21/01/2007 – T. ORDINARIO – ANNO C – 03 DOMENICA – 2007
Preparazione alla celebrazione della messa.
3ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno C – 21 Gennaio 2007
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…!
Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti
(Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).
TESTI e MEDITAZIONE.
TESTI
Antifona d’Ingresso Sal 95,1.6
Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore da tutta la terra; splendore e maestà dinanzi a lui, potenza e bellezza nel suo santuario.
Colletta
Dio onnipotente ed eterno, guida i nostri atti secondo la tua volontà, perché nel nome del tuo diletto Figlio portiamo frutti generosi di opere buone. Per il nostro Signore…
Anno C:
O Padre, tu hai mandato il Cristo, re e profeta, ad annunziare ai poveri il lieto messaggio del tuo regno, fa che la sua parola che oggi risuona nella Chiesa, ci edifichi in un corpo solo e ci renda strumento di liberazione e di salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo.. .
Prima Lettura Ne 8,2-4a.5-6.8-10
Lessero il libro della legge e ne compresero la lettura.
DAL LIBRO DI NEEMIA
In quei giorni, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all’assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere.
Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntar della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci di intendere; tutto il popolo porgeva l’orecchio a sentire il libro della legge. Esdra lo scriba stava sopra una tribuna di legno, che avevano costruito per l’occorrenza.
Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutto il popolo; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. Esdra benedisse il Signore Dio grande e tutto il popolo rispose: «Amen, amen», alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore.
I leviti leggevano nel libro della legge di Dio a brani distinti e con spiegazioni del senso e così facevano comprendere la lettura. Neemia, che era il governatore, Esdra sacerdote e scriba e i leviti che ammaestravano il popolo dissero a tutto il popolo: «Questo giorno è consacrato al Signore vostro Dio; non fate lutto e non piangete!». Perché tutto il popolo piangeva, mentre ascoltava le parole della legge.
Poi Neemia disse loro: «Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza».
Salmo Responsoriale Dal Salmo 18
LE TUE PAROLE, SIGNORE, SONO SPIRITO E VITA.
La legge del Signore è perfetta, rinfranca l’anima; / la testimonianza del Signore è verace,
rende saggio il semplice. R/
Gli ordini del Signore sono giusti, fanno gioire il cuore; / i comandi del Signore sono limpidi,
danno luce agli occhi. R/
Il timore del Signore è puro, dura sempre; 7 i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,
più preziosi dell’oro. R/
Ti siano gradite le parole della mia bocca, / davanti a te i pensieri del mio cuore.
Signore, mia rupe e mio redentore. R/
Seconda Lettura 1Cor 12,12-31a
Voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI
[ Fratelli, come il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo. E in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito.
Ora il corpo non risulta di un membro solo, ma di molte membra. ] Se il piede dicesse: «Poiché io non sono mano, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe più parte del corpo. E se l’orecchio dicesse: «Poiché io non sono occhio, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe più parte del corpo. Se il corpo fosse tutto occhio, dove sarebbe l’udito? Se fosse tutto udito, dove l’odorato?
Ora, invece, Dio ha disposto le membra in modo distinto nel corpo, come egli ha voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo? Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. Non può l’occhio dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; né la testa ai piedi: «Non ho bisogno di voi». Anzi quelle membra del corpo che sembrano più deboli sono più necessarie; e quelle parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggior rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggior decenza, mentre quelle decenti non ne hanno bisogno.
Ma Dio ha composto il corpo, conferendo maggior onore a ciò che ne mancava, perché non vi fosse disunione nel corpo, ma anzi le varie membra avessero cura le une delle altre. Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui. Ora [ voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte. ]
Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi vengono i miracoli, poi i doni di far guarigioni, i doni di assistenza, di governare, delle lingue.
Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti operatori di miracoli? Tutti possiedono doni di far guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano? Aspirate ai carismi più grandi!
Canto al Vangelo cfr. Lc 4,18
ALLELUIA, ALLELUIA.
Il Signore mi ha mandato ad annunziare ai poveri la buona novella, a proclamare ai prigionieri la liberazione.
ALLELUIA.
Vangelo Lc 1,1-4; 4,14-21
Oggi questa Scrittura si è compiuta.
DAL VANGELO SECONDO LUCA
Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della parola, così ho deciso anch’io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teòfilo, perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito Santo e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e tutti ne facevano grandi lodi.
Si recò a Nazaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore”.
Poi arrotolò il volume, lo consegnò all’inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui. Allora cominciò a dire: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi».
Sulle Offerte
Accogli i nostri doni, Padre misericordioso, e consacrali con la potenza del tuo Spirito, perché diventino per noi sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla Comunione Sal 33,6
Guardate al Signore e sarete raggianti, e il vostro volto non sarà confuso.
Oppure: Gv 8,12
«Io sono la luce del mondo» dice il Signore; «chi segue me, non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».
Anno C: Lc 4,18
«Lo Spirito del Signore è sopra di me: mi ha mandato per annunziare ai poveri il lieto messaggio».
Dopo la Comunione
O Dio, che in questi santi misteri ci hai nutriti col corpo e col sangue del tuo Figlio, fa’ che ci rallegriamo sempre del tuo dono, sorgente inesauribile di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.
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MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant. Com.), con il dono di se stesso, attua in noi nel massimo modo il messaggio dei testi biblici (cf. Tempo Ordinario – Anno C – 3ª Domenica –25/01/2004); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (Cf. Criteri di Meditazione – 15/08/2005).
Messaggio della Parola:
GESÙ, ANNO DI GRAZIA: COMPIMENTO DELLE PROMESSE, MISSIONE DAL PADRE.
Messaggio che ispira e attua ora la Celebrazione, centro della Vita.
1°. RITI D’INTRODUZIONE.
Dalla vita alla festa della vita: formiamo una comunità, prendiamo coscienza di essere riuniti e preparati da Gesù ad ascoltare la Parola e a celebrare l’Eucaristia.
Prendiamo coscienza di un dato di fatto: siamo chiamati anche noi come gli Israeliti di ritorno dal loro esilio ad ascoltare la Parola-Gesù, restituita in abbondanza alla chiesa con il Concilio Vaticano II. Questo suscita in noi un canto nuovo. Lo acclamiamo: “Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore da tutta la terra”.
Inoltre, questo fatto è ultraterreno, perché la Parola-Gesù Risorto è vivo in mezzo a noi e compie ciò che oggi ci dice, per la sua Potenza. Allora aggiungiamo: “Splendore e maestà dinanzi a lui, potenza e bellezza nel suo santuario”. Questa è la sua volontà che desideriamo realizzata in noi; per questo preghiamo: “Dio onnipotente ed eterno, guida i nostri atti secondo la tua volontà, perché nel nome del tuo diletto Figlio portiamo frutti generosi di opere buone”. Edificati in un solo corpo, Dio nostro Padre ci fa strumento di bene per gli altri: “O Padre, tu hai mandato il Cristo, re e profeta, ad annunziare ai poveri il lieto messaggio del tuo regno, fa che la sua parola che oggi risuona nella Chiesa, ci edifichi in un corpo solo e ci renda strumento di liberazione e di salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.
2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Dio parla a noi in Cristo. Lo Spirito ci dispone ad ascoltare la sua Parola. Gesù parla e conclude: Oggi si attua la Parola che udite. – Richiamiamo quindi la Parola, e aderiamo all’azione dello Spirito Santo.
Richiamiamo la Parola, cioè persona, messaggio e attività di Gesù.
La persona di Gesù con il suo agire e parlare si presenta come Compimento delle promesse di Dio e Missione di bella notizia ai poveri. Gesù, compimento delle Promesse nelle Scritture. Ma fin dall’inizio, persona e storia di Gesù sono state interpretate erroneamente: in modo diverso dai testimoni oculari. Lo stesso San Paolo prigioniero a Roma ne subiva le conseguenze con il martirio. Luca quindi precisa, fin dall’inizio del suo vangelo, metodo e motivo del suo scritto. Dice che dopo ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi, attinte da testimoni oculari, egli fa un resoconto ordinato dei fatti su Gesù, illuminando così tutto il tempo della chiesa che va dal Gesù storico al suo ritorno finale. Il lettore Teofilo (chiunque cioè è amante dell’amore di Dio per gli uomini) può rendersi conto della solidità dell’annunzio cristiano. Non racconta miti o favole san Luca, ma fatti storici con attualità salvifica perenne. Quanto accaduto una volta riempie ogni tempo e spazio, essendo Gesù, morto e risorto, un evento di salvezza con portata universale, perché Gesù è sempre vivo in mezzo a noi, fondamento della comunità di Luca e di ogni comunità nella storia. Ciò che Gesù ha fatto e detto tocca ogni persona di ogni generazione umana.
Gesù, missionario del Padre. Nella sinagoga di Nazaret, nel contesto di una liturgia del sabato, Gesù Compimento delle Scritture, si alza, trova il passo di Isaia (61,1s), lo legge attualizzandolo, cioè togliendo o aggiungendo qualcosa, adattandolo a se stesso, poi arrotola il volume, come per dire che il testo scritto è superato, perché la persona di Gesù sostituisce il libro. Gesù infatti si siede da Maestro e parla da Attualizzatore, dicendo: “Oggi si compie questa scrittura che avete udita con i vostri orecchi”. Quanto Isaia annunzia del Servo del Signore, mandato a evangelizzare = annunziare la bella notizia ai poveri – cioè libertà ai prigionieri, vista ai ciechi, gioia per la misericordia che perdona – si adempie nella persona di Gesù. Egli annunzia il vangelo (bella notizia) ed è egli stesso il Vangelo: parla Gesù in persona, e parla di se stesso, buona notizia che rinnova chi l’accoglie con fede e gli aderisce con amore. Il credente conosce per esperienza la verità di queste parole.
La chiesa, guidata dallo Spirito Santo, ha voluto di proposito questo passo «evangelico» di Luca, brano programmatico corrispondente al discorso della montagna dell’evangelista Matteo, perché oggi, prima domenica del tempo ordinario, Gesù, Compimento delle scritture e Missionario del Padre, si presenta come «programma» della sua chiesa per tutto l’anno C. La Parola centrale è: Gesù è mandato a «evangelizzare i poveri» = «annunziare il lieto messaggio ai poveri». Gesù stesso è l’Annunzio di Dio, cioè l’Angelo di Dio. Gesù è l’Oggi che riempie ogni momento. L’Oggi come Salvatore che gli angeli annunziano ai pastori, l’Oggi come Ricchezza per Zaccheo e come Paradiso per il buon ladrone, l’Oggi sempre presente nella liturgia eucaristica, l’Oggi di Dio che si offre una volta per sempre a salvezza per tutti, l’Oggi dell’esperienza dell’amore del Signore verso di noi «poveri: ciechi e oppressi».
Richiamiamo la Profezia, portata a compimento in Gesù.
Il popolo d’Israele è cosciente che le parole del Signore sono spirito e vita. Convocato in assemblea liturgica, il popolo sa che Dio parla tramite le scritture (Neemia, 8), e interpella l’esistenza degli ascoltatori. Costoro rispondono, attualizzando con gesti e parole. Appena aperto il libro infatti tutto il popolo esclamò: “Amen. Amen!”, e «si prostrò a terra davanti al Signore», riconoscendo che l’Eterno si rende presente con la sua voce, e chiede la risposta della fede. Davvero: il popolo sa di stare davanti al Signore, e sa che le sue parole sono Spirito e vita. La celebrazione prosegue con l’annunzio e la spiegazione della parola di Dio da parte dei sacerdoti, e la risposta in gesti e parole da parte del popolo.
È la lettura della Legge o del Pentateuco. Corrisponde alla prima lettura della messa. Gesù leggerà l’altra lettura, divenuta usuale poi nella sinagoga, quella del profeta; Gesù la trasformerà in vangelo, cioè in se stesso, che ascoltiamo oggi nella messa, e in ogni messa: Gesù, Compimento e Missione del Padre. Solo così si realizza per noi ora l’invito di Neemia al popolo dopo la lettura della Legge: “Non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza”.
Richiamiamo la Realtà, che ora Gesù attua in noi come in se stesso.
Nella sinagoga di Nazaret Gesù legge un brano profetico, lo attualizza con la sua persona, con il suo agire e parlare; e continua ad attualizzarlo in noi, per la gioia di Dio e nostra (Salmo 18/19). Continua ad attualizzarlo in noi che ripetiamo le sue parole e i suoi gesti. Ripetendo per esempio con il cuore: “La parola del Signore è perfetta, rinfranca l’anima”, sperimentiamo come la parola ci rende davvero integri e perciò rinfranca l’anima. Continuando a proclamare il salmo responsoriale, diciamo: “La testimonianza del Signore è verace, rende saggio il semplice”, e sentiamo che ci rende veritieri, partecipi della sapienza dall’alto. Diciamo: “Gli ordini del Signore sono giusti, fanno gioire il cuore”, e sentiamo che ci rendono retti e gioiosi. Diciamo: “I comandi del Signore sono limpidi, danno luce agli occhi”, e sentiamo come siamo resi persone luminose, dallo sguardo pulito e bello. La parola di Dio porta gioia al cuore, lo fa vivere secondo la sua giustizia, lo rende in grado di manifestare la presenza di Dio: ci rende capaci di prenderci cura degli altri, fino a dare la vita perché tutti possano averla in abbondanza da Dio. Alla fine riconosciamo che tutti questi “interventi del Signore sono fedeli e giusti, più preziosi dell’oro”. Ci appelliamo a lui chiamandolo: “Signore, mia Roccia e mio Redentore”. Ciascuno di noi è cosciente che questo salmeggiare, «queste parole della mia bocca», «questo murmure del mio cuore», questa recita sussurrata delle sue parole, in continuità con il parlare inudibile del cosmo intero, è offerta al Signore come culto spirituale a lui gradito.
Richiamiamo l’Apostolo, che descrive il discepolo di Gesù.
Noi celebriamo i misteri di Cristo come suo corpo, perché crediamo che Gesù continua a passare nella nostra vita, facendo risuonare l’attualità della sua voce e la perennità del suo ministero di misericordia per la nostra guarigione: per la libertà e la gioia. Nell’oggi della liturgia il vangelo diventa parola viva, pronunziata dal Signore realmente presente e operante. Lo acclamiamo dicendo alla fine del vangelo tutti insieme come un corpo solo: “Lode a te, o Cristo!”, consapevoli che è lui a parlarci. «Cristo infatti è sempre presente nella sua chiesa, in modo speciale nelle azioni liturgiche: è presente nella sua parola, giacché è lui che parla quando nella chiesa si legge la sacra Scrittura» (Sacrosanctum Concilium, 7). E noi diciamo: “Amen. Amen!”, prostrandoci davanti a lui, pronti a lasciarci trasformare in corpo vivo di Cristo, ciascuno per la sua parte: pronti a lasciarci trasformare in luogo dove si compie la sua parola di vita, di salvezza, di misericordia, di gioia.
3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
Nelle parti liturgiche (Parola e Eucaristia) l’assemblea è ferma, in ascolto, seduta o in piedi; nei Tre Riti – d’introduzione, presentazione dei doni, comunione – si muove. Ora, per esempio, ci muoviamo e offriamo doni per la presenza di Cristo e per le necessità degli altri.
L’ascolto della parola costituisce anche noi come Israele in un solo popolo dai più anziani ai più giovani. L’adesione a Gesù, Parola incarnata, ci fa un solo organismo, trasformandoci dal di dentro mentre lo ci spinge ad accoglierlo. L’«oggi» della comunità, detto anche «giorno del Signore», «gioia di Dio», «forza» della comunione ecclesiale, trova compimento solo nell’ «oggi» di Gesù di Nazaret, che anche oggi si dona di accoglierlo; e anche noi possiamo dire con Gesù nostro Capo:
“Il Signore mi ha mandato ad annunziare ai poveri la buona novella, a proclamare ai prigionieri la liberazione”. È una nostra proposta con piccoli segni e offerte in risposta alla sua Parola. Gli chiediamo ora di accoglierla e di trasformarla con noi stessi: “Accogli i nostri doni, Padre misericordioso, e consacrali con la potenza del tuo Spirito, perché diventino per noi sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.
4°. LITURGIA EUCARISTICA.
Aderendo all’agire dello Spirito, per mezzo di Cristo, ringraziamento, pane, offerta, intercessione, lode:
«Ringraziamo» e benediciamo il Padre in Cristo Gesù.
Grazie, Padre, per il tuo Figlio, tu lo hai consacrato e mandato nello Spirito Santo a portare liberazione e salvezza ai poveri.
Siamo trasformati in Cristo, che, preso il «pane» e rese grazie, si dona vero cibo e bevanda di salvezza.
Ora, Padre, manda lo Spirito a perfezionare l’opera di Gesù nel mondo e compiere ogni santificazione: Gesù è fra noi compimento della parola proclamata. Le nostre offerte sono trasformate in Cristo e noi tutti siamo un corpo solo.
Diveniamo luogo riservato a Gesù che in noi continua a «donare» se stesso.
In noi, Padre, si offre a te Gesù: edificati in un solo corpo, siamo resi strumenti di liberazione e di salvezza. Nutriti del suo corpo e del suo sangue, riempiti di Spirito Santo, tu ci concedi ei essere, ciascuno per la sua parte, le membra del corpo di Cristo.
Intercediamo per tutti in Cristo che «intercede» per noi e ci fa intercessori con lui per gli altri.
Tutti, Padre: vivi, defunti, celebranti, accogli in Cristo. liberati dalla corruzione del peccato e della morte, partecipiamo alla tua vita con i santi.
«Glorifichiamo» perfettamente il Padre per Cristo, con Cristo, in Cristo nello Spirito Santo che ci fa santi.
A te, Padre, ogni onore e gloria, dalla comunione dell’unico corpo, tutta l’umanità in Cristo, perché tu sei glorificato per la nostra santificazione che si realizza mediante l’unità fra di noi e tutti gli uomini in Cristo.
5°. RITI DI COMUNIONE.
Preso il pane e rese grazie, Gesù spezza il pane e lo dà ai suoi discepoli perché lo distribuiscano.
In Cristo siamo un solo corpo, un pane di vita per tutti: viviamo per lui che è morto e risorto per noi.
Uniti nel medesimo Spirito, nel quale tutti siamo stati battezzati, preghiamo: “Padre nostro”, donaci di essere disponibili perché si attui oggi, qui, per noi la salvezza del regno di Dio.
Siamo guidati all’unità perfetta attraverso un cammino di umiltà e di reciproco riconoscimento in Cristo, Agnello di Dio che dona la sua pace, lavandoci da ogni peccato. Guardando a te, Signore, noi saremo raggianti, e il nostro volto non sarà confuso, perché tu venuto in noi ci dici: «Io sono la luce del mondo: chi segue me, non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Fatti voce di Gesù potremo lasciarlo ripetere in noi: «Lo Spirito del Signore è sopra di me: mi ha mandato per annunziare ai poveri il lieto messaggio». Concludiamo con la preghiera della chiesa: “O Dio, che in questi santi misteri ci hai nutriti col corpo e col sangue del tuo Figlio, fa’ che ci rallegriamo sempre del tuo dono, sorgente inesauribile di vita nuova. Per Cristo nostro Signore”.
Rendiamo grazie a Dio, per la forza dell’Eucaristia che aumenta la nostra comunione con tutti nel Padre e nel Signore Gesù. Per testimoniare la Buona Notizia e per manifestare la gioia di coloro che seguono il Signore, andiamo nella pace di Cristo.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., Bella Notizia:
nella chiesa prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: bella notizia, è l’unità di un corpo umano;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza bella notizia, è il popolo formato dalla legge di Dio;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: bella notizia, è Gesù, compimento dell’umanità liberata;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: bella notizia, è la chiesa, corpo che cresce nella carità;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. bella notizia, è il corpo mistico di Cristo pienamente liberato.
Preghiamo:
O Padre, che hai mandato il Figlio ad annunziare ai poveri la buona notizia,
a proclamare ai prigionieri la liberazione; fa’ che accogliamo le sue parole che sono spirito e vita. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).