21-11-2004-Ordinario-C-dom34CristoRe

21/11/2004 – T. ORDINARIO – ANNO C – 34 domCristoRe-2004

Dieci minuti di preghiera con la chiesa.

CRISTO RE DELL’UNIVERSO
34ª domenica tempo ordinario

Anno C – 21 Novembre 2004
CRISTO RE DI AMORE.

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiuta tutti come aiuti noi ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Padre, fa’ che nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù! Donaci di accogliere la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu ci dici quanto stai attuando nella nostra esistenza, continuazione della tua storia (Vedi testo in LETTURE).

MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù! Egli ci parla di se stesso: “Bella Notizia” nel vangelo, “Compimento” delle promesse della prima lettura, “Fondamento” della chiesa nella seconda lettura. Rileggiamo vangelo, prima e seconda lettura alla luce del versetto al vangelo, che oggi dice:
Benedetto Colui che viene nel nome del Signore: benedetto il suo regno che viene.

Padre, nell’Eucaristia il tuo figlio Gesù si rende presente! Con lo Spirito e la sposa (cioè con quanti danno voce al tuo Spirito) aderiamo a Gesù e acclamiamo: “Vieni, Signore Gesù!”, perché attui in noi ciò che ha compiuto in se stesso. Padre, fa’ che in lui noi ti lodiamo, ti benediciamo e ti rendiamo grazie per i tuoi benefici (prefazio). Come Gesù ci ha comandato, noi ti preghiamo: Padre, manda lo Spirito Santo perché Gesù sia qui presente fra noi (consacrazione). In noi, che partecipiamo al corpo e al sangue del tuo Figlio, riuniti dallo stesso Spirito Santo in un solo corpo, Gesù si offra a tutti, dono a te gradito (offertorio); e interceda per tutti, vivi e defunti (intercessione). Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a te, Dio Padre onnipotente, nell’unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria (lode o dossologia finale). – Per attuare tutto questo in noi, Gesù risponde: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); e oggi aggiunge (Antifona alla Comunione):
Regna la pace dove tu regni, Signore.

Gesù, ricordati di me. – Ecco, sei con me: io ti metto in bocca la mia Parola che salva. «Il popolo stava a vedere; i capi schernivano Gesù; anche i soldati lo schernivano; c’era anche una scritta; un malfattore lo insultava; l’altro lo rimproverava; e aggiunse: Gesù, ricordati di me.- Gli rispose: Oggi sarai con me in paradiso».
(L’assemblea celebrante è impersonata dal buon ladrone, e confronta versetto al vangelo e vangelo stesso con il percorso dell’anno concluso e da iniziare. Ascolta il Signore Gesù che dice:) Ti faccio passare dalla folla che sta in silenzio alla croce per amore, ricominciando meglio un nuovo anno liturgico sulla scia del passato: 1°- Sei uno della folla che guarda e attende: Avvento (vedi contesto del vangelo di Luca che precede e segue: Lc 23,33s; Lc 23,44s) «Il popolo stava a vedere», come «giunti al luogo detto Cranio, crocifiggono Gesù e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra». «Stava a vedere» come, «dopo essersi divise le sue vesti, le tirarono a sorte»; «stava a vedere» come Gesù diceva: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno”. Tutto questo vede la folla dal momento in cui lo crocifiggono, cioè «da mezzogiorno, fino alle tre del pomeriggio». «Stava, diceva, schernivano…» sono tutti verbi all’imperfetto che indicano continuità dell’azione. Gesù sta in questo stato di rapporto con il Padre, per tre ore, mentre sente sotto la croce, per tre ore, «i capi che lo schernivano dicendo» di lui, come di una terza persona estranea: “Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio, il suo eletto”, come nella tentazione del deserto: Se sei Figlio, il Padre ti salva. – «Anche i soldati lo schernivano, e gli si accostavano per porgergli dell’aceto, e lo offendevano ancora di più, esprimendosi direttamente con lui, dandogli del tu, come in un rapporto personale, ma senza rispetto: “Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso”, altra tentazione del deserto: Se mi adori ti do ogni bene. – Il popolo stava a guardare anche una scritta sopra il suo capo: Questi è il re dei Giudei. Più ridicolo di questo scherno non si può immaginare; Gesù non ha accondisceso all’invito diabolico: buttati giù e tutti ti crederanno. – Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: “Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!”.
Mentre Gesù, Figlio amatissimo, sta in rapporto con il Padre, il diavolo nelle persone che scherniscono Gesù, lo tenta ancora, come nel deserto, ad usare il suo essere Figlio, non per pregare il Padre a favore dei fratelli, ma come privilegio per imporsi loro autorevolmente, perché facciano ciò che lui vuole.
Ma il buon ladrone ha visto Gesù, uomo innocente condannato, ha visto un uomo mite perdonare i suoi oppressori, ha visto qualcosa di misterioso in quell’uomo tanto da suscitargli il desiderio di poter stare con lui, dovunque fosse andato. E a quell’uomo si rivolge, come l’ha visto: Gesù, ricordati di me nel tuo regno! – la vita è stare con Cristo, perché dove c’è Cristo là c’è il Regno”.
Unico a rivolgersi a Gesù personalmente è un condannato, e gli chiede il dono del suo atteggiamento di fronte al Padre; gli chiede come i discepoli: “Insegnami a pregare”. E Gesù, come non sottrae se stesso dalla morte, bensì la vive nel perdono, così non sottrae il ladrone dalla croce.
Questo buon ladrone rappresenta l’assemblea celebrante, che agisce in persona di Gesù, e rimprovera l’altro: “Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male”. L’assemblea, in persona del buon ladrone, sconfessa se stessa, il proprio passato nell’altro ladrone, ed è riempita dei sentimenti di Gesù che prega il Padre per tutti: diventa «regno benedetto del Signore che viene» (cfr versetto al vangelo), mentre dichiara «benedetto colui che viene nel nome del Signore». Quello che il buon ladrone ha visto, gustato, ottenuto in pochi attimi, costituisce l’eredità per la nostra vita. Tanto che, come dice il canto al vangelo, anche di noi si possa dire: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore: benedetto il suo regno che viene”, intendendo: è benedetto davanti a Dio e benedetto dagli uomini quel cuore che saldamente dimora nel Cristo e non persegue null’altro se non il suo Regno.
Nella persona del buon ladrone l’assemblea conclude: Signore, entrato nel tuo regno, ricordati della tua chiesa diffusa su tutta la terra, rendila perfetta nell’amore… ”. Gli rispose: “In verità ti dico, ecco, sei con me, si è squarciato il velo di ogni separazione, sperimenti la piena fiducia in Dio, non vivi più per te stesso, ma come morto a te stesso vivi per Dio a servizio degli altri (cfr Lc23,44s). (Accostando «il versetto al vangelo» al testo stesso del vangelo che finisce con le parole di Gesù: “Oggi sarai con me…”, infinite sono le riflessioni di risposta all’opera di Gesù in atto nella nostra storia personale; infinito è il dialogo di Dio con noi e noi con lui. Se ne rilevano alcuni spunti, solo per cominciare un colloquio che dura sempre). «Oggi» mi abbasso fino a te sulla croce, per innalzarti fino a me, alla mia vita di amore. Oggi mi rendo presente in atto di portare a pieno compimento in te l’opera mia, nel simbolo della croce come trono d’amore, abbraccio di totale comunione, realizzata nel buon ladrone come in nessuno prima di lui, ma tutti chiamati a sperimentarla come lui; la sperimenti come il buon ladrone tu ora che mi vedi tormentato, e mi adori glorioso; mi vedi inchiodato a una croce, e mi supplichi re in trono; mi vedi condannato, e mi chiedi la grazia regale di ricordarti quando entro nel mio regno; mi vedi crocifisso e mi proclami Dio: mi chiami per nome, Gesù = Salvatore; mi guardi con fede e mi rubi il regno, con prontezza, oggi; mentre sei in compagnia divina, con me; nel giardino di Dio, in paradiso: io sono il paradiso, con me che muoio e risorgo sei in paradiso, occupo il tuo posto di peccatore e trovi in me il posto di figlio erede con me della gloria; insegno e realizzo in te, come in Stefano mio discepolo (Atti 7,60), il precetto di amore per i nemici come vedi in me; con la mia storia dall’incarnazione alla crocifissione ti dico: Chiedimi il regno che io ti voglio dare.-
2°- Mi senti Amore invisibile divenuto visibile nella tua carne accanto a te sulla croce, mentre da mezzogiorno alle ore quindici, oltraggiato, prego: Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno (Natale); 3°- In queste tre ore, segno di tutta la vita, scopri che la ricerca del potere religioso e politico dei capi e dei soldati, e l’interesse personale di malfattore, porta scherno e uccisione al fratello; ma scopri anche come la preghiera del fratello: Padre, perdona loro, perché non sanno quel che fanno, – trasforma l’ignoranza tua in conversione per la bontà insuperabile di Dio che perdona (Quaresima); 4°- Giungi a conoscermi Dio uomo, Innocente misericordioso, m’incontri e poni in me tutta la tua fiducia, dicendo: Gesù, ricordati di me; – e prontamente, ti rispondo senza farti attendere come fanno i re umani, bensì ti assicuro: Oggi sarai con me in paradiso (Pasqua definitiva). Con me: partecipi, cioè, alla mia misericordia per i fratelli, preghi per loro. Per tutto il popolo che sta a vedere, dici: Gesù, la mia supplica riempia il suo silenzio. – Per i capi che mi scherniscono, dici: Gesù, mandato dal Padre e suo Eletto, con il tuo perdono trasforma il loro scherno in supplica, come in me ora, e salva loro, salva tutti come salvi te stesso. – Per i soldati che mi scherniscono e si accostano a me con l’aceto, dici: Gesù, mentre si accostano a te, ungili con l’olio della tua unzione regale, e acclamino con me: Tu sei il re dei Giudei, Gesù Salvatore! – Infine per il malfattore sulla croce con me, perché, colpevole, non insulti il Signore, ma anche lui accolga la supplica che suggerisco a lui come a te e mi preghi Crocifisso Innocente che muore per lui, per te, per tutti, dica: Gesù, ricordati di me nel tuo regno. – E subito ti rispondo: su tutti io effondo la mia misericordia, perdono ciò che la coscienza teme e aggiungo ciò che la preghiera non osa sperare, dico: 0ggi sarai con me nel paradiso di perdono, di amore, di giustizia, di pace per tutti. –
Gesù, ricordati di me, del mio cuore che tu hai riempito del tuo perdono.- Ti prego per il popolo che sta a vedere: La mia supplica riempia il suo silenzio.- E per i capi che ti scherniscono, Gesù, ti chiedo il perdono che trasforma lo scherno in supplica: 0 Cristo di Dio e suo Eletto, salva gli altri come salvi te stesso.- Anche per i soldati che ti scherniscono e si accostano con l’aceto io ti prego: Gesù, si accostino a Te con l’olio dell’unzione regale, e acclamino: Tu sei il re dei Giudei, il Salvatore.-
E tu, malfattore sulla croce, colpevole come me, non insultare il Signore che salva se stesso e noi; ma prega con me il Crocifisso Innocente per noi: Gesù, ricordati di me nel tuo regno.- A te e a me Egli risponde: 0ggi sarai con me nel paradiso di perdono per tutti.-
Due immagini-chiave si susseguono ora chiare: l’incontro del buon ladrone con Gesù in croce (brano del vangelo) figura di tutti noi partecipanti alla santa Messa, e l’Agnello immolato dell’Apocalisse (Antifona d’ingresso): L’Agnello immolato è degno di ricevere potenza e ricchezza
e sapienza e forza e onore: a lui gloria e potenza nei secoli, in eterno (Ap 5,12; 1,6).
Questo Gesù disattende ogni aspettativa umana per centrarci nel mistero di Dio e del suo amore per l’uomo. I termini ‘re, regno, dominare, potenza’ acquistano un significato totalmente differente da quello che ci aspetteremmo.

Regna la pace dove tu regni, Signore.

Gesù, ricordati di me. – Ecco, sei con me: ti metto in bocca la Parola che salva chi viene a me. «Tutte le tribù vennero in Ebron da Davide; tutti gli anziani vennero in Ebron da Davide; egli fece alleanza con loro; essi lo unsero re».
La preghiera del malfattore convertito, come te, è esaudita. Sei fra il popolo, i capi, i soldati e i malfattori rappresentati da tutte le tribù che vanno da Davide; con loro tu vieni da me, nuovo Davide, e mi dici: Ecco, noi siamo tuoi; da sempre tu ci hai fatti in vista di te, nostro pastore e capo. – Popolo, capi, soldati, malfattori rappresentano anche tutti gli anziani che in me, nuovo Davide, trovano il suo compimento. Vero Re, in me si compie la nuova Alleanza di Dio con te, con tutti; con olio di esultanza, cioè con tutta la comunità dei salvati, mi riconosci unico Re che salva: malfattore, la mia misericordia ti trasforma e ti associa al mio regno di perdono, di giustizia, di amore e di pace.
La preghiera del malfattore convertito, che noi siamo, è esaudita. Il popolo, i capi, i soldati e i malfattori rappresentano tutte le tribù che vanno al nuovo Davide, Gesù, e gli dicono: “Ecco noi siamo tuoi; da sempre tu ci hai fatti in vista di te, nostro pastore e capo”. – Popolo, capi, soldati, malfattori rappresentano anche tutti gli anziani che in Gesù, nuovo Davide, trovano il suo «compimento»; vero Re, Gesù infatti è la nuova ed eterna Alleanza di Dio con loro, con noi; «con olio di esultanza essi lo riconoscono unico Re che salva e associa il malfattore al suo regno di perdono»: di giustizia, di amore e di pace.

Regna la pace dove tu regni, Signore.

Gesù, ricordati di me. – Ecco, sei con me: ti metto in bocca il ringraziamento dei salvati.
«Fratelli, ringraziamo con gioia il Padre; egli ci ha fatto partecipare alla sorte dei Santi nella luce». (Tenendo presente il vers. al vang.: «Benedetto il suo regno che viene» e l’anno liturgico trascorso, la seconda lettura descrive la realtà della nostra esistenza in Cristo:)
Come il malfattore convertito, sei ammesso, con tutta l’assemblea che celebra l’Eucaristia, alla presenza del Padre a compiere con me, Figlio suo, il servizio sacerdotale; sei fatto partecipe del mio perdono per tutti. Tipo della Chiesa che fa l’Eucaristia, ringrazi il Padre per bocca di Paolo che invita tutti alla lode, e in me acclami il Prefazio che riassume tutti gli aspetti del mio mistero celebrato nell’anno, a cominciare dalla meta, che è «la gloria finale»: Fratelli, ringraziamo con gioia il Padre che ci ha messi in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce. «La pasqua»: Liberati dal potere delle tenebre, egli ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto, per opera del quale abbiamo la redenzione, la remissione dei peccati. «Il Natale» del Creatore: Egli è l’immagine visibile del Dio invisibile; per mezzo di Lui e in vista di Lui, sono state create tutte le cose; egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in Lui. «Vita e Risurrezione della Chiesa»: egli è anche il capo del corpo, cioè, della Chiesa; il principio e il primogenito di coloro che risuscitano dai morti; per ottenere il primato su tutte le cose. «È Pienezza e Riconciliazione di tutto»: Piacque a Dio di fare abitare in Lui ogni pienezza e per mezzo di Lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di Lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli.-
Che cos’è allora il regno di Cristo che viene? Paolo, parlando di Cristo e del suo regno (seconda lettura) dice tre cose (e infinite altre, lasciandoci ispirare dall’ingresso e dalla colletta…):
1ª. Cristo ci ottiene la remissione dei peccati, che risponde al bisogno di innocenza, dove sentiamo l’amore dell’altro che ci accoglie e ci rende capaci di vivere.
2ª. Cristo è diventato principio di risurrezione, che risponde al bisogno di amare, a una ritrovata capacità di vivere e amare indipendentemente dalla risposta degli altri;
3ª. È luogo di ogni pienezza, che risponde al bisogno di vita piena attivata solo dall’amore.
Nel ladrone come in Gesù e in tutta l’assemblea si allarga lo spazio riservato per gli altri.
Regno, paradiso, vita eterna … vuol dire desiderare ed essere fatti partecipi della vita e della condizione divina di Gesù: vivere presso di te, Signore, e con te, Signore Gesù!

Regna la pace dove tu regni, Signore.

PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Versetto Responsoriale:
Regna la pace dove tu regni, Signore,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
Per mezzo di lui, con il sangue della sua croce, ti è piaciuto donarci la remissione dei peccati;

attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
è fra noi Gesù, vero Re, nostro pastore e capo;

offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
Sacerdote eterno e Re dell’universo, Egli ha sacrificato se stesso per noi sull’altare della croce;

intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
tu che in lui hai riconciliato a Te tutte le cose;

lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
per Cristo, con Cristo, in Cristo, re dell’universo, nell’unità dello Spirito Santo, ora e sempre.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, Il Re:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: il re, umano, considerato principio di tutte le cose, che in realtà non sussistono in lui;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: il re, Davide, designato da Dio capo e guida del suo popolo Israele, suo rappresentante;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: il re, Cristo Gesù, Figlio diletto, in lui vive per sempre l’umanità, figlia diletta, nel regno glorioso;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: il re, Cristo Gesù, capo del corpo, che è la Chiesa;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: il re, Cristo Gesù, Figlio diletto, in lui vive per sempre l’umanità, figlia diletta, nel regno glorioso.

Preghiamo:
O Padre, che ci mandi il Figlio Gesù, re dell’universo, capo della Chiesa, presenza del tuo regno fra noi; fa’ che lo riconosciamo e acclamiamo: Benedetto lui e benedetto il suo regno che viene; perché dove tu regni, Signore, regna la pace. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera della chiesa (colori).