21/12/2003 – AVVENTO – ANNO C – 4 DOMENICA – 2003
IV DOMENICA DI AVVENTO
Anno C – 21 dicembre 2003
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiuta tutti come ora aiuti me ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
“I fedeli leggano almeno i testi della messa, in famiglia o in privato” (PCFP 13). – Fa crescere “ascolto e risposta” in tutti noi, Signore! (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi la voce LETTURE nel sito.
MEDITAZIONE – RILETTURA
Il Signore parla di se stesso, “Buona Notizia” nel vangelo; “compimento delle promesse”, della prima lettura; “fondamento della chiesa”, nella seconda lettura: Gesù rivela ciò che sta facendo in noi. – Facci conoscere la tua opera, Signore, mentre rileggiamo vangelo, I e II lettura alla luce del “versetto al vangelo”:
Eccomi, sono la serva del Signore: avvenga di me quello che hai detto. Alleluia.
CELEBRAZIONE – VITA
Il Signore Gesù si rende presente! Con lo Spirito e la Sposa diciamo: “Vieni, Signore Gesù!”. E Gesù risponde: “Sì, ecco, io vengo” (Apc. 22,17s). È in atto l’azione di Gesù nella messa e nella vita di ciascuno (Cfr PNMR 55, f): Gesù in noi continua a offrirsi al Padre per tutti. Antifona alla Comunione:
Beata sei tu, Vergine Maria, perché hai creduto al compimento delle parole del Signore.
Credi al compimento delle parole del Signore: beatitudine e benedizione ti avvolgono.
Tu credi al Signore, e cresce la vita che Dio ti offre. Chi ascolta il Signore come Maria, ha la forza di riprendere il cammino, è capace di vero servizio (vangelo). Credere è prendere vigore dalle umili e divine sorgenti della vita, dalle promesse di Dio in Betlemme (prima lettura). Gesù rappresenta l’umanità che trova vita nelle sue origini: il Verbo assume un corpo (seconda lettura). Il popolo di Dio riconosce il suo Signore che rinnova le gesta antiche, e proclama: “Ci farai vivere e invocheremo il tuo nome”. – Venendo in noi Gesù dice: Oggi mi rendo presente in atto di darvi la mia gioia nel simbolo di una visita e di un incontro, come quello fra Maria ed Elisabetta. – «Dio degli eserciti, visita questa vigna,
proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato, il germoglio che ti sei coltivato».
La vita che cresce, è una realtà. Domenica scorsa ti ho detto: “Gioisci, io suscito in te il conoscere; Gioisci, io suscito in te il volere; vengo come fonte di gioia; io sono in te la gioia; vi do la mia pace”. E tu senti che tutto questo è molto bello, entusiasmante. Ma può sembrare una pia ispirazione interiore, una illuminazione, piuttosto che una realtà in carne ed ossa. Ecco allora la mia realtà: sono nato da Maria di Nazaret; mediante lo Spirito e la fede sono venuto fisicamente, nella carne.
Io sono la vita: in te, come in grembo a Maria, vado per le strade del mondo. “In quei giorni”, dopo l’annuncio dell’Angelo, “Maria si mise in viaggio” in una direzione precisa: “verso la montagna”, da Nazaret verso la Giudea (km 150 – in tre gg). “In fretta” con animo pronto e generoso: Maria corrisponde alle parole che Dio le rivolge per bocca dell’Angelo. E’ la vera «arca» della vera presenza di Dio in viaggio verso Gerusalemme. – Per la fede della B.V. Maria, fa’ splendere il tuo volto e salvaci, Signore. Maria, che sei andata «in fretta» da Elisabetta, affrèttati ad aiutarci. Per questo di preghiamo.
In grembo a Maria e tramite lei faccio gioire Elisabetta e danzare Giovanni; così in te. Entrata nella casa di Zaccaria, Maria salutò Elisabetta. Il bambino sussultò nel suo grembo, Come una freccia in mano a un eroe, senza soffermarsi a salutare nessuno per via, Maria va diritta alla persona indicata, ad Elisabetta; non per verificare la parola di Dio, né per sciogliere un dubbio; ma per servire il Signore che comincia a realizzare il suo progetto. In Maria io sono il Salvatore atteso da Israele, presentato da Giovanni; vengo a liberare l’umanità dalle sofferenze, rappresentate da Elisabetta trasformata da sterile in madre. La casa è di Zaccaria, capofamiglia e sommo sacerdote; ma egli è muto. Anche lui come Maria aveva chiesto all’angelo: “Com’è possibile” avere un figlio?…; ma egli non l’aveva chiesto all’angelo con animo disposto ad obbedire, come Maria. Il dubbio lo ha paralizzato. Si scioglierà la sua lingua, canterà il “benedictus”; ma dopo avere riconosciuto l’iniziativa di Dio, che porta a compimento le sue promesse. Chi non accoglie il Signore che viene, deve attendere inerme il Signore quando ritorna. Maria, come arca santa, porta nel suo grembo il Signore. Giovanni Battista è il vero Davide che ‘danza’ per l’arrivo della vera ‘arca dell’Alleanza’ (Vedi 2 Sam. 6), Maria; quella era il segno, questa la realtà. – Per intercessione di Maria, aumenta la nostra fede, fa’ splendere il tuo volto e salvaci, Signore. Maria, che mossa dallo Spirito hai salutato Elisabetta: prega per noi. In grembo a te, come a Maria, io sono il Benedetto che suscita benedizione. Piena di Spirito Santo, Elisabetta riconosce la “benedetta”, Maria, e la proclama ‘beata’, perché ha creduto; la benedizione viene da Dio all’umanità e suscita in risposta la benedizione dall’umanità a Dio. Mentre mi porta come Madre del Signore in casa di Elisabetta, Maria le insegna come rispondere al Dono. Infatti “Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: La Madre del mio Signore viene a me!”. Sono in Maria e sono anche di Elisabetta; sono il Signore e sono carne che nasce da donna. Dio invisibile, mi rendo sensibile, palpabile; tutt’uno con me, Maria saluta: “Shalom”; la sua voce arriva all’orecchio di Elisabetta e al bambino nel suo grembo che risponde; si passa dalla fede alla danza. Ecco l’ordine sacramentale della Chiesa: Elisabetta non pecca contro lo Spirito Santo, non è mossa da invidia; ma si lascia riempire di lui e gode delle sue opere. Così solo lei vede come tutto rotea intorno al Figlio in grembo a Maria; solo lei sente che Giovanni Battista, come tutto l’antico testamento, è mio precursore; acquista senso da me, presente in Maria: come agisco in Maria e tramite Maria, così in ogni persona della storia; nulla faccio senza di te, senza la persona umana. – Perché godiamo delle opere di Dio, fa’ splendere il tuo volto e salvaci, Signore. Maria, perché al tuo saluto sussultiamo di gioia: prega per noi.
In grembo a Maria, tipo della Chiesa, illumino e nutro fratelli, sorelle e madri, come Maria. Già Elisabetta scopre che Dio l’ha fatta partecipe del suo amore creativo, e canta “a gran voce” il suo “benedicta”. Intuisce poi che deve essere avvenuto in Maria qualcosa di simile a quello che è avvenuto in lei, anzi in modo immensamente più profondo; comprende che Maria è benedetta per il suo “sì” all’invito divino, intuisce che è ‘beata’ perché fedele uditrice della parola del signore. Maria è Madre fisicamente e spiritualmente; la sua maternità fisica è inimitabile; la maternità spirituale di Maria è invece un esempio e un modello per tutti. – Fa’ splendere il tuo volto e salvaci, Signore. Maria, Madre del Signore: prega per noi.
La mia presenza nella carne aumenta la vita nei fedeli. “A che debbo che la madre del mio signore venga a me?”, esclama Elisabetta: chi accoglie lo Spirito Santo sa vedere e sa esprimere obiettivamente le cose come avvengono: Elisabetta intuisce che in Maria è avvenuto un passaggio dall’udito al grembo: “Beata colei che ha creduto..” e “Benedetto il frutto del tuo grembo”. Sa cantare il prefazio, le meraviglie di Dio: “Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo”. L’attualizzazione. Maria ed Elisabetta concepiscono nella fede, cioè con la mente e con il cuore. Maria anche nel grembo ed Elisabetta nel discernimento, che la rende capace di riconoscere e cantare l’operato di Dio in Maria. Allo stesso modo è dato a noi di cantare l’opera di Dio: nei singoli, come in Elisabetta; nella Comunità ecclesiale, a imitazione ancora di Elisabetta: saper vedere in Maria la fede in Dio, capace di adempiere le sue parole. Così anche noi, come Elisabetta, ci sentiamo oggetto del favore di Dio; sappiamo che esso ci viene dallo Spirito Santo, che ci fa sentire come “mio”, il “Signore”, Figlio di Maria. – Fa’ splendere il tuo volto e salvaci, Signore. Maria, Madre del nostro Signore: prega per noi.
Presente nella carne, rendo la carne di Maria e la tua, partecipe della mia lode al Padre. “L’anima mia magnifica il Signore”. “Egli ha guardato l’umiltà della sua serva”. Anche Maria ora esprime e rivela il suo intimo nel canto: é la prima lode del Figlio al Padre per bocca della Madre; non c’è uso migliore del nostro corpo, che quello di essere strumento di Gesù! Maria ora rivela lo spirito che l’ha guidata nel suo “correre in fretta” e nel “salutare” Elisabetta: alla fine dell’azione si conosce il principio che sta sin dall’inizio nell’intenzione. Ed eccolo: gioia e canto per la vitale presenza di Gesù. “L’anima mia magnifica il Signore; il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore”. Gesù=Salvatore in Maria, e Maria in Gesù. Elisabetta si era rivolta a Maria; ora Maria risponde al saluto di Elisabetta rivolgendosi a Dio: Maria indirizza a Dio le parole elogiative rivolte a lei. “Benedetta tu fra le donne”, ha detto Elisabetta; “L’anima mia magnifica il Signore”, risponde Maria; e rivela che anche quando entrata nella casa lei ha salutato la sua parente, rivolgendosi a lei forse pensava al suo Gesù=Salvatore. “L’anima mia magnifica il Signore”: è il canto di Maria, protratto nel tempo della chiesa; l’incontro visibile di due donne immerse nello Spirito Santo invisibile. E’ un incontro liturgico: due persone battezzate celebrano l’eucaristia di lode, benedizione e ringraziamento. Gesù è “immerso in Maria”, Maria è “immersa” in Dio; l’uno e l’altra si “immergono”, entrano in casa di Zaccaria. Anche Elisabetta e Giovanni sono “immersi” nello Spirito Santo. Un battesimo invisibile si manifesta nei segni di un incontro visibile, accompagnato dal “canto di ringraziamento e di lode”: Dio ‘guarda’, ‘parla’, ‘adempie’; Maria ‘crede’, ‘corre’, ‘esulta’. Elisabetta ne è coinvolta. I figli condividono l’animo delle Madri. – Anche per noi fa’ splendere il tuo volto e salvaci, Signore. Maria, gioiosa laudatrice del Signore: prega per noi.
Fà splendere il tuo volto e salvaci, Signore.
Credi al compimento delle parole del Signore: beatitudine e benedizione ti avvolgono.
Da te, Betlemme = casa-del-pane, mi uscirà Colui che deve essere il dominatore in Israele. Parola di Dio. A questa promessa Gesù risponde quando entra nel mondo dicendo al Padre: “Di me sta scritto nel rotolo del libro”; “mi hai dato un corpo, perché io faccia, o Dio, la tua volontà”. In un corpo la tua volontà. Alla promessa corrisponde il compimento. Dio si manifesta fedele. Anche l’umanità può gioire con canti di gioia come nei giorni di festa, insieme al suo Dio che gioisce per lei; perché è la prima volta, e d’ora in poi lo sarà per sempre: in Gesù, per Gesù e con Gesù, Verbo fatto carne, sale dalla terra al cielo una preghiera degna di Dio: nel mondo degli uomini è immessa una energia nuova, divina, in grado di rinnovare il mondo. E’ stato ristabilito il patto rotto tante volte dall’uomo, dall’Adam; ristabilito infinitamente meglio di prima: non è un ritorno all’indietro, ma un traguardo per l’uomo in avanti; con sicurezza di perenne ripresa sino alla fine. Il grande dominatore nella pace renderà grandemente gradito a Dio anche chi è piccolo come la Betlemme di Efrata, come l’umile Maria di Nazaret, perché su di lei Dio ha fatto splendere il suo volto. – Anche su noi tutti tu fai splendere il tuo volto e ci salvi, Signore! Maria, da te è uscito il Dominatore nella pace: insegnaci a corrispondervi.
Tutto in vista della mia incarnazione. Colei che deve partorire partorirà. Anche questo “deve” non è a caso e non è contro l’uomo; ma entra nel programma della benevolenza divina: i figli di Israele, e in genere gli uomini, saranno dispersi e schiavi, ma “fino a quando colei che deve partorire partorirà”. Anche il castigo non è gratuito, sbrigliato; bensì medicina di Dio per il suo figlio Israele: non sarà più lungo del puro necessario in vista del bene, del “ritorno”, della “riconciliazione”. Maria ha partorito, la Chiesa continua a partorire figli, fratelli del Signore Gesù, finché splende su tutti il volto di Dio, e Gesù sarò tutto in tutti. – Fa’ splendere il tuo volto e salvaci, Signore. Maria, che hai partorito il Cristo Figlio di Dio: prega per noi.
Egli starà là e pascerà. Egli sarà grande, Egli sarà la pace, Egli è l’Agnello di Dio. Per la prima volta un Pastore – Agnello secondo il cuore di Dio; sta in Maria l’Agnella, come nella comunità di cui è il Capo; sta sulla terra come in cielo dove governa con maestà, intercede con potenza, e da dove ci ha mandato lo Spirito Santo, la Forza creatrice del Padre e del Figlio. Con la grandezza di questo Figlio tutti i fedeli “abiteranno sicuri”, “fino agli estremi confini” del tempo e dello spazio: anche la morte non ne limita la “grandezza” di vita; anche il peccato è cancellato dal Dio fatto uomo. Egli è la pienezza della pace che noi raggiungeremo con la celebrazione della parola nel rito e nella vita. – Fa’ splendere il tuo volto e salvaci, Signore. Maria, Madre del bel Pastore e della pace: prega per noi.
Fà splendere il tuo volto e salvaci, Signore.
Credi al compimento delle parole del Signore: beatitudine e benedizione ti avvolgono.
Un corpo mi hai preparato. Gesù è entrato nel mondo incarnandosi nel grembo della Beata Vergine Maria. Egli ha spinto dall’intimo la Madre a “correre” e a “salutare” Elisabetta e Giovanni; e ha suscitato in loro la risposta piena di gioia. Egli è il Cristo mandato a sua volta nel mondo dal Padre per rendere gli uomini a sé “graditi e riconciliati”, come Gesù stesso dice: “O Dio, non hai gradito né olocausti, né sacrifici per il peccato”. L’incarnazione del Figlio è iniziativa del Padre a favore degli uomini, che altrimenti non possono salvarsi. L’incarnazione: prendere un corpo, Dio con un corpo, lo Spirito nel corpo, il Verbo incarnato, è l’offerta gradita: “Non hai voluto e non hai gradito sacrifici, un corpo invece mi hai preparato; “Ecco io vengo per fare la tua volontà”. L’incarnazione: il “Natale”, è l’inizio della pasqua, l’inizio della vita di Gesù sulla terra, tutta in relazione con il Padre, in continuazione della sua relazione in cielo. Questo è il Figlio che il Padre ha designato come “Messia” = Cristo: “Entrando nel mondo Egli dice.. “. Cristo è il suo Figlio, il nuovo dono che supera l’antico da sostituirlo, abolirlo. La nuova vita sulla terra; l’adempimento del programma di Dio, del Sogno di Dio “dai giorni più remoti”, prima della promessa fatta a Davide, fino dal principio presso Dio; e oltre la storia futura, fino alla fine presso Dio: da dove e fino a dove noi siamo incamminati dietro la vittima immacolata. – Fa’ splendere il tuo volto e salvaci, Signore. Maria, Madre del Cristo che si offre al Padre: prega per noi.
Voi siete stati santificati. La vostra santificazione è racchiusa nella volontà del Padre, eseguita già dalla mia vita di Cristo suo Figlio nel corpo di carne. “Per mezzo dell’offerta del mio corpo, fatta una volta per sempre”, la santificazione viene partecipata alla Chiesa, a ciascuno che vive in me, come Maria nell’incontro con Elisabetta: Per voi e per la vostra salvezza sono venuto nel mondo. – Fa’ splendere il tuo volto e salvaci, Signore. Maria, Madre del nostro Redentore: prega per noi.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica, per es. del Vers. Resp.:
Alleluia, viene in mezzo a noi il Dio della gioia,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
nato da donna, egli ha preso la nostra carne;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
egli ci trasforma in Cristo come il pane e il vino;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
ci rende offerta a te gradita: perenne cantico di lode;
intercessione: per tutti vivi e defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
nato da Maria Vergine per essere tutto in tutti;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria:
dalla nuova umanità ricreata in Cristo per lo Sp.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2);
contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es.: Il Dono:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: il dono, della fede nel semplice saluto quotidiano di pace;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: il dono, del Pastore divino che pasce Israele nell’umiltà;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: il dono, di Gesù Servo del Signore: “Ecco, io vengo…”;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: il dono, di Maria tipo della Chiesa: “Eccomi, sono la serva”;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: il dono, del perenne cantico di lode con Cristo in Dio.
Oppure contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es.: La maternità:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: aternità, di una donna come Anna, Elisabetta;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: maternità, di Dio, Pastore-Agnello d’Israele;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: maternità, di Maria che genera Gesù generato da sempre nel Padre, generato nel tempo in Maria;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: maternità, della Chiesa: nella celebrazione diciamo con Maria: “Sono la serva del Signore”;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: maternità, del Padre: nel suo seno torna il Figlio con tutta l’umanità.
Preghiamo:
O Padre, che non gradisci di cose, e per questo hai dato un corpo a Gesù che fa la tua volontà da vero Figlio di Dio e Figlio dell’uomo; dona alla Chiesa, a imitazione di Maria, una totale adesione al tuo volere. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).