23/05/2004 – T. PASQUALE – ANNO C – 7 DomAscens- 2004
7ª domenica di pasqua
ASCENSIONE DEL SIGNORE
Anno C – 23 Maggio 2004
Voi salite con me.
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE
MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce del vers. al vang.:
Andate e ammaestrate tutte le nazioni, dice il Signore. Ecco: io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo.
Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa io grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); così nel dialogo, alla comunione, mi dici chi sei e cosa fai oggi in noi (Antifona alla Comunione): Nel nome del Signore Gesù predicate a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati.
(Cogliamo il senso delle parole di Gesù alla Comunione confrontandole con il vang., I e II lettura).
Voi tutti salite con me. «Mentre li benediceva Gesù fu portato verso il cielo» (vangelo). Con la sua umanità Gesù «fu elevato in alto sotto i loro occhi» (prima lettura). «Dio l’ha fatto sedere nei cieli» (seconda lettura). Venendo in noi Gesù dice: Oggi mi rendo presente in atto di farvi entrare sempre più con me nella sfera della divinità, nella comunione con l’eterno; nel simbolo del «salire», cioè di una traiettoria verticale, come se in alto si trovi tutto il bene e in basso tutto il male. Un’antica simbologia umana, presente anche nella bibbia, colloca in alto, nel «cielo» ciò che è migliore; e in basso, nella distesa orizzontale del nostro mondo pone il male o la morte («inferi»). L’Ascensione, quindi, come tutta la storia dell’incontro dell’uomo con Dio, è espresso in un linguaggio che è come un involucro esterno spaziale: Dio «scende» dal cielo, parla all’uomo, e alla fine «sale» al cielo con l’uomo. Questo è il modo di esprimersi. Il contenuto, invece, del simbolo consiste in una «ascensione» che è una «crescita», come di un chicco di grano dal seme alla spiga piena; crescita dei vari aspetti della realtà, dal minimo al massimo, fino al pieno inserimento dell’uomo mortale nella vita di Dio in Gesù. – «Applaudite, popoli tutti», che vivete in un continuo progresso verso la piena realizzazione del Bene: «acclamate Dio con voci di gioia».
Voi salite con me: ascoltando la mia parola, testimoniandomi nella vostra vita. «Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme». Il primo aspetto dell’ascensione o della «crescita» come un seme sta nella storia. «Così sta scritto», cioè questo è il senso di tutta la storia biblica: Gesù è il centro. “Il Cristo dovrà”, cioè tutta la storia poggia su un “dovere” di amore di Dio verso tutti. “Conversione e perdono”, cioè tutta la storia è rivelazione del condono di Dio che gli uomini possono usufruire cambiando mentalità e perdonandosi a vicenda. Due cose quindi si effettuano nella storia. La prima: all’Ascensione Gesù si presenta come centro della storia che in lui raggiunge il suo culmine divino: risuscitando e salendo al cielo Gesù non torna indietro dalla morte alla vita precedente sulla terra, ma entra nel cielo stesso, nella sfera di Dio, non più inferiore al Padre anche come uomo. La seconda cosa: all’ascensione di Gesù il progresso umano raggiunge in Gesù il suo apice: oltre Gesù risuscitato e asceso in cielo non si va; tutti gli uomini sono preordinati a giungere fino a Gesù; in lui tutta l’umanità, potenzialmente già «assunta» in cielo, cresce a sua somiglianza nell’esistenza che le è concessa sulla terra.
Tutto è da Gesù, tutto è in vista di Gesù, tutto si realizza in Gesù. Dice s. Paolo: «Per noi c’è un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene e noi siamo per lui; e un solo Signore Gesù Cristo, in virtù del quale esistono tutte le cose e noi esistiamo per lui» (1Cor 8,6). E più precisamente: «Per mezzo di lui (Gesù) sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui. Egli è anche il capo del corpo, cioè della Chiesa (tutta l’umanità); il principio, il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, per ottenere il primato su tutte le cose. Perché piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli» (Col 1,16-20). Ancora per bocca di Paolo noi tutti, credenti in Gesù, acclamiamo: «Noi “rendiamo continuamente grazie” a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo (rendere grazie: eucharìzein = fare eucaristia, quindi facciamo “continuamente” eucaristia), nelle nostre “preghiere” per voi (tutte le preghiere si concentrano nel “rendere grazie” o fare eucaristia), per le notizie ricevute della vostra “fede” in Cristo Gesù (fede = “vita di adesione” a Gesù), e della “carità che avete verso tutti i santi” (cioè, gioiamo che tutti sono chiamati all’esistenza da Dio per amore, e sono “santi”, cioè riservati a Dio), in vista della “speranza che vi attende nei cieli” (crescita o ascensione). Di questa “speranza” voi avete già udito l’annunzio dalla parola di verità del vangelo che è giunto a voi: come in tutto il mondo fruttifica e si sviluppa, così anche fra voi» (Col 1,3-6).
Il Secondo aspetto dell’ascensione o della «crescita», come di una massa di pasta elevata da una po’ di lievito (Gesù), sta nelle persone umane che accolgono e trasmettono Gesù, che dice: «Di questo voi siete testimoni»: siete testimoni, cioè, della mia morte e risurrezione prevista dalle Scritture; della conversione in vista del perdono reciproco dei peccati; della missione a tutte le nazioni a cominciare da Gerusalemme; del vostro compito di missionari = testimoni; della venuta dello Spirito Santo, forza e sostegno di tutto, in particolare di voi testimoni. Così io tramite voi continuo la mia missione nel tempo della Chiesa: io vi faccio testimoni-annunciatori della mia redenzione, perché il regno di Dio, arrivato con me a Gerusalemme, è partecipato a voi, e tramite voi è comunicato agli altri; cresce così da una persona all’altra fino a tutte le persone di tutti i tempi: è la “Tradizione Vivente”, cioè la crescita o ascensione dell’immagine di Gesù in ogni persona fino alla somiglianza di Gesù che dona se stesso, muore e risorge per un’altra persona umana, secondo il progetto: “Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”, finché io «ascendo» in tutti i cuori. Ascensione è Crescita di tutto l’essere umano e della consapevolezza di questa realtà in tutti gli uomini. .
Voi salite con me: vi faccio ardere e aprire il cuore. «Mentre li benediceva fu portato verso il cielo. Essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia». Io ti “benedico” e tu “Sali” fin a compenetrare il progetto che si realizza nella mia passione: cioè, in intima comunione con il Padre scendo nella tua umanità, e con te risalgo nel seno del Padre. Quando Paolo, come ogni fedele (cfr Atti 2,37), “sale” fino a capirmi, riceve un cuore trafitto, scopre il segreto nascosto: scopre la chiave di tutti gli interventi di Dio nel mondo; adora, gioisce: diventa testimone del regno di Dio in me, della mia risurrezione dopo una passione umiliante fino alla morte. Anche tu lodi e gioisci così, perché mi separo dal tempo e dallo spazio per essere presente nel tempo e nello spazio di ogni fedele; lodi e gioisci per la mia piena Signoria su tutto e su tutti; e anche perché sale o cresce la tua signoria su tutto: è una prova, questa, di missione autentica, di vero insegnamento, di morte provvidenziale; vita sicura per tutta la storia degli uomini. Io entro nella gloria, lo Spirito può essere effuso, il passato è reso presente. Tornando alla tua realtà quotidiana, la vedi con l’occhio di Dio: vedi il mio corpo come vero tempio della nuova Gerusalemme: all’inizio Zaccaria entrava nel tempio, incensava l’altare una volta all’anno; tu ora stai sempre nel tempio del mio corpo, e innalzi a Dio l’incenso della lode. – “Dio regna sui popoli, Dio siede sul suo trono santo”, che è il cuore di ogni persona.
Ascendiamo con te, Signore, tra canti di gioia.
Voi salite con me: nello stesso Spirito Santo. «Gesù fece e insegnò dal principio fino al giorno in cui fu assunto in cielo». L’Ascensione di Gesù culmina la “parabola” della sua vita terrena. Nello Spirito Santo noi celebriamo la sua venuta nel nostro tempo con l’avvento, la sua nascita a natale, il suo percorso terreno fino alla passione e morte con la gioia della resurrezione seguita da un breve tempo di contatto con i suoi discepoli a pasqua, e ora celebriamo il congedo finale: l’ascensione in cielo. Mediante la celebrazione Gesù fa salire anche noi con lui, perché quanto del nostro Redentore era visibile passa sotto i segni sacramentali: l’insegnamento della sua parola prende il posto della visione, la fede in noi si fa più forte, i nostri cuori sono pieni della luce divina, siamo presi dall’efficacia della sua azione. – Accogliamo e continuiamo nella nostra vita la tua vita sulla terra, Signore Gesù: tutti siamo chiamati come i discepoli a salire nella nostra esistenza fino alla tua gloria.
Voi salite con me: sperimentando la mia risurrezione. «Gesù si mostrò ad essi vivo dopo la passione. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme». Era morto, si mostra vivo; lo vedono, constatano la sua risurrezione corporea. “Quaranta giorni” è il tempo necessario e sufficiente per “salire” fino a lui: riconoscere e testimoniare che il regno di Dio, la vera redenzione definitiva, promessa da lui, si attua nella sia vita, morte, risurrezione ed effusione dello Spirito; e su di noi, come su tutti i fedeli (vedi Cornelio, Atti 10,17-43), secondo le parole di Pietro al primo concilio ecumenico in Gerusalemme: “Dio, che conosce i cuori, ha reso testimonianza in loro favore (cioè dei non ebrei) concedendo anche a loro lo Spirito Santo, come a noi; e non ha fatto nessuna discriminazione tra noi e loro, purificandone i cuori con la fede” (Atti 5,8s). – “Applaudite, popoli tutti, acclamate Dio con voci di gioia”.
Voi salite con me: fino a rappresentarmi. «Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: “Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?”». L’uomo fatto salire o crescere di diritto fino a Dio, pensa alle cose carnali = della terra: prenderà coscienza della propria realtà e crescerà gradualmente nella «sua storia». «Ma Gesù rispose: “Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra». Saliti fino a conoscere me e ad essere testimoni della mia vita, ora dovete “salire” fino alla capacità di testimoniarmi alle genti; non una nuova restaurazione d’Israele come dopo l’esilio, né in un tempo che «spetta a voi» conoscere; ma l’azione divina che annunciate sarà manifesta da fenomeni carismatici dello Spirito che scende su di voi; con il suo stimolo e sostegno voi «testimonierete» con la vita la mia risurrezione. Gli eventi salvifici della mia vita, come sono avvenuti in Gerusalemme, raggiungeranno i confini della terra, oltrepassando barriere sociali e razziali. – «Popoli tutti, acclamate Dio con voci di gioia».
Voi salite con me: crescete nel vostro vivere quotidiano. «Perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, assunto fino al cielo, tornerà allo stesso modo». Come non siete più schiavi d’un regno d’Israele, cioè di cose materiali, così non siate schiavi di misticismo, cioè di cose dell’altro mondo. Voi che mi siete stati vicino fino a questo momento, del commiato di un Dio sulla terra, «salite» nel vostro vivere quotidiano: «testimoniate» che io, il Risorto, pienamente glorificato presso il Padre, non più visibile, sono tuttavia visibile e vivo in voi, mentre siete occupate delle cose di questo mondo: d’ora in poi sono visibile nell’annunzio del vostro agire e del vostro parlare senza condanne, ma immergendo = battezzando ogni persona nella misericordia di Dio. Così «ritorno», raggiungo ognuno fino ad essere tutto in tutti, mi rivelo con segni di potenza. – Come ti abbiamo visto, Signore, ritorni.
Ascende il Signore tra canti di gioia.
Voi salite con me: tramite questa mia umanità. «Cristo è entrato nel cielo, offrendo se stesso in nostro favore». Con l’ascensione Gesù ci ha aperto una via nuova e unica al santuario celeste, alla vita di Dio; il suo corpo asceso è la via, lo strumento di accesso, nuovo e unico per tutti gli uomini: con la sua vita interamente dedita al Padre nella sua carne, noi, nella nostra carne che Gesù ha assunto, siamo introdotti una volta per sempre nella permanente intimità con Dio, Padre di Gesù e Padre nostro. Paolo esprime questo con le parole: «Voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte» (1Cor 12,27); ossia, ciascuno per la natura umana assunta da Gesù e per lo Spirito Santo che è con noi sulla terra. Il corpo di Gesù e lo Spirito sono contemporaneamente in cielo e qui con noi. Cristo è venuto e ha portato lo Spirito Santo; Cristo è asceso e ha portato con sé il nostro corpo. Stupenda economia di Dio! – «O Signore nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra! Sopra i cieli si innalza la tua magnificenza» (Salmo 8,2).
Voi salite con me: siete assunti quanti aderite a me. «Cristo apparirà a coloro che l’aspettano per la loro salvezza». Con Gesù, dietro a Gesù si muove tutta la comunità credente; s’incammina sulla via nuova, vivente che Gesù ha inaugurato in vista della piena liberazione: la prima a seguirlo, assunta dalla sua ascensione, è la Maria, la Madre di Gesù, tipo e modello della Chiesa, di tutta l’umanità chiamata a trasformazione nella fede e nell’amore. Nella solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria acclamiamo: «In lei, primizia e immagine della Chiesa (dell’umanità), hai rivelato il compimento del mistero di salvezza e hai fatto risplendere per il tuo popolo, pellegrino sulla terra, un segno di consolazione e di sicura speranza» (15 agosto: prefazio).
Voi salite con me: riconoscete in me la vostra stessa carne. «Accostiamoci con cuore sincero in pienezza di fede al nuovo Santuario». A Gesù è dato ogni potere nella casa di Dio. Immersi in lui, siamo purificati, illuminati, santificati dal suo Spirito, ci è dato di accedere liberamente alla sua gloria. Tutte le nazioni, popoli che camminavano nelle tenebre, vedono una grande luce (Is 9,1). Paolo riconosce il compimento di questa profezia e dice: “Ora egli vi ha riconciliati per mezzo della morte del suo corpo di carne, per presentarvi santi, immacolati e irreprensibili al suo cospetto” (col 1,22). “In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità” (Ef 1,4); “perché siate irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione perversa e degenere, nella quale dovete splendere come astri nel mondo, tenendo alta la parola di vita” (Fil 1,13-16). – Appaiono davanti a te, Signore Gesù, ogni tipo e razza di persone, quanti ti accolgono, rei e forestieri, resi santi e immacolati al tuo cospetto nell’Amore. Abbiamo in cielo la caparra della nostra vita: siamo stati assunti insieme a Cristo.
Voi salite con me, realizzate appieno la vostra personalità. «E’ fedele Coli che ha promesso». In attesa d’incontrare a viso scoperto il tuo Signore, vivi in comunione con me nella gioia della benedizione: compiuta in Gerusalemme, la realizzo ininterrottamente nella tua vita di adesione a me.
Ascende il Signore tra canti di gioia.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Vers. Resp.:
Ascende il Signore tra canti di gioia,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
ascendendo al cielo, c’innalza accanto a te;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
che rende realmente presente il Cristo invisibile;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
che per noi si è offerto una volta per sempre;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
assunti nella sua ascensione corporale;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
dall’umanità innalzata fino a te nella gloria per Cristo nello Spirito Santo.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., L’ascensione:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: ascensione, d’un gruppo di uomini verso una meta;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza ascensione, d’Israele con gioia da schiavo a libero;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: ascensione, di Gesù con il suo corpo al cielo;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: ascensione, dei credenti assunti da Gesù mentre sale;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. ascensione, di tutta l’umanità innalzata nella gloria.
Preghiamo: O Padre, che in Cristo, sempre con noi tutti i giorni, sino alla fine del mondo, ci mandi ad ammaestrare tutte le nazioni; fa’ che tutti ascendiamo con lui tra canti di gioia.concedi. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).
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LA PAROLA A PAROLE MIE
Vedi il testo nel messalino: tempo pasquale, 7ª domenica di pasqua – C.
Ascensione del Signore
Frase-chiave delle letture:
VOI SALITE CON ME.
Vangelo (Luca 24,46-53)
Dopo essere apparso tante volte ai suoi discepoli, Gesù li salutò dicendo: “Ora devo tornare in cielo e VOI SALITE CON ME. Io infatti, sono Figlio del cielo; e non vi lascio soli. Abbiate pazienza e presto scenderà su di voi lo Spirito Santo, che vi darà tanto coraggio. Ve lo prometto: Lui vi darà la forza di portare la mia bellanotizia in tutto il mondo, perché TUTTI DEVONO SALIRE CON ME. Poi imboccò la strada verso la città di Betània. Li abbracciò forte uno per uno. E salì in cielo. Tutti lo salutarono, commossi e felici, perché sapevano di SALIRE CON LUI. Poi tornarono a Gerusalemme, traboccanti di felicità. E si misero a frequentare il tempio con gioia ed assiduità, certi che un giorno lo avrebbero riabbracciato, e sarebbero diventati come lui, figli del cielo, ASSUNTI DA LUI NELLA GLORIA!
Prima lettura (dagli Atti degli Apostoli 1,1-11)
Dopo la sua morte, per quaranta giorni Gesù apparve ai suoi discepoli, vivo. Alla fine li salutò dicendo: Ora per me è giunto il momento di tornare in cielo, da mio Padre. Io infatti, sono Figlio del cielo. Ma non vi lascerò soli. Presto scenderà su di voi lo Spirito Santo, che vi darà tanto coraggio. Così potrete portare la mia bellanotizia su tutta la terra, perché TUTTI DEVONO SALIRE CON ME. Detto questo, salì in cielo e scomparve. I discepoli stavano ancora guardando in alto, incantati, quando due angeli esclamarono: Perché avete la testa fra le nuvole? Tenete i piedi per terra. Svolgete la vostra missione COME CHI E’ SALITO CON LUI. Ed anche voi diventerete figli del cielo!”.
Seconda lettura (Ebrei 9,24-28 ; 10,19-23)
Gesù è salito in cielo, perché quella è la sua casa. Come un sacerdote prega in chiesa, lui prega per noi dal cielo per tutti i fratelli che devono SALIRE CON LUI. Cristo infatti è venuto sulla terra, per indicarci la via del cielo. Ed ora si trova lì, a prepararci un posto. Amatelo con sincerità, affidatevi completamente a Lui: ed anche voi diventerete figli del cielo, perché SIETE PREDISPOSTI A SALIRE CON LUI.
Salmo responsoriale (Salmo 46/47 )
Applaudite tutti il Signore, battete le mani a Dio che sale in cielo. Gesù è il nostro re, egli prende posto sul suo trono, e governa con amore la terra, dall’alto del suo cielo, dove vi attende, e da dove vi manda lo Spirito che VI FA SALIRE CON LUI NELLA GLORIA.