23/12/2001 – AVVENTO – ANNO A – 4 DOMENICA – 2001
A V V E N T O – N A T A L E
2004-2005
DIECI MINUTI DI PREGHIERA CON LA CHIESA.
Mediante «letture, riti e preghiere» si attua il mistero di Cristo, e noi comprendiamo ciò che una celebrazione ci vuole comunicare: entriamo nel nucleo del mistero cristiano che è la persona di Gesù. I testi, sia biblici che eucologici (tutti quelli non biblici), non hanno vita propria: sono nati per la celebrazione liturgica, e s’impregnano di senso all’interno della celebrazione stessa.
Le meditazioni del 2001-2004 rileggono i testi biblici alla luce del versetto al vangelo e dell’antifona alla comunione: Gesù si rivela Buona Notizia (vangelo), Compimento delle promesse (prima lettura, salmo responsoriale); Fondamento della chiesa (seconda lettura).
Le meditazioni del 2004-2007 rileggono i testi alla luce delle ‘preghiere della chiesa’ (o eucologia).
4ª DOMENICA DI AVVENTO
Anno A – 23 Dicembre 2001
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RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiuta tutti come aiuti me ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10; Rm 12).
LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di accogliere la sua parola nell’assemblea dei fedeli (LETTURE).
MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
Le meditazioni del 2001-4 rileggono i testi biblici alla luce del Vers. al Vang. e Antif. alla Comun.
Le meditazioni del ciclo 2004-2007 rileggono i testi alla luce delle preghiere della chiesa.
Versetto al Vangelo:
Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele: «Dio con noi». .
Antifona alla Comunione:
Giuseppe, non temere:
Maria partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù. Egli salverà il suo popolo.
Non temere: Maria partorisce, tu lo chiami «Gesù», salva il suo popolo; dalla schiavitù d’una semplice storia umana. «Gesù nascerà da Maria, sposa di Giuseppe, della stirpe di Davide».
Oggi mi rendo presente in atto di rinascere in te, nel simbolo di una coppia «non distratta», ma ben attenta a ciò che avviene, «Maria e Giuseppe»; essi si amano con tutto il cuore, in una particolare intensità, secondo il volere di Dio. Ecco come avviene la mia nascita, l’attesa più grande in cielo e sulla terra: è implicata Maria, incinta per opera dello Spirito Santo; e Giuseppe, intento a lasciare libera la sposa, su cui intuisce l’intervento divino; quindi, la mia reale presenza è accolta nel rispetto fiducioso verso Dio e nell’amore reciproco di due persone, Giuseppe e Maria. In questo ambiente di «attenta relazione» posso compiere l’opera mia, superare ogni difficoltà: supero il rischio di essere ritenuto un semplice figlio ‘bastardo’ e non poter mostrare l’amore del Padre verso gli uomini; supero il rischio che Maria mia Madre sia lapidata o viva sola e abbandonata: non credibile; supero il rischio che Giuseppe precipiti nel licenziare Maria sua sposa, senza attendere da Dio un segno, come invece deve fare un uomo «giusto: mite e umile di cuore»; ma Giuseppe attende, «cerca» un modo «giusto» per ritirarsi dalla sposa, che egli ama, stima e rispetta; così lascia spazio al suo Signore; e Dio Padre gli può dire: «Giuseppe, proprio perché temi Dio e rispetti umilmente il mio progetto su Maria, a bene di tutti, io la affido a te come Madre del mio amatissimo Figlio. Non esitare ad accogliere la nuova grande missione che ti affido; anche a te, come a Maria, io annunzio nel cuore la sua incarnazione per opera del mio Spirito. Darai legale discendenza davidica al Cristo, presenza di Dio che salva il mondo dai suoi peccati». – Una normalissima situazione umana, come quella ai tempi di Noè, un semplice ma «attento» matrimonio di due giovani, è avvolto nello stesso mistero di Dio; ciascuno ha un suo ruolo specifico: Giuseppe ora sa ciò che avviene in Maria: per opera dello Spirito Santo; sa chi lei è: la grande Madre, secondo la promessa divina ad Acaz: “La vergine concepirà, partorirà un figlio, detto «Emmanuele»: Dio-con-noi = guida, sostegno nostro; – sa chi è lui stesso, Giuseppe, come discendente davidico: segno della fedeltà di Dio alla promessa fatta; ma soprattutto Giuseppe sa chi è quel bambino: il Figlio di Dio, il discendente di Davide; siede sul suo trono come Re e Pastore eterno, ma lo supera come Salvatore dell’umanità. O sublime grandezza nascosta sotto l’istituzione d’uno sposalizio: “Non è il figlio di Giuseppe e di Maria?”. – Quale vetta nel cammino di fede è riservata all’uomo «giusto: mite e umile di cuore»! Giuseppe possiede (= chiama per nome) Dio in me, «Gesù»; io intervengo, mi intrometto nel buon rapporto tra due persone disponibili; questa è la loro, la tua collaborazione al piano di Dio; costruisco in te la mia dimora in vista di te, di ogni uomo: «Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo». – La tua storia attuale come quella di Maria e di Giuseppe ha profonde radici nel passato, la puoi conoscere nelle Scritture, di essa è il compimento, tipo del progetto divino in atto nei buoni rapporti, «sino alla fine»: Giuseppe comprende la sua storia alla luce della storia passata: «Il figlio di Acaz è figura di Gesù, l’Emmanuele, il Dio con noi; sarò con voi sono alla fine del mondo» (Mat. 28,20).- Giuseppe prende con sé Maria, come gli dice l’Angelo; tu prendi con te la situazione che ti procuro, con altri segni. Così «arrivi all’obbedienza della fede» come Giuseppe e Maria, così avviene anche in te il mio Natale a salvezza dell’uomo, gloria di Dio.
Ecco, viene il Signore, re della gloria.
Non temere: Maria partorisce, tu lo chiami «Gesù», salva il suo popolo; come ho promesso. «Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio».
Parla a Giuseppe lo stesso Signore che ha parlato ad Acaz: «Come ho invitato Acaz, tuo antenato, a ricorrere a me nella sua difficoltà politica e religiosa, tramite il mio profeta Isaia, così ora suggerisco a te nell’intimo di ricorrere a me nella tua presente difficoltà». – Nel 700 prima di C. la situazione di Gerusalemme, durante la guerra di Siria ed Efraim, due regioni di provincia rispetto al colosso Assiria, è disastrosa. Il piccolo re di Gerusalemme, Acaz, indeciso, stanca il popolo; il profeta Isaia allora gli richiama il progetto di Dio:
1°: Dio è fedele alla sua Alleanza con cui si è legato alla discendenza di Davide; essa continua in te, Acaz, e dovrà continuare anche dopo di te;
2°: il figlio che aspetti sarà quindi segno che Dio è fedele alla sua Alleanza, e tu puoi fidarti di lui;
3°: il regno di Gerusalemme in Giudea continuerà. Acaz, guarda i fatti, abbi fiducia, chiedi un «segno». – Ma Acaz non ha fiducia, trova un pretesto evasivo al suo vuoto di fede, dice: “Non voglio tentare Dio”. –
La storia di Acaz è a tuo ammonimento: Dio ti ama, ti rispetta, attende la tua decisione personale; ma poi compie il suo progetto a beneficio di tutti: nasce il bambino, segno de ‘l’Emmanuele’, di Dio presente come sostegno e guida del suo popolo: «In Cristo è presente corporalmente tutta la pienezza della Divinità» (Colossesi); nei miei fedeli, dice il Signore Gesù che ora viene in te, continuo a manifestarmi sulla terra: nei missionari in tutto il mondo (Mat. 28,20), nei fratelli bisognosi (25,31) e radunati nel mio nome (18,20). A differenza di Acaz, tu accogli la mia chiamata: “Giuseppe!”. – E mi rispondi: “Eccomi!”. Come Giuseppe ora mi ricevi e mi accogli, per questo ti rendo capace di intuire il mio progetto di Dio nostro Padre su te stesso, su di me e su Maria, cioè sugli altri. Con amoroso rispetto uno vorrebbe ritirarsi, come Giuseppe. Ma proprio questa tua umiltà ti abilita al dono della nuova missione: «Prendere Maria», la Sposa Madre, figura della Chiesa, «con il Figlio ‘Emmanuele’: Dio-con-noi», da concepire, partorire e donare al mondo.
Ecco, viene il Signore, re della gloria.
Non temere: Maria partorisce, tu lo chiami «Gesù», salva il suo popolo; divieni come me Figlio del Padre mio. «Gesù Cristo, della stirpe di Davide, figlio di Dio».
Giuseppe, tipo della Chiesa, parla per bocca di Paolo: “Per grazia siamo servi e apostoli di Gesù Cristo”. – Messaggio tuo e di tutta la Chiesa è la mia «persona»: in me si compiono le promesse di Dio a Davide; vero uomo, nato da donna, coi limiti della natura umana, «figlio di Davide», sono anche vero «Figlio di Dio», il primo Risorto dai morti, nella piena santificazione dello Spirito. Unico Principio di Vita, sono Buona Notizia di salvezza per tutti: chiamati ciascuno a mia immagine fin dall’inizio; ti raggiungo e ottengo piena comunione con te mediante la disponibilità che ho donato ai fratelli. Nelle difficoltà prega, riconosci e accogli la mia nuova azione salvifica: amàti, santi per vocazione, grazia e pace da Dio, Padre nostro, e da me, tuo fratello Gesù Cristo e Signore della gioia. Amen.
Ecco, viene il Signore, re della gloria.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Versetto Responsoriale:
Ecco, viene il Signore, re della gloria,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
nato dalla V. Maria per opera dello Spirito Santo;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
Gesù in mezzo a noi, è compimento delle promesse e della santificazione nello Spirito Santo;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
che si è fatto uomo per salvarci dai peccati;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
tu li hai amati e chiamati alla santità in Cristo Gesù;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
dall’umanità che in Cristo ti riconosce Padre.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2).
Contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, Prendere con sé la sposa:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione:
Giuseppe prende con sé la sposa Maria;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza:
Dio prende con se Israele nella persona di Acaz;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi:
Gesù prende con sé l’umanità in Maria-Giuseppe;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso:
Gesù continua a prendere con sé ogni persona;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità:
Il Padre prende con sé l’umanità in Cristo Gesù.
Preghiamo:
O Padre, che ci hai mandato Gesù, il tuo Figlio amatissimo pieno di Spirito Santo, a portare il lieto annunzio ai poveri; suscita in noi la fede che lo invoca con gioia: «Vieni, Signore, a salvarci». Per Cristo nostro signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera della chiesa (colori).