18-12-2005-Avvento-B-dom4

18/12/2005 – AVVENTO – ANNO B – 4 DOMENICA – 2005

Preparazione alla celebrazione della messa.

4ª DOMENICA DI AVVENTO
Anno B – 18 Dicembre 2005

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…!
Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti
(Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).

TESTI e MEDITAZIONE

TESTI

Antifona d’Ingresso Is 45,8
Stillate dall’alto, o cieli, la vostra rugiada
e dalle nubi scenda a noi il Giusto;
si apra la terra e germogli il Salvatore.

Colletta
Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre, tu, che nell’annunzio dell’angelo ci hai rivelato l’incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Anno B:
Dio grande e misericordioso, che tra gli umili scegli i tuoi servi per portare a compimento il disegno di salvezza, concedi alla tua Chiesa la fecondità dello Spirito, perché sull’esempio di Maria accolga il Verbo della vita e si rallegri come madre di una stirpe santa e incorruttibile. Per il nostro Signore Gesù Cristo.. .

Prima Lettura 2 Sam 7, 1-5.8b-12.14a.16
Il regno di Davide sarà saldo per sempre davanti al Signore.

DAL SECONDO LIBRO DI SAMUELE.
Avvenne che, quando il re Davide si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato tregua da tutti i suoi nemici all’intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto una tenda». Natan rispose al re: «Và, fà quanto hai in mente di fare, perché il Signore è con te».
Ma quella stessa notte questa parola del Signore fu rivolta a Natan: «Và e riferisci al mio servo Davide: Dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io ti presi dai pascoli, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi il capo d’Israele mio popolo; sono stato con te dovunque sei andato; anche per il futuro distruggerò davanti a te tutti i tuoi nemici e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo a Israele mio popolo e ve lo pianterò perché abiti in casa sua e non sia più disturbato e gli iniqui non lo opprimano come in passato, al tempo in cui avevo stabilito i Giudici sul mio popolo Israele e gli darò riposo liberandolo da tutti i suoi nemici. Il Signore ti farà grande, poiché ti farà una casa.
Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu giacerai con i tuoi padri, io assicurerò dopo di te la discendenza uscita dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Io gli sarò padre ed egli mi sarà figlio. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me e il tuo trono sarà reso stabile per sempre».

Salmo Responsoriale Dal Salmo 88
IL SIGNORE È FEDELE PER SEMPRE.

Canterò senza fine le grazie del Signore,
con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà nei secoli,
perché hai detto: «La mia grazia rimane per sempre»;
la tua fedeltà è fondata nei cieli.

Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide mio servo:
stabilirò per sempre la tua discendenza,
ti darò un trono che duri nei secoli.

Egli mi invocherà: Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza.
Gli conserverò sempre la mia grazia,
la mia alleanza gli sarà fedele.

Seconda Lettura Rm 16, 25-27
Il mistero taciuto per secoli ora à rivelato.

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI.
Fratelli, a colui che ha il potere di confermarvi secondo il vangelo che io annunzio e il messaggio di Gesù Cristo, secondo la rivelazione del mistero taciuto per secoli eterni, ma rivelato ora e annunziato mediante le scritture profetiche, per ordine dell’eterno Dio, a tutte le genti perché obbediscano alla fede, a Dio che solo è sapiente, per mezzo di Gesù Cristo, la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Canto al Vangelo Lc 1,38
ALLELUIA, ALLELUIA.
Eccomi, sono la serva del Signore:
avvenga di me quello che hai detto.
ALLELUIA.

Vangelo Lc 1, 26-38
Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.

DAL VANGELO SECONDO LUCA
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».
A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse:.

Sulle Offerte
Accogli, o Dio, i doni che presentiamo all’altare, e consacrali con la potenza del tuo Spirito, che santificò il grembo della Vergine Maria. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio dell’Avvento II
L’attesa gioiosa del Cristo.

E’ veramente cosa buona e giusta renderti grazie
e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode,
Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.

Egli fu annunziato da tutti i profeti,
la Vergine Madre l’attese e lo portò in grembo
con ineffabile amore,
Giovanni proclamò la sua venuta
e lo indicò presente nel mondo.
Lo stesso Signore, che ci invita a preparare il suo Natale,
ci trovi vigilanti nella preghiera, esultanti nella lode.

Per questo dono della tua benevolenza,
uniti agli angeli e ai santi,
con voce unanime cantiamo l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo .. .

Antifona alla Comunione Is 7,14
Ecco, la Vergine concepirà
e darà alla luce un Figlio:
sarà chiamato Emmanuele, Dio con noi.

Anno B: Cf Lc 1,38
« Eccomi, sono la serva del Signore,
avvenga di me secondo la sua parola.

Dopo la Comunione
O Dio, che ci hai dato il pegno della vita eterna, ascolta la nostra preghiera: quanto più si avvicina il gran giorno della nostra salvezza, tanto più cresca il nostro fervore, per celebrare degnamente il Natale del tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

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MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant.Com.), con il dono di se stesso, attua in noi il messaggio dei testi biblici (TEMPO DI AVVENTO – ANNO B – 4ª DOMENICA – 22/12/2002); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (CRITERI DI MEDITAZIONE – 15/08/2005).
Messaggio della Parola:
SCELTI COME PIETRE VIVE NELLA COSTRUZIONE DEL CORPO DI CRISTO.
Messaggio che ispira e attua Celebrazione e Vita.

1°. RITI D’INTRODUZIONE.
“Stillate dall’alto, o cieli, la vostra rugiada e dalle nubi scenda a noi il Giusto”. L’assemblea che sta per iniziare la celebrazione eucaristica conosce una rugiada e una pioggia particolare: il Signore Gesù risorto che viene ora in mezzo a noi e lo proclama “Giusto”. Sa che la terra, la nostra umanità, in Maria si è aperta e ha dato il Salvatore, e vi aderiamo acclamando: “Si apra la terra e germogli il Salvatore”.
La tua Chiesa, Signore, riceve lo Spirito, sull’esempio di Maria, accoglie il Verbo della vita e si rallegra come madre di una stirpe santa e incorruttibile. Siamo orgogliosi di tale stirpe.
“Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre, tu, che nell’annunzio dell’angelo ci hai rivelato l’incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen”. Vediamo la storia fin dall’annuncio della nascita di Gesù a Maria con gli occhi e il cuore della sua passione, croce, risurrezione.
Questo è possibile ai “piccoli” che confidano in Dio come Maria. Chiediamo a Dio di donare anche a noi l’ascolto e l’accoglienza della sua Parola come a Maria: “Dio grande e misericordioso, che tra gli umili scegli i tuoi servi per portare a compimento il disegno di salvezza, concedi alla tua Chiesa la fecondità dello Spirito, perché sull’esempio di Maria accolga il Verbo della vita e si rallegri come madre di una stirpe santa e incorruttibile. Per Cristo nostro Signore. Amen”.
Ci salutiamo come “servi del Signore”, persone riservate a lui, e ci auguriamo reciprocamente che avvenga di noi quello che ora ci dice.

2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Lo Spirito ci dispone ad ascoltare la Parola di Gesù che parla concludendo: Oggi si attua la Parola che avete udito. – Richiamiamo la Parola di Gesù, aderiamo a quanto il suo Spirito oggi attua in noi.

GESÙ, IL MESSIA, IL FIGLIO DI DIO È INTRONIZZATO NELLA GLORIA (Lc 1,26-38).
Il vangelo dell’annunciazione costella l’avvento: è acclamato l’otto dicembre, solennità di Maria Immacolata; ritorna oggi, quarta domenica anno B, e anche il venti dicembre, in prossimità del Natale. Il giorno dell’Immacolata Dio si rivela “Colui che fa grazia”, oggi quarta domenica, Dio si mostra “Colui che è fedele”. Si susseguono così le celebrazioni festive dell’Avvento: il Signore cammina con noi, e attira la nostra attenzione, dicendo: “Vegliate” (I domenica). Vuole che gli facciamo attenzione perché ci deve preparare ad incontrarlo (II domenica). Dio fa grazia, è sua l’iniziativa, esclusivamente suo il progetto (Immacolata). Come il Battezzatore ciascuno di noi è «Gio-vanni» = segno di: «Colui che è sempre presente a far grazia» (III domenica di avvento). Dio è fedele: promette e porta a compimento la promessa (IV domenica).
Oggi, quarta domenica, Maria, tipo di ogni persona (predeterminata a divenire trono della gloria di Gesù, il Messia, il Figlio di Dio), è vista come trono del Cristo risorto: allora con gli occhi del Cristo risorto presente la comunità cristiana vede tutta la storia di Gesù, nel suo significato più profondo, fin dall’annunciazione.
Dio annuncia il compimento della promessa che aveva fatto a David: Il mistero nascosto nei secoli si rivela in modo sconcertante e sorprendente, proprio di Dio. L’angelo Gabriele, cioè il Dio Potente, che si manifesta nelle rivelazioni finali (vedi Daniele 8,16s; 9,21ss), non va dai re nella reggia, né dai sacerdoti nel tempio, né dai capi nel sinedrio; ma ad una fanciulla di Nazaret in Galilea, terra semipagana. Dio vuole stare con noi nella nostra storia quale che essa sia. La fanciulla non è nota, non è importante. Ma il Dio, che si rivela ai piccoli, la saluta chiamandola con un Nome speciale: “Piena di grazia”, colei che è totalmente amata da sempre e per sempre da Dio, cioè tutta bella, preparata ad essere madre del figlio dell’Altissimo, figlio che regna in eterno, secondo la promessa: “Il suo regno non avrà fine”.
Tali parole turbano l’umile cuore di Maria. Dio la rassicura, le fa capire che deve solo continuare la sua totale dedizione al Signore: il figlio sarà frutto dello Spirito creatore che scende su di lei. La potenza dell’Altissimo l’abiterà come un giorno prese possesso della tenda (cf Es 40,34). Colui che nascerà sarà perciò santo e Figlio di Dio. Le parole di Dio sono veritiere. Anche la gravidanza prodigiosa di Elisabetta ne è un segno. Nulla è impossibile a Dio.
Maria conosce simili gesta divine nelle sante Scritture. Si pone tra i servi di Dio dichiarando: «Eccomi, sono la “Serva del Signore”, avvenga di me quello che hai detto». Dio compie il suo gesto finale riguardo alla promessa fatta. Maria ne nota stupita il compimento meraviglioso confrontando i fatti, e vi aderisce gioiosa: collabora così al progetto di Dio.
Celebrando l’Annunciazione diciamo il nostro “Sì”: cerchiamo Dio operante nella nostra storia. Dentro ogni situazione umana c’è un germe divino del Cristo risorto che trasforma mondo e storia: va aldilà di ogni attuale situazione. Il nostro impegno per questa umanità è ben giustificato. Con un fratello perfetto, pienamente realizzato, com’è il Cristo risorto, che vive con noi nella fragilità e nella sofferenza della nostra carne, possiamo camminare sereni nella speranza e nell’amore.

GLORIA DI DIO È L’UOMO VIVENTE, VISIONE DELL’UOMO È IL DIO REGNANTE.
“Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce”. La presenza del Cristo risorto ci fa vedere non solo la sua nascita, ma tutta la storia che la precede, come testimonia il profeta Natan che annunzia: “La casa di David sarà salda per sempre” (2 Sam 7,1-5.8-12.14.16).
Davide si stabilisce a Gerusalemme come re d’Israele. Egli abita in una casa di cedro, il Signore invece in un’arca sotto la tenda. Il re non può sopportare tale “disuguaglianza”. Chiama il profeta di corte, Natan. Gli comunica il progetto di un tempio. Il profeta lì per lì è d’accordo. Ma la notte stessa, segno di tutt’altro progetto, il Signore interviene: Non è David a costruire una casa al Signore; piuttosto è il Signore che costruisce la propria “casa” (Bet o Bait = casa, tempio, casato, discendenza). David pensa a una casa di “pietre”; il Signore costruisce il suo regno sulla “discendenza” di Davide. Così Dio può dichiararsi “Padre” del discendente di David, che regna per sempre.
Dio ha già iniziato la sua casa: quando Davide era giovane pastore il Signore lo ha scelto come pastore del suo popolo, assicurandogli la sua protezione. Questo è segno che anche nel futuro il Signore non gli farà mancare il suo aiuto contro i nemici, anzi renderà grande il suo nome. La promessa non riguarda solo il re, riguarda anche il popolo: riguarda tutti noi. Come David impariamo a vedere nella piccola una grande storia.

REGNA IL SIGNORE, FEDELE PER SEMPRE NEL COSTRUIRE LA SUA DIMORA (Sal 89).
Anche noi ricordiamo come Davide in situazioni critiche la promessa che il Signore ha fatto con giuramento: “Stabilirò per sempre la tua discendenza, ti darò un trono che duri nei secoli”. Aumenta in noi la certezza che Dio non viene meno alla sua promessa. Pensiamo a tanti fatti della storia d’Israele e nostra, segni della sua fedeltà che percorre i secoli, e cantiamo e annunziamo con il salmista e con il pio israelita Gesù: «Canterò senza fine le grazie del Signore, perché hai detto: “La mia grazia rimane per sempre. Egli mi invocherà: Tu sei mio Padre, mio Dio e roccia della mia salvezza. Gli conserverò sempre la mia grazia, la mia alleanza gli sarà fedele”».
Grazia e fedeltà sono le caratteristiche dell’alleanza stretta dal Signore con il suo servo: non sarà revocata; si manifesta nella stabilità della dinastia davidica, del Signore Gesù risorto in mezzo a noi.

IL SIGNORE CHE REGNA SI MANIFESTA ORA A TUTTE LE GENTI (Rm 16,25-27).
Paolo lo scrive alla comunità di Roma, a dei cristiani venuti dal paganesimo, come noi. L’apostolo esalta Colui che è potente e sapiente, e rende stabili nella fede i credenti. Al centro della buona notizia sta il progetto salvifico di amore del Padre: nascosto nei secoli questo progetto è ora annunciato a tutti i popoli della terra, perché ascoltando credano, credendo sperino e sperando provino già la vita del Risorto.

3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
La Parola ascoltata suscita in noi sentimenti di adesione, di supplica e di condivisione dei beni spirituali e materiali.
Accogliamo i sentimenti di adesione con il credo in Dio l’Altissimo, Padre del Santo che nasce da Maria; nel Figlio nato per opera dello Spirito Santo, e nello Spirito creatore del nuovo mondo.
Accogliamo i sentimenti di supplica per noi e per tutti, pregando Colui che mantiene le sue promesse: Fa che siamo dimora della tua Parola e disponibili collaboratori del tuo servizio d’amore; ricordati di Abramo e della sua discendenza, porta a compimento il tuo disegno di salvezza su Israele; tutti i popoli cerchino e trovino vie di perdono e riconciliazione, la terra darà il suo frutto di gloria a Dio; accogli il gemito della creazione che sale a te dalla terra in attesa di nuova redenzione.
“Accogli, o Dio, i doni che presentiamo all’altare”, per l’Eucaristia e per tutti i bisognosi. Consacrali con la potenza del tuo Spirito, che santificò il grembo della Vergine Maria. Per Cristo ns. Signore”.

4°. LITURGIA EUCARISTICA..
Ringraziamo e benediciamo il Padre in Gesù:
Grazie, Padre, per il tuo Figlio, compimento del tuo disegno di salvezza. A te che hai il potere di confermarci secondo il vangelo annunziato da Paolo e il messaggio di Gesù Cristo, secondo la rivelazione del mistero taciuto per secoli eterni, ma rivelato ora e annunziato mediante le scritture profetiche per ordine tuo, eterno Dio, a tutte le genti perché obbediscano alla fede; a te, o Dio, che solo sei sapiente, per mezzo di Gesù Cristo, la gloria nei secoli dei secoli. Amen.
Gesù ci trasforma in sé vero cibo e vera bevanda:
Ora, Padre, manda lo Spirito che perfeziona l’opera di Gesù nel creato e compie ogni santificazione: accoglieremo come Maria il Verbo della vita. Lo stesso Signore c’invita a preparare il suo Natale: ci trovi vigilanti nella preghiera, esultanti nella lode, annunciando la sua morte e proclamando la sua risurrezione nell’attesa della sua venuta.
Gesù in noi continua a donare se stesso:
In noi, Padre, Gesù si offre a te per tutti: con noi tuoi umili servi egli continua a salvare l’uomo. Egli è stato con noi dovunque e anche per il futuro continuerà a guidarci come un pastore verso i beni eterni. Il Figlio tuo annunziato da tutti i profeti, atteso e portato in grembo da Maria con ineffabile amore, indicato presente nel mondo da Giovanni, dona se stesso a noi, e per noi agli altri.
Gesù intercede per noi, e per tutti mediante noi:
Tutti, Padre: vivi, defunti, celebranti, accogli in Cristo. Stirpe santa e incorruttibile che in te si rallegra, fa che diciamo “Sì” con Maria e tutti i tuoi santi a quanto disponi per noi nella vita a bene di tutti gli uomini.
Gesù è gloria perfetta al Padre mediante la santificazione del mondo:
A te, Padre, ogni onore e gloria, dagli “umili”, salvati per la tua grande misericordia, secondo la promessa fatta ad Abramo e alla sua discendenza per sempre; da noi che in Cristo cantiamo senza fine le tue grazie, e con la nostra bocca annunziamo la tua fedeltà nei secoli.

5°. RITI DI COMUNIONE.
Preso il pane che ti presentiamo e rese grazie con la Preghiera di benedizione, tu spezzi il pane, Signore Gesù, e lo distribuisci a noi: in te siamo un solo corpo, un pane di vita per tutti, luogo riservato alla tua opera di salvezza, resi capaci di dire come Maria: Eccoci, disponi di noi come dici.
Padre di Gesù e Padre nostro, liberaci da quanto c’impedisce ad essere pietre vive della tua dimora.
Gesù che doni la tua pace, liberaci da noi stessi; Dio con noi, abita la nostra terra; Figlio eterno del Padre, fa di noi i figli di Dio.
Spirito Santo che ci rigeneri, ci fai cantare di gioia, e nel silenzio ci fai cogliere la Parola che si realizza in noi; fa che la nostra mente sia rivolta a tutti mentre camminiamo verso la casa del Padre. Come la Vergine concepisce e dà alla luce il Figlio, l’Emmanuele, il Dio con noi, donaci, o Spirito Santo, di ricevere, portare con noi e testimoniare il Signore Gesù.
“O Dio, che ci hai dato il pegno della vita eterna, ascolta la nostra preghiera: quanto più si avvicina il gran giorno della nostra salvezza, tanto più cresca il nostro fervore, per celebrare degnamente il Natale del tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen”.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2). Contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, La Dimora:

nella chiesa prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione:
la dimora, dell’uomo re Davide in Gerusalemme;

figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza
la dimora, di Dio nell’uomo, nel popolo Israele;

compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi:
la dimora, di Gesù in Maria.

manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso:
la dimora, dei fedeli immersi in Gesù.

completa, alla fine, nella gloria della Trinità.
la dimora, dell’umanità mediante Gesù in seno al Padre.

Preghiamo:
O Padre, che susciti in Maria la risposta: “Eccomi, sono la serva del Signore: avvenga di me quello che hai detto”; suscita anche in noi l’acclamazione: “Il Signore è fedele per sempre”. Per Cristo nostro Signore. Amen. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).