19/03/2006 – QUARESIMA – ANNO B – 3 DOMENICA – 2006
Preparazione alla celebrazione della messa.
3ª DOMENICA DI QUARESIMA
Anno B – 19 Marzo 2006
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…!
Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti
(Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).
TESTI e MEDITAZIONE
TESTI
Antifona d’Ingresso Sal 24,15-16
I miei occhi sono sempre rivolti al Signore,
perché libera dal laccio i miei piedi.
Volgiti a me e abbi misericordia, Signore,
perché sono povero e solo.
Oppure: Ez 36,32-26
«Quando manifesterò in voi la mia santità,
vi raccoglierò da tutta la terra;
vi aspergerò con acqua pura
e sarete purificati da tutte le vostre sozzure
e io vi darò uno spirito nuovo», dice il Signore.
Colletta
Dio misericordioso, fonte di ogni bene, tu ci hai proposto a rimedio del peccato il digiuno, la preghiera e le opere di carità fraterna: guarda a noi che riconosciamo la nostra miseria e, poiché ci opprime il peso delle nostre colpe, ci sollevi la tua misericordia. Per il nostro Signore Gesù Cristo…
AnnoB:
Signore nostro Dio, santo è il tuo nome; piega i nostri cuori ai tuoi comandamenti e donaci la sapienza della croce, perché, liberati dal peccato, che ci chiude nel nostro egoismo, ci apriamo al dono dello Spirito per diventare tempio vivo del tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo.. .
Prima Lettura Es 20, 1-17
La legge fu data per mezzo di Mosè.
DAL LIBRO DELL’ESODO
[ In quei giorni, Dio pronunziò tutte queste parole: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dèi di fronte a me. ] Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi. [ Non pronunzierai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronunzia il suo nome invano.
Ricòrdati del giorno di sabato per santificarlo ]: sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro.
[ Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio.
Non uccidere. Non commettere adulterio. Non rubare.
Non pronunziare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
Non desiderare la casa del tuo prossimo.
Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo». ] .
Salmo Responsoriale Dal Salmo 18
SIGNORE, TU HAI PAROLE DI VITA ETERNA.
La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è verace,
rende saggio il semplice.
Gli ordini del Signore sono giusti,
fanno gioire il cuore;
i comandi del Signore sono limpidi,
danno luce agli occhi.
Il timore del Signore è puro, dura sempre;
i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,
più preziosi dell’oro, di molto oro fino,
più dolci del miele e di un favo stillante.
Seconda Lettura 1Cor 1,22-25
Predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, ma per coloro che sono chiamati, sapienza di Dio.
DALLA PRIMA LETTERA DI PAOLO APOSTOLO AI CORINZI
Fratelli, mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio.
Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.
Canto al Vangelo Gv 3,16
Gloria e onore a te, Signore Gesù!
Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito;
chi crede in lui ha la vita eterna.
Gloria e onore a te, Signore Gesù.
Vangelo Gv 2,13-25
Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato». I discepoli si ricordarono che sta scritto: “Lo zelo per la tua casa mi divora”.
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa molti, vedendo i segni che faceva, credettero nel suo nome.
Gesù però non si confidava con loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che qualcuno gli desse testimonianza su un altro, egli infatti sapeva quello che c’è in ogni uomo.
Sulle Offerte
Per questo sacrificio di riconciliazione perdona, o Padre, i nostri debiti, e donaci la forza di perdonare ai nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore.
Prefazio
Il significato spirituale della Quaresima
È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre Santo,
Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo nostro Signore.
Ogni anno tu doni ai tuoi fedeli di prepararsi con gioia,
purificati nello spirito, alla celebrazione della Pasqua,
perché, assidui nella preghiera e nella carità operosa,
attingano ai misteri della redenzione
la pienezza della vita nuova
in Cristo tuo Figlio, nostro salvatore.
E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli,
ai Troni e alle Dominazioni
e alla moltitudine dei Cori celesti,
cantiamo con voce incessante l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo il Signore.. .
Antifona alla Comunione Gv 2,23
Molti, vedendo segni che Gesù faceva,
credettero in lui.
Oppure: Sal 83,4-5
Il passero trova la casa,
la rondine il nido dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari, Signore degli eserciti,
mio re e mio Dio.
Beato chi abita la tua casa:
sempre canta le tue lodi.
Dopo la Comunione
O Dio, che ci nutri in questa vita con il pane del cielo, pegno della tua gloria, fa’ che manifestiamo nelle nostre opere la realtà presente nel sacramento che celebriamo. Per Cristo nostro Signore.
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MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant. Com.), con il dono di se stesso, attua in noi il messaggio dei testi biblici (cf. Tempo di Quaresima – Anno B – 3ª Domenica – 23/03/2003); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (Cf. Criteri di Meditazione – 15/08/2005).
Messaggio della Parola:
LO ZELO PER LA TUA CASA MI CONSUMERÀ:
DISTRUGGETE QUESTO TEMPIO E IN TRE GIORNI LO RIALZERÒ.
Messaggio che ispira e attua Celebrazione e Vita.
1°. RITI D’INTRODUZIONE.
Dalla vita alla festa della vita: formiamo una comunità, prendiamo coscienza di essere riuniti e preparati da Gesù ad ascoltare la Parola e a celebrare l’Eucaristia.
Dopo che Gesù ha offerto se stesso sulla croce una volta per sempre, il vero tempio di Dio è il Corpo di Cristo che riunisce “gli adoratori in spirito e verità”. Celebrando ora l’Eucaristia siamo il luogo, il tempio nuovo di pietre vive, e segno visibile dell’umanità riunita nel Corpo di Cristo risorto.
I miei occhi sono sempre rivolti al Signore, che mi fa pietra viva per il suo nuovo edificio, il tempio di carne del Cuore di Gesù. Così il Signore libera i miei piedi dal laccio della mia schiavitù materiale, umana e spirituale. Il Signore si è rivolto e si volge a me, ha misericordia: ero povero e solo, ed egli mi ha fatto membro del suo corpo, della sua umanità, di questa sua assemblea. Dio ha detto: «Quando manifesterò in voi la mia santità, vi raccoglierò da tutta la terra; vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati da tutte le vostre sozzure e io vi darò uno spirito nuovo». Il Signore ha parlato e tutto è fato: Eccoci a celebrare la sua misericordia nella grande assemblea terrestre e celeste. Se ci opprime il peso delle nostre colpe, ci solleva la tua misericordia.
Signore Gesù, pietà di noi: donaci la sapienza della croce. Cristo Gesù, pietà di noi: liberaci dal peccato che ci chiude nel nostro egoismo. Signore Gesù, pietà di noi: donaci lo Spirito perché diventiamo tempio vivo, testimone del tuo amore.
2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Dio parla a noi in Cristo. Lo Spirito ci dispone ad ascoltare la sua Parola. Gesù parla e conclude: Oggi si attua la Parola che avete udito. – Richiamiamo la Parola, aderiamo all’azione dello Spirito.
Richiamiamo la Parola: persona, messaggio e attività di Gesù.
LO ZELO PER LA TUA CASA MI CONSUMERÀ!
“Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme” a instaurare la nuova pasqua nella sua umanità, come nuovo luogo d’incontro con Dio, adeguato a sé come Figlio e donato a ogni persona.
Gesù trova il tempio profanato: «Trovò gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco». Una cosa è profanata quando viene usata per scopi diversi dalla sua natura. Nel caso, il tempio, designato da Dio a incontrare Israele, è usato dai giudei per i propri interessi economici.
Mite, benevolo e paziente verso tutti, peccatori e prostitute, qui Gesù è deciso e intransigente; caccia, getta a terra, rovescia: «Fece con alcune corde una frusta e li cacciò tutti fuori dal tempio», e ai poveri, venditori di colombe, dice: “Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato”. Malachia l’aveva predetto: “Chi potrà stare in piedi quando giungerà” per purificare? (3,2). E Zaccaria precisa: “In quel giorno non ci saranno più mercanti nella casa del Signore” (11,21). Il tempio deve ritornare ad essere «la casa del Padre mio». Gesù si presenta quindi (per la prima volta) come «il Figlio», e conosce, sostiene, difende il progetto del Padre. I discepoli ricordano che si compie in Gesù la parola della Scrittura: “Lo zelo della tua casa mi consumerà”. Gesù è in casa sua, casa del Padre suo, casa di pietre, e pensa alla novità assoluta che viene a portare nel mondo: la casa del suo cuore di carne, cuore misericordioso che salva gli uomini e rende al Padre un’adorazione perfetta, adeguata a Dio Padre che è Spirito. Il Cuore di Gesù è per ogni uomo: tutti siamo chiamati a entrarvi e vivere da figli di Dio come Gesù. Casa che consumerà Gesù, lo divorerà, lo impegnerà fino a dare tutto se stesso. Il mercato è contro tutto questo, in quanto è sopraffazione del ricco sul povero. Il sommo sacerdote Caifa otteneva entrate enormi dal tempio. Gesù invece è intento a costruire il sacrificio di servizio e amore gradito al Padre.
I dirigenti giudei sono abituati a gesti profetici di purificazione del tempio come questo di Gesù; ma ora sentono parole inaudite dalla bocca di Gesù: «La casa del Padre mio». Quindi Gesù si dichiara «Figlio di Dio» nel tempio, di fronte al santo dei santi, sede del Dio vivente in mezzo al suo popolo! Per loro Gesù bestemmia. Chiedono un segno particolare in proposito. Gesù risponde che hanno capito bene, e precisa: “Distruggete (pure) questo santuario (prima ha gettato via tutto, ora li dichiara distruttori del tempio) e in tre giorni io lo rialzerò” (distruttori anche del suo corpo). Questo verbo: «Rialzerò», sarà capito dai discepoli solo dopo la risurrezione di Gesù. Ogni comunità cristiana, come Giovanni evangelista, rilegge e comprende l’evento Gesù, compimento di tutte le Scritture, guidata dallo Spirito Santo, alla luce della Pasqua del Signore. Allora comprendiamo che Gesù non parla di un santuario, opera della mano d’uomo, ma del «suo Corpo», «distrutto» dai giudei, «rialzato» da Gesù che ha il potere di offrire la sua vita e di riprenderla di nuovo (cf Ebr 10,18). Così ci insegnano a leggere e a pregare la bibbia anche tutti i Padri della Chiesa.
Alla vista di gesti come questo della cacciata dei venditori dal tempio, molti credono in Gesù, ma Gesù non crede in nessuno; sa che il cuore umano non è affidabile. Tutta la storia d’Israele dimostra che gli uomini promettono per esempio di osservare i comandamenti, e poi non li osservano. Pietro per esempio promette di seguire Gesù, dicendo: “Anche se tutti si scandalizzassero, io non mi scandalizzerò” e poi nega di averlo conosciuto (cf Mt 26,33ss). La fede può nascere dai segni, ma aumenta con l’ascolto della parola di Gesù, lasciandoci trasformare dalla Forza del suo Spirito, e pregando come il padre del fanciullo prega Gesù ad alta voce, dicendo: “Credo, aiuta la mia incredulità” (Mc 9,24).
Figlio di Dio, Gesù sale a Gerusalemme in pieno accordo con il Padre che ama il mondo da dare il suo Figlio “unigenito” che eredita tutto quanto è del Padre. Così dando al mondo il Figlio, il Padre dà al mondo tutto se stesso con il Figlio, e noi nel Figlio, secondo il suo comando possiamo dire: Padre nostro!
Richiamiamo la Profezia: portata a compimento in Gesù.
LA LEGGE VIENE PER MEZZO DI MOSÈ, LA GRAZIA E LA VERITÀ PER GESÙ CRISTO.
“Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dèi di fronte a me”. Io sono il Signore tuo Dio, questa è la prima di dieci parole: comandamenti. È base e sostegno delle altre nove. Riguarda il tuo rapporto con me. Le altre nove riguardano il rapporto con il tuo prossimo. I due rapporti s’intrecciano nella tua coscienza, nell’intimo del tuo cuore che è a mia immagine. Nient’altro è di fatto a mia immagine e somiglianza. Mi rispondi in piena adesione nella vita quotidiana non avendo in te altra immagine che me; mi rispondi nella liturgia prostrandoti davanti a me.
Ti ho dato la libertà; e ora ti do i comandamenti perché tu possa crescere nella libertà. Questa legislazione che vi do per mano di Mosè è segno della mia alleanza con voi. Non è quindi un’imposizione; è un dono. Più che dirti ciò che devi fare, io con questi comandamenti voglio manifestare a tutti la mia scelta di stare dalla parte dell’uomo: lo voglio liberare da ogni schiavitù, e circondarlo con la mia bontà misericordiosa.
Ma come non sei uscito da solo, con le tue forze, dalla schiavitù dell’Egitto, così tu non uscirai con le tue forze dalla schiavitù dell’incapacità ad osservare tutti i miei precetti e stare libero. Devi però sperimentare tu stesso che non sei in grado di osservarli e ti costringi sempre a nuovi esili. Solo il mio Figlio Dio-uomo li osserva pienamente. Allora voi accoglierete con stupore il luogo nuovo d’incontro fra Dio e gli uomini, l’umanità della persona stessa del Risorto Gesù mio Figlio: Gesù Cristo, presenza di Dio per tutti, sempre e dovunque. La risurrezione fa del corpo di Cristo il luogo dello Spirito. In Gesù potete giungere alla sua pienezza davanti a me: rivolgendovi a me in persona di Gesù, voi dite le sue parole, compite le sue opere.
Richiamiamo la Realtà: che Gesù attua ora in noi come in se stesso.
SIGNORE, TU HAI PAROLE DI VITA ETERNA.
L’adorazione di te nella preghiera meditativa ci fa riscoprire la nostra identità di figli tuoi per sempre. In persona di Gesù infatti possiamo compiere la tua Legge, lasciare cioè che tu continui a rivelarti nella storia della salvezza che culmina in Gesù, Verbo di Dio divenuto pio ebreo e che ora vuole essere in noi tuo Servo fedele. Così il creato e la tua parola nell’uomo, in particolare nell’assemblea celebrante, ti rendono testimonianza, Signore, perché da Cristo in noi e da noi nel cuore di Cristo, cioè nella sua santa umanità che serve e perfeziona gli uomini, sale a te, o Padre, il culto vero, santo, immacolato per sempre: in Cristo, tempio vivo, non più profanato, luogo di santificazione per gli uomini e gloria di Dio. La tua Legge, Signore, è perfetta, per una perfetta tua rivelazione nella vita santa di Gesù in noi; rinfranca l’anima nostra, resa capace di testimoniare la tua presenza, Signore, evidente nel cuore semplice e saggio.
Così tu disponi nei nostri riguardi: che Gesù continui ad attuare in noi ciò che ha compiuto in se stesso, perché la nostra gioia sia piena, e si rifletta nei nostri occhi la luce della tua compiacenza divina. Tutte le persone sono fatte per entrare, e invitate ad entrare nel cuore di Cristo: partecipiamo alla santità del Figlio tuo Gesù, che sa ciò che c’è nel nostro cuore; e tu, Padre vignaiolo, conosci la Vite con i suoi tralci, e ci purificate da tutti i nostri idoli di ambizione, orgoglio, presunzione, invidia, gelosia.., infondendo in noi il timore puro che dura sempre, le giuste valutazioni divine, più preziose dell’oro e più gustose del miele.
Richiamiamo l’Apostolo: che descrive il discepolo di Gesù.
DISTRUTTI PER IL NOSTRO PECCATO, SIAMO RIALZATI IN CRISTO PER IL SUO SPIRITO.
Gesù è il nuovo tempio e fa di noi “pietre vive” per il suo tempio. Come la Legge di Mosè trova pieno compimento in Gesù, così anche noi tutti siamo realizzati in Cristo Gesù; che ci rivela anche come completa la legge di Mosè e noi tutti in sé: mediante il mistero della Croce, cioè dell’amore sino in fondo. “Scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci … potenza di Dio e sapienza di Dio” (1Cor 1,23-24).
Non quindi venditori e cambiavalute, grandezza di successi materiali; né grandezza di successi ideologico – intellettuali, ma l’amore che si immedesima nella persona amata e la rinnova, come Dio che in Gesù di Nazaret si abbassa fino alla morte di croce, per innalzarci con lui nella gloria. Grandezza quindi nella qualità che apparentemente è piccola, invisibile, come un seme, un bambino, un piccolo gregge, due o tre…, ma è grande come Dio che penetra tutto, rinnova tutto, dà senso a tutto, mette ordine dall’interno perché tutto abbia successo, e nulla vada contro la persona umana. Questo avviene specie nell’Eucaristia.
3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
Nelle parti liturgiche (Parola e Eucaristia) l’assemblea è ferma, in ascolto, seduta o in piedi. Nei Tre Riti si muove. Ora, per esempio, offriamo doni per la presenza di Cristo e per le necessità degli altri.
Io credo in Dio Padre onnipotente che ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito. Credo in Gesù Cristo nostro Signore, fondamento del nuovo tempio di carne, che è la Chiesa, tutta l’umanità. Credo nello Spirito Santo che vivifica tutti noi e ci fa pietre vive del nuovo tempio che è Cristo risorto.
In lui siamo riconciliati con te, o Padre, e per questo sacrificio di riconciliazione tu perdoni i nostri debiti, e ci doni la forza di perdonare ai nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore. Come segno della nostra adesione presentiamo pane, vino, acqua per la presenza di Cristo che ci trasforma e ci fa partecipi della sua opera nel mondo, aiutando materialmente e spiritualmente quanti sono nel bisogno, perché non è possibile che un corpo stia bene quando un solo suo membro soffre; anzi, spesso un male mortale, come il cancro, inizia con una cellula di neoplasia.
Il male più grande è nell’intimo; preghiamo perché lo Spirito di Dio, invisibile ma d’infinita grandezza, ci risani. “La stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini”: preghiamo perché gli uomini ascoltino la parola di Dio apparentemente inutile, e confidino nella preghiera che sembra non venga esaudita. La croce di Cristo è sempre follia e scandalo: preghiamo perché siamo disponibili a prendere in considerazione ciò che ci viene proposto, anche se sembra illogico. Chi crede nel Figlio unigenito ha la vita eterna: preghiamo perché il Signore aumenti la fede da sperimentare fin d’ora la vita nuova in Cristo. Gesù scaccia i venditori dal tempio: perché diveniamo segno dell’amore gratuito di Dio. In Cristo siamo pietre vive del vero tempio: ci faccia segno vivo della sua presenza.
4°. LITURGIA EUCARISTICA.
Aderendo all’agire dello Spirito, per mezzo di Cristo, ringraziamento, pane, offerta, intercessione, lode,
ringraziamo e benediciamo il Padre in Cristo Gesù.
Grazie, Padre, per il tuo Figlio: nella tua potenza e sapienza hai predisposto questo tempo di grazia.
“Ogni anno tu doni ai tuoi fedeli di prepararsi con gioia, purificati nello spirito, alla celebrazione della Pasqua, perché, assidui nella preghiera e nella carità operosa, attingiamo ai misteri della redenzione
la pienezza della vita nuova in Cristo tuo Figlio, nostro salvatore”. Uniti agli angeli e ai santi ti lodiamo.
Siamo trasformati in Cristo, che, preso il pane e rese grazie, si dona vero cibo e bevanda di salvezza.
Ora, Padre, manda lo Spirito che perfeziona l’opera di Gesù nel mondo: compie ogni santificazione. È in mezzo a noi Gesù, sapienza della croce, forza efficace nella debolezza dell’amore che si dona. Gesù salendo a Gerusalemme, instaura la nuova pasqua nella sua umanità, nuovo luogo d’incontro con te, o Padre, adeguato a sé come Figlio, donato a ciascuno di noi come membra del suo corpo.
Diveniamo luogo riservato a Gesù che in noi continua a donare se stesso.
In noi, Padre, si offre a te Gesù. Abbassatosi fino a noi, ci innalza fino a imparare a soffrire per amore con lui, fino ad essere lieti nelle sofferenze che sopportiamo per gli altri, fino a dare compimento nella nostra carne a ciò che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa (cf Col 1,24).
Intercediamo per tutti in Cristo che intercede per noi e ci fa intercessori con lui per gli altri.
Tutti, Padre: vivi, defunti, celebranti, accogli in Cristo: divenuti pietre vive per il nuovo tempio di carne del tuo Figlio unigenito. Da quando Gesù ha donato la sua vita sulla croce, intercede incessantemente per tutti gli uomini presso di te, o Padre; possiamo affidargli perciò la vita del mondo e della Chiesa, e in persona di Cristo ora ci è dato d’intercedere noi stessi efficacemente presso di te per tutti, vivi e defunti.
Glorifichiamo perfettamente il Padre per Cristo, con Cristo e in Cristo nello Spirito Santo che ci fa santi.
A te, Padre, ogni onore e gloria, dall’umanità divenuta tempio vivo del tuo amore. Nel cuore di carne di Gesù tuo Figlio, cuore misericordioso che salva tutti gli uomini, noi ti rendiamo la lode perfetta, o Padre, adeguata a te che sei Spirito. Nel Cuore del tuo Figlio tu ci chiami a vivere da figli come Gesù.
5°. RITI DI COMUNIONE.
Preso il pane e rese grazie, Gesù spezza il pane e lo dà ai suoi discepoli perché lo distribuiscano.
In Cristo siamo un solo corpo, un pane di vita per tutti: viviamo per lui che è morto e risorto per noi.
Figlio di Dio, Gesù sale a Gerusalemme in pieno accordo con il Padre che ama il mondo da dare il suo Figlio “unigenito” che eredita tutto quanto è del Padre. Così dando al mondo il Figlio, il Padre dà al mondo tutto se stesso con il Figlio, e noi nel Figlio, secondo il suo comando possiamo dire: Padre nostro!
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, donaci la tua pace, “dì soltanto una parola e io sarò salvato”,
tu vieni in me e con il Padre fate dimora presso di me. “Molti, vedendo segni che Gesù faceva, credettero in lui”: crescendo la nostra fede in Gesù, cresce la comunione anche fra noi. “Gesù conosceva tutti e non aveva bisogno che qualcuno gli desse testimonianza su un altro, egli infatti sapeva quello che c’è in ogni uomo”: ma venendo ora in noi, Gesù con il Padre ci purifica, e anche la notte è come luce che rischiara.
“Il passero trova la casa, la rondine il nido dove porre i suoi piccoli, presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio re e mio Dio”: chi accoglie me accoglie anche colui che mi ha mandato, e presso di lui io vi preparo un posto. Ogni essere ha un posto; ma Gesù ci porta presso il Padre, che finora possediamo e preghiamo. Beato chi abita la tua casa: sempre canta le tue lodi, con gli angeli e i santi giorno e notte. Non ci distinguiamo per grandezze materiali o ideologico sapienziali, ma per l’amore della croce in noi, Cristo Gesù. Le dieci parole di vita designano molteplici esperienze che ogni persona nell’unica Parola di Vita che è Cristo in tutti.
“O Dio, che ci nutri in questa vita con il pane del cielo, pegno della tua gloria, fa’ che manifestiamo nelle nostre opere la realtà presente nel sacramento che celebriamo. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Rendiamo grazie a Dio, per la forza dell’Eucaristia che aumenta la nostra comunione con tutti nel Padre e nel Signore Gesù.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., Il tempio:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: tempio, di pietre: in Gerusalemme;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: tempio, di persone con i sentimenti di Dio;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: tempio, di carne di Gesù, morto e risorto;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: tempio, di pietre vive: i fedeli aperti allo Spirito di Amore;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. tempio, di uomini in Cristo, pienamente uniti al Padre.
Preghiamo:
Padre, che ci hai amato da darci il Figlio, perché credendo in lui abbiamo la vita eterna; fa’ che il tuo popolo acclami: Signore, tu hai parole di vita eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).