24/08/2003 – T. ORDINARIO – ANNO B – 21 DOMENICA – 2003
XXI DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno B – 24 Agosto 2003
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiuta tutti come ora aiuti me ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
“I fedeli leggano almeno i testi della messa, in famiglia o in privato” (PCFP 13). – Fa crescere “ascolto e risposta” in chi ti accoglie, Signore Gesù! (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi la voce LETTURE nel sito.
MEDITAZIONE – RILETTURA
Il Signore parla di se stesso, “Buona Notizia” nel vangelo; “compimento delle promesse”, della prima lettura; “fondamento della chiesa”, nella seconda lettura: Gesù rivela ciò che sta facendo in noi. – Facci conoscere la tua opera, Signore, mentre rileggiamo vangelo, I e II lettura alla luce del “versetto al vangelo”:
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita; tu hai parole di vita eterna. Alleluia.
CELEBRAZIONE – VITA
Il Signore Gesù si rende presente! Con lo Spirito e la Sposa diciamo: “Vieni, Signore Gesù!”. E Gesù risponde: “Sì, ecco, io vengo” (Apc. 22,17s). È in atto l’azione di Gesù nella messa e nella vita di ciascuno (Cfr PNMR 55, f): Gesù in noi continua a offrirsi al Padre per tutti. Antifona alla Comunione:
Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna.
Da chi andremo, Signore? Le tue parole sono spirito e vita: tu hai parole di vita eterna.
Festa della scelta decisiva per l’Amore. Gesù ha scelto la via umile dell’incarnazione, della croce e dell’eucaristia: spinto dall’amore si è fatto uomo come noi nell’incarnazione, ci ha amato fino all’estremo sulla croce e ha voluto essere nostro contemporaneo nell’eucaristia. Sarà la scelta anche dei suoi fedeli. Infatti, molti lo abbandonano, ma Pietro, a nome dei dodici, sceglie di essergli fedele (vangelo). È Gesù che sceglie e dà ai suoi la forza di seguirlo: a tutti coloro che a lui si affidano, Gesù insegna come accoglierlo e come lasciarlo agire in se stessi, divenendo suoi ministri (prima lettura). Tutti sono chiamati a diventare ministri dell’Amore di Dio; gli sposi sono un esempio concreto di persone divenute ministri dell’amore di Gesù l’uno verso l’altra: esempio di come vivere il mistero di Cristo e della chiesa (seconda lettura). Venendo in noi Gesù dice: Oggi mi rendo presente in atto di farvi ministri dell’Amore; nel simbolo dell’invito, fatto da me, accolto da voi. – Desideriamo che continui anche in noi, Signore, la scelta di Simon Pietro. In questa eucaristia facciamo esperienza di vita nuova in te, Gesù, che “hai parole di vita eterna”. Nell’eucaristia tu sei tutto ciò che il Padre ci dona: tu, suo Figlio amatissimo, operante nell’esistenza di chi ti accoglie e si decide per te, come noi qui ora vogliamo fare, acclamando: Il tuo popolo si gloria in te, Signore.
L’Amore di Gesù è totale, incondizionato, per tutti, da sempre e per sempre. L’Amore di Gesù è totale e incondizionato: dona tutto se stesso e non guarda se ce lo meritiamo o meno, perché non dipende da noi Gesù, ci ama per se stesso, per il suo nome, perché è Amore e non può non amarci. È la realtà più bella e sicura in assoluto per l’uomo, che sempre e in ogni caso può dire: so che Dio, mio Papà, mi ama e melo mostra in Gesù. Aldilà di ogni stato d’animo e di ogni situazione in cui una persona si può trovare, è raggiunta dall’Amore tenerissimo, infinito ed efficace di Dio in Gesù. In ogni persona Gesù incontra ostacoli, e non può non incontrarli, perché siamo tutti egoisti e avidi di grandezza. Gesù è l’ “Uomo” venuto appositamente per “darci la vita”. Ma per lui non è un problema tutto il male del mondo: l’Amore di Gesù non viene meno. Anche per noi la difficoltà non dovrebbe essere un problema. C’è sempre modo di superare tutto. Ma coloro che si chiudono in se stessi, per qualche motivo, non cercano e non vedono: non sono disponibili; sono increduli, come i discepoli di Gesù: «Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: “Questo discorso è duro; chi può ascoltare?”». L’incredulità è la prima reazione al discorso di Gesù; ma proprio a loro Gesù sta parlando ancora, di nuovo e sempre. Chi “ode materialmente” il discorso di Gesù, lo giudica “duro”, impossibile da accettare con la ragione umana: è un discorso paradossale, assurdo, scandaloso. Ma Gesù usa proprio il paradosso per far “riflettere”, per suscitare un minimo di “disponibilità”; per far constatare che un semplice uomo, fosse pure un genio, non può parlare così. È il primo passetto che Gesù, con la sua realtà di Persona divina in carne e ossa, offre alla nostra ragione umana. È vero: la “carne”, cioè gesti e parole umani concreti, può manifestare la presenza dello Spirito-Amore; e solo lo Spirito stesso presente anche in noi che sentiamo materialmente il discorso di Gesù, cioè lo Spirito, presente in noi amati da Gesù, fa intuire la presenza dello Spirito. Lo Spirito evidenzia come sono parziali i nostri punti di vista umani; poi, con il suo fascino, lo Spirito ci dà la forza di superarli; e la persona umana può accettare di essere disponibile: può cominciare a riflettere e seguire Gesù. Così facciamo il primo passo in risposta all’offerta che Gesù ci fa di se stesso. Il cammino è fatto di piccoli passi così: un’offerta di Gesù-Amore, che attende la nostra risposta disponibile per opera dello Spirito-Amore. Siamo spinti a scegliere tra la disponibilità ad accogliere e ascoltare Gesù nel suo mistero superiore ma non contro la nostra ragione, anzi mediante la ragione; e il rifiuto di un discorso definibile “irrazionale di un folle”, ma per giustificare il rifiuto stesso. – I tuoi orecchi, Signore, sono verso il nostro grido di aiuto.
L’amore totale e incondizionato di Gesù supera ogni ostacolo. «Molti dei suoi discepoli» mormoravano. l’uditorio è ristretto ai “discepoli”. Non è più tutta la gente. Fin dall’inizio la gente non lo segue più, dato che Gesù non è quel “re panettiere” che loro si aspettavano. All’attesa del re dispensatore di pane Gesù contrappone il Messia messo a morte, il crocifisso: Gesù, Dio, nella sua realtà umana, è il pane che deve essere mangiato, il sangue che deve essere bevuto. Questa è l’unità con lui; questo, Gesù vuole sia sempre attuale nell’Eucaristia. E come il Figlio vive in Virtù (Forza Spirito Santo) del Padre, così chi mangia di Gesù vive in Virtù (Forza Spirito Santo) di Gesù! Cibarsi di questa carne e di questo sangue, comunicare, abitare, restare, dimorare in Gesù, tutti, in ogni tempo e luogo, in un’intima unione con lui, è la decisa volontà di Gesù. Ma questo rifiutano “molti”: è il rifiuto della croce e dell’eucaristia nella chiesa “dei suoi discepoli”, al tempo di Giovanni e in ogni tempo: il vero Amore disinteressato e totale di Gesù è scandaloso per l’uomo che agisce e vive solo per interesse. Ma Gesù non si ferma. – Tu mi conosce da sempre, Signore: realizza su di me il tuo progetto di amore.
Nulla può trattenere l’Amore totale e incondizionato di Gesù dal donarsi fino all’estremo. “Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima?”. A chi si attende tutto da un trionfo terreno, Gesù prospetta invece il trionfo dell’Amore fino all’estremo della glorificazione, cioè del suo ritorno “dov’era prima”, presso il Padre: la croce e la morte per amore non è una fine: non interrompe la vita. Gesù sta per donare la vita, per riprenderla di nuovo (Gv 10.17ss). La morte è la sua gloria perché è l’espressione massima dell’amore. Gesù “scende” con una vita che proviene da Dio, entra in un mondo che si esprime con il potere, la sopraffazione e la morte; ma da tale morte Gesù “sale” alla sua vita definitiva. Per questa via Gesù conduce dalla morte alla vita con lui chi è disponibile a seguirlo passo dopo passo. Molti non sono disponibili: sono nella morte. Gesù parla proprio con loro: ora viene a noi, per noi e in noi, pecorelle sperdute. Lo Spirito-Amore è interesse personale per l’altro, interesse di bene ad ogni costo, che prevede, progetta e ha davanti a sé tutto il tragitto della realizzazione del bene, dall’incarnazione alla glorificazione; non si ferma a un passaggio della sua storia, per quanto bello o brutto possa sembrare: per quanto bello da pretendere di sostituire il fine, per quanto brutto da sembrare di volerne impedire la realizzazione. – Signore Gesù, tu ci hai fatti a tua immagine; facci anche a tua somiglianza.
Gesù ti ama anche se non accogli il suo amore: ti ama per se stesso da sempre e per sempre. “È lo spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita”: sono Amore efficace, creativo. Gesù è Dio che parla e agisce in carne umana. Le sue parole sostituiscono la Legge: mentre la Legge esprime la volontà di Dio; Gesù, Dio, è la Forza che ti trasforma e ti fa capace di compiere ciò che dice. Disponibilissimo ad abbassarsi a tutte le necessità dell’altro, lo Spirito-Amore è fermo e irriducibile di fronte alla sua realizzazione. Il Bene “attrae” fin dall’inizio per la sua sintonia con l’essere umano a immagine di Gesù; e distingue chi lo favorisce, da chi lo abbandona, anche contro se stesso. Lo Spirito-Amore protegge, previene e accompagna sempre chi nel tempo ha imparato a preferirlo e a seguirlo; attende sempre anche chi lo ha abbandonato; ecco, parla con gli stessi che hanno deciso di lasciarlo. Gesù sa fin dall’ “inizio” del suo ministero pubblico, da quando ha eletto i dodici apostoli, “chi erano coloro che non credevano e chi era colui che l’avrebbe tradito”. Questo non ha trattenuto l’Amore –Gesù dal chiamarli all’esistenza e poi al suo seguito. L’Amore suppone la possibilità del tradimento; anzi, l’Amore è “consegna” personale e gratuita di se stesso come Vita a chi lo “consegna” alla morte. Il traditore non sospende mai l’azione del vero Amore-Dio verso di lui. Gesù dice che il Padre, non solo attrae (Gv 6,44), ma “dona” di andare da Gesù: più grande ancora è quindi la libertà nei discepoli di andare o meno da lui; per questo motivo da quel momento “molti… non camminavano più con lui”: sono in grado di decidere liberamente anche contro di lui. Si servono del dono di Dio per andare contro Dio. In ogni caso, pro o contro, Gesù-Amore vuole una decisione cosciente e personale in tutti, affronta la possibilità del distacco anche dei più intimi, e dice: “Forse anche voi volete andarvene?”. L’Amore di Gesù-Uomo-Dio è totale e incondizionato verso tutti sempre, anche se nessuno lo accogliesse. L’Amore esige una risposta; ma libera e personale: mai una costrizione; bensì una libera adesione, per quanto embrionale; sarà compito dello stesso Amore portare la persona che gli aderisce, fino alla sua età matura. Venuto per servire, Gesù non vuole servi, ma Signori di servizio con lui agli altri. – Signore, tu sei “vicino a chi ha il cuore ferito”, imperfetto, “tu salvi gli spiriti affranti”.
L’Amore suscita Amore: i Dodici fanno la scelta dell’Amore. «Gli rispose Simon Pietro: “Signore, da chi ce ne andremo? Tu hai parole di vita eterna”». Simon Pietro parla al plurale, cioè per tutti i dodici, mostra di avere seguito tutte “le parole di vita” che Gesù ha pronunziato nel suo discorso, accoglie il dono del Padre che attira a Gesù, e con gioia mette in primo luogo la Persona stessa di Gesù, dicendo: “Da Chi ce ne andremo?”; poi aggiunge: “Tu hai parole di vita eterna”. Simon Pietro è sicuro che affidandosi a lui, Gesù stesso farà loro comprendere meglio le sue parole, e dice: “Noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio”. “Credere e conoscere” sono due posizioni interdipendenti in rapporto alla Persona di Gesù: la fede personale porta a conoscere meglio Gesù e la conoscenza sempre più profonda di lui porta anche ad una fede sempre più salda, e all’Amore. Per Simon Pietro, per i dodici e per noi è fonte di Vita sicura accogliere la Persona di Gesù, “il Santo di Dio”. – Signore Gesù, “chi in te si rifugia non sarà mai condannato”.
L’Amore ti dichiara: Solo in me sei al sicuro. E spiega: conosci studio, lavoro, impegni; sai che tutto riguarda il “che cosa”; mentre la domanda di fondo è: “Chi”; verso “Chi” andare, “Chi” seguire, “a Chi” affidare la propria vita. Anche il “Chi” delle persone umane da solo non basta: è sempre limitato; sei al sicuro solo acclamando con Pietro: “Da Chi andremo? Tu hai parole di vita eterna”; tu, Gesù di Nazaret, Verbo di Dio fatto Uomo, puoi soddisfare le profonde aspirazioni del cuore umano che tu hai creato a tua immagine perché assomigli a te.
Vieni a me nell’Eucaristia, là sono raggiungibile personalmente, là puoi entrare in contatto diretto con me in modo reale, là puoi attingere alla mia vita di Risorto; amo te e ciascuno in maniera personale, unica, concreta; quando tutto ti va bene, come quando sei nella prova più dura; ti amo sempre, anche quando deludi le mie attese. Non ti chiudo mai le mie braccia di misericordia. Sto dalla tua parte; lascia che nella tua vita io continui a donarmi: in te io porti la tua croce, in te io serva il tuo vicino. Questa è l’Eucaristia a casa tua, la stessa eucaristia che qui ora celebro con te e con tutti. – Testimoni di amore divino per gli uomini, pellegrini nel tempo, Signore, noi siamo assetati delle “tue parole” che “sono Spirito e Vita”.
Il Signore è vicino a chi lo serve.
Da chi andremo, Signore? Le tue parole sono spirito e vita: tu hai parole di vita eterna.
Tu scegli il dono del Padre e vieni a me, e io ti educo a lasciarmi amare gli altri in te. Israele sceglie Dio, dopo che ha visto le azioni compiute da lui a suo favore, dai tempi di Abramo sino all’ingresso nella terra promessa, e dice: “Il Signore ha compiuto tutti quei miracoli dinanzi agli occhi nostri e ci ha protetti per tutto il viaggio che abbiamo fatto, perciò anche noi vogliamo servire il Signore nostro Dio”. Finora l’alleanza di Dio con il suo popolo è avvenuta come un gesto del tutto unilaterale da parte di Dio (es. Gen 9; 15; 17); ora invece viene chiesto a Israele di scegliere liberamente quale Dio intende servire; e per quattro volte il popolo sceglie di servire il Signore (non è riportato tutto il testo). Ma Israele sarà fedele? La storia racconta le molteplici infedeltà d’Israele, nonostante le ripetute promesse. Così Simon Pietro decide di seguire il Signore e lo ripete durante la passione: “Anche se tutti ti lasceranno, io non ti abbandonerò mai”; e invece poi sappiamo che lo ha rinnegato: come Israele. Ma con la Risurrezione di Gesù e la Pentecoste Simone di Giovanni impara a rispondere: “Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo”: conosci cioè l’amore per te che tu hai messo in me; tu sai se ti posso amare veramente nel tuo servizio agli altri: “Agnelli e pecore…”. Così il Signore educa il suo popolo e il suo fedele ad osservare i suoi precetti in risposta all’alleanza; e, data la sua incapacità pratica, lo educa ad accogliere l’Amore di Dio e a lasciarlo operare in sé.
Il Signore è vicino a chi lo serve.
Da chi andremo, Signore? Le tue parole sono spirito e vita: tu hai parole di vita eterna.
Chi sceglie il Signore è guidato dallo Spirito del Signore in ogni situazione. “Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo”. I miei fedeli, per esempio mogli e mariti, compiono ogni cosa nel mio nome; vivono animati da me; amano spinti dal mio amore per la Chiesa che amo, nutro, curo, rendo splendente, gloriosa, immacolata mediante il mio Spirito; pronta a stare con me davanti al Padre mio: se “la moglie deve essere sottomessa al marito”, non è per una semplice cultura nazionale; lo deve essere “come al Signore”, così “come il Cristo, che ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei”, deve essere il marito nei riguardi della moglie. È un esempio che vale per tutti sempre: tutti fanno tutto in rapporto a Cristo Signore. La mia comunità diviene corpo mio, dice Gesù; e i fedeli divengono le singole mie membra.
Il Signore è vicino a chi lo serve.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica, per es. del Vers. Resp.:
Il Signore è vicino a chi lo serve,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
tua parola eterna che rivela il tuo amore;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
la vita di Gesù, il suo corpo e sangue, diventano cibo e bevanda;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
da te nessuna parola o gesto umani ci allontanano;
intercessione: per tutti vivi e defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
te li sei acquistati con il suo sacrificio;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria:
dall’umanità per la tua opera redentrice in Gesù.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2);
contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es.: La Parola vitale.
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: la Parola vitale, d’un uomo che esorta come Giosuè;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: la Parola vitale, di Dio che si rivela con i fatti;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: la Parola vitale, di Gesù che si dona cibo e bevanda;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: la Parola vitale, della Chiesa, corpo e membra cristiche;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: la Parola vitale, di figli conformi al Figlio davanti al Padre.
Preghiamo:
O Padre, unica fonte di spirito e vita, tu hai parole di vita eterna; concedi alla tua Chiesa il dono di servirti e sperimentare nella tua vicinanza unità e pace. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).