18-02-2007-Ordinario-C-dom7

18/02/2007 – T. ORDINARIO – ANNO C – 07 DOMENICA – 2007

Preparazione alla celebrazione della messa.

7ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno C – 18 Febbraio 2007

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…!
Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti
(Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).

TESTI e MEDITAZIONE.

TESTI

Antifona d’Ingresso Sal 12,6
Confido, Signore, nella tua misericordia, Gioisca il mio cuore nella tua salvezza, canti al Signore che mi ha beneficato.

Colletta
Il tuo aiuto, Padre misericordioso, ci renda sempre attenti alla voce dello Spirito, perché possiamo conoscere ciò che è conforme alla tua volontà e attuarlo nelle parole e nelle opere. Per il nostro Signore…

Anno C:
Padre clementissimo, che nel tuo unico Figlio ci riveli l’amore gratuito e universale, donaci un cuore nuovo, perché diventiamo capaci di amare anche i nostri nemici e di benedire chi ci ha fatto del male. Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Prima Lettura 1 Sam 26,2.7-9.12-13.22-23
Il Signore ti aveva messo nelle mie mani e non ho voluto stendere la mano.

DAL PRIMO LIBRO DI SAMUELE
In quei giorni, Saul si mosse e scese al deserto di Zif conducendo con sé tremila uomini scelti di Israele, per ricercare Davide nel deserto di Zif.
Davide e Abisai scesero tra quella gente di notte ed ecco Saul giaceva nel sonno tra i carriaggi e la sua lancia era infissa a terra a capo del suo giaciglio mentre Abner con la truppa dormiva all’intorno. Abisai disse a Davide: «Oggi Dio ti ha messo nelle mani il tuo nemico. Lascia dunque che io l’inchiodi a terra con la lancia in un sol colpo e non aggiungerò il secondo». Ma Davide disse ad Abisai: «Non ucciderlo! Chi mai ha messo la mano sul consacrato del Signore ed è rimasto impunito?».
Davide portò via la lancia e la brocca dell’acqua che era dalla parte del capo di Saul e tutti e due se ne andarono; nessuno vide, nessuno se ne accorse, nessuno si svegliò: tutti dormivano, perché era venuto su di loro un torpore mandato dal Signore. Davide passò dall’altro lato e si fermò lontano sulla cima del monte; vi era grande spazio tra di loro.
E Davide gridò: «Ecco la lancia del re, passi qui uno degli uomini e la prenda! Il Signore renderà a ciascuno secondo la sua giustizia e la sua fedeltà, dal momento che oggi il Signore ti aveva messo nelle mie mani e non ho voluto stendere la mano sul consacrato del Signore».

Salmo Responsoriale Dal Salmo 102
IL SIGNORE È BUONO E GRANDE NELL’AMORE.

Benedici il Signore, anima mia, / quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia, / non dimenticare tanti suoi benefici. R/
Egli perdona tutte le tue colpe, / guarisce tutte le tue malattie;
salva dalla fossa la tua vita, / ti corona di grazia e di misericordia. R/
Buono e pietoso è il Signore, / lento all’ira e grande nell’amore.
e non conserva per sempre il suo sdegno. / Non ci tratta secondo i nostri peccati,
non ci ripaga secondo le nostre colpe. R/
Come dista l’oriente dall’occidente,/ così allontana da noi le nostre colpe.
Come un padre ha pietà dei suoi figli, / così il Signore ha pietà di quanti lo temono. R/

Seconda Lettura 1 Cor 15,45-49
Come abbiamo portato l’immagine dell’uomo di terra, così porteremo l’immagine dell’uomo celeste.

DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI
Fratelli, il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente, ma l’ultimo Adamo divenne spirito datore di vita. Non vi fu prima il corpo spirituale, ma quello animale, e poi lo spirituale.
Il primo uomo tratto dalla terra è di terra, il secondo uomo viene dal cielo. Quale è l’uomo fatto di terra, così sono quelli di terra; ma quale il celeste, così anche i celesti.
E come abbiamo portato l’immagine dell’uomo di terra, così porteremo l’immagine dell’uomo celeste.

Canto al Vangelo Gv 13,34
Alleluia, alleluia.
Vi dò un comandamento nuovo, dice il Signore: che vi amiate a vicenda, come io ho amato voi.
Alleluia.

Vangelo Lc 6,27-38
Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro.

DAL VANGELO SECONDO LUCA
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «A voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Dà a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.
Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto.
Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo; perché egli è benevolo verso gl’ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio».

Sulle Offerte
Accogli, Signore, quest’offerta espressione della nostra fede; fa’ che dia gloria al tuo nome e giovi alla salvezza del mondo. Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla Comunione Sal 9,2-3
Annunzierò tutte le tue meraviglie. Io te gioisco ed esulto, canto inni al tuo nome, o Altissimo.

Oppure: Gv 11,27
Signore, io credo che tu sia il Cristo, Il Figlio di Dio vivente, venuto in questo mondo.

Anno C: Lc 6,36
«Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro», dice il Signore.

Dopo la Comunione
Il pane che ci hai donato, o Dio, in questo sacramento di salvezza, sia per tutti noi pegno sicuro di vita eterna. Per Cristo nostro Signore.

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MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant. Com.), con il dono di se stesso, attua in noi nel massimo modo il messaggio dei testi biblici (cf. Tempo Ordinario – Anno C – 7ª Domenica – 22/02/2004); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (Cf. Criteri di Meditazione – 15/08/2005).
Messaggio della Parola:

TUTTO SUO PADRE E SUA MADRE!
Messaggio che ispira e attua ora la Celebrazione, centro della Vita.

1°. RITI D’INTRODUZIONE.
Dalla vita alla festa della vita: formiamo una comunità, prendiamo coscienza di essere riuniti e preparati da Gesù ad ascoltare la Parola e a celebrare l’Eucaristia.
Riuniti per la celebrazione della messa, siamo coscienti di essere destinatari della misericordia di Dio giusto con se stesso, cioè fedele nella sua misericordia. Chiamati all’esistenza e ad essere in Cristo, non abbiamo alcun altro appoggio fuori dell’azione benevola di Dio. Iniziamo allora la celebrazione del suo nome, acclamando: “Confido, Signore, nella tua misericordia”. Non abbiamo altra gioia profonda che quella derivante dal nostro essere nel Signore, e allora continuiamo, cantando: “Gioisca il mio cuore nella tua salvezza, canti al Signore che mi ha beneficato”. L’unico beneficio è l’azione misericordiosa di Dio; unico intralcio al suo agire benevolo in noi è la nostra distrazione, il nostro peccato. Non possiamo garantire attenzione noi, che spesso manchiamo; quindi chiediamo perdono e aiuto allo stesso Signore, pregando: “Il tuo aiuto, Padre misericordioso, ci renda sempre attenti alla voce dello Spirito, perché possiamo conoscere ciò che è conforme alla tua volontà e attuarlo nelle parole e nelle opere. Per Cristo nostro Signore. Amen”. Lo Spirito ci indica continuamente la meta e dà la forza di essere attenti alla sua indicazione a chi la chiede in persona di Gesù. Fine di tutto: «attuare nelle parole e nelle opere la volontà del Padre». E Gesù precisa con la vita qual è la «volontà del Padre»: è volontà di «amore gratuito e universale» che si può compiere solo con un «cuore nuovo», donato a noi perché glielo chiediamo, dicendo: “Padre clementissimo, che nel tuo unico Figlio ci riveli l’amore gratuito e universale, donaci un cuore nuovo, perché diventiamo capaci di amare anche i nostri nemici e di benedire chi ci ha fatto del male. Per Cristo nostro Signore”. Interessati a conoscere Gesù, la sua opera conforme alla volontà del Padre, e avere anche noi un cuore capace di fare ciò che dice, ascoltiamo la sua Parola efficace.

2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Dio parla a noi in Cristo. Lo Spirito ci dispone ad ascoltare la sua Parola. Gesù parla e conclude: Oggi si attua la Parola che udite. – Richiamiamo quindi la Parola, e aderiamo all’azione dello Spirito Santo.

Richiamiamo la Parola, cioè persona, messaggio e attività di Gesù.
IO IN VOI, UNA COSA SOLA, SIAMO MISERICORDIOSI COME IL PADRE, DICE IL SIGNORE.
Gesù dice ai suoi discepoli (Luca 6,27-38): “A voi” in forte contrasto con gli autosufficienti per i quali mi addoloro (ouaì = guai); a voi “che ascoltate” e non mi seguite per accompagnarmi ma per avere la forza di aderire a me con tutto il cuore, “io dico”, io rivelo la Legge che rende giusti secondo Dio. Non una legge esterna, come quella che fa giusti gli uomini che le obbediscono, ma la Legge interna a Dio e che Dio osserva perfettamente per cui è giusto. Legge o Parola di predilezione, di favore, di amore e misericordia verso il suo popolo. “Amate i vostri nemici”: la Legge dell’Amore interno a Dio, che è Dio stesso, è riversata nel cuore dell’uomo che diventa un uomo nuovo con un cuore nuovo, predetto in particolare da Geremia (31,33): “Porrò la mia Legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore”; e da Ezechiele (36,26s): “Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio Spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi”, la legge dell’amore che è Dio stesso. Gesù comunica se stesso ai fedeli che l’ascoltano, li rende partecipi della sua disposizione d’animo ininterrotta e crescente, che non ha bisogno quindi di venire iniziata ex novo; è un atteggiamento generale precisato con altri tre verbi: “Fate del bene”, scendete cioè nel concreto, non restate nella teoria; “bene-dite”, augurate il bene almeno nel vostro intimo, quando praticamente non è possibile fare altro; “pregate” in loro favore, cosa sempre possibile e che corona l’augurio quanto l’agire pratico. «Quattro verbi» cioè implicanza di tutti gli aspetti dell’esistenza umana. Gesù ordina di «continuare» azioni già iniziate per suo dono, e tutte verso persone ostili: “i vostri nemici”, “coloro che vi odiano”, “vi maledicono”, “vi calunniano”. In particolare il “pregate per quelli che vi calunniano”, che abbiamo notato essere sempre possibile, è un’azione direttamente opposta a quella della calunnia. Mentre infatti la calunnia tende a mettere in cattiva luce qualcuno presso gli uomini, che possono essere ingannati, la preghiera influisce direttamente su Dio, che nel peccatore anche più riprovevole vede sempre un proprio figlio.
Gesù porta esempi concreti che lui stesso ha vissuto: “A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra” (àllen = non una fra due guance, ma fra molte, con senso quindi più generale, come se il cristiano non avesse solo due facce da presentare, ma tante e sempre un’altra, da far stancare e vincere così ogni violenza), ma non nel senso semplicistico di «lasciar fare» in modo passivo, bensì di vincere il male con il bene, come Gesù ha fatto. Percosso, in tribunale, Gesù dice senza arroganza: “Se ho detto male, mostrami dov’è il male; ma se ho detto bene, perché mi percuoti?”. “A chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Dà a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo”, come Gesù ha fatto in tante circostanze fino alla morte pregando per i suoi crocifissori. Gesù consegnato, flagellato, tradito, dona se stesso: “Prendete, mangiate, bevetene tutti”. Così anche l’uomo in Cristo è giusto come Dio: prescinde cioè da leggi esterne, segue la legge dello Spirito riversato nel suo cuore, opera a favore degli altri a imitazione di Dio. Puoi verificare sensibilmente questa Legge dello Spirito di Dio presente in te in te, punto di riferimento sicuro e sintesi di tutta la Legge e i Profeti (cfr anche Mt 7,12); è una precisa «Volontà» in tutti: “Ciò che «volete» gli uomini facciano a voi”. È Gesù stesso che ci ha fatti suo «corpo spirituale» per continuare in noi la sua opera di amore benevolo che ci spinge ad agire dicendo: “Anche voi fatelo a loro”. «Amiamo perché Egli ci ha amati per primo» (1Gv 4,19), e amiamo come siamo amati (cfr Gv13,34). È il comportamento specifico comune ai discepoli di Gesù.
Gesù propone e fonda un nuovo modo di operare, opposto a quello umano che chiama dei «peccatori». Dice: “Se amate e fate del bene e prestate” a “quelli che vi amano e vi fanno del bene e da cui sperate ricevere”, “che «Grazia, che Vita» avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso: amano coloro che li amano, fanno del bene a chi fa loro del bene, prestano per riceverne altrettanto”. Gesù rivela la sua immensa superiorità in confronto con quello che la gente già vive e che è fondato sulla reciprocità calcolata, senza «Grazia», senza Gratuità, perché, dice Gesù, non hanno accolto la legge interna superiore, il riferimento interiore autorevole che muove ad agire in conformità all’essere divino. Non si dà all’altro per ricevere dall’altro, né ciò che si è avuto dall’altro; ma solo ciò che si è ricevuto da Dio. Questo agire proposto da Gesù si pone in forte contrasto con l’agire umano, e conferma l’atteggiamento abituale del cristiano: “Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla”, e non disperando di nessuno, perché il rientro del bene, se non in questa vita, è certo nella vita nascosta con Cristo in Dio. Senti che questo è vero, per una capacità interiore ad affrontare con serenità l’esistenza quotidiana, esperienza propria della persona che vive in Cristo e che lascia vivere in se stessa Cristo (Gal 2,20s). Sperimenti come l’agire di Gesù in te ti fa passare da un atto particolare e concreto dell’amare, fare il bene e prestare, a un’esistenza protratta nel tempo, caratterizzata da una volontà positiva, forte, sicura, e da una fiduciosa attesa che si possa realizzare sempre meglio la stessa azione dell’amare, fare il bene e prestare, fino al grande merito – per aver accolto il dono di Dio – di divenire figli dell’Altissimo, buono verso ingrati e cattivi.
Divenite così misericordiosi come è misericordioso «il» Padre vostro che ben conoscete, dice Gesù che parla a tutti, anche a coloro che ora giudicano, e aggiunge: “Non continuate a giudicare e non sarete giudicati; non continuate a condannare e non sarete condannati; assolvete e vivrete assolti, sicuri che nessuno vi può condannare”. Continuate in questo atteggiamento di generosità, e vivrete nella fiducia che Dio si riversa dentro di voi come un dono piacevole e completo, eccitante e sovrabbondante, senza misura: come voi ora misurate, infatti, siete abbondantemente ri-compensati da Dio.

Richiamiamo la Profezia, portata a compimento in Gesù.
GESÙ È IL VERO DAVIDE CHE NON SEGUE UNA LEGGE ESTERNA, MA INTERNA, DI DIO.
Il Signore dà a ciascuno secondo la sua giustizia interiore del perdono (1Sam 26,2.7-9.12-13.22-23).
Davide ha scelto un comportamento non dettato dall’osservanza della Legge, ma dall’osservanza della giustizia di Dio: vede le cose e le persone in un modo nuovo, più alto, secondo il favore di Dio verso di lui. Dio mostra di gradire questo atteggiamento di Davide diverso da quello umano del suo generale Abisai, che dice: Lascia che io lo uccida. – E Davide risponde: Non ucciderlo. Dio non uccide. – “Portarono via brocca e lancia di Saul, e nessuno se ne accorse, nessuno si svegliò: tutti dormivano, perché era venuto su di loro un torpore mandato dal Signore”. Questa osservanza della Legge interiore del Signore partecipata a Davide è più forte, più vittoriosa di ogni guerra. Saul lo riconoscerà. Giustizia che è misericordia (cfr Rom 5,10: “Quand’eravamo nemici siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo”).
Una bella storia che illustra la leggendaria magnanimità di Davide nei riguardi di Saul che Dio aveva consacrato re (cf. anche 1Sam 24). Ma ogni uomo, “immagine” di Dio, è l’unto, il consacrato del Signore. Gesù vuole che questo suo comune atteggiamento diventi comune anche in ogni suo discepolo. Amore dei nemici e misericordia ad ogni costo sono due atteggiamenti che Gesù vuole continuare in noi sue membra.

Richiamiamo la Realtà, che ora Gesù attua in noi come in se stesso.
LEGGE DI GIUSTIZIA DIVINA È IL SIGNORE BUONO E GRANDE NELL’AMORE.
Salmo 102, 1-2. 3-4. 8.10. 12-13. La legge di Dio è gioiosa, rallegra il cuore. Come Gesù il discepolo di Gesù benedice il Signore (cfr Mt 11,25): “Benedici il Signore, anima mia, / quanto è in me benedica il suo santo nome. / Benedici il Signore, anima mia, / non dimenticare tanti suoi benefici”. I benefici divini più grandi sono il perdono e ogni guarigione spirituale: “Egli perdona tutte le tue colpe, / guarisce tutte le tue malattie; salva dalla fossa la tua vita, / ti corona di grazia e di misericordia / Non ci tratta secondo i nostri peccati, / non ci ripaga secondo le nostre colpe”.
Come un padre ha pietà dei suoi figli, / così il Signore ha pietà di quanti lo temono: allontana da noi le nostre colpe, come dista l’oriente dall’occidente. Dio è perdono, guarigione, tenerezza, pietà. E vuole da noi lo stesso verso i nostri fratelli, se vogliamo essere suoi. Una schiera infinita nella comunità cristiana l’hanno seguito.

Richiamiamo l’Apostolo, che descrive il discepolo di Gesù: 1Cor 15,45-49.
PORTIAMO L’IMMAGINE DELL’UOMO DI TERRA E DELL’UOMO CELESTE (1Cor 15,45-49).
Impossibile rappresentare un corpo “terrestre” attraversato dallo Spirito Santo, ed è impossibile immaginare la vita dopo la morte. Quanto si può dire è affermato dalla fede in sintonia con la ragione che riconosce una giustizia secondo Dio con una Legge non esterna ma interna a Dio, Legge di benevolenza, bontà e misericordia verso tutti. Trasformati, saremo come il Cristo e con il Cristo obbediente alla Legge del Padre misericordioso. Egli ha assunto la condizione umana per farci partecipare alla condizione divina: aderenti alla legge dell’Amore, restituendo agli altri in non-giudizio, non-condanna e perdono la giustizia divina di misericordia esperimentata, perché l’uomo terrestre sia trasformato dallo Spirito in uomo celeste a imitazione di Gesù vivente e operante nei suoi discepoli.

3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
Nelle parti liturgiche (Parola e Eucaristia) l’assemblea è ferma, in ascolto, seduta o in piedi; nei Tre Riti – d’introduzione, presentazione dei doni, comunione – si muove. Ora, per esempio, ci muoviamo e offriamo doni per la presenza di Cristo e per le necessità degli altri.
”Vi dò un comandamento nuovo, dice il Signore: che vi amiate a vicenda, come io ho amato voi”. È la nuova Legge interna a Dio che il Signore Gesù partecipa ai suoi discepoli. Noi mostriamo di desiderarla presentando doni, e preghiamo il Padre di rendere efficace il nostro desiderio: “Accogli, Signore, quest’offerta espressione della nostra fede; fa’ che dia gloria al tuo nome e giovi alla salvezza del mondo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

4°. LITURGIA EUCARISTICA.
Aderendo all’agire dello Spirito, per mezzo di Cristo, ringraziamento, pane, offerta, intercessione, lode:

«Ringraziamo» e benediciamo il Padre in Cristo Gesù.
Grazie, Padre, per il tuo Figlio, egli è il Dio che regna per l’osservanza alla tua Legge di misericordia, e suscita speranza nei poveri che confidano in lui nel poter osservare la Legge del Padre: amore, preghiera, benedizione, prestazione o condivisione che è via alla Vita. Amore ai nemici, novità assoluta che cambia il mondo, per questo, Padre ti ringraziamo.

Siamo trasformati in Cristo, che, preso il «pane» e rese grazie, si dona vero cibo e bevanda di salvezza.
Ora, Padre, manda lo Spirito a perfezionare l’opera di Gesù nel mondo e compiere ogni santificazione: Il dono che Dio fa di se stesso in Cristo a noi è oltre ogni misura, eccitante e traboccante, va oltre lo stato di peccatore che noi siamo per arrivare alla nostra persona umana, e ci trasforma, ci riunisce in sua stabile dimora, «da corpo carnale in corpo spirituale».

Diveniamo luogo riservato a Gesù che in noi continua a «donare» se stesso.
In noi, Padre, si offre a te Gesù. Mentre accogliamo la sua presenza, aderiamo a lui e confidiamo in lui, che agisce tramite noi. Non basta infatti che siamo trasformati; è necessario che siamo in Cristo servi dell’amore alla tua presenza, o Padre.

Intercediamo per tutti in Cristo che «intercede» per noi e ci fa intercessori con lui per gli altri.
Tutti, Padre: vivi, defunti, celebranti, accogli in Cristo. Fatti a sua immagine, siamo liberi e realizzati a somiglianza di Gesù tuo Figlio. Come cambia pane e vino in Cristo, il tuo Spirito d’Amore ci faccia uomini spirituali che lo trasmettono a tutti.

«Glorifichiamo» perfettamente il Padre per Cristo, con Cristo, in Cristo nello Spirito Santo che ci fa santi.
A te, Padre, ogni onore e gloria, da tutta l’umanità, rinnovata nel tuo amore totalmente gratuito che investe la nostra indegnità e la fa veicolo di se stesso in noi verso gli altri. Questa è santificazione che rende degna gloria a te, Dio Padre nostro.

5°. RITI DI COMUNIONE.
Preso il pane e rese grazie, Gesù spezza il pane e lo dà ai suoi discepoli perché lo distribuiscano.
In Cristo siamo un solo corpo, un pane di vita per tutti: viviamo per lui che è morto e risorto per noi.
Annunzierò tutte le tue meraviglie. In te gioisco ed esulto, canto inni al tuo nome, o Altissimo. Infatti, figli di un Dio di misericordia e di bontà senza misura, ti preghiamo, o Padre, perché tu ci dia la forza di perdonare e dare come ci comandi, per ottenere il tuo perdono.
Venendo in noi, Gesù ci dice: “Amatevi come io ha amato voi”; “fate questo in memoria di me”; “ciò che volete” che io faccia a voi “anche voi fatelo agli altri”; mi dono a voi in vista di avere altrettanto con libertà; suscito in tutti questo desiderio di «altrettanto amore» che trova riscontro poi nella realtà a beneficio di tutti, movendo il primo passo verso altri «credo» religiosi.
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, “dì soltanto una parola” e “tutto è fatto”: il tuo amore traboccante, eccitante, dilagante, effuso in noi attirerà irresistibilmente tutti a sé. Investendo la nostra indegnità e facendola veicolo di se stesso in noi verso tutti, il tuoamore rende testimonianza della tua presenza di Dio misericordioso che fa i suoi figli misericordiosi come lui. Per questo ti preghiamo, o Padre, a conclusione di questa celebrazione eucaristica: “Il pane che ci hai donato, o Dio, in questo sacramento di salvezza, sia per tutti noi pegno sicuro di vita eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen”.
Uscendo da questa assemblea con spirito di accoglienza e di perdono, andiamo gli uni verso gli altri nella pace di Cristo.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., L’Amore:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: l’amore, di chi vuole il bene degli altri;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza l’amore, di chi può vendicarsi e non si vendica, come Davide;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: l’amore, del Verbo fatto carne, muore, risorge, dà lo Spirito;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: l’amore, di Gesù che nei fedeli continua ad amare i nemici;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. l’amore, dell’umanità rinnovata nello Spirito a gloria di Dio.

Preghiamo:
Padre, che in Cristo ci doni il comandamento nuovo dell’amore vicendevole, come quello di Gesù verso di noi; dona al tuo popolo di acclamare con la lingua e le opere quanto sei buono e grande nell’amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).