23/10/2005 – T. ORDINARIO – ANNO A – 30 DOMENICA – 2005
Preparazione alla celebrazione della messa.
30ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno A – 23 Ottobre 2005
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…!
Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti
(Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).
TESTI e MEDITAZIONE
TESTI
Antifona d’Ingresso. Sal 104,3-4
Gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto.
Colletta
Dio onnipotente ed eterno, accresci in noi la fede, la speranza e la carità, e perché possiamo ottenere ciò che prometti, fà che amiamo ciò che comandi. Per il nostro Signore…
Anno A:
O Padre, che fai ogni cosa per amore e sei la più sicura difesa degli umili e dei poveri, donaci un cuore libero da tutti gli idoli, per servire te solo e amare i fratelli secondo lo Spirito del tuo Figlio, facendo del suo comandamento nuovo l’unica legge della vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura. Es 22,20-26
Se maltratterete la vedova e l’orfano, la mia collera si accenderà contro di voi.
DAL LIBRO DELL’ESODO
Così dice il Signore: «Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri nel paese d’Egitto.
Non maltratterai la vedova o l’orfano. Se tu lo maltratti, quando invocherà da me l’aiuto, io ascolterò il suo grido, la mia collera si accenderà e vi farò morire di spada: le vostre mogli saranno vedove e i vostri figli orfani.
Se tu presti denaro a qualcuno del mio popolo, all’indigente che sta con te, non ti comporterai con lui da usuraio: voi non dovete imporgli alcun interesse.
Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo renderai al tramonto del sole, perché è la sua sola coperta, è il mantello per la sua pelle; come potrebbe coprirsi dormendo? Altrimenti, quando invocherà da me l’aiuto, io ascolterò il suo grido, perché io sono pietoso».
Salmo Responsoriale Dal Salmo 17
TI AMO, SIGNORE, MIA FORZA.
Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore,
mio Dio, mia rupe, in cui trovo riparo;
mio scudo e baluardo, mia potente salvezza.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.
Viva il Signore e benedetta la mia rupe,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Seconda Lettura. 1 Ts 1,5c-10
Vi siete convertiti, allontanandovi dagli idoli, per servire al Dio vivo e vero e attendere dai cieli il suo Figlio
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI TESSALONICESI
Fratelli, ben sapete come ci siamo comportati in mezzo a voi per il vostro bene.
E voi siete diventati imitatori nostri e del Signore, avendo accolto la parola con la gioia dello Spirito Santo anche in mezzo a grande tribolazione, così da diventare modello a tutti i credenti che sono nella Macedonia e nell’Acaia.
Infatti la parola del Signore riecheggia per mezzo vostro non soltanto in Macedonia e nell’Acaia, ma la fama della vostra fede in Dio si è diffusa dappertutto, di modo che non abbiamo più bisogno di parlarne.
Sono loro infatti a parlare di noi, dicendo come noi siamo venuti in mezzo a voi e come vi siete convertiti a Dio, allontanandovi dagli idoli, per servire al Dio vivo e vero e attendere dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, Gesù, che ci libera dall’ira ventura.
Canto al Vangelo. Cf Mt 11,25
ALLELUIA, ALLELUIA.
Benedetto sei tu, Padre, Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del regno dei cieli.
ALLELUIA.
Vangelo Mt 22,34-40
Amerai il Signore Dio tuo e il prossimo come te stesso.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, i farisei, udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?».
Gli rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».
Sulle Offerte.
Guarda, Signore, i doni che ti presentiamo: quest’offerta, espressione del nostro servizio sacerdotale, salga fino a te e renda gloria al tuo nome. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla Comunione. Sal 19,6
Esulteremo per la tua salvezza
e gioiremo nel nome del Signore, nostro Dio.
Oppure: Ef 5,2
Cristo ci ha amati:
per noi ha sacrificato se stesso, offrendosi a Dio
in sacrificio di soave profumo.
Anno A: Mt 22,37
«Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore,
con tutta la tua anima e con tutta la tua mente».
Dopo la Comunione.
Signore, questo sacramento della nostra fede compia in noi ciò che esprime e ci ottenga il possesso delle realtà eterne, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.
===========================================================
MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant.Com.), con il dono di se stesso, attua in noi il messaggio dei testi biblici (vedi 27/10/2002 – TEMPO ORDINARIO – 30ª DOMENICA – ANNO A); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (vedi «criteri di meditazione» 15/08/2005).
Messaggio della Parola:
DIO SUSCITA, CUSTODISCE E RAVVIVA IN OGNI PERSONA UMANA
LA SUA VITA DI AMORE.
Messaggio che ispira e attua Celebrazione e Vita.
1°. RITI D’INTRODUZIONE.
Gioisca il cuore di chi cerca il Signore, che si è rivelato a chi l’ascolta: Sei tu, Signore, che vieni, entri, ci parli e ci cerchi per primo, suscitando in noi la ricerca di te. Cercate il Signore che si fa cercare con la sua potenza, cercate sempre il suo volto (cf Canto d’ingresso).
Signore, aiutaci a riconoscerti, ad amarti e a servirti nei nostri fratelli. Signore, pietà.
“O Padre, che fai ogni cosa per amore e sei la più sicura difesa degli umili e dei poveri, donaci un cuore libero da tutti gli idoli dei nostri interessi che ci spingono a tentarti; fa’ che serviamo te solo e amiamo i fratelli secondo lo Spirito del tuo Figlio, facendo del suo comandamento nuovo l’unica legge della vita. Per Cristo nostro Signore (cf colletta, con l’Amen della partecipazione dei fedeli).
2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Lo Spirito ci dispone ad ascoltare la Parola. E Gesù dice al riguardo: Oggi si attua la Scrittura che udite con i vostri orecchi. – Richiamiamo la Parola, aderiamo a quanto oggi lo Spirito attua in noi.
CRISTO INCARNA IL PRIMATO DELL’AMORE DI DIO E DEL PROSSIMO.
Nel vangelo (Mt 22,34?40) sembra ci sia una «domanda – risposta» come nel catechismo. Domanda: «Qual è il più grande comandamento della legge?». Risposta: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze (compresa la mente). Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti», cioè tutta la sacra Scrittura.
Ma non è una semplice «domanda – risposta» intellettuale, bensì un rapporto fra due persone, anzi fra un uomo tentatore, il dottore della legge, che chiama Gesù: “Maestro”, e un tentato, il Maestro Gesù di Nazaret che gli risponde. È un rapporto di un uomo con Dio in Gesù.
Che alcuni abbiano cercato e trovato o meno il primo e più importante comandamento, mi può interessare come una curiosità intellettuale, e posso fare delle considerazioni, per esempio: Se qualcuno comandasse di amare Dio e gli altri, potrebbe essere una bella convenzione con un buon risultato di pace in tutto il mondo se tutti d’accordo lo si facesse. Ma un uomo non può obbligare ad amore! È impossibile stabilire uno scopo che includa tutto e spinga tutti ad amarlo. Non si può immaginare che tutti abbiano la forza di osservare un amore con tutte le prescrizioni che comporta. Nel migliore dei casi avremmo che tutte le persone al mondo sarebbero occupate a pensare ogni momento: Ma che comando o prescrizione devo adempiere ora? Si creerebbe un vivere arido, impersonale, basato su cose da fare.
Se invece io mi avvicino e interrogo qualcuno, sia pure «per metterlo alla prova», come ha fatto «il dottore della legge», dicendo: «Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?», rimango molto colpito quando questo Maestro, Gesù, sapendo che io lo metto alla prova, lui non ci bada, e mi risponde subito schiettamente: Amare Dio con tutto te stesso. E amare il prossimo come te stesso. Questo è tutto.
Posso non conoscere Dio, ma vedo come quel Maestro Gesù accoglie e ama me, intuisco come lui possa essere tutt’uno con il suo Dio, e da come mi accoglie, facendomi sentire a mio agio, intuisco anche l’accoglienza totale e reciproca fra il Maestro Gesù e Dio suo Padre. Davanti a Gesù che ho messo alla prova non sono occupato a osservare qualche comando o prescrizione, rimango semplicemente affascinato dal suo comportamento, dalla sua persona, dalle sue parole: dal suo amore. Mi sento personalmente coinvolto non solo con la mente, ma con l’affetto, la simpatia, tutta la mia sensibilità che mi fa preferire un tale rapporto a tutte le mie idee e i miei interessi particolari.
Se poi non un singolo fatto o detto di Gesù, ma tutta la sua persona e la sua vita testimoniano che egli si è lasciato guidare esistenzialmente dall’amore incondizionato verso il Padre suo e verso i più umili e bisognosi dei fratelli, allora sono attirato a seguirlo. E imparo a conoscere Gesù, la sua singolarità che lo distanzia da qualunque uomo.
Conosco Gesù vero Dio e vero uomo, Gesù che non solo cita l’Antico Testamento, ma soddisfa il mio bisogno vitale: che l’amore di Dio e del prossimo sia proprio il pensiero stesso di Dio, anzi, sia la vita stessa di Dio partecipata a ogni persona umana. Amare Dio e il prossimo allora non è un semplice precetto o prescrizione impersonale, massimo di tutti i precetti, come conclusione di un ragionamento umano; ma è la suprema ispirazione, è la guida dell’esistenza, nell’universo e in ogni persona, garantite dal Signore Gesù con la sua piena autorità, nei fatti e nelle parole.
Certo, anche la mente umana può scoprire l’amore come realtà fondamentale della vita. Ma solo da Gesù esce la forza che trasforma questa scoperta in comandamento di Dio, l’unico, non imposto ma proposto: comandamento che è offerta di vita divina, guida e ispirazione di tutte e singole le nostre azioni, in ogni circostanza della vita. Amore di Dio e del prossimo incarnato in Gesù, e che da Gesù cioè dall’alto può discendere fino a noi, resi aperti a lui, come singoli e come comunità. L’amore di Dio allora diventa amore per gli altri nell’amore di Dio, che si riversa sugli altri come su di me. Amore per gli altri non fuori di Gesù né più di Gesù ma in Gesù: l’amore per gli altri allora è amore di Dio e di Gesù, perché gli altri sono visti in Dio e in Gesù. Ti trovi dentro una storia di amore di Dio per l’uomo, che come ti raggiunge e ti fa grazia, raggiunge e fa grazia agli altri: ti appartengono e tu li ami come tuo corpo. Ci raggiunge un’offerta di amore con passione cordiale, anelito e desiderio che ci muove dal di dentro e ci comunicae la possibilità di viverlo.
“QUANDO UN BISOGNOSO INVOCA DA ME AIUTO, IO ASCOLTERÒ IL SUO GRIDO».
Le prescrizioni che seguono le dieci Parole o comandamenti, prescrizioni redatte in un secondo momento, molto tempo dopo l’uscita dall’Egitto, confermano che il comandamento dell’Amore non è un precetto morale, ma è Dio stesso, vigile e attento custode delle sue creature. Dal momento che precisano il senso e le applicazioni concrete dei comandamenti impressi sulle “tavole della legge” al Sinai, queste prescrizioni, considerate come date da Mosè per ordine di Dio, riflettono l’agire di Dio tramite il suo servo Mosè: e tramite il nostro agire. È Dio che parla e ci chiede conto se il suo agire tramite noi giunge a destinazione, cioè ai bisognosi. In caso contrario, interviene lui stesso.
“Voi siete stati forestieri nel paese d’Egitto” (Prima lettura: Esodo 22,20-26) e io vi ho liberati. Avete sperimentato come ho avuto comprensione e compassione di voi, e come sono stato solidale nei vostri riguardi. Allo stesso modo siate ospitali verso gli altri, in particolare verso quanti si trovano nella necessità. Secondo tale criterio deve essere regolato ogni rapporto tra uomini. In segno della mia presenza, piena di premura e amore verso coloro che sono privi di difesa, come il forestiero, la vedova e l’orfano, voi non li maltrattate, ma presterete loro denaro senza interessi, restituirete pegno e mantello. Se voi così non vi comportate, essi invocheranno da me l’aiuto e io ascolterò il loro grido, perché io sono il loro avvocato e difensore, sono clan o famiglia per i forestieri, marito delle vedove, padre degli orfani: sarò il loro «vendicatore e riscatto o redentore = g’l». Secondo la mia misericordia, applicherò la legge del taglione, rispettando il «Codice di Alleanza» (cf Es 21,23-23,33): chi non rispetta l’orfano, sarà orfano, eccetera, che a sua volta m’invocherà e io lo esaudirò, perché le mie leggi non sono semplici norme da osservare, ma relazioni personali con me.
E per voi, membri di questa assemblea, come per la comunità di Matteo, io sono presente in Cristo Gesù, e vi parlo in Cristo, mio Figlio amatissimo.
TI AMO, SIGNORE, MIA FORZA (Salmo responsoriale: Salmo 17,3-4.47).
È la risposta di Gesù al Padre. E continua a risuonare nell’acclamazione dell’assemblea celebrante:
“Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore, mio Dio, mia rupe, in cui trovo riparo; mio scudo e baluardo, mia potente salvezza”. “Viva il Signore e benedetta la mia rupe, sia esaltato il Dio della mia salvezza”.
“VOI SIETE DIVENTATI IMITATORI NOSTRI E DEL SIGNORE,
avendo accolto la parola con la gioia dello Spirito Santo” (Seconda lettura: 1Ts 1,5-10). «Imitatori del Signore». C’è un ordine quindi da rispettare: prima si ama e si imita il Signore, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. L’apertura alla Parola, che ci rivela l’amore di Dio per noi, è l’atteggiamento di fondo che regge tutto l’edificio interiore. Credere è accogliere “con la gioia dello Spirito Santo” la parola del “Dio vivo e vero”, portata al suo pieno compimento dal Figlio, il Verbo fatto carne, e metterla in pratica in tutte le circostanze della vita quotidiana. Prima di tutto si accoglie in tutta semplicità e gratitudine l’amore di Dio per noi.
Poi si ama il prossimo, percepito come un corpo solo con noi, dentro l’unico amore di Dio per l’uomo, in Cristo. Nel prossimo infatti dobbiamo vedere il Cristo, ma senza preferire nostro padre o nostra madre o i nostri figli all’amore di Cristo. Quindi l’amore del prossimo è simile al primo, cioè all’amore per Dio, perché comanda di amare il Figlio come il Padre” (cf s. Ilario, su Mt 22,38-39).
Formiamo un tutt’uno con il Figlio. Ci possiamo aprire all’amore di Dio solo perché l’amore di Cristo si rivela e si riversa nel nostro cuore. Possiamo dire con Gesù, il piccolo per eccellenza: “Benedetto sei tu, Padre, Signore del cielo e della terra, perché ai piccoli hai rivelato i misteri del regno dei cieli” (Mt 11,25: versetto al vangelo). Gesù è il vero piccolo che non si riserva nulla.
Allora possiamo rivolgerci gli uni agli altri, come Paolo ai tessalonicesi: Cari amici, ho saputo che molti nella vostra città amano Gesù Cristo, e vivono come Lui ci ha insegnato, cioè con amore, umiltà e coraggio. Sono davvero orgoglioso di voi, perché in tutta la regione si parla della vostra fede: tutti rimangono contagiati dalla vostra gioia.
3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
Guarda, Signore, i doni che ti presentiamo: sono segno della nostra disponibilità suscitata in noi dalla tua parola. Quest’offerta esprime il servizio sacerdotale che in Cristo Gesù svolgiamo nel tuo amore verso i fratelli. Salga fino a te come profumo gradito e renda gloria al tuo nome: sia segno della tua presenza di attenzione ai piccoli e bisognosi mediante noi. Per Cristo nostro Signore. Amen.
4°. LITURGIA EUCARISTICA..
Ringraziamo e benediciamo il Padre in Gesù.
Grazie, Padre, per il tuo Figlio: egli fa del suo comandamento nuovo l’unica legge di vita.
Gesù diviene il vero Pane.
Ora, Padre, manda lo Spirito a perfezionare l’opera di Gesù nel mondo e compiere ogni santificazione: Gesù in noi continua a servire te solo e ad amare i fratelli.
Gesù offre se stesso.
In noi, Padre, si offre a te Gesù, dandoci un cuore libero da tutti gli idoli dei nostri interessi che ci spingono a metterti alla prova.
Gesù intercede.
Nella persona del sacerdote che presiede l’assemblea, Gesù intercede per tutta l’umanità. Tutti: vivi, defunti, celebranti, Padre, accogli in Cristo: che è la più sicura difesa degli umili e dei poveri.
Gesù loda.
A te, Padre, ogni onore e gloria: nell’amore secondo lo Spirito del tuo Figlio.
5°. RITI DI COMUNIONE.
Esulteremo per la tua salvezza e gioiremo nel nome del Signore, nostro Dio.
Cristo ci ha amati: per noi ha sacrificato se stesso, offrendosi a Dio in sacrificio di soave profumo.
«Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente».
Signore, questo sacramento della nostra fede compia in noi ciò che esprime e ci ottenga il possesso delle realtà eterne, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., L’amore:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: l’amore, dell’uomo verso ogni suo simile;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza l’amore, di Dio verso Israele e ogni bisognoso;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: l’amore, di Gesù per il Padre e i fratelli;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: l’amore, dei tessalonicesi che riecheggia ovunque;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. l’amore, dei convertiti in attesa del Figlio risorto.
Preghiamo:
O Padre, che sei Signore del cielo e della terra, benedetto perché ai piccoli riveli i misteri del regno dei cieli; ogni uomo proclami: “Ti amo, Signore, mia forza”. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).