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16/06/2002 – T. ORDINARIO – ANNO A – 11 DOMENICA – 2002

Preparazione alla celebrazione della messa.

11ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno A – 16 Giugno 2002

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi «Letture».

MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La meditazione del 2002 rilegge i testi biblici alla luce del Vers. al Vang. e Antif. alla Com.
In quella del 2005 il messaggio della Parola ispira e carica i vari momenti della Celebrazione.
Vedi «METODO» in: «Letture» o «Meditazione».
Meditazione del 2002. Versetto al Vangelo:

Il regno dei cielo è vicino: convertitevi e credete al vangelo.
Antifona alla Comunione:
Predicate il regno, guarite gli infermi, cacciate i demòni:
gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

MIEI UOMINI !
Predicate il regno: fate scoprire agli uomini quanto stanno nel cuore di Dio.
“Chiamati a sé i dodici discepoli, li mandò” ad annunziare il regno di Dio: oggi mi rendo presente in atto di farti scoprire quanto Dio ti ama; l’amore di Dio si raffigura nel simbolo di un cuore di madre. –
“Gesù andava intorno per tutte le città e i villaggi insegnando nelle loro sinagoghe e predicando il Vangelo del Regno, guarendo da ogni malattia e infermità”. E’ il quadro preciso dell’opera di Gesù e di ogni discepolo nella storia: Parola e Guarigione; non l’una senza l’altra; ma guarigione segno di Parola.
“Gesù vedendo le folle ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore”: Gesù mira alla guarigione di tutto l’uomo e tutti gli uomini; si estende a tutti lo sguardo di Gesù verso Matteo (vedi domenica scorsa): il suo sguardo va dalla infermità fisica alla stanchezza e sfinimento interiore; la compassione è il sentimento che lo spinge a occuparsene con intima partecipazione di madre (“splanchnìzomai” fa riferimento all’utero, all’amore materno), viscerale, che non guarda i meriti, ma al bene della sua creatura. Gesù rivela l’amore gratuito del Padre: è proprio come l’amore di una mamma che si affretta a curare (14,14), a sfamare (15,32), a toccare gli occhi e ridare la vista (20,34); è lo stesso amore che Gesù comunica ai discepoli, e lo esige poi da loro: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto…, non dovevi anche tu aver pietà?” (18,32-33). La compassione di Dio per noi diventa in noi compassione di Dio per gli altri; Gesù si sente coinvolto nell’amore del Padre verso gli uomini, fa sue le nostre situazioni, mostra che il suo amore è autentico; egli dona a noi la sua disponibilità a lasciarci coinvolgere.
“I nomi dei dodici apostoli” indicano persone normali, comuni; come dire: ciò vale per tutti; e sono dodici, come dodici erano le tribù d’Israele: c’è continuità fra il popolo di Dio al Sinai e quello di Cristo, dovunque, per il superamento in Gesù Nuova Alleanza (vedi seguito: I lettura); Israele era segno di come Dio raggiunge le genti, gli apostoli chiamati (kaleo, ekklesìa) e mandati (apostello) presenza di Gesù sono segno per i vicini di come il Padre rinnova tutta l’umanità.
“Non andate tra i pagani; rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele”; è criterio di qualità: non importa che tu vada dovunque, importa che, dovunque, tu sia segno di Gesù per “le pecore perdute”, per i bisognosi, fosse anche uno solo vicino a te. – Questo è possibile a tutti. Gesù stesso, il Salvatore del mondo, non esce da Israele; lì porta a compimento le promesse di Dio, e tutti sono attratti da lui, come egli stesso dice: “Guarderanno Me che hanno trafitto”. La comunità di Gesù è segno di lui, lo rappresenta “Luce per le genti”: per chi lo cerca di cuore.
“Il regno dei cieli è vicino”, l’opera di Dio è in atto nella chiesa di Cristo; lo annunzia il benessere del rapporto fraterno tra i suoi membri, i quali si sostengono a vicenda, con la parola (predicate) e la liberazione da ogni male (guarite, risuscitate, sanate, cacciate i demòni); altrimenti, non è vissuta né rappresentata la Buona Notizia.
“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”: vi parlo, vi chiamo, vi do i miei poteri, vi invio senza calcolare la mia grandezza e la vostra povertà; chi di voi lo esperimenta, comunica la mia parola, esercita i miei poteri (di guarire, cacciare, risuscitare, sanare), immerge (battezza) in questo amore gratuito ogni persona senza distinzione; lo Spirito che anima il mio agire è il suo distintivo: Mosso dal mio Spirito, il mio discepolo è a disposizione del vicino, impegna i doni ricevuti (tempo, beni materiali, amicizia, sensibilità) a favore dei bisognosi; contento del necessario, fiducioso nella Provvidenza, non cerca di farsi ricco per sé: il mio vangelo rimane un “dono”. E’ povero d’animo chi s’arricchisce tramite il vangelo; ma chi si fa povero per il mio Spirito si dichiara proprietà di Dio, e acclama:

Noi siamo suo popolo, gregge che egli conduce.

Predicate il regno: fate scoprire all’uomo che è nel cuore di Dio, da sempre e per sempre.
Presente, passato e futuro è di Dio che è, che era e che viene; è del popolo fatto da Dio; è di un progetto divino su di lui. Scruta la storia: ti rivela Dio, te stesso, e il suo divino progetto su di te.
“Avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come io vi ho sollevato, vi ho fatto venie fino a me”. E’ l’io di Dio dall’Egitto, finora, e fino a Gesù che vede le folle ne sente compassione, chiama a sé: il popolo di Dio è già la folla di cui Gesù sente compassione, si prende cura.
“Ora, se voi vorrete custodire la mia alleanza, voi sarete per me la proprietà fra tutti, un regno di sacerdoti”. E’ il voi degli uomini: proprietà, regno, nazione di Dio; segno di ciò che Dio vuol fare di tutti i popoli sulla terra. E l’uomo può volerlo; ma non farlo; solo Dio dà il volere e il fare, unendo il suo io al voi d’Israele in Gesù.
“Il Signore chiamò a sé Mosè dal monte”, e Gesù “chiamati a sé i dodici, diede loro il potere, e li inviò”. E’ il progetto di Dio in Gesù: gli apostoli in Gesù e con il suo potere, sono popolo di Dio, suo proprietà; segno di salvezza per tutti dicono:

Noi siamo suo popolo, gregge che egli conduce.

Predicate il regno: fate scoprire all’uomo il cuore di Dio; ditegli: accogli l’Amore che salva.
“Quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio, molto più ora saremo salvati mediante la sua vita”. E’ espressa la gratuità dell’amore “manifestato in Gesù, riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito che ci è stato dato”: riconciliati con Dio in Gesù che muore; molto più salvati per la sua vita, ci gloriamo nel suo Spirito e acclamiamo:
Noi siamo suo popolo, gregge che egli conduce.

PREGHIERA EUCARISTICA

La risposta di lode e di supplica riassunta nel Versetto Responsoriale:
Noi siamo suo popolo, gregge che egli conduce,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
nella sua morte e risurrezione tu ci hai riconciliati con te;

attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
egli è in mezzo a noi la presenza del Dio che regna;

offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
egli fa di noi il segno visibile della nuova realtà di salvati;

intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
testimoni del vangelo nel servizio ai fratelli, nella lode a te;

lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
dai popoli della terra in piena comunione con te in Cristo.

CONTEMPLAZIONE

Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, Il Regno:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: il regno, di genti sotto un re che le rappresenta;

figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: il regno, d’Israele popolo di Dio, nazione santa;

compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: il regno, di Gesù vero israelita, proprietà di Dio;

manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: il regno, di Gesù nei fedeli suoi plenipotenziari;

completa, alla fine, nella gloria della Trinità: il regno, di Dio su tutti i popoli per Cristo Gesù.

Preghiamo:
O Padre, che in Cristo rendi il tuo regno vicino all’uomo che si converte e crede al vangelo; fa che acclamiamo: “Noi siamo tuo popolo, gregge che tu conduci”. Per Cristo nostro Signore.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera della chiesa (colori).