19-10-2003-Ordinario-B-dom29

19/10/2003 – T. ORDINARIO – ANNO B – 29 DOMENICA – 2003

XIX DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno B – 19 ottobre 2003

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiuta tutti come ora aiuti me ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
“I fedeli leggano almeno i testi della messa, in famiglia o in privato” (PCFP 13). – Fa crescere “ascolto e risposta” in tutti noi, Signore! (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi la voce LETTURE nel sito.

MEDITAZIONE – RILETTURA
Il Signore parla di se stesso, “Buona Notizia” nel vangelo; “compimento delle promesse”, della prima lettura; “fondamento della chiesa”, nella seconda lettura: Gesù rivela ciò che sta facendo in noi. – Facci conoscere la tua opera, Signore, mentre rileggiamo vangelo, I e II lettura alla luce del “versetto al vangelo”:
Gesù Cristo è venuto per servire e dare la sua vita per la salvezza di molti. Alleluja.

CELEBRAZIONE – VITA
Il Signore Gesù si rende presente! Con lo Spirito e la Sposa diciamo: “Vieni, Signore Gesù!”. E Gesù risponde: “Sì, ecco, io vengo” (Apc. 22,17s). È in atto l’azione di Gesù nella messa e nella vita di ciascuno (Cfr PNMR 55, f): Gesù in noi continua a offrirsi al Padre per tutti. Antifona alla Comunione:
Il Figlio dell’uomo È venuto per dare la sua vita in riscatto per tutti gli uomini.

Per servire: dare la vita e riscattare tutti.
Il servizio dell’Amore. Non sono gli uomini che servono Dio, ma Dio/Amore serve gli uomini in Gesù: non sono venuto per essere servito, ma per servire e dare la vita per gli uomini (vangelo). Gesù si mostra servo del Signore, cioè dell’Amore: nel modo di far crescere i discepoli; l’amore anche nella sofferenza fa venire alla luce (prima lettura). Gesù ha condiviso le nostre prove, conosce la nostra debolezza: mostra che Dio ha posto se stesso fra noi, e noi possiamo “accostarci con pina fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati al momento opportuno” (seconda lettura). Riconosciamo che nella tua parola, Signore, è la Sapienza. Tu vegli su noi che l’accogliamo e la seguiamo: tu ci salvi. Venendo in noi Gesù dice: Oggi mi rendo presente in atto di farvi servi di amore con me; nel simbolo del calice e del battesimo da assumere. – Donaci, Padre, la tua Grazia: il tuo Figlio e lo Spirito Santo; fa’ che nulla ci sia più caro di Cristo, Unico Sommo Bene; concedi a tutti noi di condividere fino in fondo il calice della tua volontà e partecipare pienamente alla morte redentrice del tuo Figlio, che vive e regna con te per tutti i secoli. Amen.
Il servizio dell’Amore: non è solo per due o per dodici, ma per tutti. «Si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, dicendogli: “Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia ciò che ti chiediamo”. Egli disse loro: “Cosa volete che io faccia per voi?”. Risposero: “Da’ a noi che, uno alla tua destra e l’altro alla sinistra, sediamo nella tua gloria”. – Andiamo a Gerusalemme dove mi uccideranno, – ha detto loro per tre volte Gesù. – Da’ a noi di sedere nella tua gloria, – gli dicono Giacomo e Giovanni. – Ognuno continua a dire una cosa diversa dall’altro; come tra sordi. Essi lo amano; ma a modo loro. Spesso il nostro interesse diventa il nostro assoluto, sotto vari nomi: Giove, Javè, Gesù, Stalin, Benessere, Emozioni, Piacere, Posizione sociale, Energia pulita, Scientifico, Cibo genuino. Tutto sullo stesso piano di assoluto, a modo nostro; cioè, purché sia «a servizio delle nostre brame», e garantisca in cielo ciò che abbiamo sulla terra. La debolezza di Gesù nella nostra carne fino alla croce per amore, non c’entra: è un’altra cosa; non è più il caso neanche di badarci. All’inizio, infatti, dopo un primo annunzio, come quello che Gesù fa della sua passione, c’è un diverbio; come fra Pietro e Gesù: Ci devo andare, dice Gesù. – Morire a Gerusalemme? Non ci vai, dice Pietro. . Dopo un secondo annunzio, c’è incomprensione, litigio, ricerca di potere. E dopo un terzo annunzio? Si ride, cioè, non si fa più conto delle parole di Gesù; come se fosse un gioco, quello di Gesù, dire sempre cose contrarie. Ma Gesù fa conto su di loro, su di noi! Ci fa ragionare con pazienza infinita. Poi la storia, con lo Spirito Santo, farà resto: “Ve lo dico perché quando avverrà, sappiate che ve l’ho detto”. – E un po’ alla volta s’impara a non scambiare fede col proprio tornaconto, e verità con nostre certezze: Gesù educa noi, come i suoi discepoli, ad accogliere quello che Dio ci manda. Appunto la «gloria» egli ci procura! Ma molto più grande di quella che noi cerchiamo: ci dà di essere Dio stesso, Amore che serve, che si fa ultimo e si rivela Primo. Grazie, Giacomo e Giovanni: voi fate scoprire a noi, come agli altri dieci, la nostra cecità e l’immenso amore paziente di Gesù che ce la rivela. Esserne coscienti è il primo passo verso il miglioramento. Renderci coscienti e fratelli di viaggio è il servizio di Gesù in atteggiamenti e parole; ora lo continua nella presenza di tanti fratelli e sorelle. – “Retta è la Parola del Signore, e fedele ogni sua opera”.
Il servizio dell’Amore riscatta tutti. “Tu ci devi fare quello che ti chiediamo”. Cosa volete? – Sedere alla tua destra e sinistra. – Voi non sapete e non potete. – Lo possiamo. – Ma è per tutti, non solo per voi. – Dio deve fare la nostra volontà: questa la richiesta dei «discepoli» di tutti i tempi. È una volontà che Dio stesso non conosce, se noi non gliela diciamo: tanto è lontana dalla sua. Ma non ci lascia perdere; e continua a suscitare in noi desideri di «gloria», almeno per noi. Allora dobbiamo pregare con tante parole, come fanno i pagani; come se Dio non sapesse qual è il nostro vero bene, che lui per primo ci vuol dare. “Una sola volta Dio mi ha esaudito in tutte le mie preghiere”, dice un padre del deserto: “Ho imparato allora a non dire più niente, se non: Sia fatta, o Dio, la tua volontà”. E spiega: Di fatto gli chiedevo tutto quanto desideravo, a una condizione segreta: Dio, non fammi soffrire. Ma un giorno ho constatato che un semplice affetto umano può superare con immensa gioia tanta sofferenza. Allora ho scoperto che non è questione di dire formule di preghiera a Dio, ma di amare; come se il Signore mi avesse detto: Vuoi per te qualcosa? Io la voglio dare anche a te, procurandola però al tuo vicino tramite te, chiunque sia. Ho cominciato a desiderare per gli altri ciò che voglio per me: ogni mio desiderio è stato esaudito. La mia preghiera si è trasformata da parole rivolte a Dio per me, in desideri di bene per gli altri; tanti desideri, quanti il cuore ne suggerisce per me. Devo aggiungere che questo modo di amare è anche fonte di tante altre realtà. Di due in particolare: la gioia e l’azione di Gesù in me.
Anzitutto, il frutto della gioia. Spesso mi sono trovato inconsciamente a preferire di non possedere io stesso un bene che desideravo per me, piuttosto di chiederlo a Dio per un altro che mi era tanto antipatico. Mi ha preso una specie di tristezza e angoscia che non capivo; proprio questa tristezza mi ha fatto scoprire che rifiutavo il bene per me, purché non l’avesse quella persona antipatica. Scoprirlo e sentire la Forza di riprendere a volere il bene per tutti con una gioia più grande di prima, è stata la stessa cosa.
Poi l’azione di Gesù in me. Ho scoperto che non sono io a darmi desideri di bene, e tanto meno io sono capace di realizzarli; ma l’Amore in me li suscita, e l’amore in me li realizza, quando lascio che il Signore mi faccia suo strumento di bene per altri; cioè quando godo e opero perché egli li susciti e li realizzi in tutti tramite me. È un bel servizio che porta serenità; che è da fare, se non altro, per star bene. – Signore, sia su di noi la tua grazia: in te speriamo.

Il servizio dell’Amore educa all’amore con atteggiamenti e parole di accoglienza. Vogliamo. – Cosa volete? – La gloria. – È per tutti. – Ma ciascuno la vuole per sé. Solo Gesù la vuole per tutti, ed è venuto perché la otteniamo. Deve quindi far crescere rettamente il germe di Bene che egli ha posto in noi. Questo è il servizio della Parola e della Mensa, in Gesù e in noi: dopo avere annunziato tre volte come Gesù lo compie in se stesso, ora mostra come lo attua in noi. Anzitutto Gesù non respinge una persona che va da lui con qualsiasi domanda. Poi accoglie anche la richiesta e comincia a correggerla, pur sapendo di non essere compreso. Gesù stesso la porta a compimento in chi lo segue. Avvicina gli altri dieci che per la stessa brama invidiano i primi. Accetta anche la loro richiesta, e presenta se stesso come esempio e autore di crescita fino a raggiungerla. Proprio come sta facendo con loro. E conclude: Anche voi lo farete, lasciandomelo fare in voi. Dicendo: “Fra voi, però, non è così”, Gesù indica l’essere costitutivo del suo regno, della sua gloria, della sua vita che è amore, servizio, dono totale. La Comunità cristiana è costituita di membra dell’unico Signore e Capo, tralci dell’unica vite. Unico è il Signore e noi tutti siamo ugualmente fatti partecipi del suo regno, siamo prolungamento dell’unico Signore Gesù, primo soggetto in tutti noi, debitori del suo amore a tutti; chi fa qualcosa a qualcuno la fa a lui. “Chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti”. – Aspirate ai carismi più grandi. E io vi mostrerò una via migliore di tutte! La Carità, Cristo in voi. “Non avete nessun debito con alcuno, se non quello di un amore vicendevole”. Amore interiore che si rivela nel servizio: “Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?”. Solo al “Sì, Signore, tu sai tutto; tu sai che ti voglio bene”, Pietro è costituito in autorità; che è autorità di amore – servizio. Quindi c’è un’autorità, anzi una graduazione di autorità; e un metro per misurarla, l’Amore di Cristo Gesù: “Mi ami tu più di costoro? Pasci!”, con il servizio di Gesù. E’ di tutti, è una libera adesione, è la vera chiamata alla grandezza: “Chi vuole essere grande, chi vuole essere il primo”: tutti lo possono, chiunque voglia; a tutti è data la forza, basta accoglierla. Come mai nella chiesa di Dio alcuni sono considerati grandi, a prescindere dalla carità, dall’amore? Basta un servizio qualunque, o questo servizio deve avere precise caratteristiche? Grande è una santa Teresina. E perché no una mamma?… Grande è il Papa Giovanni Paolo II e Madre Teresa di Calcutta: persone che sono vissute per gli altri, e per far vivere gli altri e non in qualche modo ma in modo pieno. E oggi Madre Teresa viene proclamata Beata dallo stesso Papa Giovanni Paolo II nel venticinquesimo del suo pontificato. — “Dio onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purezza di spirito”. – Gesù è sempre intento a coscientizzare i suoi discepoli: (1°) della propria incapacità, (2°) a realizzare una vita, (3°) che Dio ha programmato per loro in Cristo Gesù: essere “immersi” = battezzati nella sua “passione e morte” = calice del suo sangue, per essere partecipi anche della sua risurrezione. Di fatto, Giacomo e Giovanni poi testimonieranno l’amore di Gesù soffrendo fino alla morte (Giacomo nel centoquarantaquattro d. c., e Giovanni alla fine del secolo, verso gli anni novanta). Ecco come Dio esaudisce le preghiere dei suoi discepoli aldilà di ogni previsione, secondo un’aspirazione che Egli stesso ha messo nel nostro cuore, che Egli solo conosce e sa portare a compimento oltre le nostre parole. – Con quale divina e amorosa sapienza tu ci guidi nel nostro cammino verso di te, Signore Gesù! Retta è la tua parola, fedele ogni tua opera. Donaci la grazia al di là di ogni desiderio e di ogni merito: donaci il vero Bene che tu vedi “implicito come un germe” nel nostro pregare.
Donaci, Signore, la tua grazia: in te speriamo.

Per servire: dare la vita e riscattare tutti.
Il servizio dell’Amore di Dio per gli uomini è in atto da sempre. In Gesù, Fig1io di Dio fattosi Figlio dell’uomo, “venuto per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”, l’azione di Dio entra nel mondo, si rende visibile ed efficace in Gesù, e Gesù si rende visibile ed efficace in ogni persona che l’accoglie e si mette a sua disposizione: l’azione, la vita, il servizio dei singoli e della comunità di Gesù non è altro che partecipazione all’azione di Dio nel mondo: è il migliore commento o spiegazione della prima e seconda lettura. “Il Servo del Signore cresce in terra arida, disprezzato e reietto, offre se stesso in espiazione”. Per mezzo suo si compie la volontà del Signore, il suo piacere di vederci tutti salvi; vedere, cioè, come Gesù si addossa la nostra iniquità e ci fa tutti giusti come lui. Questo Gesù è proprio simile al Padre, in piena sintonia con lui: è il Figlio carissimo. – L’occhio del Signore veglia su chi lo teme, su chi spera nella sua grazia, per liberarlo dal la morte e nutrirlo in tempo di fame”.

Donaci, Signore, la tua grazia: in te speriamo.

Per servire: dare la vita e riscattare tutti.
Il servizio dell’Amore di Dio per gli uomini si realizza pienamente in Cristo Gesù. “Poiché abbiamo un grande sommo sacerdote, accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia”. L’uomo non può riscattarsi, ma Dio stesso scende quale Servo del Signore per l’uomo in Gesù che risale come sommo sacerdote e porta con sé la sua discendenza. Dichiariamo e confessiamo la grandezza del suo amore; riconosciamo la nostra povertà nei suoi confronti; ringraziamo Dio per la sua opera che è garanzia di quanto sta attuando in noi. – O Dio nostro Padre, con piena fiducia ora ci accostiamo ai beni della vita presente, che superano sempre i bene del passato, come una casa in costruzione è sempre più perfetta; riconosciamo in Gesù il grande e sommo Sacerdote che ci porta a te, serviamo in Cristo Gesù gli altri, tutti gli essere umani, pregustiamo le realtà definitive presenti in Gesù, attendiamo i beni futuri che in lui già possediamo.
Donaci, Signore, la tua grazia: in te speriamo.

PREGHIERA EUCARISTICA

La risposta di lode e di supplica, per esempio del Versetto Responsoriale:
Donaci, Signore, la tua grazia: in te speriamo,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
in lui ti riveli Dio della pace e del perdono;

attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
Gesù è presente come servo e autore di riconciliazione con te;

offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
ci fa trovare grazia davanti a te;

intercessione: per tutti vivi e defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
possiamo condividere sino in fondo il calice della tua volontà;

lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria:
da noi tutti, partecipi della morte e risurrezione del tuo Figlio.

CONTEMPLAZIONE

Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2);
contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio:
Il Servizio:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: il servizio, dell’aiuto reciproco fra persone umane;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: il servizio, del Servo di Dio: si addossa l’iniquità e rende tutti giusti;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: il servizio, di Gesù che conduce i discepoli al trono della grazia;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: il servizio, dei fedeli: servi della Parola e della Mensa;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: il servizio, dell’umanità partecipe dei beni presenti e futuri in Gesù glorioso.

Preghiamo:
O Padre, che in Gesù Cristo, venuto per servire e dare la vita per noi, salvi la moltitudine degli uomini; donaci la tua grazia: in te speriamo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).