19-05-2002-Pentecoste-A

19/05/2002 – PENTECOSTE – ANNO A – MESSA GIORNO – 2002

Preparazione alla celebrazione della messa.

DOMENICA DI PENTECOSTE
MESSA DEL GIORNO
Anno A – 19 maggio 2002

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi «Letture».

MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La meditazione del 2002 rilegge i testi biblici alla luce del Vers. al Vang. e Antif. alla Com.
In quella del 2005 il messaggio della Parola ispira e carica i vari momenti della Celebrazione.
Vedi «METODO» in: «Letture» o «Meditazione».
Meditazione del 2002. Versetto al Vangelo:

Vieni, Santo Spirito, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore. Alleluia.
Antifona alla Comunione:
Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi. Ricevete lo Spirito Santo. Alleluia.

RICEVETE LO SPIRITO SANTO.

Ricevete lo Spirito Santo: frutto della mia risurrezione, crea la nuova realtà della Chiesa.
Oggi mi rendo presente in atto di rianimare il mondo; nel simbolo dell’alito, del vento e del fuoco.
“La sera di quello stesso giorno, primo dopo il sabato”: circostanza temporale significativa; per Giovanni infatti la Pentecoste si compie la sera stessa di Pasqua; Gesù risorto visita i discepoli, che chiama “fratelli”, ancora smarriti e increduli; ed è il giorno in cui ogni comunità cristiana d’ogni tempo e luogo si riunisce per fare memoria della Pasqua di Gesù, come la comunità intorno a Giovanni evangelista che ora ci descrive.
“La sera di quello stesso giorno…, mentre erano chiuse le porte del luogo, dove si trovavano i discepoli per timore dei giudei, venne Gesù”. E’ il “Giorno del Signore”; tutto è al suo servizio: tempo, spazio, beni materiali, sentimenti. Il Signore Gesù ci fa rivivere ogni domenica le meraviglie dell’incontro con lui; con la risurrezione Gesù è il Padrone della storia; tutto è cambiato: la storia di ciascuna persona è programmata in vista della sua venuta fra noi: gli elementi esteriori descrivono le situazioni interiori delle persone. Il tempo, “la sera di quello stesso giorno”, non è più un tempo a se stante, ma è il tempo in cui viene Gesù; il luogo “dove si trovano i discepoli”, non è più importante per se stesso, ma perché è il luogo in cui viene Gesù; le “porte chiuse” non impediscono a Gesù di essere presente; il “timore” che viene dagli uomini è soppiantato dalla gioia “al vedere il Signore”: timore e gioia non sono più semplice psicologia umana, ma cristiana, cioè sono relativi alla presenza del Cristo: chi accoglie Gesù, Amore che viene, sperimenta la vita che supera il timore e la morte, “siede sulle dodici tribù d’Israele” = partecipa al suo Potere (Spirito S.) dal Padre.
“Venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: Pace a voi!”: non solo sono venuto, ma anche mi sono fermato in mezzo a voi, per voi: “Pace a voi!”. La mia assenza per la passione e la morte vi ha tolto un tipo di pace; ecco, ora io stesso sono la Pace in mezzo a voi; pace permanente, non più transitoria: io sono con voi per sempre. La Pace non è più una “cosa”: IO SONO la Pace, io in persona, io con voi; io, il Signore, con me ogni bene in cielo e in terra.-
“I discepoli gioirono al vedere il Signore”: è una gioia suscitata dal venire, dal fermarsi, da suo parlare e mostrarsi; è una risposta ben motivata; con la visione di quest’unico bene, di questa Pace totale, i discepoli provano una gioia piena, che il mondo non conosce e non può dare, come non la può togliere, perché è una realtà che non gli appartiene. I giudei, che incutono tanta paura, sono ancora là, ma dipendono da Gesù; egli non fa scappare di discepoli; aumenta in loro la stessa forza con cui egli “si è fatto avanti” di fronte alle guardie che lo vogliono catturare, abbraccia la passione che gli procurano, segno dell’amore che ha per loro; lui, entrato a porte chiuse, ha già fatto gustare ai discepoli il suo amore gratuito: il loro posto in cielo; egli non dice loro: ora facciamo i conti; perché mi avete tradito?!- Ma dice: “Pace a voi!”: eccomi qui per voi. Questo è l’amore che vince la morte; essa è vinta, non da un cumulo di ricchezze materiali, ma da Gesù che ama fino a morire; ed ecco, è Vivo; se tu l’accogli, e lo lasci continuare ad amare con le tue forze i fratelli, come egli dice alla Maddalena: “Non trattenermi, ma va’ dai miei fratelli”, pur traditori, allora sperimenti anche tu l’amore che vince la morte, scopri il senso di ogni bene materiali e spirituale in tuo possesso. Meraviglia è Gesù risorto; meraviglia sono la Pace e la Gioia senza fine; ma la meraviglia più grande è la tua nuova Esistenza in Gesù: nell’essere fatto/a tu stesso/a partecipe dell’Amore di Dio verso i fratelli.
“Gesù disse loro di nuovo: Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”. “Di nuovo”! “Gesù disse loro di nuovo: Pace a voi”; prima l’ha detto per dire chi è lui, ora lo ripete per dire chi siamo noi, cosa vuol fare di noi: che egli venga, si fermi e sia la somma di tutti i beni per noi, che egli sia morto e risorto e che egli non muoia più, è una grande bella cosa; ma che tutto questo adesso valga per ciascuno di noi, è un’altra cosa! E Gesù precisa: “Come il Padre…, anch’io; e come io… anche voi”; come-così: paragone di uguaglianza; dal Padre a Gesù, a Noi; uguaglianza di Amore che tutto condona; mai l’Amore si è sentito offeso; lo stesso Spirito Santo che opera in Gesù dalla nascita fino alla croce e lo risuscita, ora opera in noi; è il progetto del Padre da sempre: Dio e uomo sono uno.
“Dopo aver detto questo alitò su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi”. E’ il “Giorno del Signore”, è “Nuova Creazione” (cfr Gn 2,7); dopo aver parlato, esprime con un gesto ciò che la parola compie, come dicesse: La mia opera in me, in voi, in te, in ciascun fedele, in tutta la mia Chiesa, sta nell’accogliere e donare l’Amore del Padre, lasciare che l’Amore del Padre in me raggiunga tutti tramite te: sia tolto terreno al Maligno, per costruire la dimora di Dio. Come il Padre “mi ha dato ogni Potere (Spirito Santo) in cielo e in terra”, così anch’io lo do a voi: siete, quindi, fatti di “Spirito Santo, anima e corpo”: siete Signori. Al Padre celeste tutti gli uomini sono cari. Il frutto finale di tutta la Pasqua che si conclude con il dono dello Spirito a Pentecoste è attualizzazione di tutto il Vangelo, Buona Notizia dell’Amore del Padre in Gesù: far esperimentare agli uomini con il perdono reciproco il condono totale del Padre, giungere all’unità fra Dio e l’uomo che è da sempre nel cuore di Dio. Lo Spirito Santo Amore in noi dal Padre e dal Figlio è tutto lo scopo della Pasqua di Gesù, del suo viaggio dal Padre a noi e da noi al Padre, come egli dice: “Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio il mondo e torno al Padre”; Dio è fedele, il suo Amore non verrà mai meno. Sono venuto perché amo l’Amore del Padre per voi. Siete amati gratuitamente; il Padre vi ha riconciliati a sé nel mio sangue: “per attuare il suo disegno di redenzione mi consegno volontariamente alla morte, risorgendo distruggo la morte e rinnovo la vita. E perché non viviate più per voi stessi, ma per me che sono morto e risorto per voi, mando dal Padre lo Spirito Santo, primo dono ai credenti, a perfezionare la mia opera nel mondo e compiere ogni santificazione” (cfr Preghiera Eucaristica IV). Questa è la mia Chiesa: è remissione-condono dei peccati, vita in Cristo mediante lo Spirito nel Padre in atto fin d’ora; lo Spirito opera in te che accogli ora il suo suggerimento, ora egli “ti ricorda che qualcuno ha qualcosa contro di te”, che tu non hai “alcun debito verso nessuno se non quello dell’amore reciproco”; ti fa venire in mente all’improvviso in qualche modo persone a cui tu non pensavi; te le presenta perché tu sciolga il tuo debito d’amore dando gratuitamente ciò che solo per questo gratuitamente hai ricevuto: con tutto il cuore, la mente, le forze, manifesti in beni materiali, tu dici: godo, Signore, che tu le hai fatte e le ami e le tieni vive e condoni tutto, e doni a me te stesso, il tuo Amore per loro, segno sicuro della tua presenza in me. Aiutale ad accoglierti come ora aiuti me. “C’è più gioia nel dare che nel ricevere” (Atti 20,25). “Nello Spirito Santo il cosmo è nobilitato per la generazione del Regno, il Cristo risorto si fa presente, il vangelo si fa potenza e vita, la Chiesa realizza la comunione trinitaria, l’autorità si trasforma in servizio, la liturgia è memoriale e anticipazione, l’agire umano viene deificato” (Atenagora); “senza lo Spirito Santo, Dio è lontano, il Cristo resta nel passato, il vangelo una lettera morta, la Chiesa una semplice organizzazione, l’autorità un potere, la missione una propaganda, il culto un arcaismo, e l’agire morale un agire da schiavi”.

Del tuo Spirito, Signore, è piena la terra.

Ricevete lo Spirito Santo: frutto della mia risurrezione, crea la nuova realtà della Chiesa.
“Furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare”: il semplice Desiderio di Bene nel tuo cuore per tutti, espresso con i beni interni ed esterni a tua disposizione, è azione dello Spirito Santo, miracolo dell’Amore, gloria di Dio, segno visibile del Padre invisibile: iniziato in loro, continua Gesù se ne serve per esprimere una realtà grande, invisibile: tornato nella comunione con il Padre, uguale a lui anche come uomo, Gesù è con noi, opera in noi.
Del tuo Spirito, Signore, è piena la terra.

Ricevete lo Spirito Santo: tuo destino è l’umanità nuova che ho inaugurato.
“Dio ha fatto sedere Cristo alla sua destra nei cieli”: “dubitando” di poterlo conoscere bene con i nostri limiti, chiediamo “al Padre della gloria” che.
Del tuo Spirito, Signore, è piena la terra.

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