21-07-2002-Ordinario-A-dom16

21/07/2002 – T. ORDINARIO – ANNO A – 16 DOMENICA – 2002

Preparazione alla celebrazione della messa.

16ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno A – 21 Luglio 2002

MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant.Com.) con il dono di se stesso attua in noi il messaggio dei testi biblici.
Antifona alla Comunione:

Il buon seme sono i figli del regno, che alla fine splenderanno come il sole.

LA GIOIA DEI FIGLI SPLENDENTI.
I figli del regno splenderanno per la presenza del Signore.
Oggi mi rendo presente in atto di trasformare la folla in figli del regno, nel simbolo del seme e del lievito: la folla, oppressa e affaticata, va da Gesù, apprende che prevale il bene, e che il male è come un parassita del bene, ed è vinto dal bene; il bene è come il seme di un grande albero: con una forza capace di lievitare tutta la massa, condonando ogni peccato: il bene è lo stesso Spirito di Gesù che intercede per noi presso il Padre.
I figli del regno splenderanno: è la folla oppressa e affaticata va da Gesù.
Tutti fanno esperienza di male che opprime e affatica, appesantisce la vita: ogni sospiro e gemito umano è una preghiera di supplica a chi può qualcosa contro il male. “Gesù espose alla folla una parabola: Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che semina del buon seme nel suo campo”. La folla, tutti, sappiano che la storia degli uomini nel mondo è regno di Dio: di fatto c’è in atto la vita rappresentata da un seme, data gratuitamente da un seminatore, in un tempo e luogo paragonati a un campo; tutti devono sapere la verità delle cose stabilita da sempre, “dalla fondazione del mondo”. In questa realtà, che è tutto il mondo, tutto è buono: è buono l’uomo che semina, è buono il seme seminato, è buono il campo che il seminatore si è preparato per seminarvi il buon seme; il mondo con tutta la sua storia cosmica e umana è buono.
I figli del regno splenderanno: il male che opprime la folla è parassita del bene, e sarà vinto.
Tutto è bene, ma è «in crescita»: il bene è come un albero abbozzato nel suo seme: la grandezza dell’albero futuro sta tutta nascosta già nell’oggi del suo piccolo seme, che deve crescere “mentre tutti dormono”. In attesa che il seme cresca c’è il seminatore Padrone che custodisce e gestisce la crescita del seme, come ha curato la sua semina. Ma “venne il suo nemico”, il nemico del seminatore, e approfitta del tempo necessario per la crescita del seme; il tempo della crescita diventa occasione propizia per il nemico: per chi vuole fare del male; ma costui non ha potere sul seminatore; egli ha a cuore seme e servi. “Il nemico seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò”: il seme della zizzania passa dalle mani del nemico al campo buono del Seminatore, cresce in mezzo al buon grano: il regno dei cieli è un mistero di convivenza fra buoni e cattivi.
I figli del regno splenderanno: il male che è nella folla è vinto dal bene che è in essa, Gesù.
“Quando la messe fiorì, apparve anche la zizzania”; essa cresce in mezzo al grano buono: il nemico non le aveva preparato un campo a parte. “Allora i servi andarono dal padrone”; essi rappresentano la folla affaticata e oppressa che va da Gesù. “Gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo, da dove viene dunque la zizzania?”.- Questo si chiede ciascuno della folla: da dove viene il male? – Ed ecco la risposta: “Un nemico ha fatto questo”; ma così si manifesta la potenza, la gloria di Dio. – “Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla?” E’ l’unica cosa che tutti noi crediamo giusto di dover fare! Anche se poi nessuno di noi sa con sicurezza come e quando farlo. – “No, rispose il padrone, perché non succeda che raccogliendo la zizzania con essa sradichiate anche il grano”.
I figli del regno splenderanno: è un mistero di trasformazione.
In mezzo al grano buono ha vantaggio la zizzania che non è sradicata; si estende ad essa l’attenzione del padrone per ciascuna piantina del suo buon grano.
Ha vantaggio il grano in difficoltà per la presenza della zizzania, perché il padrone ha una nuova attenzione efficace verso di lui.
Hanno grande vantaggio soprattutto i servi che non si aspettavano né potevano immaginarsi una tale risposta: “Lasciate che l’uno e l’altro crescano insieme”; andando dal padrone essi, rappresentanti ciascuno della folla, conoscono “le cose nascoste fin dalla fondazione del mondo”. Conoscono in che cosa consiste il male: nel non andare dal padrone, ma stare da soli e dire tra sé: Ma quanto stiamo male con questa zizzania! – Andando dal padrone come i servi in questa Eucaristi, non stando soli, non vediamo più solo il male della zizzania, non conosciamo più solo l’impulso di avversione contro di essa, ma conosciamo la vera soluzione che solo il padrone ci può comunicare: la sua efficace creativa pazienza; il padrone offre loro la via della sua pazienza, della sua presenza trasformante.
Unico a non avere nessun vantaggio è il nemico che se n’è andato lontano dal raggio d’azione benefica del padrone.

I figli del regno splenderanno: l’attuale tua decisione è mietitura, si rivela alla fine del mondo.
Tu, della folla, che ora leggi e ascolti la mia parola, decidendo di fare ciò che io dispongo, accogliendo la mia presenza, rimettendo a me ogni tua situazione, lasci che in te io completi per te l’opera mia: mieti il bene in abbondanza, non lasci spazio al male; passi dalla folla al numero dei miei servi, al numero degli angeli che raccolgono il buon grano della mia vita in te, diventi “figlio del regno”, cioè regni con me presso il Padre.
I figli del regno splenderanno: la tua decisione fa crescere il bene a dismisura.
Il bene in te che ascolti e decidi di accogliermi, cresce fino a diventare un albero come il granellino di senapa: il bene, che io sono in te, impronta tutta la tua vita, si estende ai tuoi vicini che come uccelli nidificano e crescono come te fra i rami della tua testimonianza; si rivela in te il mistero della mia piccolezza e grandezza, come un pizzico di lievito fermenta tutta la massa: io non mi separo dai peccatori, ma vivo con loro; non li abbandono, ma condono il loro male; non temo un traditore nella cerchia dei miei dodici, né temo di chiamare discepoli pronti ad abbandonarmi: la forza del mio Spirito a Pentecoste trasforma aspiranti al potere in testimoni del regno, racchiuso come un seme nella forza e nello splendore della mia storia che continua nei miei discepoli: mistero della forza di crescita del regno dei cieli.
Tu sei buono, Signore, e ci perdoni.

I figli del regno splendono: per la presenza del Signore, Seminatore giusto e misericordioso. Tu sei Dio onnipotente, “la tua forza è principio di giustizia”, tu domini tutto; tutto risponde alla tua parola, tu dici e tutto è fatto: nessuno ti eguaglia; tu hai cura di tutte le cose, non devi rendere conto a nessuno del tuo agire; chi si oppone a te riconoscerà ben presto il suo errore.
“Tu, Padrone della forza, giudichi con mitezza”; ci “governi con indulgenza”, “ti rendi indulgente con tutti”: vinci il male con il bene.
“Con tale modo di agire” c’insegni ad amare gli uomini: a donare il perdono scoperto nel condono dei nostri peccati. Amando gli uomini sperimentiamo in noi la presenza del tuo Amore, che ci rende figli splendenti.

Tu sei buono, Signore, e ci perdoni.

I figli del regno splenderanno, per la presenza del Signore: “Lo Spirito ci viene in aiuto”. Nella folla il male della zizzania si può trasformare in bene per opera dello Spirito di Gesù: il male è la mancanza del bene che ci dovrebbe essere; lo Spirito di Gesù con i suoi gemiti inesprimibili dice ai servi, ai fedeli che ricorrono a Gesù come e quando egli porta a compimento in loro l’opera sua, perché il Padre scruta i cuori, e corrisponde ai desideri del suo Spirito in loro.
Tu sei buono, Signore, e ci perdoni.

PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica del Vers. Resp.,
Tu sei buono, Signore, e ci perdoni,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio
Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
egli è la tua parola, il seme e il lievito della chiesa;

attualizzazione: consacrazione
Ora, Padre, manda lo Spirito:
Gesù è presente per la forza potente del tuo amore;

offerta: nostra in Cristo al Padre
In noi, Padre, si offre a te Gesù:
egli ravviva in noi la speranza del tuo regno;

intercessione: per tutti vivi defunti
Tutti, Padre, accogli in Cristo:
quanti sono trasformati da lui in nuova umanità;

lode finale: esplosione dei sentimenti
A te, Padre, ogni onore e gloria:
dall’umanità splendente per Cristo nel tuo regno.

CONTEMPLAZIONE
Contempliamo, per esempio, La Crescita.
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque momenti (v. LG 2):

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione:
la crescita, per la potenza del seme;

figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza
la crescita, per la potenza del Dio d’Israele;

compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi:
la crescita, per la potenza del Verbo nell’uomo Gesù.

manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso:
la crescita, per la potenza dello Spirito nella chiesa.

completa, alla fine, nella gloria della Trinità.
la crescita, per la potenza dello Spirito in ogni uomo.

Preghiamo:
Padre, che hai rivelato ai piccoli i misteri del regno dei cieli, il tuo popolo ti benedica in eterno. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).