16-12-2001-Avvento-A-dom3

16/12/2001 – AVVENTO – ANNO A – 3 DOMENICA – 2001

Dieci minuti di preghiera con la chiesa:
nella meditazione del 2001-2003 facciamo la Comunione soffermandosi sulle letture bibliche;
nelle meditazioni seguenti facciamo la Comunione soffermandosi sulle preghiere della chiesa.

3ª DOMENICA DI AVVENTO
Anno A – 16 Divembre 2001

LA GIOIA DI DIO NEL CUORE DEGLI UOMINI.

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiuta tutti come aiuti me ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10; Rm 12).

LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di accogliere la sua parola nell’assemblea dei fedeli (LETTURE).

MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù! Egli ci parla di se stesso: “Buona Notizia” nel vangelo, “Compimento” delle promesse della prima lettura, “Fondamento” della chiesa nella seconda lettura. Rileggiamo vangelo, prima e seconda lettura alla luce del versetto al vangelo (MEDITAZIONE 2001-2003):
Lo Spirito del Signore è su di me, mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri.

Padre, nell’Eucaristia il tuo figlio Gesù si rende presente! Con lo Spirito e la sposa (con quanti danno voce allo Spirito Santo) aderiamo a Gesù e acclamiamo: “Vieni, Signore Gesù!”, attua in noi ciò che hai compiuto in te stesso. – Per attuare tutto questo, Gesù risponde: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22); e ci parla (vedi Antifona alla Comunione; e altre formule in MEDITAZIONE 2004-2006):
Andate e riferite ciò che avete udito e veduto:
ai poveri è annunziata la buona novella.

Riferisci ciò che senti e vedi: la buona notizia della mia presenza che fa crescere nelle difficoltà.
«Sei tu colui che deve venire, o dobbiamo attenderne un altro?».
Oggi mi rendo presente in atto di darti coraggio e farti gioire, rivelandoti il senso della tua fatica di vivere in comunione con la mia pasqua, nel simbolo della persona di Giovanni Battista. Come te, Giovanni Battista è in difficoltà fisica: è in carcere, paga il prezzo della sua chiarezza, della sua coerenza; è in difficoltà spirituale: non gli sembra che io sia quel giudice severo che egli mi aveva predicato; è in difficoltà comunitaria: i suoi discepoli non comprendono né il suo operato di maestro né il mio; come profeta egli mi predicava Messia giudice, e io invece offro a tutti la misericordia del Padre. Ma Giovanni non si avvilisce; non gli interessa tanto una vita particolare nel deserto, quanto sapere se ha compiuto la sua missione, se davvero ha preparato il cammino a me, che devo venire; e s’interroga su di me: E’ proprio lui? Com’è il suo modo di amare! Se lui è con noi, come mai tutti questi drammi fra i popoli, nelle famiglie, in me stesso? Perché mi lascia in carcere? –
Ogni novità fa problema d’identità umana, di presenza divina nella vita quotidiana: Dio è con me? E’ con noi? Cosa vuol dire presenza di Colui che deve venire o del più Grande? – La presenza di Dio s’inserisce in ogni dramma umano di salute, d’integrità della persona umana e di tutto quanto fa soffrire: presenza «del più Grande» che si fa il più Piccolo, alla portata di tutti. Per saperlo, Giovanni, «il più grande» di tutti i profeti, nelle difficoltà ricorre a me, «si fa piccolo», mi manda a chiedere tramite i suoi discepoli: «Sei tu Colui che deve venire?». – Così egli trova la sua identità, matura la sua sicurezza, fa esperienza del rapporto, trova la capacità di sentirsi amato e di amare: entra nel mio regno, trova che sono il più grande fatto piccolo come lui, perché entri nel mio regno, e sia grande come me. Anche i suoi discepoli imparano a venire da me, a sentire e vedere in me la risposta ai dubbi: li manda Giovanni stesso, e così mostra con i fatti che mi riconosce più grande come ha detto; e lo mostra in un momento difficile per lui, mentre d’altro canto, tutto il popolo lo stima, e a Giovanni Battista sarebbe bastato poco per avere tutto il popolo con sé! Manda a me i suoi discepoli perché imparino e divengano apostoli del loro maestro. Ed egli li ascolta e li accoglie.
Tu cerchi così pazientemente, come Giovanni; riconosci che venendo a me, «interpreti rettamente ciò che vedi e senti», dài inizio ad una nuova azione, ti lasci dirottare dalla tua linea verso una meta diversa, preparata per te da sempre; alla luce della Scrittura senti e vedi che sono Messia per malati, peccatori e stranieri; giudice alla fine, ma ora misericordioso fratello, lungo tutta la storia della Chiesa; ecco i segni a tua portata: lebbrosi, ciechi, storpi, sordi, morti, tutti risanati e risuscitati; cambiati nell’intimo. Mi rivelano Buona Notizia ai poveri e ai bisognosi. Ti senti fortunato e beato accogliendo il mio operato nel tuo intimo, «interpretando rettamente ciò che vedi e senti», proprio come Giovanni! Come lui fai attenzione a quel che succede, non sei distratto, ti rivolgi a me, cerchi di capire; di te come di lui io parlo, con lui ti propongo alle folle come esempio di chi cerca Dio, e per quel che ti hanno conosciuto, anche se non ancora in carcere, non ti capirebbero; io allora spiego e dico: Voi avete conosciuto un uomo retto che cerca il Signore, esempio di forte personalità, docile alla voce dello Spirito, profeta dell’Altissimo, come sta scritto: Egli andrà innanzi al Signore a preparargli le strade; capace di gioia e sorriso nelle difficoltà – Come Giovanni, sei grande: segnali la presenza di Dio nella persona di Gesù di Nazaret e nei fratelli; sei disposto a cambiare l’immagine che ti sei fatto di me. Per questa tua disponibilità a farti piccolo come Giovanni, disposto ad ascoltarmi nel tuo cuore e nel cuore altrui, entri anche tu nel regno, nella comunità di chi mi accoglie e mi segue; m’inviti a venire in tutti come in te, acclamando: «Il Signore è fedele per sempre, rende giustizia agli oppressi, dà il pane agli affamati. Il Signore libera i prigionieri».

Vieni, Signore, a salvarci.

Riferisci ciò che senti e vedi: la buona notizia, della mia presenza che adempie le promesse.
«Il nostro Dio viene a salvarci».
Rallegrati! Nella tua esistenza umana, inaridita e deserta, come quella di Giovanni Battista, puoi rifiorire nella gioia per l’accoglienza del tuo Signore. Smarrito e scoraggiato, disorientato e stanco di vedere che la storia non va mai bene: disonesti con successo e onesti derisi, ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri, tu o gli altri a te cari, trovi sicuro fondamento del vero coraggio in me unica realtà: «Ecco il vostro Dio, viene a salvarvi». – Accetti che, se Dio è Dio, tutto ha senso profondo, perché nelle difficoltà io sono con te, sono Dio e sono uomo come te, ti incoraggio dall’interno della tua situazione che io ho assunto in te, io solidale con te; ti mostro come Dio, Padre mio e Padre tuo, ti porta nel cuore come Giovanni Battista, e ti può salvare. Suo Figlio, Gesù di Nazaret, io vengo a te ora come luce, riposo del cuore, canto di vita: «Via Santa», larga e diritta, unisco il santuario della terra, santificata per la mia incarnazione, al santuario del cielo, in splendore di gioia e felicità. Con i miei fedeli tu acclami: Il Signore ridona la vista ai ciechi, il Signore rialza chi è caduto, il Signore ama i giusti, il Signore protegge lo straniero».

Vieni, Signore, a salvarci.

Riferisci ciò che senti e vedi: la buona notizia, della mia presenza nella tua vita.
«Rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina».
Come Giovanni Battista, tipo della Chiesa, anche tu cerchi e accogli «il Signore che viene»; come lui impari a vedere oltre l’evidenza apparente: sotto le vicende umane della tua vita, con tutte le sue sopraffazioni, e aldilà dei tuoi schemi di giustizia c’è un preciso progetto del Padre che attende e ti salva; attendi anche tu con «pazienza magnanime» (= animo largo), con sorriso, la sua manifestazione. L’agricoltore sa che nel campo c’è già il seme che cresce per leggi sue proprie, anche se non appare; così anche la tua attesa è motivata: io sono presente in ogni celebrazione, in ogni fatto della tua esistenza; e do inizio a una ripresa sempre nuova, sempre più alta del tuo vivere, secondo la legge della mia pasqua di morte e risurrezione. Tra «la benedizione della prima e seconda pioggia», simbolo della mia prima e ultima venuta, questo mio continuo intervenire nella tua vita e nella vita di ciascuno, come in Giovanni Battista e in tutta la Chiesa, fa crescere il seme, attraverso piccole morti e rinascite: così cresce anche per te, dal di dentro, la tua vita in Cristo, per la mia immensa, paziente misericordia. Giovanni Battista è modello di conversione, cioè, di pazienza (nell’imparare a «interpretare rettamente ciò che vedi e senti»), così è forte, accogliente, gioioso; mostra come si cresce nella conoscenza del Signore: guardando i segni, disposto a cambiare tutto, mandando i suoi discepoli alla fonte, a me. Fratelli, aiutatevi: consideratevi anche voi gli uni gli altri nuova ed efficace mia presenza: mio nuovo Natale in voi. – Il Signore «sostiene l’orfano e la vedova, ma sconvolge le vie degli empi. Il Signore regna per sempre, il tuo Dio, o Sion, per ogni generazione».

Vieni, Signore, a salvarci.

PREGHIERA EUCARISTICA

La risposta di lode e di supplica riassunta nel Versetto Responsoriale: Vieni, Signore, a salvarci,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
in lui tu ci accogli nella pazienza;

attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
Gesù sia in mezzo a noi, «Via Santa» che ci conduce a te;

offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
il Redentore paziente verso di noi fino alla morte;

intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
riscattati da lui, tuo amatissimo Figlio;

lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
dall’umanità che ti riconosce Padre di Gesù Cristo, Buona Notizia di salvezza.

CONTEMPLAZIONE

Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2).
Contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio,
La Pazienza Gioiosa:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione:
pazienza gioiosa, dell’agricoltore;

figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza:
pazienza gioiosa, dei profeti fino a Giovanni Battista;

compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi:
pazienza gioiosa, di Gesù che ci accoglie tutti nell’amore del Padre;

manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso:
pazienza gioiosa, dei fratelli che si accolgono l’un l’altro in Cristo;

completa, alla fine, nella gloria della Trinità:
pazienza gioiosa, di Dio che si compiace della sua misericordia in Cristo verso i figli dell’uomo.

Preghiamo:
O Padre, che ci hai mandato Gesù, il tuo Figlio amatissimo pieno di Spirito Santo, a portare il lieto annunzio ai poveri; suscita in noi la fede che lo invoca con gioia: “Vieni, Signore, a salvarci”. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera della chiesa (colori).