Preparazione a celebrare la messa nel rito e nella vita.
IV DOMENICA di QUARESIMA ANNO C 10.3.2013
Incontro Animatori Gruppi Liturgici Parrocchiali. – Traccia.
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele, …! Ascolta N. [tuo nome]. Ascolta, Chiesa che sei in…
Eccomi, Signore: aiuta tutti, come ora aiuti noi, ad ascoltarti (Dt. 6,4).
Abbiamo letto i testi. Ora, vediamo la Struttura del vangelo, prima e seconda lettura.
VANGELO
– a. Peccatori si avvicinano a Gesù per ascoltarlo, farisei e scribi mormorano. Gesù dice loro (=agli scribi e farisei) questa parabola: un uomo, che rappresenta Dio in Gesù, rivelazione del Padre in Gesù, mentre Gesù celebra o ripete parole e fatti del Padre, quest’uomo ha due figli. Il giovane chiede al padre la sua parte, si allontana, sperpera, è in necessità, torna.
b. Il padre, cioè Dio in Gesù che celebra, e dice ciò che ascolta dal Padre e fa ciò che vede fare il Padre, lo accoglie, gli da tutto, come se il giovane non si fosse mai allontanato; perché di fatto per lui quel figlio non è mai stato lontano dal suo cuore. È il Dio della storia d’Israele. Scribi e farisei lo sanno bene, e se vogliono, ora possono vederlo in Gesù, che ricambia male con bene, dice: facciamo festa.
c. Il figlio maggiore che rappresenta scribi e farisei, è risentito. Il padre esce incontro a lui come all’altro figlio, lo invita ad entrare alla festa. Il figlio fa le sue rimostranze: “Questo tuo figlio, ha sperperato i tuoi beni”. E non entra.
1ª LETTURA. – Struttura. Gli Israeliti sono accampati a Gàlgala. «Il Signore disse a Giosuè: “Oggi ho allontanato da voi l’infamia dell’Egitto”.
b. A Galgala, intorno a Gerico, gli Israeliti celebrano la Pasqua, e il giorno dopo mangiano i frutti della terra.
c. Da quel giorno, mangiati i frutti della terra, la manna cessa: mangiano i frutti di Canaan.
2ª LETTURA. Struttura. a. In Cristo, sei nuova creatura. È opera di Dio: ci riconcilia a sé in Cristo.
b. A noi, purificati dalle nostre colpe, come Isaia, vivi in Cristo, amministriamo la riconciliazione.
c. Siamo ambasciatori, parliamo in nome di Cristo siamo abilitati a compiere il servizio sacerdotale.
RILETTURA
Facciamo la Comunione nello Spirito Santo.
Diciamo insieme: “Vieni, Signore Gesù!”. E Gesù dice a noi, tutt’uno con Cristo: “Rallegrati, figlio mio: tuo fratello era morto ed è tornato in vitaGen 3,15, era perduto ed è stato ritrovato gen3,9 (antCom.). Gesù suscita in noi la risposta. È il Vers. Respon.:
“Gustate e vedete com’è buono il Signore”.
– AC.Rallegrati, figlio mio: tuo fratello era morto, è tornato in vita; era perduto, è stato ritrovato.
Testo: «In quel tempo … tornò da suo padre»). Gesù parla di se stesso ai farisei e agli scribi che l’accusano: si avvicinano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormorano: “Costui riceve i peccatori e mangia con loro”. Proprio ai farisei e scribi Gesù parlando dà il senso della situazione con la parabola del Padre prodigo d’amore per i suoi figli. «Disse loro questa parabola: “Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse …, partì …, si alzò …, tornò ….”».
Questo giovane rappresenta la situazione d’ogni persona che usa i beni sperperando per il proprio piacere. Ma una storia d’attenzione lo circonda e guida. Dio lo segue, gli rivela il suo nome con i fatti: «Mi chiamo: “Sto là dove tu sei”, come mia parte! Ti accarezzo, ti porto, ti amo, ti chiamo per nome (vedi dom. scorsa 1ª lett.). È Dio presente nel figlio minore, poi maggiore. È Dio in ciascuno di noi. Anche i fatti personali sono parole di Dio che ci chiama. Anche una carestia attende da sempre quel figlio per parlargli al cuore. “Così – tu, o Padre, – hai amato in noi ciò che amavi nel Figlio” (vedi Prefazio 7°, domeniche tempo ordinario). E il figlio risponde: Torna in se stesso, rilegge la propria situazione e decide: “Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: “Padre, ho peccato contro il Cielo davanti a te …”. «Si alzò e tornò da suo padre». Si è accolti da chi ci lascia partire.
“Gustate e vedete com’è buono il Signore”.
AC. Rallegrati, figlio mio: tuo fratello era morto, è tornato in vita; era perduto, è stato ritrovato.
Testo: «Quando è ancora lontano … festa». Cioè, sempre il padre lo vede. Gli corre incontro. È commosso. Copre il figlio con il suo abbraccio. Non ascolta le sue accuse; non l’accusa. Dispone un banchetto. Tutto al superlativo: il vestito più bello, l’anello «sigillo del re», i calzari della libertà, il vitello grasso della festa. Tutto è per lui: “Figlio, tutto ciò che è mio è tuo” (“Il mio corpo donato, il mio sangue versato”). Tornato per saziare la fame, chissà se questo figlio pensa al cuore del padre più che al cibo. Ma Gesù ascolta e ripresenta l’Amore del Padre suo che gli dice: “Rallegrati, Figlio mio, tuo fratello era morto, – e per te, morto e risorto – è tornato in vita”. L’altro figlio è in casa, lavora i campi del padre, ma «non fa la comunione». “Tutto ciò che è mio è tuo”; ma egli pensa a un capretto; non pensa ai sentimenti paterni di bontà verso suo fratello e verso di lui. Un capretto è più importante di suo Padre. Potrà avere una vera amicizia con quelli che egli chiama amici? Dio Padre, nel Figlio fatto uomo, esce incontro a questo suo figlio, rappresentante farisei e scribi che accusano e condannano Gesù. Il Padre mostra loro la sua bontà in Gesù: accoglie il figlio maggiore come il figlio minore. Essi sono comunque in casa. È dato a noi come a loro di accogliere, condividere fra noi in Cristo la bontà paterna: “Gustare vedere com’è buono il Padre”.
AC. Rallegrati, figlio mio: tuo fratello era morto, è tornato in vita; era perduto, è stato ritrovato.
Testo 1ª lettura. – In questo contesto, la prima lettura sottolinea che il vero fratello maggiore è Gesù, Figlio prediletto, compimento della pasqua, vera terra promessa, cibo dell’anno nuovo, la vita nuova. Gesù celebra ad alta voce; dice le parole del Padre rivolte a lui: “Oggi, – per mio Figlio che muore e risorge, – allontano da voi l’infamia d’Egitto”. In Cristo diciamo: “Gustate e vedete…”.
AC. Rallegrati, figlio mio: tuo fratello era morto, è tornato in vita; era perduto, è stato ritrovato.
Testo: 2ª lettura. – Paolo rileva come Dio ci ha riconciliati a sé in Cristo. Chi l’accoglie, anche solo come il figlio minore, è una creatura nuova…: Dio, non imputa agli uomini le loro colpe. Il figlio maggiore è invitato ad avere gli stessi sentimenti del Padre verso il fratello. Gesù, Figlio di Dio, immagine di Dio nel figlio minore e maggiore, li riconcilia con il Padre, perché il Padre vede Gesù nel figlio minore e non gli imputa colpa alcuna; vede Gesù nel figlio maggiore, e vuole affidargli la parola di riconciliazione tra fratello e Padre. Gesù realizza tutto questo, celebrando: cioè, dicendo ad alta voce le parole che il Padre rivolge a lui e le parole che lui rivolge al Padre in risposta (VerRes) e facendo questo in noi che l’abbiamo accolto, e coinvolgendoci nel suo agire. Così impariamo a dialogare con il Padre come Gesù stesso dialoga con lui. Impariamo a gustare e vedere com’è buono il Signore. Così Gesù opera la nostra riconciliazione: “Lasciatevi riconciliare con Dio”. Così lo fa dire a noi in sua persona, così continua in noi la sua opera di riconciliazione, facendoci dire come suoi ambasciatori: “Fate questo in memoria di me”. – E noi gustiamo e vediamo com’è buono il Signore.
“Celebrando” Gesù, Figlio amato, ripete le parole del Padre rivolte a lui: “Rallegrati, Figlio..”. Viene in noi, ci prende nella sua ‘opera di Redenzione’. Come in quei 2 fratelli, Gesù celebra in noi le parole del Padre: “Rallegrati, figlio mio …”. Nostro Signore, fatto uomo, accoglie ogni persona che l’ascolta; in lui siamo riconciliati col Padre. Impariamo Gesù nei fatti
Il fatto: I farisei mormorano: “Costui riceve i peccatori e mangia con loro”? – Gesù ascolta il Padre! E ripetendo le parole del Padre rivolte a lui, dice le stesse parole del Padre a ognuno di noi: “Rallègrati, figlio mio, perché tuo fratello si è allontanato ed è ritornato”. – Proprio così tornate anche voi, attratti dalla mia Parola d’Amore efficace, tramite mio Figlio che v’invita: Gustate e vedete com’è buono il Padre.
Il fatto: Il figlio più giovane parte, sperpera, rientra in se stesso, s’incammina verso il padre? – “Rallegrati, figlio! Perché hai un Padre buono che accoglie con festa ogni uomo nel suo Figlio Diletto, che ora ti parla.
Il Padre lo vide, gli corre incontro, lo bacia. Dice ai servi: Facciamo festa? – Rallegrati, figlio mio: il Padre che tu condanni, ti fa partecipe del suo Amore per tutti nel suo Figlio morto, risorto! Gusta, vedi la Bontà!
Il Padre esce, prega il fratello maggiore riguardo al minore, con le parole: “Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita?- Rallegrati: nel Figlio suo, in me, il Padre vi ha liberato da ogni schiavitù; tu puoi davvero dire: Il Signore ha allontanato da noi l’infamia d’Egitto.
Il fatto. – Il popolo di Dio, entrato nella terra promessa, celebra la Pasqua? “Rallegrati” e festeggia me, il Signore Gesù, compimento della salvezza promessa dal Padre. – Gustate e vedete com’è buono..
Il fatto. – Mangiarono i prodotti della regione? “Rallegrati, figlio mio, mangia il dono che viene dal Padre,il Figlio Gesù, nutrimento più grande d’ogni cibo
Il fatto. – I prodotti della terra? “Rallegrati, figlio: ti dice il Padre mio. Fedele nell’amore, ti dona suo Figlio.
Il fatto. – La manna cessò com’essi mangiarono i prodotti della terra? – Rallegrati d’essere rinnovato: In Cristo uno è creatura nuova. – Rallegrati, è iniziativa del Padre riconciliarti a sé in Cristo.
Il fatto. – Siamo ambasciatori di Dio?– Rallegrati, figlio: in Cristo il Padre ti fa ministro della riconciliazione. Dio vi esorta per noi: “Lasciatevi riconciliare con Dio”.
Il fatto.- Dio trattò il Figlio da peccato in nostro favore?– Rallegrati, figlio mio: il Padre ti ha dato me, suo Figlio, e io ho donato liberamente me stesso al Padre, perché per mezzo mio tu possa diventare «giustizia di Dio».
RENDIAMO GRAZIE A DIO
per «l’Annuncio evangelico» in vari tempi e modi: P. Elia intercede perché obbediamo alla Chiesa; per «la Celebrazione» in persona di Cristo: Don Mario ci guida; per «la Carità» di Dio nei nostri cuori; la Sorella Noemi ci procura d’imitarla nel «buon profumo di Cristo».