non sta nel fatto di avermi generato fisicamente, bensì nell’essere stata disponibile alla Parola di Dio; questo è il suo titolo di gloria e il suo legame indissolubile con me fino ad essere “assunta” con me presso il Padre. Quanto è già realizzato in lei io ve lo comunico perché lo conosciate e conoscendo susciti in voi il desiderio e desiderandolo ne chiediate il compimento in ciascuno di voi e in tutti, acclamando:
Sorgi, Signore, tu e l’arca della tua gloria..
Beata Maria che ha portato in grembo il Figlio:
La Bellezza di Maria sarà in ogni persona. La Bellezza di Maria rispecchia la Bellezza del cammino che compio nella tua storia e nella storia di ciascuno. “Introdussero l’arca di Dio e la collocarono al centro della tenda eretta per essa”. Costruzione dell’arca, trasferimento dell’arca, culto presso l’arca avvengono secondo precise disposizioni di Iavè, che si fa l’arca come segno della sua presenza in mezzo al suo popolo, come luogo su cui si posa in forma di nube la gloria di Dio, come strumento per educare Israele ad accogliere il Figlio Gesù.
La Bellezza di Maria, Arca della nuova alleanza. Per Israele l’arca era il segno della presenza di Dio, per la chiesa e per tutta l’umanità Maria ne è il compomento: Maria è la vera «arca dell’alleanza», immagine della Chiesa. Come l’arca costruita da Mosè stava nel tempio perché era «segno e strumento» dell’alleanza di Dio col suo popolo, così Maria è in cielo nella sua integrità umana, come «segno e strumento » della nuova alleanza. L’arca conteneva la Legge, da essa Dio rispondeva alle richieste del popolo; Maria ci offre Gesù, il proclamatore della legge dell’amore, il realizzatore della nuova alleanza di salvezza: in Gesù il Padre ci parla e ci ascolta; in Maria il Padre ci mostra realizzato ciò che egli ha disposto che avvenga in tutti e in ciascuno. Maria Immacolata è l’arca costruita e predisposta ad accogliere il Figlio dell’eterno Padre; Capo con tutti noi sue membra egli rende al Padre il culto di un rapporto in piena comunione di vita con lui.
La Bellezza di ogni persona nell’Arca della nuova alleanza. Con Gesù Maria, nuova Arca, porta in sé tutta l’umanità, come tutto Israele è presente nel trasferimento dell’arca nel posto preparato per essa; ciascuno, nella sua posizione di membro di Gesù, vive e realizza il progetto di Dio nella Comunità umana ed ecclesiale, di cui Maria e primizia, tipo, immagine e compimento. Per noi pellegriini sulla terra lei è segno di consolazione e di sicura speranza.
Sorgi, Signore, tu e l’arca della tua gloria..
Beata Maria che ha portato in grembo il Figlio:
La Bellezza di Gesù in tutti come in Maria. ”Dio ci dà la vittoria per mezzo di Gesù Cristo”. Solidali nel patire e morire con Gesù che trionfa sulla morte, lo saremo anche nella glroia in corpo e anima, come Maria, la prima Assunta con Gesù presso il Padre: Regina Madre Gloriosa, Maria ora è più vicina agli uomini, come Mamma del Salvatore e di tutti noi, suoi fratelli. Questa solidarietà è il culto che Gesù ci fa condividere, è la sua Benedizione per sempre. Tutti Gesù consacra e fa partecipi del suo rapporto con il Padre; non esclude neanche chi e stato infedele; basta che ritorniamo a lui: lo accogliamo, lo lasciamo entrare e agire in casa nostra nostra, come gli israeliti infedeli ritrovano nei campi di Iaar l’arca perduta, l’accolgono e l’introducono nel tempio. Lo Spirito Gesù opererà in te come in Maria il vero culto al Padre.
Sorgi, Signore, tu e l’arca della tua gloria..
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica del Vers. Resp., Sorgi, Signore, tu e l’arca della tua gloria,.
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
fatto uomo prendendo carne dalla Vergine Maria;
attualizzazione: consacrazione Ora, Padre, manda lo Spirito:
Gesù è in mezzo a noi, con umanità di Maria, come in Maria;
offerta: nostra in Cristo al Padre In noi, Padre, si offre a te Gesù:
c’innalza alla sua dignità, ci corona della sua gloria;
intercessione: per tutti vivi defunti Tutti, Padre, accogli in Cristo:
inseriti nel mistero di salvezza giungiamo fino a te per Maria;
lode finale: esplosione dei sentimenti A te, Padre, ogni onore e gloria:
da tutta l’umanità assunta accanto a te in Cristo.
CONTEMPLAZIONE
Contempliamo, per esempio, L’Assunzione:
nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque momenti (v. LG 2):
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione:
l’assunzione, d’un figlio che assume le fattezze della madre;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza
l’assunzione, d’Israele che assume i sentimente di Dio;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi:
l’assunzione, di Gesù che assume l’umanità da Maria;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso:
l’assunzione, dei discepoli che assumono la parola e il corpo di Gesù;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità.
l’assunzione, dell’umanità che accoglie il Cristo ed è assunta da lui nella gloria.
Preghiamo:
O Padre, che per Gesù dichiari “beati coloro che ascoltano la parola di Dio p la custodiscono con amore”; sorgi tu e l’arca della tua gloria. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).