22/06/2003 – CORPUS DOMINI – B – 2 dom. dopo Pent.- 2003
SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO
2ª domenica dopo pentecoste – Anno B – 22 Giugno 2003
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio
e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE
MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce della chiave, il versetto al vangelo:
Io sono il pane vivo disceso dal cielo, dice il Signore; chi mangia di questo pane vivrà in eterno.
Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa io grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s). “Nel corso di questa stessa memoria, la chiesa (ciascuno nella sua situazione) offre al Padre nello Spirito S. la vittima immacolata” (PNMR 55,f). Antifona alla Comunione: Prendete, questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza, dice il Signore. Alleluia.
Prendete, questo è il mio corpo, questo è il mio sangue, il sangue della nuova ed eterna alleanza.
Questo è il mio corpo. Tutto è in qualche modo corpo di Gesù. Paolo dice: “Tutto è stato fatto da lui, per mezzo di lui e in vista di lui” (). E’ corpo di Gesù la storia umana e religiosa d’Israele riempita della presenza di Gesù (vangelo), compimento dell’antica alleanza che Dio ha fatto con il suo popolo (prima lettura), in vista della sua nuova ed eterna alleanza con tutti gli uomini in Gesù unico Mediatore (seconda lettura). Venendo in noi Gesù dice: Oggi mi rendo presente in atto di donarvi me stesso in corpo e sangue: essere a vostro servizio fino all’estremo, superando difficoltà e tradimenti, perché ciascuno raggiunga lo stesso mio stato di amore e servizio per gli altri; nel simbolo del pane e vino che nutre corporalmente e spiritualmente. – Eccomi, sono tuo servo, Signore!
Il corpo e sangue di Gesù. E’ corpo di Gesù tutta la storia umana. E’ corpo di Gesù tutta la storia d’Israele che culmina nella pasqua ebraica. E’ vero corpo e sangue di Gesù il pane e il vino che Gesù trasforma in se stesso. Distinguiamo nel vangelo di oggi la storia umana, intravediamo la storia d’Israele che culmina nella pasqua ebraica, notiamo come Gesù riempie della sua presenza tutta la storia.
La storia umana corpo di Gesù.. La storia umana in questo vangelo è costituita da un gruppo di dodici con il loro maestro. Essi parlano fra di loro sul da farsi: di dove e come fare per esempio una festa. Il Maestro dispone mostrando di conoscere città, persone amiche, luoghi e situazioni. I discepoli eseguono riscontrando vere le disposizioni del maestro; questo accresce in loro la stima verso di lui. Preparato il pranzo, mangiano insieme. Il maestro come capo spezza e da loro pane e versa vino. Fa intuire che questo è il loro ultimo incontro. Finito il pranzo, escono verso il monte. Questa storia umana diventa serva di un’altra storia: essa offre simboli e riferimenti religiosi che riguardano la pasqua ebraica.
La storia religiosa corpo di Gesù. Il gruppo dei dodici sta con il loro maestro: nel primo giorno degli azzimi quando si immola la pasqua. Il maestro manda due discepoli in città presso persone che mostra di conoscere: in vista della pasqua. La conoscenza fra maestro e il padrone di casa: è in rapporto alla pasqua. Due discepoli sono mandati da Gesù: per preparare la pasqua; e in realtà non rimane loro molto da fare, perché Gesù stesso aveva già previsto tutto e aveva dato ai due le indicazioni corrispondenti. A pranzo: si atteggiano come chi compie un atto religioso. Pane e calice da consumare: per la celebrazione della pasqua ebraica, pronunziando la benedizione, rendendo grazie, cantando l’inno. Tutti gli aspetti della storia umana sono con riferimento religioso, e tutti questi riferimenti religiosi diventano a loro volta simbolo di una realtà superiore: sono riempiti della presenza di Gesù.
Gesù riempie della sua presenza tutta la storia. E’ Gesù che i discepoli interpellano per sapere dove preparare la pasqua; è volontà di Gesù il luogo dove preparare la pasqua; è di Gesù la pasqua da preparare: “Perché tu possa mangiare la pasqua; è Gesù che invia i discepoli;
è Gesù che sa dove e presso chi inviare i due discepoli; è Gesù che il padrone di casa conosce sotto il nome di “Maestro”; sono le intenzioni di Gesù che quel padrone conosce per cui subito risponde; è per la pasqua di Gesù con i suoi discepoli che il padrone di casa mette a disposizione la stanza; è per Gesù con i suoi discepoli che la “grande sala al piano superiore” è già pronta con i tappeti; è per Gesù con i discepoli che i due là hanno ordine di preparare; è per Gesù con i suoi discepoli che i due trovano tutto pronto e preparano la pasqua; è Gesù che prende il pane, pronunzia la benedizione, lo spezza, lo dà loro dicendo: “Questo è il mio corpo”, e quel pane è il corpo di Gesù, non è più il pane della pasqua ebraica; è Gesù che prende il calice della pasqua, rende grazie, lo dà loro dicendo: “Questo è il mio sangue”, e quel calice non è più la coppa della pasqua ebraica, ma il sangue di Gesù. L’alleanza di Dio con Israele si sanciva con il sangue di animali sacrificati; ora è Gesù che si dona come garante dell’alleanza fra Dio suo Padre e non solo Israele ma tutti gli uomini. Gesù stesso dichiara che questo suo dono è definitivo per un’alleanza nuova ed eterna. Detto questo, Gesù con i suoi canta l’inno di ringraziamento ed esce a realizzare ciò che ha dichiarato voler fare. Tutta la storia è fatta da lui e in vista di lui, per mezzo di lui: Gesù di Nazaret. Così la storia umana e la storia religiosa d’Israele è piena di Gesù, centro e senso di tutta la storia: Gesù seduto a tavola con i discepoli anticipa il dono di sé sulla croce dicendo sul pane: “Questo è il mio corpo”, e sul calice: “Questo è il mio sangue”; quando poi dice: “Il calice dell’alleanza”, rimanda indietro alle origini dell’alleanza sul Sinai, per dichiarare che è tutta nuova in Lui. – “A te offrirò sacrifici di lode e invocherò il nome del Signore”.
Gesù riempie la storia d’ogni persona. L’evangelista Marco vuol dire a ciascuna persona: questa è la tua realtà. Anche tu ora, come quei discepoli, non comprendi molto di te stesso e della tua storia; ma se vi ritorni sopra, confrontando tutto con le Scritture quotidiane e i sacramenti, come loro hanno potuto rivedere tutto alla luce della pasqua e della pentecoste, scoprirai come Gesù opera in te: un primo intervento, chiamandoti all’esistenza umana di ogni giorno con tutti i suoi connotati; un secondo intervento, mandandoti con qualche altro a preparare la pasqua di Gesù con i suoi discepoli; un terzo intervento, e scopri che non sei tu che vivi ma Cristo vive in te (Gal 2,20). In effetti: per i discepoli, quando tutto questo è avvenuto, forse loro erano semplicemente coscienti di vivere insieme a un bravo Maestro; si saranno sentiti un piccolo gruppo isolato che celebra la pasqua in una grande sala ben preparata; non avranno certo compreso le parole di Gesù: “Questo è il mio corpo”, “Questo è il mio sangue”, che cambiano il rito ebraico loro noto. Ma circa quarant’anni dopo l’evangelista Marco ci rivela la consapevolezza delle comunità alle quali indirizza il vangelo di Gesù. Ci dice che la tua storia come quella d’Israele è fatta da Dio per essere riempita di Gesù; quindi è incompleta, e noi stessi siamo imperfetti, finché non si vive in lui, come egli stesso ci ha predisposti ad essere. La grande vocazione è all’esistenza, e l’unica completezza è in Cristo Gesù. Questo vale per la comunità di Marco, per ogni persona e per ogni comunità di persone. Ogni attività umana è compenetrata del senso religioso, è vissuta in Cristo, è vista con l’occhio di Dio, cresce secondo il piano di Dio: la storia umana si trasforma di giorno in giorno in storia di salvezza per tutti. – Adempirò la volontà del Signore davanti a tutto il suo popolo.
Tu ci disseti, Signore, al calice della gioia.
Prendete, questo è il mio corpo, questo è il mio sangue, il sangue della nuova ed eterna alleanza.
Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza. La prima lettura sottolinea queste parole di Gesù che richiamano l’antica alleanza del Sinai tra Dio e Israele. Essa si era compiuta attraverso tre momenti successivi: la manifestazione di Dio al suo popolo (Es 19), la consegna del decalogo, “le dieci parole di Dio” (Es 20,1-21), come legge costituzionale, e il codice dell’alleanza (ampliamenti del decalogo: Es 20,22-23,33). E si era conchiusa e sancita solennemente con dei “sacrifici di comunione” (Es 24). La nuova ed eterna alleanza fra Dio e l’umanità si è pure compiuta attraverso tre momenti simili a quelli: una nuova, più profonda e universale manifestazione di Dio in Cristo (Me 1,10-11; 9,2-8); un decalogo riportato alla sua purezza e integrità, al suo “compimento” (Mt 5,17-48); e il nuovo codice delle beatitudini, della legge interiore, del “comandamento nuovo” dell’amore (Mt 5,1-12; 6-7; Gv 13,34-35; 15,10-17). Essa pure si è conclusa ed è stata solennemente sancita nel vero “sacrificio di comunione” nel Sangue di Cristo (Me 14,22-24; ecc.). – Il Signore provvede pienamente alla felicità del suo popolo.
Tu ci disseti, Signore, al calice della gioia.
Prendete, questo è il mio corpo, questo è il mio sangue, il sangue della nuova ed eterna alleanza.
Questo è il mio sangue, della nuova ed eterna alleanza. Mediatore dell’antica alleanza era Mosè. Gesù è il Mediatore e il Sommo sacerdote della nuova alleanza. Il sommo sacerdote una volta, entrando col sangue dell’espiazione nel Santo dei santi, scompariva dalla vista del popolo, ma era più che mai attivo nella sua opera di mediazione per il popolo. Cristo, entrato nella sua gloria (Le 24,26), offre per noi il suo sangue purificatore. Egli resta presso il Padre in una solidarietà attivissima a nostro riguardo: il suo sangue ha un potere infinito che veramente purifica e redime, assume le miserie e i sacrifici degli uomini di tutti i tempi, instaura la nuova alleanza e ha la forza di trarre con sé i redenti all’eredità eterna promessa da Dio. “Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?”. La risposa non cambia: ci invita a preparare la Pasqua lì dove incrociamo l’uomo d’oggi, nella nostra storia umana, con la brocca d’acqua (vuota!) tra le mani. Queste mani e la brocca vuota cercano una sorgente dove attingere per dissetarsi, sono fatte da lui in vista di lui, per mezzo di lui che dice: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna!” (Gv 6). – “Ecco il pane degli angeli, pne dei pellegrini, vero pane dei figli”.
Tu ci disseti, Signore, al calice della gioia.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica, per esempio del Vers. Resp., Tu ci disseti, Signore, al calice della gioia,.
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
che hai fatto Mediatore della nuova ed eterna alleanza;
attualizzazione: consacrazione Ora, Padre, manda lo Spirito:
Gesù è con noi nel mistero del corpo, del sangue e dei fratelli;
offerta: nostra in Cristo al Padre In noi, Padre, si offre a te Gesù:
dono perfetto della nuova alleanza, ci purifica, ci rende a te graditi;
intercessione: per tutti vivi defunti Tutti, Padre, accogli in Cristo:
fatti partecipi della cena dell’Agnello;
lode finale: esplosione dei sentimenti A te, Padre, ogni onore e gloria:
dall’umanità predisposta alla nuova ed eterna alleanza in Cristo.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., Il Nutrimento:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: il nutrimento, naturale del pane e del vino;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza il nutrimento, dell’alleanza di Dio con Israele;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: il nutrimento, della comunione di Gesù con il Padre;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: il nutrimento, dell’alleanza nuova nel corpo e sangue di Gesù;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. il nutrimento, della comunione di tutti in Cristo con il Padre.
Preghiamo:
O Padre, che ci hai donato il Figlio, pane vivo disceso dal cielo, perché mangiando viviamo in eterno; disseta tutti noi al calice della gioia. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).